David
Sciunnach,
rabbino
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“Sulla legna ardente, sull'altare, tutta la
notte fino al mattino…” (Vaikrà 6, 2). I Maestri si domandano per quale
motivo la legna ardente dovesse essere sull'altare. In oltre è scritto
“Un altare di pietra Mi farai…” (Shemòt 20, 21). Ci si domanda per
quale motivo l’altare dovesse essere proprio di pietra? I Maestri
rispondono a queste domande affermando che l’uomo è stato creato dalla
terra e il suo nome è appunto “Adàm”. Pertanto i sacrifici e le offerte
vengono innalzati al Signore proprio sull'altare fatto di pietra
per espiare quelle colpe commesse per mezzo del corpo che proviene da
quell’elemento.
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David
Assael,
ricercatore
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Ci si è chiesti a lungo se sia esistita una
morale fascista e in che cosa consistesse. Io penso che sia esistita e
continui a esistere: la doppiezza. Una delle tante dichiarazioni sul
merito di Alessandra Mussolini: “Quello che penso è che il carcere per
queste persone non serva assolutamente a niente perché reiterano il
reato. Bisogna assolutamente intervenire farmacologicamente”. Le
chiedono, “In America esiste la pubblicazione dei nomi dei pedofili, è
favorevole a questa misura anche in Italia?”. “Io che sono in un
quartiere devo sapere se nel mio quartiere c’è una persona che è stata
condannata con sentenza definitiva per reati sessuali”. Beh, cosa dire,
ci fermiamo qui e aspettiamo l’attacco alla stampa che crea i mostri.
C’è un vecchio detto: chi non è casto, almeno sia cauto. Meglio che i
politici se lo ricordino.
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MILANO – AnpiLibri dà appuntamento alle 18
per la presentazione del volume di Alberto Vigevani "I Compagni di
Settembre" (Endemunde editore). A intervenire saranno Alberto Cavaglion
e Marco Vigevani (via San Marco 49).
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Temi e immagini
del pensiero ebraico |
"Temi e immagini del pensiero ebraico”.
Questo il titolo del ciclo di incontri ospitato presso la nuova sede
della Biblioteca Universitaria di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo
storico della città, che ospitò e fece cantare grandi nomi tra cui
anche i Beatles). Protagonista del primo incontro Roberto Della Rocca,
direttore del Dipartimento Educazione e Cultura UCEI.
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Il “ma” di Andrea Agnelli |
“Quando, domenica, sono tornato a casa dallo
stadio mi hanno detto che c’era un comunicato che denunciava il coro
della curva: non l’ho sentito e, così, penso il resto del pubblico. Poi
è arrivato il giudizio del giudice e le parole del coro sono diventate
comprensibili grazie a un file-video”. Così il presidente della
Juventus Andrea Agnelli parla dei cori antisemiti innalzati dalla curva
durante la partita contro la Fiorentina la scorsa domenica (la Stampa).
Parla di condivisione del sentimento di Mariella Scirea, al cui marito,
storica bandiera della Juve, è dedicata la curva, ma tiene anche a
minimizzare il numero di persone coinvolte: “stiamo parlando di pochi,
pochissimi ragazzi di 25, 30 anni che non sanno nemmeno cosa siano
stati l’Heysel, Superga o la Shoah”. Intanto si lavora per individuare
i colpevoli che sarebbero “circa un centinaio” secondo gli
investigatori, come riporta il Corriere dello Sport, che però aggiunge
“a sentire certi stralci sul web (lo abbiamo fatto), si ha la
sgradevole sensazione che quella voce, quel coro, si diffonda ben
oltre”. Una la certezza, per combattere il razzismo e la violenza
verbale negli stadi serve la collaborazione di tutti (Repubblica,
riportando anche le parole del presidente del Maccabi Vittorio
Pavoncello, che si appella ad Agnelli perché denunci i colpevoli).
“Con prudenza, ma fatelo!”. Con questo titolo l’Osservatore romano
pubblica un intervento dedicato a rivendicare il ruolo di Pio XII nel
salvare gli ebrei di Roma durante la Shoah. Il ricercatore diacono che
firma l’articolo Dominiek Oversteyns dimostra di amare i numeri e si
lancia addirittura in percentuali: “degli 8.112 ebrei che rimasero vivi
a Roma invece, 4.169 avevano trovato rifugio in almeno 234 monasteri,
344 nei collegi pontifici e nelle parrocchie romane, e 161 nel
Vaticano, mentre 1.670 ebrei sopravvissero sotto la protezione di
Delasem in case private a Roma – scrive, proponendo la tesi secondo cui
tutti gli aiuti forniti da religiosi cattolici fossero causati da un
intervento del papa – Significa che dei 9.926 ebrei, il 64 per cento fu
in qualche modo aiutato da Pio XII”. C’è da chiedersi cosa dovrebbe
voler rappresentare questo 64 per cento di fronte alla tragedia di chi
in quella stessa Roma fu inghiottito senza che nessuno facesse nulla.
“Eni, Scaroni e quei 5 milioni all’amico degli 007 d’Israele”.
Ebraismo, lobby, Israele, servizi segreti, denaro. Contiene un
concentrato di stereotipi velenosi la lunga inchiesta pubblicata dal
Fatto Quotidiano su una consulenza milionaria voluta, secondo il
giornale di Antonio Padellaro, dal numero uno di Eni Paolo Scaroni per
un esperto di affari in area mediorientale.
A Roma, religioni monoteiste a confronto sul tema dell’intolleranza. Al
convegno organizzato dal Cnr previsto l’intervento del rabbino capo
Riccardo Di Segni (Repubblica).
La Provincia di Milano assegna il Premio Isimbardi all’Associazione
Figli della Shoah (Corriere).
“Teheran, record di esecuzioni sotto il riformista Rouhani”. Il
Corriere della Sera racconta il dramma della pena di morte in Iran,
mentre il suo nuovo presidente cerca di vendere una nuova
rispettabilità al mondo.
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memoria
– milano premia i "Figli della Shoah"
Liliana,
testimone per scelta,
dall'incontro con Pio XII a oggi
“Sa
che cosa ci tengo a ricordare perché penso che non venga messo
abbastanza in rilievo? Il ruolo fondamentale dell’Associazione Figli
della Shoah”. A colloquio con Pagine Ebraiche, Liliana Segre,
sopravvissuta ad Auschwitz e oggi una delle voci più ascoltate e
potenti sugli anni bui della storia europea, ha tenuto a mettere in
rilievo l’impegno dell’organizzazione che dalla sua nascita 15 anni fa
si è spesa con costanza e umiltà per mantenere vivo il ricordo
dell’accaduto. Un’opera cui oggi rende omaggio la Provincia di Milano,
che ha selezionato l’Associazione tra i destinatari del Premio
Isimbardi nella Giornata della Riconoscenza (alle 17.30 la cerimonia di
consegna).
Nella grande intervista pubblicata sul numero di marzo del giornale
dell’ebraismo italiano, Liliana Segre racconta il suo impegno da
testimone, una scelta forte, arrivata dopo decenni di silenzio e un
lungo cammino interiore.
Nelle sue parole, l’accorata riflessione sul futuro della Memoria, che
non si sottrae alle vicende più legate all’attualità, il dibattito
circa l’opportunità di una legge che punisca il negazionismo come
reato, quello sul ruolo di Pio XII durante la Shoah (ancora stamattina
la difesa dell’Osservatore romano, che parla di “64 per cento degli
ebrei a Roma aiutati in qualche modo da Pio XII”). E la rivelazione di
Liliana: “Tornata da Auschwitz incontrai Pio XII”.
“Precisa, ispirata, carica di significato, emozione, moralità. Liliana
Segre è nella narrazione orale, ciò che Primo Levi è stato nella
scrittura” la descrive la storica della Fondazione Centro di
documentazione ebraica contemporanea e Consigliere dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Liliana Picciotto (il disegno è di Giorgio
Albertini).
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informazione
La
Stampa apre a Ramallah
“Ramallah,
l'ufficio de La Stampa apre a Manara Square accogliendo Nida Younis,
alto funzionario dell'Anp con l'hobby della poesia”. È l'immagine del
dialogo tra Maurizio Molinari, corrispondente dal Medio Oriente per il
quotidiano torinese La Stampa, e la rappresentante dell'Autorità
nazionale palestinese a inaugurare la prima redazione di un giornale
italiano a Ramallah. Da oggi infatti Molinari, oltre al suo ufficio
principale a Gerusalemme, avrà a disposizione una sede nel City Center
Building di Al Manara Square, nel cuore della città della Cisgiordania
nonché sede del governo dell'Anp. Il giornalista, esperto di temi
mediorientali e già corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa, ha
postato sui social network le immagini del nuovo ufficio, da cui
seguirà con attenzione gli umori di una città chiave negli equilibri
tra palestinesi e israeliani. Qui, come racconta lui stesso, ha
incontrato Nida Younis, direttrice dell'ufficio alle pubbliche
relazioni del Ministero dell'Informazione dell'autorità palestinese
guidata da Mahmud Abbas.
Primo fra le redazioni italiane ad avere una sede in Cisgiordania, il
quotidiano torinese ha dunque deciso di differenziarsi rispetto a molti
giornali nazionali, e non solo, che generalmente hanno base a
Gerusalemme, punto nevralgico da cui poi i reporter si muovono in tutta
l'area. Una delle poche a stanziare stabilmente a Ramallah è la
giornalista israeliana di Haaretz Amira Haas, che ormai da anni vive
nella città della West Bank. Da oggi anche La Stampa e Molinari,
dunque, avranno una propria sede in Cisgiordania, ai piani superiori
del City Center Building. Una novità per l'Italia e per il suo panorama
giornalistico.
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qui
roma - dialogo
Religioni
contro l'intolleranza
“Il
limite non è il fondamentalismo ma il male che può fare”. Secondo rav
Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, bisogna fare delle distinzioni
quando si parla di fondamentalismo, perché di per sé questo non è
necessariamente nocivo al mondo circostante. Così come bisogna fare
attenzione quando parliamo di tolleranza, termine dal sapore
“paternalistico che definisce il comportamento benevolo di una
maggioranza nei confronti di una minoranza: 'il vostro è un peccato ma
noi lasciamo perdere”. E proprio tolleranza, o meglio intolleranza e
fondamentalismo sono stati il cuore della tavola rotonda, con
protagonisti rappresentanti delle grandi religioni monoteiste, tenutasi
oggi al Consiglio nazionale delle ricerche di Roma e organizzata dal
Lions Club Ara Pacis. All'incontro, oltre a rav Di Segni – che nel suo
intervento ha richiamato anche la recente polemica con il fondatore di
Repubblica Eugenio Scalfari – hanno partecipato Paolo Benanti, docente
di teologia morale all'Università Pontificia Gregoriana, Morris Ghezzi
docente di filosofia e sociologia dell'Università di Milano, l'imam
Sergio Yaya Pallavicini, vicepresidente Comunità religiose islamiche,
il pastore emerito della Facoltà valdese di teologia di Roma Paolo
Ricca e Veronica Roldan, docente di sociologia della religione presso
la Pontificia Università Sant’Anselmo. Moderatore dell'incontro Mario
Lupi, presidente del club Ara Pacis.
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Ticketless
- Duellanti |
In
preparazione della mostra “Frontiere varcate – Il critico Guido
Lodovico Luzzatto 1922-1940”, a cura di Valeria Iato e Paolo Rusconi,
che s’inaugurerà il 5 aprile prossimo a Milano, presso il Museo del
‘900 (Sala degli Archivi del ‘900), mi è capitato di ritornare a
riflettere su questa affascinante figura di intellettuale e oppositore
al fascismo, alla singolare storia della sua famiglia. Affascina
soprattutto la personalità del padre Fabio Luzzatto, che fu tra i
pochissimi docenti a non firmare nel 1931. Insegnò a lungo a Macerata,
su di lui è appena uscito un eccellente profilo scritto da Matteo
Soldini (“Storia delle Marche in età contemporanea”, 3, 2013). Leggendo
questi materiali mi ha colpito, come al solito, una coincidenza. Il
duello e l’antifascismo ebraico: ecco un bell’argomento per un
Ticketless.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Grazie allo Stato |
Tutte
le volte che ho il piacere e l’onore di ricevere qualche illustre
ospite sottoposto, in ragione della sua funzione, a misure di
protezione personale, non manco mai, dopo avere salutato la
personalità, di scambiare qualche battuta leggera con gli uomini della
tutela, ringraziandoli della presenza e della collaborazione. A volte
tali agenti sono addetti alla medesima funzione anche per periodi
abbastanza lunghi, tanto da essere diventati – in ragione della
reiterazione degli incontri – col tempo, dei miei amici personali, che
è un piacere rivedere.
Francesco Lucrezi, storico
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