Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

26 gennaio 2014 - 23 Shevat 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
Rabbì Matià ben Cherash - che tenne nel secondo secolo una Yeshivah a Roma - diceva: “Sii piuttosto coda di leoni che testa di volpi”. Testa di maiale non è prevista: va rispedita al mittente.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
“L’Europa nell’immediato dopoguerra è stata costruita e si è fondata su una deliberata distorsione della memoria. Dopo il 1989 è stata invece riedificata su un eccesso compensativo di memoria. La prima non ha potuto durare a lungo, ma anche la seconda non è destinata a durare molto di più”.
Così lo storico Tony Judt nel 2005. Dieci anni dopo ci siamo.
 
ROMA - “Intervista, testimonianza, memoria: indagare, classificare, restituire”. Questo il titolo di un grande convegno sulla Memoria e sulla ricerca storica che si svolgerà domani mattina, a partire dalle 9, presso il complesso monumentale del Vittoriano. Moderati da Carla Di Veroli interverranno Donato Tamblé (La sfida della memoria: aspetti archivistici delle fonti orali"), Lucilla Garofalo ("Voci dalla Shoah: la collezione italiana delle interviste della USC Shoah Foundation"), Damiano Garofalo ("16 ottobre 1943"), Miriam Haiun ("Il progetto memorie ebraiche"), Stefania Ficacci ("Raccogliere la memoria"), Alessandro Cattunar ("Memorie plurime sul confine italo-sloveno") e Maura Cosenza ("I dimenticati: interviste ai militari italiani internati").
 
Fronte comune
contro l’odio
Solidarietà di tutto il mondo politico per le squallide minacce rivolte agli ebrei italiani e romani e ai rappresentanti dello Stato di Israele in Italia. Dal premier Letta al ministro Kyenge, dal governatore del Lazio Zingaretti al sindaco Marino: il sostegno delle istituzioni è stato costante mentre procedevano le indagini degli inquirenti per risalire ai committenti dei tre pacchi, con simbologie tipicamente mafiose, recapitati presso la sinagoga di Roma, il Museo di Roma in Trastevere (dove è allestita la mostra “I giovani ricordano la Shoah) e l’ambasciata israeliana. Un’azione che suscita sdegno e sconcerto ma, come ha affermato il presidente UCEI Renzo Gattegna in una nota ripresa con grande evidenza da tutta la stampa nazionale, “gli ebrei italiani non sono spaventati né mai lo saranno”. Concetti sviluppati anche in un’ampia intervista rilasciata a Gabriele Isman di Repubblica. “L’intento offensivo del messaggio è forte – spiega Gattegna – e bisogna preoccuparsi di questi gruppi. Significa una volta di più che non dobbiamo abbassare la guardia, e ci conforta la tanta solidarietà delle istituzioni e l’ottimo lavoro, anche stavolta, delle forze dell’ordine”. L’intervista diventa inoltre l’occasione per parlare di antisemitismo non solo in Italia ma anche nel più ampio contesto europeo. “I sintomi sono gravi. Non dimentichiamo – prosegue infatti Gattegna – l’ultimo episodio in Francia, col comico antisemita che trasforma in barzelletta la Shoah. Ma anche in Ungheria, in Inghilterra e nei Paesi scandinavi esistono formazioni xenofobe e antisemite. Il problema è che non capiamo il perché di quest’odio. Della Shoah sappiamo tutto, eppure non comprendiamo ancora perché il Paese più potente d’Europa come la Germania dell’epoca abbia ucciso ebrei e minoranze fino alla fine, anche dedicando allo sterminio più energia militare che alla ritirata”. Sempre Isman, nel dorso romano del quotidiano, intervista il presidente della Comunità ebraica capitolina Riccardo Pacifici. Si parla dello specifico episodio intimidatorio ma anche del significato della Memoria e del lavoro che, in questo senso, viene portato avanti nelle scuole. “Per me – afferma Pacifici – questo 27 non è solo la Giornata della Memoria, ma è anche un appuntamento in tribunale con l’appello di Stormfront dopo la condanna arrivata nel giorno del ricordo della Shoah per noi ebrei. La vigilanza costante va mantenuta: i pacchi non sono solo contro la comunità, ma contro la Memoria di questo Paese”. Ricordando l’abbraccio tra Comunità ebraica e Testimoni della Shoah svoltosi in settimana in sinagoga, Pacifici ribadisce l’importanza di essere “sentinelle della Memoria”. Un invito da raccogliere, dice, “in nome dei nostri 6 milioni di fratelli ebrei morti nella Shoah, dei sopravvissuti e del loto coraggio di raccontare quell’orrore e soprattutto per i nostri figli”. Molto ascoltata anche la voce del rabbino capo Riccardo Di Segni, che Francesca Nunberg intervista per il Messaggero. “Chi ha confezionato quei pacchi non rappresenta la città”, afferma rav Di Segni. Alla giornalista che le chiede se le teste di maiale non rappresentino un salto di livello nell’antisemitismo strisciante, in Italia e ancor più in altri paesi europei, il rabbino risponde: “Mi pare che la novità sia la forma mediatica, questo mi ha sorpreso stamattina quando l’ho saputo. Diciamo la ‘creatività’ di questo gesto che comunque si inserisce nel flusso di ostilità antiebraica mai definitivamente debellata. Che ha diverse matrici: politica, sia di sinistra che di destra, religiosa, islamica. Il discorso sarebbe lungo”. Su Repubblica Gad Lerner, in un editoriale intitolato I macellai delle coscienze, scrive (con chiaro riferimento ad alcune vicende degli scorsi giorni): “Bene ha fatto il presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane Renzo Gattegna a elogiare la costante opera di prevenzione e vigilanza delle forze dell’ordine, scattata anche di fronte alla provocazione di ieri. Spetta allo Stato difendere l’incolumità dei cittadini e il patrimonio culturale ebraico. Vincendo così la tentazione di ricorrere a impropri strumenti di autodifesa che la diffusione dell’odio antisemita rischia di far degenerare. Gli ebrei italiani, per fortuna, non sono soli contro tutti. Purché la coscienza democratica non abbassi la guardia, ora che si affacciano di nuovo tempi bui”. Sul Corriere invece Paolo Conti riprende in mano una celebre frase dell’ex presidente UCEI Tullia Zevi “(“Abbiamo il dovere di ricordare, non solo per onorare i morti ma anche per difendere i vivi”) per spiegare come la Shoah riguardi l’intera umanità e non soltanto le comunità ebraiche. “La migliore risposta a quei tre orribili pacchi recapitati – sottolinea Conti – è andare avanti senza esitazione sulla strada della civiltà, e di una memoria dolorosamente condivisa. Infatti sarebbe tempo che il Campidoglio, come inutilmente chiedono da anni in tanti ai diversi sindaci di Roma, proclamasse finalmente giorno di lutto cittadino il 16 ottobre, proprio per rimarcare come la tragedia del 1943 faccia indelebilmente parte della storia di tutta Roma, non solo quella ebraica, e dei suoi lutti”. Ha ancora senso la Giornata della Memoria? È il titolo sotto il quale l’Osservatore Romano riporta alcune valutazioni della storica Anna Foa apparse sull’ultimo numero di Pagine Ebraiche relativamente al pamphlet Contro il Giorno della Memoria scritto dall’intellettuale ebrea torinese Elena Loewenthal. Pur condividendo alcune posizioni dell’autrice del libro, Foa chiede se “non varrebbe la pena, invece di tirarcene fuori in nome di quello che dovrebbe essere, di riconoscere ciò che è: che il peso simbolico della Shoah è ormai ricaduto sugli ebrei che già ne sono state vittime, imponendo loro, come a tutti i simboli, un compito”. Che è anche quello di aiutare i non ebrei “a fare propria l’opera della memoria, di indirizzarli verso un buon uso di questa memoria, di lavorare affinché essa diventi un imperativo etico aperto al mondo e non chiuso al solo passato degli ebrei”. Ad approfondire i punti salienti del pamphlet è anche Tobia Zevi, presidente dell’associazione di cultura ebraica Hans Jonas, sull’Unità. Tre, scrive Zevi, sono le questioni fondamentali sollevate dalla Loewenthal: “Il Giorno della Memoria si è impropriamente trasformato in un ‘omaggio agli ebrei’; la tragedia della Shoah non viene percepita come una componente drammatica della propria memoria ma come una vicenda altrui che merita attenzione; l’enorme quantità di manifestazioni attorno alla Giornata può essere addirittura controproducente”. Un ex deportato ad Auschwitz che non riesce a dimostrare di essere stato nel campo di sterminio. Una donna di 104 anni che lotta da anni contro l’Inps che le ha sospeso la pensione da perseguitata razziale. Su Repubblica Alberto Custodero racconta le vicende di Giuseppe Grossa e Adele Dnatter, due delle quasi seicento cause pendenti tra “vittime ultranovantenni dell’Olocausto e delle persecuzioni politiche e lo Stato”. Lo Stato, denuncia Custodero, “è sempre pronto a dire no e a fare appello contro sentenze favorevoli agli ex perseguitati”. Densa riflessione su Memoria, identità ebraica e coscienza nazionale da parte dello storico sociale delle idee David Bidussa che, sulle pagine domenicali del Sole 24 Ore, recensisce il volume di recente uscita ‘L’Europa e le sue memorie. Politiche e culture del ricordo dopo il 1989′ (ed. Viella)’ scritto da Filippo Focardi e Bruno Groppo.
 
Leggi

  davar
27 gennaio - qui milano
Istituzioni, studenti, società civile
L'Italia ricorda al Memoriale

Sono tanti i cittadini che hanno scelto di ricordare il Giorno della Memoria visitando il Memoriale della Shoah nei sotterranei a lungo dimenticati della Stazione centrale di Milano. Un luogo in cui il paese può riappropriarsi della propria storia e riflettere, soprattutto su quell’indifferenza con cui settant’anni fa reagì di fronte alla persecuzione e alla deportazione dei suoi cittadini. Ed è la parola indifferenza, incisa a caratteri cubitali e freddi sul muro d’ingresso, ad accogliere i visitatori, quelli che hanno la possibilità di recarvisi di persona (prenotazioni su www.ticketone.it) e chi invece si limita a farlo in maniera virtuale: a seguire la prima apertura del Memoriale al grande pubblico è infatti pure il sito del Corriere della Sera in diretta tv, con una spiegazione sulla struttura e sul suo significato fornita dal vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane  e della Fondazione Memoriale Roberto Jarach. E sono tanti gli esponenti di spicco della cultura milanese che tra oggi e domani accompagnano le visite, per condividere il proprio punto di vista, le proprie emozioni, dal direttore del Corriere della Sera e presidente della Fondazione Memoriale della Shoah Ferruccio De Bortoli, ai giornalisti Gad Lerner, Natalia Aspesi e Stefano Jesurum, e ancora gli attori Gioele Dix e Lella Costa, la direttrice del Teatro Parenti Andreé Ruth Shammah, lo psicoterapeuta Raffaele Morelli.
L’apertura del Memoriale alla cittadinanza (che verrà mantenuta anche ogni primo e terzo giovedì e l’ultima domenica del mese, su prenotazione) rappresenta un traguardo essenziale, dopo quello della messa a punto del coordinamento con il mondo scolastico, che rappresenta il primo obiettivo della struttura. “Fin dal primo momento abbiamo ritenuto che lo scopo fondamentale di questo progetto fosse rivolgersi non agli studiosi, ma alle scuole e alla formazione” ha ricordato Jarach nell’approfondimento sul numero di Pagine Ebraiche di febbraio attualmente in distribuzione.
Leggi

27 Gennaio - Dossier
L’impegno per la Memoria viva
Ogni anno il Giorno della Memoria riporta l'attenzione dell'opinione pubblica sulla Shoah e sulle sue vittime. Ma la cadenza delle celebrazioni non basta. È necessario continuare a studiare, ad approfondire, a tramandare e non accettare che le responsabilità, passate o presenti, passino sotto silenzio, sommerse dall'enorme mole di eventi che durano un giorno e spesso rischiano di non lasciare segni duraturi. In questo può aiutare il lavoro degli storici, ma anche la creazione, dalla letteratura al cinema, ai nuovi media, nelle mani dei più giovani che, a torto, meno parrebbero adatti all’argomento. Dal graphic novel ai murales, come quello dell'immagine a fianco, che gli artisti girovaghi israeliani del gruppo Broken Fingaz hanno lasciato, con le sue simbologie vivide e drammatiche, in dono ai berlinesi del futuro. Tanti gli spunti di riflessione contenuti nel dossier Memoria viva pubblicato nel numero di Pagine Ebraiche di febbraio attualmente in distribuzione a cura di Daniel Reichel. Riproponiamo oggi l’approfondimento dedicato all’apertura del Memoriale della Shoah di Milano al mondo delle scuole e la presentazione del film “L’ultimo degli ingiusti” del regista Claude Lanzmann.

27 gennaio - qui torino
Le Matite raccontano la Shoah
Oggi pomeriggio, al Museo Diffuso di Torino, la tavola rotonda “Graphic novel e Shoah”, moderata da Pagine Ebraiche, esaminerà il ruolo dei graphic novel nella narrazione della Memoria, evidenziato anche nelle ultime settimane dall'uscita di alcuni volumi importanti, tra cui “Jan Karski” di Rozzo e Bonaccorso e “ La seconda generazione” di Michel Kichka. E proprio l’autore belga-israeliano, in occasione del Giorno della Memoria ha voluto regalarci una tavola disegnata appositamente. Tra gli altri previsto l'intervento di Giorgio Albertini, docente di Storia del fumetto all'Università di Milano e di Enrico Manera, studioso di memoria culturale.
Leggi

27 gennaio - cinema
Sull’abisso del ricordo indicibile
Roma. Splende il sole di una dolce primavera quando il cineasta e intellettuale parigino Claude Lanzmann mette Benjamin Murmelstein davanti alla cinepresa. È il primo atto di un’opera immensa e della raccolta di moltissime testimonianze, il film che Lanzmann avrebbe battezzato Shoah. Ma paradossalmente gli spezzoni con le sconvolgenti dichiarazioni del vecchio rabbino viennese, ultimo decano del ghetto di Terezin non trovano collocazione nell’opera che contribuirà a definire l’utilizzo della parola stessa oggi utilizzata per indicare lo sterminio nazista. Murmelstein torna invece oggi con forza in un film a se stante che Lanzmann ha pazientemente ricomposto come un capitolo a parte. Per lo spettatore che si sentirà di affrontare questa prova sono tre ore e mezza di grande cinema e di terribili emozioni. Un film che ha sconvolto il pubblico del Festival di Cannes e che ora giunge in Italia presentato dallo stesso autore, che sarà impegnato in una serie di appuntamenti (tra gli altri al Teatro Parenti di Milano alle ore 18 il 26 gennaio, al Cinema Nuovo Sacher a Roma alle 20.45 del 28 gennaio e all’Università di Roma Tre il giorno seguente. Sul numero di Pagine Ebraiche di febbraio attualmente in distribuzione un approfondimento sulla pellicola.
Leggi

27 gennaio - qui firenze
Per la Memoria, tutti i giorni
“La Memoria si fa tutti i giorni, non in una sola data istituzionalizzata. Questa è da sempre la linea della Regione Toscana”. Ideatore dei Treni della Memoria e artefice di numerose iniziative per la sensibilizzazione dei giovani, Ugo Caffaz è – anche quest’anno – il primo referente della Regione nell’organizzazione del programma degli eventi legati al 27 gennaio. Su tutti l’esempio del meeting che ogni due anni richiama quasi 10mila studenti toscani al Palamandela per ascoltare le parole dei Testimoni ma anche di alcuni grandi intellettuali della nostra epoca. In contemporanea, inoltre, è prevista la riunione solenne del Consiglio regionale. A intervenire il presidente del Consiglio Alberto Monaci, la storica e consigliere UCEI Liliana Picciotto, il rabbino capo di Firenze Joseph Levi, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e Perla Levy Calò, che racconterà la straordinaria storia di solidarietà che vide protagonista la comunità montana di Raggiolo nei mesi più bui.

Leggi

27 gennaio - qui torino
Un concerto per la Memoria
Con il concerto che si terrà questo pomeriggio presso il conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, intitolato “Quell’aiuto che ci salvò dal baratro – Per dire grazie a chi ci soccorse di fronte al pericolo” la Comunità Ebraica di Torino, insieme all’Associazione Melos Arte Musica e all’Asset, Associazione ex allievi e amici della Scuola Ebraica di Torino propone uno spazio di riflessione che è anche un omaggio e un ringraziamento alle famiglie che in tutto il Piemonte si sono prodigate per portare in salvo gli ebrei in fuga dalle persecuzioni..
Leggi

27 gennaio - qui trieste
Musica e teatro per la Memoria
Musica, teatro e cinema. Anche a Trieste sono molti gli appuntamenti in programma per il Giorno della Memoria, per scoprire aspetti meno conosciuti e approfondirne altri più noti.
Per quanto riguarda la musica, l’Orchestra Abimà, diretta dal Maestro Davide Casali, presenterà il “Concerto di Musica Concentrazionaria”. Tra gli altri due spettacoli teatrali sono allestiti presso l’Auditorium del Museo Revoltella, “Fratture.2” e “I will survive”. Infine quattro proiezioni in tedesco e sottotitoli in italiano di “Im Himmel, unter der Erde” film-documentario dedicato al cimitero ebraico di Weißensee.
Leggi

qui torino
Ferdinando Rossi (1960-2014)
Da sempre impegnato nella ricerca in ambito neuroscientifico, Ferdinando Rossi, neurobiologo, è stato uno dei maggiori esponenti della Scuola di Studi Superiori dell’Università di Torino. Era uno dei tre saggi nominati dal rettore Gian Maria Ajani come suoi vice, delegati espressamente alla ricerca ed era direttore del NICO, Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi e del dipartimento di Neuroscienze intitolato a Rita Levi-Montalcini.
Leggi

dopo le squallide minacce antisemite
Risposta unita contro l'odio
“Le inquietanti minacce delle ultime ore a tutti gli ebrei italiani e romani e ai rappresentanti dello Stato di Israele in Italia suscitano sdegno e sconcerto. Si tratta infatti di un’azione ripugnante che richiama metodologie tipicamente mafiose e che denota tutto lo squallore umano dei suoi committenti. Anche in considerazione dell’intenzione ingiuriosa degli artefici dell’iniziativa voglio che si sappia chiaramente che gli ebrei italiani non sono spaventati né mai lo saranno in futuro da chi dimostra, con plateale evidenza, la profonda ignoranza e barbarie dei propri comportamenti. Voglio inoltre ribadire la nostra gratitudine per l’immediato ed efficiente intervento da parte delle forze dell’ordine che da sempre, con grande professionalità e impegno, vigilano sulla sicurezza delle nostre istituzioni e comunità”. Così il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in una nota diffusa all’uscita di Shabbat ripresa con grande evidenza da tutta la stampa nazionale. Attenzione nell'opinione pubblica anche per le reazioni del presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e del rabbino capo Riccardo Di Segni. Numerose intanto le manifestazioni di vicinanza e solidarietà che continuano ad arrivare dai vertici nazionali e locali: dal presidente del Consiglio Letta al ministro Carrozza, dal governatore Zingaretti al sindaco Marino.

Leggi

pilpul
La Memoria fertile
Non è un libro facile quello che Elena Loewenthal consegna ai lettori italiani. Il titolo, “Contro il giorno della memoria” (Add editore, Torino 2014), sembrerebbe giocare su un tasto, il sensazionalismo, che in realtà non appartiene all’autrice. E neanche al testo, malgrado l’apparenza urticante e abrasiva. Semmai è proprio a partire dal riscontro di una sopravvenuta stanchezza per quei fenomeni di ricorrente esposizione mediatica, di sovra-rappresentazione nei luoghi e con i mezzi che concorrono a creare una pubblica opinione (in una sola espressione: di eccesso di richiami, di rimandi e di aspettative), che la scrittrice torinese dipana una riflessione impegnativa sul ricordo, sulla sua funzione sociale, sugli usi e sugli abusi.

Claudio Vercelli
Leggi

Nugae - Musica e speranza
Sfogliando il giornale a colazione la mattina presto, troppo presto per essere domenica, compaiono a un certo punto grandi e gradevoli alcune foto in bianco e nero di un pianista in t-shirt. È Leonard Bernstein che saltella davanti alle sue tastiere, protagonista di un libro biografico che in realtà è uscito ormai da qualche mese negli Stati Uniti, “The Leonard Berstein Letters”, una raccoltona di seicento pagine curata da Nigel Simeone e edita dalla Yale University Press.

Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
Leggi





moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.