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4 marzo 2014 - 2 Adar I 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
L’esegesi rabbinica vede nel Tabernacolo un microcosmo che simboleggia l’intera creazione della cui elevazione e santificazione l’uomo ha la responsabilità. Anche gli stessi oggetti e arredi del Mishkan corrispondono ognuno a un diverso aspetto della creazione. La ritualità quotidiana del Santuario è scandita dal concetto del Tamìd, Sempre, che ci dà il senso della permanenza. Di fatto, solo quelle comunità che sono riuscite a garantire con continuità il Miniàn nelle tre Tefillòt quotidiane possono definirsi ancora vive.
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Dario
Calimani,
anglista
Ogni verità acquista senso grazie alle sue eccezioni.
 
Un ciclo di incontri sull'etica medica
Un ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì alle 20. Tra i rabbanim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca, Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto Piperno.
 
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Obama-Netanyahu, negoziato in stallo
Tensione al vertice tra Obama e Netanyahu. Molte infatti le problematiche emerse e vano è risultato il tentativo del presidente statunitense di far accettare la bozza per il rilancio del negoziato preparata dal suo segretario di Stato Kerry e con al centro alcuni punti fissi che non sono stati graditi dal premier israeliano. “La sicurezza viene prima di tutto”, ha affermato Netanyahu (La Stampa, tra gli altri). Sempre sulla Stampa, il corrispondente Maurizio Molinari è andato tra i giovani palestinesi e con loro ha parlato del futuro geopolitico della regione. La drammatica situazione ucraina è sulle prime pagine di tutti i giornali. Il Foglio si sofferma, tra gli altri, sulla figura del nuovo premier Arseniy Yatsenyuk. Avvocato ed economista, Yatsenyuk è di origine ebraica. “Quando nel 2010 si candidò presidente – scrive Paola Paduzzi – dovette subire un attacco spietato da parte di un rivale che lo aveva definito 'un ebreo sfrontato' che serve 'gli interessi dei ladri che dominano l'Ucraina'. Questo ebreo sfrontato sarebbe stato acclamato da una piazza fascista e antisemita? Abbiamo qualche dubbio”. Tornato a piazza Maidan, l'intellettuale francese Bernard Henry Levy si è nuovamente schierato al fianco dei manifestanti che hanno portato alla caduta di Yanukovich. Il filosofo ha invitato l'opinione pubblica internazionale a non credere alle mistificazioni e a non avere paura. Il suo intervento è oggi tradotto integralmente dal Corriere della sera.
 
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  davar
QUI ROMA - lA PASSIONE DI SORRENTINO
Ricotta e cioccolato da Oscar
Un dolce che è leggenda, un dolce da grande bellezza. È la torta ricotta e cioccolato di Boccione, il mitico forno kasher del Portico d'Ottavia. A confessare la propria passione per il dessert, magnificato persino sulle pagine del New York Times ("In Rome’s Ghetto, a Bakery Stays Sweet", titola un articolo del 2009), è stato il regista della pellicola che ha riportato l'Oscar in Italia. Nelle passeggiate in centro di Paolo Sorrentino e famiglia immancabile sarebbe infatti una sosta nella piccola attività artigianale gestita della famiglia Limentani, autentico pezzo di storia di Roma e della sua comunità ebraica. Pioggia o sole, primavera o inverno: una lunga fila di gente in fila per assaggiare le prelibatezze locali è lo sfondo permanente di questo angolo di quartiere che custodisce – con veracità – storie e passioni degli ebrei romani.

“Il segreto della nostra torta? Che è buona”, spiegano senza giri di parole al banco mentre, quasi come una catena di montaggio, vengono serviti i vari clienti in trepidante attesa. Tra questi, non di rado, molti nomi noti. “Grazie a Dio qua passa tanta gente, non ci possiamo proprio lamentare. Tanti personaggi famosi ma di Sorrentino proprio non mi ero accorta. Mi fa piacere”, spiega una delle inservienti. Incontri con vip sono all'ordine del giorno. Memorabile l'aneddoto che riguarda uno dei più grandi registi di sempre, Steven Spielberg. “Sembrava uno dei tanti e ricordo ancora quanto si offese quando non lo riconoscemmo. Ma che ci posso fare io, mica lo conosco di faccia. All'americano alla fine ho fatto: lo vuoi il dolce oppure no?”.

a.s twitter @asmulevichmoked
QUI ROMA
L'insegnamento dei Giusti
“Una giornata per la prevenzione dei genocidi”. E' quanto afferma Gabriele Nissim, presidente della onlus Gariwo, la Foresta dei Giusti, a proposito dell'istituzione da parte del Parlamento Europeo della Giornata in memoria dei Giusti dell'umanità (6 marzo). L'occasione per ribadire il significato di questo appuntamento è stato il convegno tenutosi ieri nella sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, organizzato da Gariwo in collaborazione con il gruppo parlamentare per l'Italia. Una tavola rotonda, aperta dai saluti del senatore Giorgio Albertini, del deputato Emanuele Fiano, di Mario Giro, sottosegretario agli Affari Esteri e del vicepresidente della Camera Marina Sereni, in cui è intervenuta tra gli altri anche il consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e storica del Centro di documentazione ebraica di Milano Liliana Picciotto. Nell'arco dell'incontro Milena Santerini, deputata dei Popolari per l’Italia, ha sottolineato come sia stata recentemente presentata alla Camera una proposta di legge per l'istituzione anche in Italia di una Giornata dei Giusti. Molte le personalità del mondo ebraico e non presenti in sala, tra cui il vicepresidente dell'UCEI Roberto Jarach.
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qui torino
Carlo Martini, uomo del dialogo
Grande successo ieri per la serata dedicata a Carlo Maria Martini a Torino: il Teatro Gobetti, pur capiente, non è bastato ad accogliere tutti coloro che avrebbero voluto sentire le parole dell’archivescovo Bruno Forte e di David Meghnagi, espressamente invitati e fortemente voluti dalla famiglia a rappresentare la passione con cui il cardinal Martini ha sempre cercato e portato avanti il dialogo ebraico-cristiano. A moderare la serata, chiusa dall’emozionante canto di Miriam Meghnagi, la nipote del cardinale Giulia Facchini Martini.
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qui milano - dopo il caso dieudonne'
Odio e delegittimazione
Repressione penale, altisonanti denunce mediatiche? Trovare una soluzione contro chi istiga all’odio non è mai semplice, ma nel corso del dibattito “I nuovi predicatori dell'odio, libertà di espressione ed istigazione all'odio: come reagirebbe l'Italia ad un caso Dieudonné?”, organizzato da Bené Berith (a portare il saluto è stato il presidente Maurizio Ruben), Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea e Associazione internazionale degli avvocati e dei giuristi ebrei, alcune idee sono emerse. Per esempio la necessità di lavorare mantenendo un basso profilo e raggiungendo gli interlocutori giusti, per evitare che personaggi come il comico francese famoso per le sue battute a sfondo razzista e negazionista salgano alla ribalta. A intervenire all’incontro, moderato dal consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e giurista Giorgio Sacerdoti, sono stati l’attivista francese Philippe Karsenty, l’avvocato Claudia Shammah, il giornalista Lorenzo Cremonesi e la sociologa Betti Guetta.
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qui milano
Israele, la sinistra e noi
A un certo punto qualcosa è andato storto. L’attitudine verso Israele, il rapporto politico, culturale, sentimentale verso lo Stato ebraico ha perso la cifra della razionalità e del confronto ideologico-politico, per assumere contorni vicini alla patologia, da più parti. Questo uno degli spunti di riflessione emersi in occasione della presentazione del libro di Fabio Nicolucci “Sinistra e Israele. La frontiera morale dell'Occidente” (Salerno editore) al Teatro Franco Parenti di Milano. Un approccio ai temi legati al paese, riguardante la sinistra ma non solo, che è stato messo in evidenza durante la serata citando anche quanto accaduto nelle scorse settimane in occasione della presentazione del volume a Roma nel Centro comunitario di via Balbo, dove, come ha ricordato lo stesso Nicolucci, una parte dei presenti ha impedito il regolare svolgimento della manifestazione per la presenza di relatori giudicati non sufficientemente vicini alle ragioni di Israele (“una situazione molto antipatica” ha sottolineato).


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FORMAZIONE
Un seminario per capire Israele
Conferire gli strumenti analitici per comprendere le sfide politiche e di sicurezza nazionale che si prospettano davanti a Israele, la sua complessità sociale, il sistema economico, il suo eterogeneo mondo culturale. Questi gli obiettivi che si pone il seminario diplomatico per giovani leader comunitari promosso dal ministero degli Affari Esteri israeliano. Il progetto “è destinato a giovani ebrei che abbiano dimostrato di avere un eccezionale potenziale come leader della loro comunità”, si legge sul sito del ministero. Il seminario si terrà il prossimo luglio (dal 6 al 17), con iscrizioni aperte fino a fine marzo (31) per giovani provenienti dalle comunità ebraiche di tutto il mondo. Le lezioni, in inglese, toccheranno argomenti profondamente legati alle sfide che nel prossimo futuro Israele – così come le realtà diasporiche dovrà affrontare: questione demografica, lotta all'antisemitismo, il rapporto tra Stato ebraico e le comunità ebraiche sparse per il mondo.
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 pilpul
Il dubbio
Nel film “Il dubbio”, recentemente riproposto dalla televisione per la morte del protagonista Philip Seymour Hoffman, il prete racconta ai parrocchiani un episodio: alla donna venuta da lui a confessarsi per aver spettegolato, il sacerdote intima di tornare a casa, andare sul tetto, strappare un cuscino di piume con un coltello, poi di tornare. La donna esegue e giunge nuovamente al confessionale. A quel punto Hoffman le ordina di correre indietro a raccogliere le piume disperse dal vento. La donna è ovviamente sgomenta e viene trattata con durezza: ecco la colpa che hai commesso, i cui detriti non possono essere raccolti e riparati.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Sul processo Eichmann
Mezzo secolo fa, nel 1961, a Gerusalemme si celebrò lo storico processo ad Adolf Eichmann, catturato in Argentina dai servizi segreti israeliani.  Il processo a Eichmann fu il primo procedimento giudiziario per crimini nazisti celebrato in Israele e il primo ad essere trasmesso integralmente in televisione, con il coinvolgimento di mass media di tutto il mondo.
Lo Stato d'Israele, nato nel 1948, volle celebrare il processo davanti a una Corte di giustizia ordinaria, per dimostrare a tutte le Nazioni cosa fosse stata la Shoah. Fu quindi un processo storico, che segnò un discrimine fondamentale nella ricostruzione della storia della persecuzione degli ebrei.


Mario Avagliano
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