Roberto
Della Rocca,
rabbino
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L’inizio
del libro di Vaykrà (Levitico) viene a insegnarci come ogni
comunicazione dovrebbe essere preceduta da una “chiamata”. “L’Eterno
chiamò Moshé e gli parlò…”. Questo non solo per evitare che la
comunicazione diventi un messaggio generico e indifferenziato ma, anche
e soprattutto, perché la persona chiamata possa sentirsi destinataria
di un’attenzione particolare. Ancora oggi, resta più gratificante
ricevere una chiamata piuttosto che un messaggio telematico, spesso
anonimo e omologato. Da sempre, gli ebrei necessitano di Maestri che
chiamano e non che si fanno chiamare.
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Dario
Calimani,
anglista
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Parlo
di antisemitismo con studenti ‘anziani’ affezionati, e mi dicono: “Lei
non sa quanti dei nostri amici non riescano a capire la differenza fra
ebrei e israeliani, e quanti colleghino gli ebrei all’idea di banchiere
e lobbysta”. A determinare l’antisemitismo è la cultura di base. E lo
conferma anche il ‘dibattito’ su Repubblica (7 marzo 2014) fra Rav
Riccardo Di Segni e Eugenio Scalfari sul rapporto fra ebraismo e
cristianesimo. Rav Di Segni argomenta su aspetti dell’ebraismo che
Scalfari non ha colto o non ha interesse a cogliere. Scalfari, con
insolita prassi e ignorando le regole dell’ospitalità giornalistica,
gli risponde sulla stessa pagina, riservandosi dispoticamente l’ultima
parola.
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TORINO
- 17.00, Sala conferenze Istoreto, Via del Carmine 13 - Insieme a
Saverio Gentile, autore di La legalità del male. L'offensiva
mussoliniana contro gli ebrei nella prospettiva storico-giuridica
(1938-1945), saranno Alberto Cavaglion, Guido Neppi Modona e Davide
Petrini a discutere dela persecuzione giuridica fascista.
Il saggio ricostruisce le complesse vicende giuridiche di cui furono
vittime i cittadini italiani "considerati di razza ebraica" tra il ‘38
e il ‘45, e fa emergere una responsabilità corale e diffusa tale da
obbligare a riconsiderare il mito degli “italiani brava gente”.
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Temi e immagini
del pensiero ebraico
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"Temi
e immagini del pensiero ebraico”. Questo il titolo del ciclo di
incontri ospitato presso la nuova sede della Biblioteca Universitaria
di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo storico della città, che ospitò e
fece cantare grandi nomi tra cui anche i Beatles). Protagonista del
primo incontro Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento
Educazione e Cultura UCEI.
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"Stadi italiani, necessario
un impegno educativo"
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“Dagli
stadi arriva un esempio diseducativo: il razzismo passa per una cosa
divertente, perdendo di vista le conseguenze che ha sempre avuto nella
storia dell’umanità. Ci sono capi ben coscienti di quello che fanno e
una moltitudine poco preparata che segue supinamente l’incitamento a
pronunciare questi slogan, forse senza rendersene conto. Va fatta
un’opera di educazione più profonda di quanto fatto fino ad oggi,
soprattutto tra i giovani”. È quanto afferma il presidente dell’Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna in un’intervista
rilasciata al Corriere dello Sport (autore Ettore Incorcia) a seguito
degli indecenti cori pronunciati in occasione di Juventus-Fiorentina.
“Il fenomeno – osserva Gattegna – sta dilagando e ci preoccupa
seriamente. Torino non era stata colpita in modo particolare, ma è
evidente che in qualsiasi città un piccolo gruppo organizzato possa
trascinare nell’emulazione tutti gli altri. Entra in gioco la
psicologia delle masse, scienza approfondita proprio con riferimento
alle grandi adunate sotto il fascismo e il nazismo: quando c’è una
folla, si usano simboli vistosi e un linguaggio violento e suggestivo
per la fantasia della gente, anche le persone di buon senso perdono la
misura”. Sul fronte della giustizia sportiva proseguono intanto le
indagini. Non è infatti ancora chiuso il caso relativo ai cori
(antisemiti a Torino e di discriminazione territoriale a Napoli) e alle
scritte insultanti la memoria di quanto avvenuto allo stadio Heysel da
parte dei supporter della Fiorentina. Sui cori antisemiti, il Corriere
dello Sport scrive: “Gli 007 hanno scavato e trovato (o forse aiutati a
trovare) un video nel cui sonoro tale insultante coro, dal biasimevole
tenore antisemita, è sufficientemente intellegibile e lo hanno allegato
alla relazione inviata, come succede ogni domenica, all’ufficio dell’ex
Procuratore capo della Repubblica di Udine. I cori riguardano la curva
Sud, già oggetto di provvedimenti da parti di Tosel e dunque fuori da
eventuali sospensive: nel caso venissero accertate nuove violazioni,
scatterebbe immediatamente una nuova chiusura”.
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il presidente ucei al corriere dello sport
"Più educazione contro l'odio"E
“Serve
un'opera di educazione più profonda di quanto fatto fino ad oggi,
soprattutto tra i giovani”. Sulle pagine del Corriere dello Sport, in
una intervista a firma di Ettore Intorcia, il presidente dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna torna sui fatti di
Juventus-Fiorentina e sulle strade più opportune per contrastare un
fenomeno, quello dell'odio negli stadi, che sembra diffondersi a
macchia d'olio tra supporter di più squadre e realtà locali.
Dopo essere stato ripreso da tutta la stampa nazionale a seguito della
nota emessa nel pomeriggio di domenica in cui aveva parlato di "cori
indecenti" e richiamato la Federcalcio a un pronto e adeguato
intervento, dopo aver sollevato la questione del razzismo nel calcio
nei principali programmi di approfondimento (in primis Skysport e la
Rai attraverso Novantesimo Minuto, con la notizia commentata a caldo da
Franco Lauro e Zibi Boniek), a Gattegna è stata offerta l'opportunità
di sviluppare alcune riflessioni nel merito su uno dei quotidiani di
riferimento per gli sportivi italiani.
Nell'intervista il presidente UCEI si dice "preoccupato" per una deriva in cui
vede esplicitarsi la psicologia della masse, una scienza approfondita
proprio con riferimento alle grandi adunate che avvenivano sotto il
fascismo e il nazismo. “Quando c'è una folla – afferma – si usano
simboli vistosi e un linguaggio violento e suggestivo per la fantasia
della gente, anche le persone di buon senso perdono la misura”. Per
questo servono provvedimenti che permettano di individuare i
responsabili di tali azioni così da distinguere tra organizzatori e
seguaci che, con incoscienza, “si adattano come se fosse un gioco”. E
mentre la giustizia sportiva fa il suo corso con un supplemento
d'indagine in atto in queste ore, assumono un valore simbolico
fortissimo le parole di Mariella Scirea. La vedova di Gaetano, ex
capitano bianconero alla cui memoria è intitolata la curva dello
Juventus Stadium, minaccia di far togliere il nome del marito qualora
venissero riproposte situazioni analoghe in futuro. “Il nome di mio
marito –
commenta – non può essere accostato ad episodi di inciviltà".
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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moda
Missoni, primavera a Tel Aviv
Si
apre nel segno di Missoni, brand italiano tra i più noti al mondo, una
nuova edizione della Tel Aviv Fashion Week. A presentare la collezione
primavera-estate per il 2014 è stata la designer Angela Missoni,
accompagnata in Israele dalla madre Rosita. Tra gli ospiti
dell'inaugurazione anche la direttrice di Vogue Italia Franca Sozzani.
"La presenza di designer di questo livello e prestigio - ha spiegato
Sozzani - aiuteranno senz'altro la moda israeliana ad affermarsi sempre
di più nel contesto internazionale".
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iSRAELE
Approvata la riforma elettorale
È
tempo di leggi elettorali nei due paesi dove frammentazioni e
instabilità hanno reso, per così dire, difficile la governabilità.
Italia e Israele provano a cambiare le regole per darsi un sistema
elettorale che funzioni. E se il governo di Roma sembra essere nella
direzione di un cambiamento, quello di Gerusalemme oggi ha già segnato
una svolta. Il voto compatto della maggioranza (67 voti), in una
Knesset disertata dall'opposizione per protesta, ha infatti portato
all'innalzamento della soglia di sbarramento dal 2 al 3,25%. “Il popolo
di Israele ha bisogno di una governo forte e stabile, e di una minore
frammentazione dei partiti”, ha dichiarato il premier Benjamin
Netanyahu. Alzare la soglia per evitare la parcellizzazione politica.
Questa l'idea alla base del provvedimento, primo dei tre delicati
progetti di riforma al vaglio della Knesset in questi giorni. Non è
però d'accordo l'opposizione, che ha definito la legge antidemocratica
in quanto non garantirebbe la rappresentatività. In particolare,
riprendendo i risultati del 2013, con la soglia al 3,25% rimarrebbero
fuori due dei tre partiti arabi, Hadash e Balad (con Ta'al unica
formazione ad aver superato la quota con il suo 3,65%). I contrari alla
riforma sostengono che sia un modo per soffocare la voce araba, i
favorevoli rivendicano invece l'opportunità di averne una - o almeno
una - più rappresentativa e forte all'interno del gioco politico
israeliano. Leggi |
UCRAINA
Il j'accuse ebraico a Putin
Questa
redazione di norma pubblica testi inediti e non è frequente che
riproponga articoli apparsi altrove. Il nostro mondo è sovraffollato da
copiaincollisti ossessivi, che bisogno c'è di aggiungersi alle loro
frustrate schiere. Mi sembra però opportuno fare un'eccezione per
questo testo di Lisa Billig apparso sul sito Vatican Insider del
quotidiano La Stampa. E non solo per il piacere di leggere una gran
signora del giornalismo italiano, per ammirare la sua professionalità e
il suo coraggio. Ma anche per rimarcare le ambiguità e i goffi
imbarazzi di tanti supporter di un giornalismo urlato e
deprofessionalizzato, sempre pronti ad alzare la voce quando c'è da
gridare slogan e sventolare bandiere, sempre più inadeguati quando si
tratta di interpretare i problemi complessi e i terribili dilemmi con
cui è alla prese in queste ore la diplomazia israeliana. (gv)
“Signor
Presidente! Siamo cittadini ebrei dell’Ucraina: uomini d’affari,
dirigenti, figure pubbliche, scienziati e studiosi, artisti e
musicisti”. Comincia così la “Lettera Aperta al Presidente della
Federazione Russa Vladimir Vladimirovich Putin”.“Le scriviamo a nome
del popolo dell’Ucraina, delle minoranze nazionali ucraine e a nome
della comunità ebraica.”
La lettera, firmata da importanti personalità ebraiche ucraine e che
sta ancora accumulando ulteriori firme, accusa Putin di "scegliere
coscientemente le bugie e le calunnie dell’informazione sull’Ucraina"
allo scopo di "delegittimare il nuovo governo ucraino, diffamare il
movimento rivoluzionario per la democrazia di Piazza Maidan e
dividere il paese".
Nella missiva si sostiene che i media russi pubblicano menzogne a
proposito di presunte violazioni dei diritti civili dei cittadini
ucraini russofoni, e di “divieti sull'utilizzo della lingua russa”,
divieti che esisterebbero solo “nella mente di coloro che li hanno
inventati”. La lettera fa notare inoltre che “storicamente, la
maggioranza degli ebrei ucraini sono russofoni”.
Putin viene accusato inoltre di calunniare Kiev con accuse di
“fascismo” e antisemitismo. "La Sua certezza della crescita
dell'antisemitismo in Ucraina non corrisponde ai fatti. Forse Lei ha
confuso l'Ucraina con la Russia", afferma la lettera, "dove le
organizzazioni ebraiche hanno notato una crescita di tendenze
antisemite l'anno scorso"(...).
Lisa Palmieri BilligLeggi
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La democrazia e le quote |
Vale
sempre l’assunto di partenza: la democrazia è un disastro, ma è il
sistema migliore che conosciamo. Il dibattito sulle quote rosa ruota,
infatti, intorno a due equivoci fondamentali, il concetto di quote e
quello di merito: la parità non si stabilisce per decreto, spiegano i
detrattori delle liste fifty-fifty, ma garantendo le stesse opportunità
e premiando il merito. Pare una verità lapalissiana, se non fosse che
senza quote il merito, da noi, premia sempre i maschi. Sempre meno,
certo, ma ancora in modo netto e sospetto.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- Negazionismo |
Gli
storici s’interrogano sul negazionismo. Il 10 e l’11 aprile si terrà a
Roma il convegno “Shoah e negazionismo nel Web: una sfida per gli
storici” promosso dalla Sissco, dall’Università degli studi di Roma Tre
e dal Dipartimento di Filosofia comunicazione e spettacolo dell’ateneo
romano. Un convegno voluto dalla Sissco, come ha spiegato il presidente
Agostino Giovagnoli, per “raccogliere la sollecitazione a portare sul
terreno delle iniziative culturali e didattiche il contrasto del
negazionismo”.
Mario Avagliano
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