Adolfo
Locci,
rabbino capo
di Padova
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La
Torà indica tre motivi per spiegare il perché Giacobbe, per tornare a
casa, deve scappare in segreto: 1) l’invidia dei figli di Labano
(Genesi 31:1); 2) Labano che guarda in modo diverso Giacobbe (31:2); 3)
D-o ordina a Giacobbe di partire (31:3). Questi motivi, però, sono
stati determinati dal fatto che il nostro patriarca, che aveva già
deciso di partire quando nacque Giuseppe (30:25-26), cedette alla
proposta del suocero di lavorare altri sei anni per ottenere un
compenso economico (30-32). La prospettiva di una ricchezza materiale
smisurata, ottenuta tra l'altro ma certamente non necessaria (30:43),
ha attirato su Giacobbe l’invidia, il sospetto e di conseguenza
l’imperativo divino di partire e fuggire in segreto. Chi si assume un
impegno non solo deve portarlo a termine senza indugiare, ma deve
capire - e far comprendere - cosa sia veramente necessario per
perseguirlo senza rimanere intrappolati nella ricerca del superfluo...
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Anna
Foa,
storica
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Nella
notte tra sabato e domenica si è celebrato il 75° anniversario della
Notte dei cristalli, a partire dalla quale il buio si allargò
sull'Europa che Hitler si preparava a conquistare e sugli ebrei europei
che si preparava a sterminare. Ed è stata proprio ill 10 novembre che
una piccola casa editrice finora mai caratterizzatasi come antisemita,
Aracne, ha scelto come data per presentare a Roma, all'Associazione
Nazionale Volontari di guerra, il libro dello scomparso Alberto
Bernardino Mariantoni. La memoria della realtà. Le leggi razziali
fasciste del 1938. Fascista radicale, membro di Fiamma Tricolore,
deciso avversario di Israele e vicino ai siti negazionisti che uniscono
alla denuncia della "menzogna" dell'Olocausto quella dell'"olocausto",
così lo definiscono in sostanza, dei palestinesi, Mariantoni sostiene
in questo volume la tesi che la politica razzista del fascismo a
partire dal 1938 fosse, cito dal testo promozionale della casa
editrice, "la conseguenza dell'incomprensibile e ingiustificato
antifascismo dell'ebraismo mondiale". E' utile che una casa editrice
finora mai dichiaratamente fascista e antisemita si disveli
pubblicamente come tale, così sappiamo con chi abbiamo a che fare e
possiamo tenercene lontani. Certo che, nonostante tutto, resta un modo
ben originale di ricordare la notte dei cristalli!
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ROMA
- Intellettuale, editore, figlio dell'antifascista Carlo, Aldo
Rosselli sarà al centro di una maratona di testimonianze in suo ricordo
a poche settimane dalla scomparsa. L'appuntamento è alle 18.30 nella
libreria delle Edizioni Empirìa in via Baccina. Con parenti e amici
interverranno Luigi Attardi, Carlo Bordini, Elèna Mortara, Daniela
Negri.
Si conclude oggi il convegno in più sessioni "Utopie della terra.
Messianesimo, Sionismo, Israele" organizzato da Andrea Velardi per
conto della Scuola Filosofica Romana. Ad essere presentato, alle 18 al
Centro Studi Orsini, il volume di Judith Butler "Strade che divergono.
Ebraicità e critica del sionismo" edito da Raffaello Cortina.
Interverrà, tra gli altri,la curatrice Laura Boella.
MILANO – Alle ore 18.00 al Memoriale della Shoah in Piazza Edmond J.
Safra 1/già Via Ferrante Aporti 3, lo storico Marcello Pezzetti,
direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma,
approfondirà “La deportazione degli ebrei italiani ad
Auschwitz-Birkenau”. A introdurre l’incontro sarà il giornalista del
Corriere della Sera Antonio Carioti.
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Cultura e istruzione
per difendere la Memoria
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“L'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane ha più volte ribadito che la Memoria
si tutela al meglio, ma soprattutto si difende nel modo migliore
privilegiando le armi della cultura e dell'istruzione, impegni perenni
e prioritari che nessuno potrà mai porre in secondo piano anche perché
le leggi stesse devono sempre trovare una solida base nella coscienza
collettiva”. Lo scrive il presidente dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in un editoriale che apparso sul
quotidiano La Stampa. Per questo Gattegna annuncia l'intenzione di
coinvolgere le strutture dell'UCEI “nel rivolgere un pressante appello
e invitare a un confronto e a una collaborazione diverse categorie che
in un modo o nell'altro si trovano in prima linea nella diffusione di
cultura e di informazione nella nostra società”. Educatori, docenti,
intellettuali, giornalisti. Ma anche coloro, come i bibliotecari e gli
addetti alla vendita di libri e di giornali, “che a contatto con la
popolazione svolgono attività di diffusione e che inconsapevolmente si
trovano spesso a essere strumento di chi pubblica appelli all'odio e
all'ignoranza”. L'intervento del presidente UCEI arriva a seguito
dell'articolo in cui il quotidiano torinese annunciava, in esclusiva,
il ritiro del disegno di legge sul negazionismo e la sua trasformazione
in aggravante di reati già esistenti.
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Voci a confronto
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Il pontefice ha ricordato ieri il 75° anniversario della Notte dei
Cristalli, sottolineando la sua solidarietà al popolo ebraico, cui si
rivolto con l’appellativo di “fratelli maggiori” (Gazzetta del
Mezzogiorno).
Israele si appresta a esportare in Europa ingenti quantità di gas e
l’Italia potrebbe essere uno dei primi beneficiari (Corriere Economia).
Sulla stessa testata si raccontano le imprese di SolarHedge, (ormai
consolidata) start-up israeliana specializzata in pannelli solari.
Molti analisti sottolineano il ruolo della Francia nei negoziati tra gli Stati membri del 5+1 e Teheran (Corriere della Sera).
Il Tempo intervista la vedova di Yasser Arafat dopo la rivelazione che il marito sarebbe morto avvelenato con il polonio.
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Provvedimenti antinegazionismo
Un coro a molte voci
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Il
dossier raccolto dalla redazione circa il denso dibattito a proposito
dei provvedimenti antinegazionismo che vede protagonisti storici,
intellettuali e giuristi.
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MEMORIA
I 75 anni dalla Notte dei cristalli, il Bayern Monaco non dimentica
“75
anni dopo i pogrom di novembre, niente e nessuno è stato dimenticato”.
Così i tifosi del Bayern Monaco in uno striscione apparso nella curva
bavarese in occasione del 75esimo anniversario della Notte dei
Cristalli. Un lungo applauso ha accolto l'iniziativa tra i supporter
del Bayern, squadra che ai tempi del nazismo fu malvista dai vertici
del regime anche per le origini ebraiche del suo storico presidente, Kurt
Landauer, deportato a Dachau e in seconda istanza espulso dal paese
(emigrerà in Svizzera) in considerazione di alcuni meriti militari
precedentemente acquisiti sul campo. Negli anni trascorsi in
territorio elvetico il Bayern organizzò una partita amichevole a Ginevra
cui assistette, di persona, lo stesso Landauer. Alcuni giocatori e
dirigenti gli tributarono un commosso omaggio che costò loro, al
momento del ritorno in patria, la netta condanna del Terzo Reich. Era il 1940, l'Europa andava in fiamme e la macchina
della persecuzione e dello sterminio entrava sempre più nel vivo. Undici calciatori della
Germania nazista e ariana, allineati in mezzo al fazzoletto verde,
salutavano in modo vistoso un ebreo.
a.s twitter @asmulevichmoked
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qui berlino
Rabbini europei: "Difendiamo
il diritto alla circoncisione"
Una
delegazione di sette rabbini italiani (Alfonso Arbib, Avraham De Wolff,
Riccardo Di Segni, Yair Didi, Beniamino Goldstein, Joseph Levi, Umberto
Piperno) partecipa ai lavori della Conferenza dei rabbini europei in
corso a Berlino. La conferenza si è aperta ieri con circa 200
partecipanti dall'Europa, Stati Uniti e i nuovi rabbini capi di Israele
Lau e Yosef. Sono presenti rappresentanti dell'ebraismo tedesco, del
governo e molti giornalisti. Ieri pomeriggio è stata commemorata, nel
75esimo anniversario, la Notte dei cristalli in una sinagoga
(Brunnerstrasse) che fu allora distrutta e da poco ricostruita,
ascoltando la testimonianza di un novantenne sopravvissuto che, allora
quindicenne, vide tutto con i suoi occhi dalla finestra di una casa di
fronte. I lavori odierni si sono aperti con una tavola rotonda
coordinata da rav Di Segni sulla situazione della milà, minacciata in
Europa, nel corso della quale sono state definite le strategie comuni
per prevenire
un'evoluzione preoccupante. Oggi pomeriggio rav Arbib introdurrà una
lezione del nuovo Rishon LeZion rav Yosef.
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GERMANIA
Manfred Rommel (1928-2013)
Aveva
sedici anni quando alla porta di casa si presentarono due ufficiali
nazisti per offrire al padre una scelta: il suicidio o un processo
pubblico per tradimento per il presunto coinvolgimento nell’attentato
di Rastenburg a Hitler. La Volpe del deserto, il 14 ottobre del 1944,
scelse il cianuro. Poco dopo il figlio Manfred, da più di un anno
arruolato a forza nella Luftwaffe, si arrese ai francesi e fu fatto
prigioniero. Da lì incominciò la storia dell’“ultimo liberale tedesco”,
nella definizione del Washington Post: Manfred Rommel, figlio del
celebre Erwin, diventò una delle figure di primo piano della politica
tedesca del dopoguerra. Un esempio di tolleranza, coerenza e spirito
democratico, fu, fino alla sua scomparsa il 7 novembre scorso all’età
di 84 anni, solida colonna del partito democristiano tedesco.
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qui livorno
"Valorizziamo la musica ebraica"
Musica
ebraica protagonista a Livorno in occasione di un incontro organizzato
dalla sezione locale del Benè Berith in collaborazione con il circolo
Galliano Masani. Chiamati ad approfondire il contributo ebraico
relativamente al genere dell'opera, moderati da Gadi Polacco del Benè
Berith, il Maestro Carlo Goldstein e il musicologo e saggista Fulvio
Venturi. Al centro dell'incontro, realizzato con la formula del talk
show e con la frequente interazione di pubblico e relatori, una
riflessione ad ampio raggio sulla musica ebraica e sulle sue numerose
diramazioni e contaminazioni. Dagli ospiti è inoltre partito un deciso
appello in favore di una maggiore attenzione e sensibilità, all'interno
delle stesse comunità ebraiche, per favorire la conservazione e la
diffusione di questo ingente patrimonio culturale in tutta la società
italiana.
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Oltremare -
"Ode al navigatore"
Israele,
si sa, è un paese piccolo piccolo. Per dare un'idea, anche comprendendo
il Golan (che - pare - prima o poi ci toccherà restituire, vini
compresi, ahinoi...) parliamo di poco di più di 22 mila chilometri
quadrati. Paragone? La Lombardia da sola ne fa 23 mila e rotti. Poi c'è
l'altra questione, quella della forma: Israele è lunga e stretta, una
strisciolina di un centinaio di kilometri.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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In
cornice - Pollock a Milano
Nella
mostra "Pollock e gli Irascibili" al Palazzo Reale di Milano, sono
esposte opere di un gran numero (troppi) artisti, molti dei quali
ebrei. Il grande "Burst" di Gottlieb è una di quelle a cui dedicare più
tempo, anche se ci invia un messaggio leggibile fin dal primo istante.
La tela si compone di una sezione alta in cui si staglia una grande
forma ovoidale nera, perfettamente delineata, mentre nella parte bassa
campeggia un ammasso informe che non conosce confini o direzioni,
creato con potenti pennellate chiare.
Daniele Liberanome,
critico d'arte
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Tea
for two - Crescere
Wendy
aveva la testa sulle spalle e quell'aria da mammina che badava ai
fratellini. Peter invece aveva capito tutto: crescere è una delle più
grandi fregature di sempre. Un telefilm degli anni '90 ( i bei vecchi
tempi andati della domenica mattina) conferma il presentimento fin dal
titolo: Crescere, che fatica! Rimpiango i Manishtanah non cantati per
timidezza e il bikini della carica del 101 che mi rubarono di shabbat
sotto l'ombrellone dopo averlo indossato solo una volta. Rimpiango
perché, nonostante tutti gli inghippi escogitati, non c'è stato niente
da fare: sono cresciuta.
Rachel Silvera, studentessa
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