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30 gennaio 2014 - 29 Shevat 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
Il problema principale di questa Parashà è il ruolo che deve rivestire il Santuario. Può esistere per l’Ebraismo una “casa di D.o”, un luogo nel quale Egli realmente risiede? Il Midràsh racconta che quando Ha-Qadòsh Barùkh Hu’ ha ordinato a Moshè di far costruire il Mishkàn, il Tabernacolo mobile, dicendogli “Fammi un Mishkàn perché desidero essere presente presso i Miei figli”, gli angeli hanno obiettato: “Padrone del mondo, perché scendi nel mondo inferiore? La Tua lode è nell’essere nei cieli!”. A ciò Egli rispose: “Vi giuro che farò come avete detto voi, ma avete sbagliato una cosa: la Mia lode è che Io riempio il mondo!”.
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
Mi è capitato a volte di condurre scambi epistolari polemici con interlocutori con i quali vi erano profonde divergenze di vedute. I temi per lo più riguardavano gli aspetti politici della società israeliana. Dopo aver letto o ascoltato espressioni che ritenevo gravemente inaccettabili e nocive, non mi sono trattenuto dal sollevare controargomenti anche aspri con le persone in questione, e queste mi hanno risposto con altrettanta asprezza. Fino a che lo scambio è giunto al termine, sempre per iniziativa dell’altra persona. Riporto qui due esempi di questa fase terminale. Il primo: “Finora l’avevo considerata una persona seria, rispettavo le sue opinioni, la pregherei di non scrivermi più” (Luisa Morgantini, 4 aprile 2002). E il secondo: “Mi dispiace, la facevo più scaltro e generoso … Non mi scriva più… Mi ha scritto lei per primo, non lo faccia più per favore” (Giulio Meotti, 24 novembre 2011). Ora ci vorrebbe un bravo semiologo che spieghi la differenza fra questi due testi.
 
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I muri, le parole d'odio
“Una vergogna da cancellare”. Così il Mattino nel rilanciare una campagna mediatica finalizzata a togliere dalla toponomastica napoletana la via intitolata a Gaetano Azzariti, giurista firmatario del Manifesto della Razza che nel ’39 fu messo a capo dell’apposito Tribunale da parte di Mussolini. L’iniziativa ha il supporto dell’editorialista del Corriere della sera Gian Antonio Stella, che ieri ne ha scritto in proposito sul quotidiano di via Solferino. “Le vicende di Azzariti – riflette oggi Giuseppe Montesano – sono ormai materia di Storia, di quella memoria che serve a decifrare il passato per capire il presente, ma non possono essere onorate dal nome dato a una strada”. Nuove scritte, nuovi messaggi di violenza sui muri di Roma. Ad essere preso di mira anche il presidente della Comunità ebraica Riccardo Pacifici (“Pacifici boia”, tra le varie scritte). La parola boia sembra riacquistare cittadinanza e riecheggia anche all’interno del Parlamento, scrive Paolo Graldi sul Messaggero (rubrica Colpo d’occhio), “per bocca di un deputato testa-calda in cerca di scandalosa notorietà: un insulto che è anche un vilipendio verso il capo dello Stato”. Intervistato da Famiglia Cristiana, il rabbino conservative Abraham Skorka si sofferma una nuova volta sulla sua amicizia con papa Bergoglio, sulle sfide e sulle opportunità del dialogo interreligioso e sulla prossima visita del pontefice in Israele. Da quest’ultimo evento, Skorka dice di aspettarsi due cose: “Prima di tutto il rafforzamento del dialogo fra ebrei e cattolici, per aprire una nuova era di comprensione fra di noi. In secondo luogo un forte messaggio di pace, sia politica sia spirituale”. Un messaggio, sottolinea, che è “per gli ebrei, i palestinesi e tutti i popoli della regione, con un invito alla preghiera”.
 
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Memoria viva
Ogni anno il Giorno della Memoria riporta l’attenzione dell’opinione pubblica sulla Shoah e sulle sue vittime. Ma la cadenza delle celebrazioni non basta.
 
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  davar
NUOVA LUCE SU HANNAH ARENDT
"Io voglio, io devo capire"
Polemiche senza fine: Hannah Arendt ne ha provocate di accesissime in vita con il suo libro più noto, "La banalità del Male". Il film di Margarethe Von Trotta ha riportato all’attenzione del mondo questo straordinario personaggio, nuovamente riscaldando gli animi - pur a mezzo secolo di distanza - sulle sue posizioni. Non sorprende dunque che la distribuzione del film, anche in Italia, costituisca un passaggio delicato. I distributori (Ripley’s film e Nexo Digital) hanno infatti deciso di tentare una strada nuova con la scelta coraggiosa di portare la pellicola in ben 70 sale di 19 città italiane ma soltanto nelle giornate 27 e 28 gennaio. Feltrinelli invece lo diffonderà in formato digitale (home video) in occasione della ripubblicazione de “La banalità del male”, che avverrà nei prossimi mesi. Sul numero di febbraio di Pagine Ebraiche in distribuzione un ampio approfondimento.
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israele
"Negoziato, evitiamo passi falsi"
“Se i negoziati di pace con i palestinesi dovessero interrompersi e iniziasse un boicottaggio europeo, anche parziale, l'economia israeliana farebbe un salto all'indietro, ogni persona ne sentirà l'effetto sulle proprie tasche, il costo della vita si alzerebbe, della sanità, del sistema educativo, il budget per il welfare e per la difesa sarebbe ridotto e molti mercati stranieri ci chiuderebbero le porte”. È uno scenario preoccupante quello proposto dal ministro delle Finanze israeliano Yair Lapid (nella foto) in occasione del suo intervento all'Istituto per gli studi della sicurezza nazionale. Affermazioni che suonano come una risposta a distanza al collega di governo, il ministro dell'Economia Naftali Bennet che aveva dichiarato, suscitando uno scontro al vertice con il premier Benjamin Netanyahu, che “uno stato palestinese distruggerà l'economia israeliana”.
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LETTERATURA
Italia-Israele, penne a confronto
“Non possiamo cambiare il passato – spiegava la scrittrice israeliana Judith Rotem – ma possiamo scegliere come raccontarlo, quali percorsi seguire per farlo, e in questo modo è il passato che ci cambia, che influenza il nostro presente e futuro”. Sette percorsi differenti, sette esperienze che affondano le proprie radici in terreni diversi, con analogie e dissonanze, sette scrittrici per dialogare su “Le radici e le ali”. Questo il tema cuore della due giorni romana di cui sono state protagoniste tre delle più importanti voci della letteratura israeliana al femminile, Judith Katzir, Savyon Liebrecht e Judith Rotem, che si sono confrontate con le colleghe italiane Milena Angus, Lia Levi, Rosetta Loy e Chiara Valerio. Una tavola rotonda, organizzata dall’ambasciata di Israele in Italia e dalla Casa delle letterature, per riflettere sul passato nei giorni della celebrazioni del 27 gennaio che ha messo a confronto letterature diverse così come esperienze personali differenti, aprendo diversi spunti di riflessione sulla Memoria e l’influenza che ha avuto nella costruzione delle coscienze civili e letterarie dei due paesi.
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27 gennaio - qui martina franca 
Nove piccoli cucchiai
Alunni di tutte le cinque scuole secondarie di primo grado del Comune di Martina Franca protagonisti, sul palcoscenico dell'Auditorium Cappelli, della messa in scena di "Nove piccoli cucchiai" di Marci Stillerman, pubblicato in Italia per i tipi di Mamash. Ne è risultato uno spettacolo completo, frutto di un'approfondita analisi di tutte le componenti della narrazione per trasmettere, e ancor prima per comprendere da parte degli alunni stessi, il valore della Memoria. Entusiasta Cosimo Yehuda Pagliara, delegato della Comunità ebraica di Napoli (che ha concesso il patrocinio all'evento) in Puglia e Basilicata. "Un piccolo capolavoro - afferma - che è frutto di una seria attività didattica e di collaborazione tra scuole diverse che hanno costantemente compulsato le istituzioni ebraiche per conoscere prima di condividere e che sarà opportuno replicare appena possibile, come espressamente richiesto alle cinque dirigenti scolastiche, coordinate dalla professoressa Leporato del comprensivo 'Chiarelli' dal folto pubblico accorso e dall’assessore alla cultura del Comune di Martina Franca Antonio Scialpi".
27 GENNAIO - QUI BERGAMO
Un progetto per Sciesopoli
Una pagina di storia da riscoprire. Quella di un luogo in cui centinaia e centinaia di bambini sopravvissuti ai campi di sterminio ritrovarono il sorriso e la forza per ricominciare una nuova vita nella futura Israele. Si terrà oggi a partire dalle 17.30 nella sala capitolare del Convento di San Francesco a Bergamo l’incontro “I bambini di Selvino - Sciesopoli 1945-1948” per ricordare la colonia montana costruita negli anni Trenta nel paesino della provincia bergamasca che rischia oggi di essere distrutta. Su Italia Ebraica di febbraio attualmente in distribuzione l’intervento dello studioso Marco Cavallarin, primo firmatario della Petizione per salvare Sciesopoli.
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27 gennaio - qui livorno
Memoria nel nome di Primo
Sono le parole di Primo Levi, tratte dalla celeberrima poesia "Shemà" con cui si apre Se questo è un uomo, a ricordare alla città di Livorno il dramma delle deportazioni verso i campi di sterminio. I versi dell'intellettuale torinese sono infatti scolpiti nella lapide affissa nelle scorse ore nella parete esterna del Palazzo Municipale della città labronica. Donata al Comune dal Lions Club Livorno Porto Mediceo, la targa è stata svelata al termine di un incontro tenutosi nella sala consiliare con interventi del sindaco Alessandro Cosimi, del presidente del Consiglio comunale Enrico Bianchi, del presidente del Lions Club Roberto Diddi e del consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Daniele Bedarida, che ha dato lettura di un messaggio inviato dal presidente Gattegna. Ha introdotto l'assessore comunale Mario Tredici.

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27 gennaio - qui padova
Una targa contro l'oblio
“Angosciata dalla memoria della strage di milioni di innocenti martiri del delirio razzista, l’Università di Padova rende onore ai duecento professori, studenti e tecnici ebrei che il regime fascista allontanò da queste aule con l’infame volontà di espellerli dal consesso civile spesso consegnandoli all’aguzzino nazista”. E’ quanto si legge in una targa fatta affiggere nel cortile nuovo di Palazzo Bo in ricordo dei dipendenti e degli studenti ebrei espulsi dall’Università di Padova con l’emanazione delle Leggi Razziste del ’38. A scoprirla le massime autorità cittadine, il rettore Giuseppe Zaccaria, il presidente della Comunità ebraica Davide Romanin Jacur e il rabbino capo Adolfo Locci.
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27 gennaio - qui roma
Musica, ultima speranza
"Dal 1940 al 1945 i lager si portarono via la libertà, la dignità umana, la carriera, la quotidianità (fatta di pianoforte, studi, ricerche, creazione artistica) dei musicisti ebrei, nella maggior parte dei casi gli tolsero anche la vita; ma non poterono prendergli la musica". E' questo enunciato a ispirare il convegno 'Oltre le sbarre...musicisti durante la persecuzione' in programma nel pomeriggio nella sala Pietro da Cortona nei musei capitolini a cura dell'archivio di Stato di Roma e con il supporto dell'archivio storico della Comunità ebraica, l'archivio storico Siae, la soprintendenza archivistica per il Lazio e l'istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi.
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pilpul
Setirot - Il loro saluto
Più ancora delle immonde, ignobili gesta di chi ha oltraggiato Roma con le ormai famose teste di maiale, a me preoccupano quei molti bravi ragazzi che al primo raduno dei giovani del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano hanno accolto l’inno di Mameli con il saluto romano fascista.

Stefano Jesurum, giornalista
Time out - L'emblema del male
È dannatamente pericolosa la riflessione di Marcello Veneziani su il Giornale di ieri in cui sostiene che la Shoah abbia sostituto nell'immaginario collettivo la crocifissione di Gesù come emblema del male assoluto. Paragonare un evento storico come lo sterminio degli ebrei ad un evento religioso che, seppur fondamentale e importante per miliardi di persone, è circoscritto al campo della fede, rischia di causare pericolosi equivoci. In primis, quella di degradare la Shoah a atto di fede collettiva e non invece a fatto storico la cui storicità è monito perenne degli effetti del razzismo e dell'antisemitismo.

Daniel Funaro
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