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11 novembre 2013 - 8 Kislev 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Adolfo
Locci,
rabbino capo
di Padova
La Torà indica tre motivi per spiegare il perché Giacobbe, per tornare a casa, deve scappare in segreto: 1) l’invidia dei figli di Labano (Genesi 31:1); 2) Labano che guarda in modo diverso Giacobbe (31:2); 3) D-o ordina a Giacobbe di partire (31:3). Questi motivi, però, sono stati determinati dal fatto che il nostro patriarca, che aveva già deciso di partire quando nacque Giuseppe (30:25-26), cedette alla proposta del suocero di lavorare altri sei anni per ottenere un compenso economico (30-32). La prospettiva di una ricchezza materiale smisurata, ottenuta tra l'altro ma certamente non necessaria (30:43), ha attirato su Giacobbe l’invidia, il sospetto e di conseguenza l’imperativo divino di partire e fuggire in segreto. Chi si assume un impegno non solo deve portarlo a termine senza indugiare, ma deve capire - e far comprendere - cosa sia veramente necessario per perseguirlo senza rimanere intrappolati nella ricerca del superfluo...
 
Anna
Foa,
storica
Nella notte tra sabato e domenica si è celebrato il 75° anniversario della Notte dei cristalli, a partire dalla quale il buio si allargò sull'Europa che Hitler si preparava a conquistare e sugli ebrei europei che si preparava a sterminare. Ed è stata proprio ill 10 novembre che una piccola casa editrice finora mai caratterizzatasi come antisemita, Aracne, ha scelto come data per presentare a Roma, all'Associazione Nazionale Volontari di guerra, il libro dello scomparso Alberto Bernardino Mariantoni. La memoria della realtà. Le leggi razziali fasciste del 1938. Fascista radicale, membro di Fiamma Tricolore, deciso avversario di Israele e vicino ai siti negazionisti che uniscono alla denuncia della "menzogna" dell'Olocausto quella dell'"olocausto", così lo definiscono in sostanza, dei palestinesi, Mariantoni sostiene in questo volume la tesi che la politica razzista del fascismo a partire dal 1938 fosse, cito dal testo promozionale della casa editrice, "la conseguenza dell'incomprensibile e ingiustificato antifascismo dell'ebraismo mondiale". E' utile che una casa editrice finora mai dichiaratamente fascista e antisemita si disveli pubblicamente come tale, così sappiamo con chi abbiamo a che fare e possiamo tenercene lontani. Certo che, nonostante tutto, resta un modo ben originale di ricordare la notte dei cristalli!
 
ROMA -  Intellettuale, editore, figlio dell'antifascista Carlo, Aldo Rosselli sarà al centro di una maratona di testimonianze in suo ricordo a poche settimane dalla scomparsa. L'appuntamento è alle 18.30 nella libreria delle Edizioni Empirìa in via Baccina. Con parenti e amici interverranno Luigi Attardi, Carlo Bordini, Elèna Mortara, Daniela Negri.
Si conclude oggi il convegno in più sessioni "Utopie della terra. Messianesimo, Sionismo, Israele" organizzato da Andrea Velardi per conto della Scuola Filosofica Romana. Ad essere presentato, alle 18 al Centro Studi Orsini, il volume di Judith Butler "Strade che divergono. Ebraicità e critica del sionismo" edito da Raffaello Cortina. Interverrà, tra gli altri,la curatrice Laura Boella.
MILANO – Alle ore 18.00 al Memoriale della Shoah in Piazza Edmond J. Safra 1/già Via Ferrante Aporti 3, lo storico Marcello Pezzetti, direttore scientifico della Fondazione Museo della Shoah di Roma, approfondirà “La deportazione degli ebrei italiani ad Auschwitz-Birkenau”. A introdurre l’incontro sarà il giornalista del Corriere della Sera Antonio Carioti.
 
Cultura e istruzione
per difendere la Memoria
“L'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha più volte ribadito che la Memoria si tutela al meglio, ma soprattutto si difende nel modo migliore privilegiando le armi della cultura e dell'istruzione, impegni perenni e prioritari che nessuno potrà mai porre in secondo piano anche perché le leggi stesse devono sempre trovare una solida base nella coscienza collettiva”. Lo scrive il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in un editoriale che apparso sul quotidiano La Stampa. Per questo Gattegna annuncia l'intenzione di coinvolgere le strutture dell'UCEI “nel rivolgere un pressante appello e invitare a un confronto e a una collaborazione diverse categorie che in un modo o nell'altro si trovano in prima linea nella diffusione di cultura e di informazione nella nostra società”. Educatori, docenti, intellettuali, giornalisti. Ma anche coloro, come i bibliotecari e gli addetti alla vendita di libri e di giornali, “che a contatto con la popolazione svolgono attività di diffusione e che inconsapevolmente si trovano spesso a essere strumento di chi pubblica appelli all'odio e all'ignoranza”. L'intervento del presidente UCEI arriva a seguito dell'articolo in cui il quotidiano torinese annunciava, in esclusiva, il ritiro del disegno di legge sul negazionismo e la sua trasformazione in aggravante di reati già esistenti.
 
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Voci a confronto
Il pontefice ha ricordato ieri il 75° anniversario della Notte dei Cristalli, sottolineando la sua solidarietà al popolo ebraico, cui si rivolto con l’appellativo di “fratelli maggiori” (Gazzetta del Mezzogiorno).
Israele si appresta a esportare in Europa ingenti quantità di gas e l’Italia potrebbe essere uno dei primi beneficiari (Corriere Economia). Sulla stessa testata si raccontano le imprese di SolarHedge, (ormai consolidata) start-up israeliana specializzata in pannelli solari.
Molti analisti sottolineano il ruolo della Francia nei negoziati tra gli Stati membri del 5+1 e Teheran (Corriere della Sera).
Il Tempo intervista la vedova di Yasser Arafat dopo la rivelazione che il marito sarebbe morto avvelenato con il polonio.
 
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Provvedimenti antinegazionismo
Un coro a molte voci
Il dossier raccolto dalla redazione circa il denso dibattito a proposito dei provvedimenti antinegazionismo che vede protagonisti storici, intellettuali e giuristi.
 
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  davar
QUI MILANO
La grande festa dell'Hashomer
Un mare di camicie blu di tutte le taglie e di tutti i gradi di logoramento. Striscioni e cartelloni colorati con disegni e parole in diverse lingue. Musica, spettacoli, ricordi, incontri. Questi gli ingredienti di un evento speciale, che ha riempito l’aula magna della Scuola ebraica di Milano di centinaia e centinaia di persone: le celebrazioni per i cento anni dell’Hashomer Hatzair (“Il giovane guardiano”), movimento giovanile ebraico fondato in Galizia nel 1913. Per festeggiare la ricorrenza, si sono date appuntamento generazioni di shomeristi, di oggi e di ieri.
A portare i saluti dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è stato il vicepresidente Roberto Jarach. Sul palco il consigliere della Comunità di Milano Simone Mortara, il responsabile dell’Hashomer Europa Omer Hakim e Tzvi Lotan dell’Ufficio nazionale israeliano del turismo in rappresentanza dell’Ambasciata.
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MEMORIA
I 75 anni dalla Notte dei cristalli, il Bayern Monaco non dimentica
“75 anni dopo i pogrom di novembre, niente e nessuno è stato dimenticato”. Così i tifosi del Bayern Monaco in uno striscione apparso nella curva bavarese in occasione del 75esimo anniversario della Notte dei Cristalli. Un lungo applauso ha accolto l'iniziativa tra i supporter del Bayern, squadra che ai tempi del nazismo fu malvista dai vertici del regime anche per le origini ebraiche del suo storico presidente, Kurt Landauer, deportato a Dachau e in seconda istanza espulso dal paese (emigrerà in Svizzera) in considerazione di alcuni meriti militari precedentemente acquisiti sul campo. Negli anni trascorsi in territorio elvetico il Bayern organizzò una partita amichevole a Ginevra cui assistette, di persona, lo stesso Landauer. Alcuni giocatori e dirigenti gli tributarono un commosso omaggio che costò loro, al momento del ritorno in patria, la netta condanna del Terzo Reich. Era il 1940, l'Europa andava in fiamme e la macchina della persecuzione e dello sterminio entrava sempre più nel vivo. Undici calciatori della Germania nazista e ariana, allineati in mezzo al fazzoletto verde, salutavano in modo vistoso un ebreo.


a.s twitter @asmulevichmoked
qui berlino 
Rabbini europei: "Difendiamo
il diritto alla circoncisione"

Una delegazione di sette rabbini italiani (Alfonso Arbib, Avraham De Wolff, Riccardo Di Segni, Yair Didi, Beniamino Goldstein, Joseph Levi, Umberto Piperno) partecipa ai lavori della Conferenza dei rabbini europei in corso a Berlino. La conferenza si è aperta ieri con circa 200 partecipanti dall'Europa, Stati Uniti e i nuovi rabbini capi di Israele Lau e Yosef. Sono presenti rappresentanti dell'ebraismo tedesco, del governo e molti giornalisti. Ieri pomeriggio è stata commemorata, nel 75esimo anniversario, la Notte dei cristalli in una sinagoga (Brunnerstrasse) che fu allora distrutta e da poco ricostruita, ascoltando la testimonianza di un novantenne sopravvissuto che, allora quindicenne, vide tutto con i suoi occhi dalla finestra di una casa di fronte. I lavori odierni si sono aperti con una tavola rotonda coordinata da rav Di Segni sulla situazione della milà, minacciata in Europa, nel corso della quale sono state definite le strategie comuni per prevenire un'evoluzione preoccupante. Oggi pomeriggio rav Arbib introdurrà una lezione del nuovo Rishon LeZion rav Yosef.
GERMANIA
Manfred Rommel (1928-2013)
Aveva sedici anni quando alla porta di casa si presentarono due ufficiali nazisti per offrire al padre una scelta: il suicidio o un processo pubblico per tradimento per il presunto coinvolgimento nell’attentato di Rastenburg a Hitler. La Volpe del deserto, il 14 ottobre del 1944, scelse il cianuro. Poco dopo il figlio Manfred, da più di un anno arruolato a forza nella Luftwaffe, si arrese ai francesi e fu fatto prigioniero. Da lì incominciò la storia dell’“ultimo liberale tedesco”, nella definizione del Washington Post: Manfred Rommel, figlio del celebre Erwin, diventò una delle figure di primo piano della politica tedesca del dopoguerra. Un esempio di tolleranza, coerenza e spirito democratico, fu, fino alla sua scomparsa il 7 novembre scorso all’età di 84 anni, solida colonna del partito democristiano tedesco. 
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qui livorno
"Valorizziamo la musica ebraica"
Musica ebraica protagonista a Livorno in occasione di un incontro organizzato dalla sezione locale del Benè Berith in collaborazione con il circolo Galliano Masani. Chiamati ad approfondire il contributo ebraico relativamente al genere dell'opera, moderati da Gadi Polacco del Benè Berith, il Maestro Carlo Goldstein e il musicologo e saggista Fulvio Venturi. Al centro dell'incontro, realizzato con la formula del talk show e con la frequente interazione di pubblico e relatori, una riflessione ad ampio raggio sulla musica ebraica e sulle sue numerose diramazioni e contaminazioni. Dagli ospiti è inoltre partito un deciso appello in favore di una maggiore attenzione e sensibilità, all'interno delle stesse comunità ebraiche, per favorire la conservazione e la diffusione di questo ingente patrimonio culturale in tutta la società italiana.
pilpul
Oltremare - "Ode al navigatore"
Israele, si sa, è un paese piccolo piccolo. Per dare un'idea, anche comprendendo il Golan (che - pare - prima o poi ci toccherà restituire, vini compresi, ahinoi...) parliamo di poco di più di 22 mila chilometri quadrati. Paragone? La Lombardia da sola ne fa 23 mila e rotti. Poi c'è l'altra questione, quella della forma: Israele è lunga e stretta, una strisciolina di un centinaio di kilometri.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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In cornice - Pollock a Milano
Nella mostra "Pollock e gli Irascibili" al Palazzo Reale di Milano, sono esposte opere di un gran numero (troppi) artisti, molti dei quali ebrei. Il grande "Burst" di Gottlieb è una di quelle a cui dedicare più tempo, anche se ci invia un messaggio leggibile fin dal primo istante. La tela si compone di una sezione alta in cui si staglia una grande forma ovoidale nera, perfettamente delineata, mentre nella parte bassa campeggia un ammasso informe che non conosce confini o direzioni, creato con potenti pennellate chiare.

Daniele Liberanome, critico d'arte
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Tea for two - Crescere
Wendy aveva la testa sulle spalle e quell'aria da mammina che badava ai fratellini. Peter invece aveva capito tutto: crescere è una delle più grandi fregature di sempre. Un telefilm degli anni '90 ( i bei vecchi tempi andati della domenica mattina) conferma il presentimento fin dal titolo: Crescere, che fatica! Rimpiango i Manishtanah non cantati per timidezza e il bikini della carica del 101 che mi rubarono di shabbat sotto l'ombrellone dopo averlo indossato solo una volta. Rimpiango perché, nonostante tutti gli inghippi escogitati, non c'è stato niente da fare: sono cresciuta.

Rachel Silvera, studentessa
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