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12 marzo 2014 - 10 Adar II 5774
PAGINE EBRAICHE 24



ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
“Sulla legna ardente, sull'altare, tutta la notte fino al mattino…” (Vaikrà 6, 2). I Maestri si domandano per quale motivo la legna ardente dovesse essere sull'altare. In oltre è scritto “Un altare di pietra Mi farai…” (Shemòt 20, 21). Ci si domanda per quale motivo l’altare dovesse essere proprio di pietra? I Maestri rispondono a queste domande affermando che l’uomo è stato creato dalla terra e il suo nome è appunto “Adàm”. Pertanto i sacrifici e le offerte vengono innalzati al Signore proprio sull'altare  fatto di pietra per espiare quelle colpe commesse per mezzo del corpo che proviene da quell’elemento.
 
David
Assael,
ricercatore
Ci si è chiesti a lungo se sia esistita una morale fascista e in che cosa consistesse. Io penso che sia esistita e continui a esistere: la doppiezza. Una delle tante dichiarazioni sul merito di Alessandra Mussolini: “Quello che penso è che il carcere per queste persone non serva assolutamente a niente perché reiterano il reato. Bisogna assolutamente intervenire farmacologicamente”. Le chiedono, “In America esiste la pubblicazione dei nomi dei pedofili, è favorevole a questa misura anche in Italia?”. “Io che sono in un quartiere devo sapere se nel mio quartiere c’è una persona che è stata condannata con sentenza definitiva per reati sessuali”. Beh, cosa dire, ci fermiamo qui e aspettiamo l’attacco alla stampa che crea i mostri. C’è un vecchio detto: chi non è casto, almeno sia cauto. Meglio che i politici se lo ricordino.
 
MILANO – AnpiLibri dà appuntamento alle 18 per la presentazione del volume di Alberto Vigevani "I Compagni di Settembre" (Endemunde editore). A intervenire saranno Alberto Cavaglion e Marco Vigevani (via San Marco 49).
 
Temi e immagini
del pensiero ebraico
"Temi e immagini del pensiero ebraico”. Questo il titolo del ciclo di incontri ospitato presso la nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo storico della città, che ospitò e fece cantare grandi nomi tra cui anche i Beatles). Protagonista del primo incontro Roberto Della Rocca, direttore del Dipartimento Educazione e Cultura UCEI.
 
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Il “ma” di Andrea Agnelli
“Quando, domenica, sono tornato a casa dallo stadio mi hanno detto che c’era un comunicato che denunciava il coro della curva: non l’ho sentito e, così, penso il resto del pubblico. Poi è arrivato il giudizio del giudice e le parole del coro sono diventate comprensibili grazie a un file-video”. Così il presidente della Juventus Andrea Agnelli parla dei cori antisemiti innalzati dalla curva durante la partita contro la Fiorentina la scorsa domenica (la Stampa). Parla di condivisione del sentimento di Mariella Scirea, al cui marito, storica bandiera della Juve, è dedicata la curva, ma tiene anche a minimizzare il numero di persone coinvolte: “stiamo parlando di pochi, pochissimi ragazzi di 25, 30 anni che non sanno nemmeno cosa siano stati l’Heysel, Superga o la Shoah”. Intanto si lavora per individuare i colpevoli che sarebbero “circa un centinaio” secondo gli investigatori, come riporta il Corriere dello Sport, che però aggiunge “a sentire certi stralci sul web (lo abbiamo fatto), si ha la sgradevole sensazione che quella voce, quel coro, si diffonda ben oltre”. Una la certezza, per combattere il razzismo e la violenza verbale negli stadi serve la collaborazione di tutti (Repubblica, riportando anche le parole del presidente del Maccabi Vittorio Pavoncello, che si appella ad Agnelli perché denunci i colpevoli).
“Con prudenza, ma fatelo!”. Con questo titolo l’Osservatore romano pubblica un intervento dedicato a rivendicare il ruolo di Pio XII nel salvare gli ebrei di Roma durante la Shoah. Il ricercatore diacono che firma l’articolo Dominiek Oversteyns dimostra di amare i numeri e si lancia addirittura in percentuali: “degli 8.112 ebrei che rimasero vivi a Roma invece, 4.169 avevano trovato rifugio in almeno 234 monasteri, 344 nei collegi pontifici e nelle parrocchie romane, e 161 nel Vaticano, mentre 1.670 ebrei sopravvissero sotto la protezione di Delasem in case private a Roma – scrive, proponendo la tesi secondo cui tutti gli aiuti forniti da religiosi cattolici fossero causati da un intervento del papa – Significa che dei 9.926 ebrei, il 64 per cento fu in qualche modo aiutato da Pio XII”. C’è da chiedersi cosa dovrebbe voler rappresentare questo 64 per cento di fronte alla tragedia di chi in quella stessa Roma fu inghiottito senza che nessuno facesse nulla.
“Eni, Scaroni e quei 5 milioni all’amico degli 007 d’Israele”. Ebraismo, lobby, Israele, servizi segreti, denaro. Contiene un concentrato di stereotipi velenosi la lunga inchiesta pubblicata dal Fatto Quotidiano su una consulenza milionaria voluta, secondo il giornale di Antonio Padellaro, dal numero uno di Eni Paolo Scaroni per un esperto di affari in area mediorientale.
A Roma, religioni monoteiste a confronto sul tema dell’intolleranza. Al convegno organizzato dal Cnr previsto l’intervento del rabbino capo Riccardo Di Segni (Repubblica).
La Provincia di Milano assegna il Premio Isimbardi all’Associazione Figli della Shoah (Corriere).
“Teheran, record di esecuzioni sotto il riformista Rouhani”. Il Corriere della Sera racconta il dramma della pena di morte in Iran, mentre il suo nuovo presidente cerca di vendere una nuova rispettabilità al mondo.
 
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  davar
israele
Haredim e divisa, la leva è legge
Svolta storica in Israele. Approvata in mattinata la riforma che prevede l’arruolamento dei giovani haredim. Una legge controversa, che ha suscitato dure proteste da parte di strati consistenti della popolazione haredi e della sua leadership (tra i punti più disputati, la previsione di sanzioni penali per i disertori, come già avviene per gli altri cittadini israeliani). La riforma ha ottenuto 65 voti favorevoli e un solo contrario, ma va ricordato che le opposizioni hanno scelto di boicottare i lavori parlamentari, in particolare per la decisione della maggioranza di governo di porre tempi estremamente brevi per la discussione e approvazione della “legge sull’equità del servizio”, una mossa che i partiti di minoranza hanno definito “antidemocratica”. Improntato alla gradualità il meccanismo della riforma.
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memoria – milano premia i "Figli della Shoah"
Liliana, testimone per scelta,
dall'incontro con Pio XII a oggi

“Sa che cosa ci tengo a ricordare perché penso che non venga messo abbastanza in rilievo? Il ruolo fondamentale dell’Associazione Figli della Shoah”. A colloquio con Pagine Ebraiche, Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz e oggi una delle voci più ascoltate e potenti sugli anni bui della storia europea, ha tenuto a mettere in rilievo l’impegno dell’organizzazione che dalla sua nascita 15 anni fa si è spesa con costanza e umiltà per mantenere vivo il ricordo dell’accaduto. Un’opera cui oggi rende omaggio la Provincia di Milano, che ha selezionato l’Associazione tra i destinatari del Premio Isimbardi nella Giornata della Riconoscenza (alle 17.30 la cerimonia di consegna).
Nella grande intervista pubblicata sul numero di marzo del giornale dell’ebraismo italiano, Liliana Segre racconta il suo impegno da testimone, una scelta forte, arrivata dopo decenni di silenzio e un lungo cammino interiore.
Nelle sue parole, l’accorata riflessione sul futuro della Memoria, che non si sottrae alle vicende più legate all’attualità, il dibattito circa l’opportunità di una legge che punisca il negazionismo come reato, quello sul ruolo di Pio XII durante la Shoah (ancora stamattina la difesa dell’Osservatore romano, che parla di “64 per cento degli ebrei a Roma aiutati in qualche modo da Pio XII”). E la rivelazione di Liliana: “Tornata da Auschwitz incontrai Pio XII”.
“Precisa, ispirata, carica di significato, emozione, moralità. Liliana Segre è nella narrazione orale, ciò che Primo Levi è stato nella scrittura” la descrive la storica della Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea e Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Liliana Picciotto (il disegno è di Giorgio Albertini).
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informazione
La Stampa apre a Ramallah
“Ramallah, l'ufficio de La Stampa apre a Manara Square accogliendo Nida Younis, alto funzionario dell'Anp con l'hobby della poesia”. È l'immagine del dialogo tra Maurizio Molinari, corrispondente dal Medio Oriente per il quotidiano torinese La Stampa, e la rappresentante dell'Autorità nazionale palestinese a inaugurare la prima redazione di un giornale italiano a Ramallah. Da oggi infatti Molinari, oltre al suo ufficio principale a Gerusalemme, avrà a disposizione una sede nel City Center Building di Al Manara Square, nel cuore della città della Cisgiordania nonché sede del governo dell'Anp. Il giornalista, esperto di temi mediorientali e già corrispondente dagli Stati Uniti per La Stampa, ha postato sui social network le immagini del nuovo ufficio, da cui seguirà con attenzione gli umori di una città chiave negli equilibri tra palestinesi e israeliani. Qui, come racconta lui stesso, ha incontrato Nida Younis, direttrice dell'ufficio alle pubbliche relazioni del Ministero dell'Informazione dell'autorità palestinese guidata da Mahmud Abbas.
Primo fra le redazioni italiane ad avere una sede in Cisgiordania, il quotidiano torinese ha dunque deciso di differenziarsi rispetto a molti giornali nazionali, e non solo, che generalmente hanno base a Gerusalemme, punto nevralgico da cui poi i reporter si muovono in tutta l'area. Una delle poche a stanziare stabilmente a Ramallah è la giornalista israeliana di Haaretz Amira Haas, che ormai da anni vive nella città della West Bank. Da oggi anche La Stampa e Molinari, dunque, avranno una propria sede in Cisgiordania, ai piani superiori del City Center Building. Una novità per l'Italia e per il suo panorama giornalistico.

qui roma - dialogo
Religioni contro l'intolleranza
“Il limite non è il fondamentalismo ma il male che può fare”. Secondo rav Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, bisogna fare delle distinzioni quando si parla di fondamentalismo, perché di per sé questo non è necessariamente nocivo al mondo circostante. Così come bisogna fare attenzione quando parliamo di tolleranza, termine dal sapore “paternalistico che definisce il comportamento benevolo di una maggioranza nei confronti di una minoranza: 'il vostro è un peccato ma noi lasciamo perdere”. E proprio tolleranza, o meglio intolleranza e fondamentalismo sono stati il cuore della tavola rotonda, con protagonisti rappresentanti delle grandi religioni monoteiste, tenutasi oggi al Consiglio nazionale delle ricerche di Roma e organizzata dal Lions Club Ara Pacis. All'incontro, oltre a rav Di Segni – che nel suo intervento ha richiamato anche la recente polemica con il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari – hanno partecipato Paolo Benanti, docente di teologia morale all'Università Pontificia Gregoriana, Morris Ghezzi docente di filosofia e sociologia dell'Università di Milano, l'imam Sergio Yaya Pallavicini, vicepresidente Comunità religiose islamiche, il pastore emerito della Facoltà valdese di teologia di Roma Paolo Ricca e Veronica Roldan, docente di sociologia della religione presso la Pontificia Università Sant’Anselmo. Moderatore dell'incontro Mario Lupi, presidente del club Ara Pacis.
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Qui Milano – Dialogo
Amore e giustizia nella società
“Chi ama senza essere riamato soffre di una pena immeritata, di una punizione senza colpa”. Ha spiegato attraverso questa potente immagine il contrasto tra amore e giustizia rav Roberto Della Rocca, direttore del dipartimento Educazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L’occasione è stata quella del convegno “Tra ragione e fede. La dottrina sociale della Chiesa e la sua valenza ecumenica” organizzato dall’Università cattolica di Milano, nella sessione dedicata al confronto con il punto di vista delle altre religioni.
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qui torino
La legalità del male
Nelle seicento pagine di "La legalità del male", il libro di Saverio Gentile presentato all’Istituto di Storia della Resistenza di Torino sono ricostruite le vicende giuridiche dei cittadini italiani “considerati di razza ebraica” tra il 1938 e il 1945. Dai lunghi anni passati a fare ricerche nei principali archivi italiani è emersa una mole impressionante di documenti che mostra in tutta la sua crudezza documentale una responsabilità corale e diffusa ai più vari livelli, che mette in discussione il mito degli “italiani brava gente”.
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dopo i cori razzisti in juventus-fiorentina
"Individuare i responsabili"
Continua a suscitare reazioni, nei vertici del mondo del calcio e tra gli addetti ai lavori, la ferma presa di posizione del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna intervenuto domenica scorsa al termine dell'incontro Juventus-Fiorentina per denunciare i “cori indecenti” pronunciati da alcuni supporter bianconeri all'inizio del primo tempo. Ieri le parole del presidente della Juventus Andrea Agnelli che, pur riconoscendo l'importanza dei temi sollevati, ha cercato in qualche modo di ridimensionare l'accaduto. In serata la lettera aperta a lui indirizzata dal presidente del Maccabi Italia e consigliere UCEI Vittorio Pavoncello. Lettera in cui si esprime apprezzamento “per le dichiarazioni in merito ai cori di domenica” ma in cui, allo stesso tempo, si chiede alla dirigenza bianconera “un passo in più”.
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  pilpul
Ticketless - Duellanti
In preparazione della mostra “Frontiere varcate – Il critico Guido Lodovico Luzzatto 1922-1940”, a cura di Valeria Iato e Paolo Rusconi, che s’inaugurerà il 5 aprile prossimo a Milano, presso il Museo del ‘900 (Sala degli Archivi del ‘900), mi è capitato di ritornare a riflettere su questa affascinante figura di intellettuale e oppositore al fascismo, alla singolare storia della sua famiglia. Affascina soprattutto la personalità del padre Fabio Luzzatto, che fu tra i pochissimi docenti a non firmare nel 1931. Insegnò a lungo a Macerata, su di lui è appena uscito un eccellente profilo scritto da Matteo Soldini (“Storia delle Marche in età contemporanea”, 3, 2013). Leggendo questi materiali mi ha colpito, come al solito, una coincidenza. Il duello e l’antifascismo ebraico: ecco un bell’argomento per un Ticketless.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Grazie allo Stato
Tutte le volte che ho il piacere e l’onore di ricevere qualche illustre ospite sottoposto, in ragione della sua funzione, a misure di protezione personale, non manco mai, dopo avere salutato la personalità, di scambiare qualche battuta leggera con gli uomini della tutela, ringraziandoli della presenza e della collaborazione. A volte tali agenti sono addetti alla medesima funzione anche per periodi abbastanza lunghi, tanto da essere diventati – in ragione della reiterazione degli incontri – col tempo, dei miei amici personali, che è un piacere rivedere.

Francesco Lucrezi, storico
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