Roberto
Della Rocca,
rabbino
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L’esegesi
rabbinica vede nel Tabernacolo un microcosmo che simboleggia l’intera
creazione della cui elevazione e santificazione l’uomo ha la
responsabilità. Anche gli stessi oggetti e arredi del Mishkan
corrispondono ognuno a un diverso aspetto della creazione. La ritualità
quotidiana del Santuario è scandita dal concetto del Tamìd, Sempre, che
ci dà il senso della permanenza. Di fatto, solo quelle comunità che
sono riuscite a garantire con continuità il Miniàn nelle tre Tefillòt
quotidiane possono definirsi ancora vive.
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Dario
Calimani,
anglista
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Ogni verità acquista senso grazie alle sue eccezioni.
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Un ciclo di incontri sull'etica medica
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Un
ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento
Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani
sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì
alle 20. Tra i rabbanim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca,
Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto
Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto
Piperno.
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Obama-Netanyahu, negoziato in stallo
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Tensione
al vertice tra Obama e Netanyahu. Molte infatti le problematiche emerse
e vano è risultato il tentativo del presidente statunitense di far
accettare la bozza per il rilancio del negoziato preparata dal suo
segretario di Stato Kerry e con al centro alcuni punti fissi che non
sono stati graditi dal premier israeliano. “La sicurezza viene prima di
tutto”, ha affermato Netanyahu (La Stampa, tra gli altri). Sempre sulla
Stampa, il corrispondente Maurizio Molinari è andato tra i giovani
palestinesi e con loro ha parlato del futuro geopolitico della regione.
La drammatica situazione ucraina è sulle prime pagine di tutti i
giornali. Il Foglio si sofferma, tra gli altri, sulla figura del nuovo
premier Arseniy Yatsenyuk. Avvocato ed economista, Yatsenyuk è di
origine ebraica. “Quando nel 2010 si candidò presidente – scrive Paola
Paduzzi – dovette subire un attacco spietato da parte di un rivale che
lo aveva definito 'un ebreo sfrontato' che serve 'gli interessi dei
ladri che dominano l'Ucraina'. Questo ebreo sfrontato sarebbe stato
acclamato da una piazza fascista e antisemita? Abbiamo qualche dubbio”.
Tornato a piazza Maidan, l'intellettuale francese Bernard Henry Levy si
è nuovamente schierato al fianco dei manifestanti che hanno portato
alla caduta di Yanukovich. Il filosofo ha invitato l'opinione pubblica
internazionale a non credere alle mistificazioni e a non avere paura.
Il suo intervento è oggi tradotto integralmente dal Corriere della
sera.
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QUI ROMA - lA PASSIONE DI SORRENTINO
Ricotta e cioccolato da Oscar
Un
dolce che è leggenda, un dolce da grande bellezza. È la torta ricotta e
cioccolato di Boccione, il mitico forno kasher del Portico d'Ottavia. A
confessare la propria passione per il dessert, magnificato persino
sulle pagine del New York Times ("In Rome’s Ghetto, a Bakery Stays
Sweet", titola un articolo del 2009), è stato il regista della
pellicola che ha riportato l'Oscar in Italia. Nelle passeggiate in
centro di Paolo Sorrentino e famiglia immancabile sarebbe infatti una
sosta nella piccola attività artigianale gestita della famiglia
Limentani, autentico pezzo di storia di Roma e della sua comunità
ebraica. Pioggia o sole, primavera o inverno: una lunga fila di gente
in fila per assaggiare le prelibatezze locali è lo sfondo permanente di
questo angolo di quartiere che custodisce – con veracità – storie e
passioni degli ebrei romani.
“Il
segreto della nostra torta? Che è buona”, spiegano senza giri di parole
al banco mentre, quasi come una catena di montaggio, vengono serviti i
vari clienti in trepidante attesa. Tra questi, non di rado, molti nomi
noti. “Grazie a Dio qua passa tanta gente, non ci possiamo proprio
lamentare. Tanti personaggi famosi ma di Sorrentino proprio non mi ero
accorta. Mi fa piacere”, spiega una delle inservienti. Incontri con vip
sono all'ordine del giorno. Memorabile l'aneddoto che riguarda uno dei
più grandi registi di sempre, Steven Spielberg. “Sembrava uno dei tanti
e ricordo ancora quanto si offese quando non lo riconoscemmo. Ma che ci
posso fare io, mica lo conosco di faccia. All'americano alla fine ho
fatto: lo vuoi il dolce oppure no?”.
a.s twitter @asmulevichmoked
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QUI ROMA
L'insegnamento dei Giusti
“Una
giornata per la prevenzione dei genocidi”. E' quanto afferma Gabriele
Nissim, presidente della onlus Gariwo, la Foresta dei Giusti, a
proposito dell'istituzione da parte del Parlamento Europeo della
Giornata in memoria dei Giusti dell'umanità (6 marzo). L'occasione per
ribadire il significato di questo appuntamento è stato il convegno
tenutosi ieri nella sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio,
organizzato da Gariwo in collaborazione con il gruppo parlamentare per
l'Italia. Una tavola rotonda, aperta dai saluti del senatore Giorgio
Albertini, del deputato Emanuele Fiano, di Mario Giro, sottosegretario
agli Affari Esteri e del vicepresidente della Camera Marina Sereni, in
cui è intervenuta tra gli altri anche il consigliere dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane e storica del Centro di documentazione
ebraica di Milano Liliana Picciotto. Nell'arco dell'incontro Milena
Santerini, deputata dei Popolari per l’Italia, ha sottolineato come sia
stata recentemente presentata alla Camera una proposta di legge per
l'istituzione anche in Italia di una Giornata dei Giusti. Molte le
personalità del mondo ebraico e non presenti in sala, tra cui il
vicepresidente dell'UCEI Roberto Jarach.
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qui milano - dopo il caso dieudonne'
Odio e delegittimazione
Repressione
penale, altisonanti denunce mediatiche? Trovare una soluzione contro
chi istiga all’odio non è mai semplice, ma nel corso del dibattito “I
nuovi predicatori dell'odio, libertà di espressione ed istigazione
all'odio: come reagirebbe l'Italia ad un caso Dieudonné?”, organizzato
da Bené Berith (a portare il saluto è stato il presidente Maurizio
Ruben), Fondazione Corriere della Sera, Fondazione Centro di
documentazione ebraica contemporanea e Associazione internazionale
degli avvocati e dei giuristi ebrei, alcune idee sono emerse. Per
esempio la necessità di lavorare mantenendo un basso profilo e
raggiungendo gli interlocutori giusti, per evitare che personaggi come
il comico francese famoso per le sue battute a sfondo razzista e
negazionista salgano alla ribalta. A intervenire all’incontro, moderato
dal consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e giurista
Giorgio Sacerdoti, sono stati l’attivista francese Philippe Karsenty,
l’avvocato Claudia Shammah, il giornalista Lorenzo Cremonesi e la
sociologa Betti Guetta.
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qui milano
Israele, la sinistra e noi
A
un certo punto qualcosa è andato storto. L’attitudine verso Israele, il
rapporto politico, culturale, sentimentale verso lo Stato ebraico ha
perso la cifra della razionalità e del confronto ideologico-politico,
per assumere contorni vicini alla patologia, da più parti. Questo uno
degli spunti di riflessione emersi in occasione della presentazione del
libro di Fabio Nicolucci “Sinistra e Israele. La frontiera morale
dell'Occidente” (Salerno editore) al Teatro Franco Parenti di Milano.
Un approccio ai temi legati al paese, riguardante la sinistra ma non
solo, che è stato messo in evidenza durante la serata citando anche
quanto accaduto nelle scorse settimane in occasione della presentazione
del volume a Roma nel Centro comunitario di via Balbo, dove, come ha
ricordato lo stesso Nicolucci, una parte dei presenti ha impedito il
regolare svolgimento della manifestazione per la presenza di relatori
giudicati non sufficientemente vicini alle ragioni di Israele (“una
situazione molto antipatica” ha sottolineato).
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Il dubbio |
Nel
film “Il dubbio”, recentemente riproposto dalla televisione per la
morte del protagonista Philip Seymour Hoffman, il prete racconta ai
parrocchiani un episodio: alla donna venuta da lui a confessarsi per
aver spettegolato, il sacerdote intima di tornare a casa, andare sul
tetto, strappare un cuscino di piume con un coltello, poi di tornare.
La donna esegue e giunge nuovamente al confessionale. A quel punto
Hoffman le ordina di correre indietro a raccogliere le piume disperse
dal vento. La donna è ovviamente sgomenta e viene trattata con durezza:
ecco la colpa che hai commesso, i cui detriti non possono essere
raccolti e riparati.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- Sul processo Eichmann |
Mezzo
secolo fa, nel 1961, a Gerusalemme si celebrò lo storico processo ad
Adolf Eichmann, catturato in Argentina dai servizi segreti
israeliani. Il processo a Eichmann fu il primo procedimento
giudiziario per crimini nazisti celebrato in Israele e il primo ad
essere trasmesso integralmente in televisione, con il coinvolgimento di
mass media di tutto il mondo.
Lo Stato d'Israele, nato nel 1948, volle celebrare il processo davanti
a una Corte di giustizia ordinaria, per dimostrare a tutte le Nazioni
cosa fosse stata la Shoah. Fu quindi un processo storico, che segnò un
discrimine fondamentale nella ricostruzione della storia della
persecuzione degli ebrei.
Mario Avagliano
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