EUROPA – Nasce Enma, piattaforma unica contro l’antisemitismo

«Il 79% degli ebrei che ha subito atti di antisemitismo non li ha poi denunciati. Enma serve anche a questo. Se avremo successo, la comparabilità di dati transazionali sull’antisemitismo aiuterà anche i decisori nei paesi europei».
Con queste parole il direttore dell’Osservatorio tedesco contro l’antisemitismo (Rias) Benjamin Steiniz ha annunciato dalla sede berlinese della Commissione europea la nascita di Enma, sigla che indica la Rete europea per il monitoraggio dell’antisemitismo. «L’antisemitismo deve essere reso visibile per essere combattuto», gli ha fatto eco Katharina von Schnurbein, coordinatrice Ue per combattere l’antisemitismo e sostenere la vita ebraica. Von Schnurbein ha definito l’odio antiebraico «una minaccia alla democrazia. E spesso non lo si denuncia perché farlo è troppo complicato: servono invece mezzi veloci, digitali, facilmente accessibili. Ecco perché la Commissione darà a Enma 400mila euro quest’anno per sostenere e sviluppare i ponti fra le vittime dell’antisemitismo e le forze dell’ordine». Membri fondatori di Enma sono la Rias, il centro contro l’antisemitismo di Vienna e l’associazione ebraica Czulent (Polonia).
Per l’Italia era presente Gadi Luzzatto Voghera, il direttore del Cdec, che di Enma è membro associato insieme all’Unione della comunità ebraiche della Repubblica Ceca. «Enma serve a creare una piattaforma omogenea dei dati sull’antisemitismo, dati che sono raccolti in ogni paese in modo diverso. Come Cdec siamo parti del Board di Enma e abbiamo contributo a creare la struttura di categorie per dare vita all’algoritmo, da oggi distribuito fra i membri associati». Domani, gli chiediamo l’Italia entrerà a pieno titolo dentro Enma? «La sfida dalla fine del 2024, quando finirà il finanziamento Ue già assicurato, è quella di raccogliere fondi e allargare la rete degli enti che si serviranno di questo software». Presente alla presentazione, il commissario del governo federale tedesco contro l’antisemitismo, Felix Klein, ha commentato: «Come diplomatico e come europeista mi compiaccio di questa iniziativa internazionale. Ritengo che la costruzione di strutture del genere sia fondamentale per combattere l’odio antiebraico. E raccogliere i dati in modo efficace significa poi poterli raccogliere, analizzare».

dan.mos.