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11 marzo 2014 - 9 Adar II 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
L’inizio del libro di Vaykrà (Levitico) viene a insegnarci come ogni comunicazione dovrebbe essere preceduta da una “chiamata”. “L’Eterno chiamò Moshé e gli parlò…”. Questo non solo per evitare che la comunicazione diventi un messaggio generico e indifferenziato ma, anche e soprattutto, perché la persona chiamata possa sentirsi destinataria di un’attenzione particolare. Ancora oggi, resta più gratificante ricevere una chiamata piuttosto che un messaggio telematico, spesso anonimo e omologato. Da sempre, gli ebrei necessitano di Maestri che chiamano e non che si fanno chiamare.
 
Dario
Calimani,
anglista
Parlo di antisemitismo con studenti ‘anziani’ affezionati, e mi dicono: “Lei non sa quanti dei nostri amici non riescano a capire la differenza fra ebrei e israeliani, e quanti colleghino gli ebrei all’idea di banchiere e lobbysta”. A determinare l’antisemitismo è la cultura di base. E lo conferma anche il ‘dibattito’ su Repubblica (7 marzo 2014) fra Rav Riccardo Di Segni e Eugenio Scalfari sul rapporto fra ebraismo e cristianesimo. Rav Di Segni argomenta su aspetti dell’ebraismo che Scalfari non ha colto o non ha interesse a cogliere. Scalfari, con insolita prassi e ignorando le regole dell’ospitalità giornalistica, gli risponde sulla stessa pagina, riservandosi dispoticamente l’ultima parola.
 
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TORINO - 17.00, Sala conferenze Istoreto, Via del Carmine 13 - Insieme a Saverio Gentile, autore di La legalità del male. L'offensiva mussoliniana contro gli ebrei nella prospettiva storico-giuridica (1938-1945), saranno Alberto Cavaglion, Guido Neppi Modona e Davide Petrini a discutere dela persecuzione giuridica fascista.
Il saggio ricostruisce le complesse vicende giuridiche di cui furono vittime i cittadini italiani "considerati di razza ebraica" tra il ‘38 e il ‘45, e fa emergere una responsabilità corale e diffusa tale da obbligare a riconsiderare il mito degli “italiani brava gente”.
 
Temi e immagini
del pensiero ebraico
"Temi e immagini del pensiero ebraico”. Questo il titolo del ciclo di incontri ospitato presso la nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo storico della città, che ospitò e fece cantare grandi nomi tra cui anche i Beatles). Protagonista del primo incontro Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento Educazione e Cultura UCEI.
 
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"Stadi italiani, necessario
un impegno educativo"
“Dagli stadi arriva un esempio diseducativo: il razzismo passa per una cosa divertente, perdendo di vista le conseguenze che ha sempre avuto nella storia dell’umanità. Ci sono capi ben coscienti di quello che fanno e una moltitudine poco preparata che segue supinamente l’incitamento a pronunciare questi slogan, forse senza rendersene conto. Va fatta un’opera di educazione più profonda di quanto fatto fino ad oggi, soprattutto tra i giovani”. È quanto afferma il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport (autore Ettore Incorcia) a seguito degli indecenti cori pronunciati in occasione di Juventus-Fiorentina. “Il fenomeno – osserva Gattegna – sta dilagando e ci preoccupa seriamente. Torino non era stata colpita in modo particolare, ma è evidente che in qualsiasi città un piccolo gruppo organizzato possa trascinare nell’emulazione tutti gli altri. Entra in gioco la psicologia delle masse, scienza approfondita proprio con riferimento alle grandi adunate sotto il fascismo e il nazismo: quando c’è una folla, si usano simboli vistosi e un linguaggio violento e suggestivo per la fantasia della gente, anche le persone di buon senso perdono la misura”. Sul fronte della giustizia sportiva proseguono intanto le indagini. Non è infatti ancora chiuso il caso relativo ai cori (antisemiti a Torino e di discriminazione territoriale a Napoli) e alle scritte insultanti la memoria di quanto avvenuto allo stadio Heysel da parte dei supporter della Fiorentina. Sui cori antisemiti, il Corriere dello Sport scrive: “Gli 007 hanno scavato e trovato (o forse aiutati a trovare) un video nel cui sonoro tale insultante coro, dal biasimevole tenore antisemita, è sufficientemente intellegibile e lo hanno allegato alla relazione inviata, come succede ogni domenica, all’ufficio dell’ex Procuratore capo della Repubblica di Udine. I cori riguardano la curva Sud, già oggetto di provvedimenti da parti di Tosel e dunque fuori da eventuali sospensive: nel caso venissero accertate nuove violazioni, scatterebbe immediatamente una nuova chiusura”.
 
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  davar
il presidente ucei al corriere dello sport
"Più educazione contro l'odio"E
“Serve un'opera di educazione più profonda di quanto fatto fino ad oggi, soprattutto tra i giovani”. Sulle pagine del Corriere dello Sport, in una intervista a firma di Ettore Intorcia, il presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna torna sui fatti di Juventus-Fiorentina e sulle strade più opportune per contrastare un fenomeno, quello dell'odio negli stadi, che sembra diffondersi a macchia d'olio tra supporter di più squadre e realtà locali.
Dopo essere stato ripreso da tutta la stampa nazionale a seguito della nota emessa nel pomeriggio di domenica in cui aveva parlato di "cori indecenti" e richiamato la Federcalcio a un pronto e adeguato intervento, dopo aver sollevato la questione del razzismo nel calcio nei principali programmi di approfondimento (in primis Skysport e la Rai attraverso Novantesimo Minuto, con la notizia commentata a caldo da Franco Lauro e Zibi Boniek), a Gattegna è stata offerta l'opportunità di sviluppare alcune riflessioni nel merito su uno dei quotidiani di riferimento per gli sportivi italiani.
Nell'intervista il presidente UCEI si dice "preoccupato" per una deriva in cui vede esplicitarsi la psicologia della masse, una scienza approfondita proprio con riferimento alle grandi adunate che avvenivano sotto il fascismo e il nazismo. “Quando c'è una folla – afferma – si usano simboli vistosi e un linguaggio violento e suggestivo per la fantasia della gente, anche le persone di buon senso perdono la misura”. Per questo servono provvedimenti che permettano di individuare i responsabili di tali azioni così da distinguere tra organizzatori e seguaci che, con incoscienza, “si adattano come se fosse un gioco”.
E mentre la giustizia sportiva fa il suo corso con un supplemento d'indagine in atto in queste ore, assumono un valore simbolico fortissimo le parole di Mariella Scirea. La vedova di Gaetano, ex capitano bianconero alla cui memoria è intitolata la curva dello Juventus Stadium, minaccia di far togliere il nome del marito qualora venissero riproposte situazioni analoghe in futuro. “Il nome di mio marito – commenta – non può essere accostato ad episodi di inciviltà".


Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
moda
Missoni, primavera a Tel Aviv
Si apre nel segno di Missoni, brand italiano tra i più noti al mondo, una nuova edizione della Tel Aviv Fashion Week. A presentare la collezione primavera-estate per il 2014 è stata la designer Angela Missoni, accompagnata in Israele dalla madre Rosita. Tra gli ospiti dell'inaugurazione anche la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani. "La presenza di designer di questo livello e prestigio - ha spiegato Sozzani - aiuteranno senz'altro la moda israeliana ad affermarsi sempre di più nel contesto internazionale".
 
iSRAELE
Approvata la riforma elettorale
È tempo di leggi elettorali nei due paesi dove frammentazioni e instabilità hanno reso, per così dire, difficile la governabilità. Italia e Israele provano a cambiare le regole per darsi un sistema elettorale che funzioni. E se il governo di Roma sembra essere nella direzione di un cambiamento, quello di Gerusalemme oggi ha già segnato una svolta. Il voto compatto della maggioranza (67 voti), in una Knesset disertata dall'opposizione per protesta, ha infatti portato all'innalzamento della soglia di sbarramento dal 2 al 3,25%. “Il popolo di Israele ha bisogno di una governo forte e stabile, e di una minore frammentazione dei partiti”, ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu. Alzare la soglia per evitare la parcellizzazione politica. Questa l'idea alla base del provvedimento, primo dei tre delicati progetti di riforma al vaglio della Knesset in questi giorni. Non è però d'accordo l'opposizione, che ha definito la legge antidemocratica in quanto non garantirebbe la rappresentatività. In particolare, riprendendo i risultati del 2013, con la soglia al 3,25% rimarrebbero fuori due dei tre partiti arabi, Hadash e Balad (con Ta'al unica formazione ad aver superato la quota con il suo 3,65%). I contrari alla riforma sostengono che sia un modo per soffocare la voce araba, i favorevoli rivendicano invece l'opportunità di averne una - o almeno una - più rappresentativa e forte all'interno del gioco politico israeliano. Leggi
UCRAINA
Il j'accuse ebraico a Putin
Questa redazione di norma pubblica testi inediti e non è frequente che riproponga articoli apparsi altrove. Il nostro mondo è sovraffollato da copiaincollisti ossessivi, che bisogno c'è di aggiungersi alle loro frustrate schiere. Mi sembra però opportuno fare un'eccezione per questo testo di Lisa Billig apparso sul sito Vatican Insider del quotidiano La Stampa. E non solo per il piacere di leggere una gran signora del giornalismo italiano, per ammirare la sua professionalità e il suo coraggio. Ma anche per rimarcare le ambiguità e i goffi imbarazzi di tanti supporter di un giornalismo urlato e deprofessionalizzato, sempre pronti ad alzare la voce quando c'è da gridare slogan e sventolare bandiere, sempre più inadeguati quando si tratta di interpretare i problemi complessi e i terribili dilemmi con cui è alla prese in queste ore la diplomazia israeliana. (gv)

“Signor Presidente! Siamo cittadini ebrei dell’Ucraina: uomini d’affari, dirigenti, figure pubbliche, scienziati e studiosi, artisti e musicisti”. Comincia così la “Lettera Aperta al Presidente della Federazione Russa Vladimir Vladimirovich Putin”.“Le scriviamo a nome del popolo dell’Ucraina, delle minoranze nazionali ucraine e a nome della comunità ebraica.”
La lettera, firmata da importanti personalità ebraiche ucraine e che sta ancora accumulando ulteriori firme, accusa Putin di "scegliere coscientemente le bugie e le calunnie dell’informazione sull’Ucraina" allo scopo di "delegittimare il nuovo governo ucraino, diffamare il movimento rivoluzionario per la  democrazia di Piazza Maidan e dividere il paese".
Nella missiva si sostiene che i media russi pubblicano menzogne a proposito di presunte violazioni dei diritti civili dei cittadini ucraini russofoni, e di “divieti sull'utilizzo della lingua russa”, divieti che esisterebbero solo “nella mente di coloro che li hanno inventati”. La lettera fa notare inoltre che “storicamente, la maggioranza degli ebrei ucraini sono russofoni”.
Putin viene accusato inoltre di calunniare Kiev con accuse di “fascismo” e antisemitismo. "La Sua certezza della crescita dell'antisemitismo in Ucraina non corrisponde ai fatti. Forse Lei ha confuso l'Ucraina con la Russia", afferma la lettera, "dove le organizzazioni ebraiche hanno notato una crescita di tendenze antisemite l'anno scorso"(...)
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Lisa Palmieri BilligLeggi
QUI MILANO
Ciak, si gira! E la Comunità

diventa un set cinematografico
C'era una volta un fotografo appassionato di motocicletta, Stefano, che negli anni '70 capitava per caso in un cimitero di Sabbioneta. Rapito e un poco offeso dal fascino decadente del luogo, carica sulla sua due ruote una lapide e va via a tutto gas. Dopo inutili tentativi di dare al proprietario della lapide una storia, un passato e una degna sepoltura, a Stefano non resta che custodire il suo cimelio in garage. Gli anni passano e sua figlia gira la grossa pietra, notando l'iscrizione: “Felice Leon Foà”. Il fantasma di Felice non si fa attendere e appare, visibile solo agli occhi delle donne di famiglia. Inizia allora una commedia agrodolce nella quale il fantasma di Sabbioneta diventa parte integrante del ménage di questa famiglia ebraica milanese in piena crisi. Come far trovare un po' di pace al povero Felice? Ovviamente restituendo la lapide al suo luogo. Ma come ritrovarlo? Questa la trama del cortometraggio Felice nel box, prova d'esordio della regista Ghila Valabrega.
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LIBRI - premio adei, nominati i finalisti
Pagine per raccontare Israele
Sono ancora una volta gli autori israeliani i grandi protagonisti del Premio letterario promosso dall’Associazione donne ebree d’Italia e dedicato ad Adelina Della Pergola, una delle sue ideatrici. La XIV edizione vede infatti nominati finalisti della sezione principale “Un caso di scomparsa” di Dror A. Mishani (Guanda) “Quel che resta della vita” di Zeruya Shalev (Feltrinelli) e “Traducendo Hannah”, di Ronaldo Wrobel (Giuntina), mentre a contendersi la sezione ragazzi saranno “Fiori nelle tenebre” di Aharon Appelfeld (Guanda) e “Idromania” di Assaf Gavron (Giuntina). Menzione speciale poi a “Non temere e non sperare” di Yehoshua Kenaz (Giuntina).
La tradizionale premiazione dei vincitori si svolgerà in autunno nella città di Parma.
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qui trieste
Sara Viterbo (1930-2014)
L’impegno nell’educazione dei bimbi e “una casa sempre aperta, un pasto sempre pronto in tavola, per chiunque, come un’altra Sara, la sposa di Avraham”. Con queste immagini rav Elia Richetti ha ricordato Sara Colombo Viterbo nei suoi quarant’anni di impegno da rabanìt della Comunità ebraica di Padova. Figlia di rav Yoseph Colombo, figura centrale dell’ebraismo italiano del ‘900, e moglie di rav Achille Viterbo, rabbino capo di Padova dal 1955 al 1999, Sara è scomparsa negli scorsi giorni a Trieste, dove si era trasferita insieme al marito. A tutti i familiari il profondo cordoglio della redazione del portale dell'ebraismo italiano e di Pagine Ebraiche.

(Nell'immagine la famiglia Viterbo all'interno della struttura triestina. In primo piano Sara Colombo accanto al marito rav Achille Viterbo)
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pilpul
La democrazia e le quote
Vale sempre l’assunto di partenza: la democrazia è un disastro, ma è il sistema migliore che conosciamo. Il dibattito sulle quote rosa ruota, infatti, intorno a due equivoci fondamentali, il concetto di quote e quello di merito: la parità non si stabilisce per decreto, spiegano i detrattori delle liste fifty-fifty, ma garantendo le stesse opportunità e premiando il merito. Pare una verità lapalissiana, se non fosse che senza quote il merito, da noi, premia sempre i maschi. Sempre meno, certo, ma ancora in modo netto e sospetto.

Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Negazionismo
Gli storici s’interrogano sul negazionismo. Il 10 e l’11 aprile si terrà a Roma il convegno “Shoah e negazionismo nel Web: una sfida per gli storici” promosso dalla Sissco, dall’Università degli studi di Roma Tre e dal Dipartimento di Filosofia comunicazione e spettacolo dell’ateneo romano. Un convegno voluto dalla Sissco, come ha spiegato il presidente Agostino Giovagnoli, per “raccogliere la sollecitazione a portare sul terreno delle iniziative culturali e didattiche il contrasto del negazionismo”.

Mario Avagliano
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