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26 marzo 2014 - 24 Adar II 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
"... non potrà toccare nulla di sacro, né entrare nel Santuario fino al completamento dei giorni della sua purità…" (Vaikrà 12, 4). Il grande commentatore Rabbì Elimelech Weisblum di Lizhensk, conosciuto per il suo commento come Noham Elimèlech, commenta questo verso dicendo: “L’uomo ha l’obbligo di sapere ch’egli non può arrivare a percepire la santità e quindi diventare un santuario dove discenda la Shechinà, fintanto che non avrà ‘completato i giorni della sua purità’. Se egli non avrà faticato per molti anni a purificare se stesso dal peccato dall’immoralità e dalla corruzione non sarà possibile che discenda la kedushà - santità in lui, poiché prima bisogna essersi purificati”.
 
David
Assael,
ricercatore
Per me la cosiddetta primavera egiziana non sia finita con la deposizione violenta di Mubarak (“in fondo, fa la fine di ogni dittatore”) e nemmeno con la presa del governo dei Fratelli Mussulmani (“sono stati scelti dal proprio popolo; si spera che la repressione subita gli porti a gestire il potere in maniera sensata”). Neanche era finita con il dolce golpe dei militari (“Del resto, i Fratelli Mussulmani se la sono voluta…”). La rivolta egiziana è finita ieri, con la condanna a morte di oltre 500 iscritti alla confraternita islamica. Le lancette sono così tornate al punto di partenza: un potere militare che reprime con la forza ogni forma di dissenso. Non riesco, però, ad arrendermi alla diffusa convinzione di una strutturale incompatibilità fra Islam e democrazia. Mi è capitato di rivedere i 12 punti che gli ebrei dovevano chiarire di fronte alle autorità napoleoniche in occasione del Sinedrio del 1807, mi sono venuti i brividi per l’analogia con quanto oggi richiesto alle comunità islamiche.
 
 
Un ciclo di incontri sull'etica medica
Un ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì alle 20. Tra i rabbinim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca, Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto Piperno.
 
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L’Italia, la destra
e i populismi
Dopo i risultati delle elezioni amministrative francesi che hanno registrato una significativa affermazione del partito di estrema destra Front National guidato da Marine Le Pen, l’analisi di quanto accaduto oltralpe e di quale sia la situazione in Italia è ancora in primo piano sui giornali. Secondo Aldo Cazzullo, inviato a Parigi per il Corriere, sarà l’ex presidente Nicolas Sarkozy ad arginare in Francia il lepenismo, dopo aver contribuito a sdoganarlo.
Il Fatto Quotidiano che dedica all’argomento molti articoli, racconta invece gli sforzi dei socialisti dell’attuale inquilino dell’Eliseo Francois Hollande per riconquistare il terreno perduto e poi offre l’analisi del politologo Piero Ignazi che ricostruisce la galassia delle forze italiane che si richiamano al Fronte, Fratelli d’Italia, la Destra, la Lega nord, mentre a proposito del Movimento Cinque Stelle, viene sottolineata la distanza in molti sensi ma anche il comune richiamo all’antipolitica. Sempre sul quotidiano diretto da Antonio Padellaro, intervista ad Assunta Almirante, che riconosce in Fratelli d’Italia l’eredità del Movimento sociale che fu guidato dal marito Giorgio.
La Stampa infine racconta il caso felice di Montpellier, città universitaria e cosmopolita dove il Fronte non passa.
Arriverà a Roma in serata il presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Grande attenzione al colloquio del leader americano con Jorge Bergoglio e alla vicinanza tra i due sull’attenzione ad alcuni temi come la lotta alla povertà (Mario Platero e Carlo Marroni sul Sole 24 Ore). Per dare il benvenuto a Obama una bandiera americana sventolerà fuori dall’edificio del Tempio maggiore secondo quanto deciso dai vertici della Comunità (Corriere Roma).
“Sarò breve e circonciso”. La gaffe del deputato Cinque Stelle Davide Tripiedi fa il giro del web ed è ripresa da molti giornali (tra gli altri, Repubblica).
Iniziative. Passerà da via Tasso e dal Portico d’Ottavia il percorso di “Pedalando nella Memoria” in programma domenica (Repubblica Roma). Grande successo all’Arena per il torneo United Cup, dove i ragazzi del Maccabi si sono classificati secondi (Corriere Milano).
Esteri. Tensioni in Egitto dopo le oltre 500 condanne a morte di sostenitori dei Fratelli Musulmani (Messaggero). In Yemen, sequestro lampo per un funzionario italiano delle Nazioni Unite (la Stampa). Lorenzo Cremonesi sul Corriere racconta i nove anni di impegno italiano in Afghanistan, che si appresta a concludersi.
Sulla crisi fra Russia e Crimea, il monito di Obama contro Vladimir Putin (ancora Corriere).
 
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  davar
israele e turchia
Nuovi passi per la riconciliazione
Israele e Turchia verso la riconciliazione grazie a un accordo di risarcimento sul caso della nave Mavi Marmara. Sembra infatti che in aprile si arriverà alla stretta di mano tra i due paesi, almeno stando a quanto ha dichiarato il vicepresidente Bulent Arinc al quotidiano turco Hurryet.
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Qui Milano
Consiglio, nuovi equilibri
Nuovi equilibri nel Consiglio della Comunità ebraica di Milano. Sono state infatti accettate (con quattro astensioni) le dimissioni di Joseph Menda, eletto nell’estate 2011 con la lista Welcommunity guidata dal presidente Walker Meghnagi che aveva piazzato tutti i suoi candidati conquistando dieci dei 19 seggi in Consiglio.
Al posto di Menda, che ha motivato la sua scelta con impegni professionali che lo hanno condotto lontano dalla città, è subentrato il primo dei non eletti, Gadi Schoenheit candidato con la lista Ken, che passa così da nove a dieci rappresentanti nell’organo consiliare della kehillah milanese.
Nel corso della seduta, cui erano presenti, tra gli altri, anche il vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto Jarach e i Consiglieri UCEI Cobi Benatoff, Milo Hasbani, Sara Modena (oltre a Guido Osimo e Raffaele Turiel, membri del Consiglio comunitario), è stata invece rimandata la presentazione della bozza del Bilancio consuntivo 2013 e la calendarizzazione della sua approvazione.
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QUI BUDAPEST – LOTTA ALL'ANTISEMITISMO
"Insieme per i nostri diritti"
“Girano con vestiti eleganti ma tristemente reiterano un vecchio cavallo di battaglia: allontanare gli ebrei dall'ebraismo. Durante la Shoah si procedette con la violenza e le uccisioni. Oggi, constatato che la morte non paga, cercano di attaccare le nostre anime”. È il durissimo attacco formulato dal rabbino chabad Berel Lazar, tra le voci più autorevoli dell'ebraismo russo con capacità di influenza anche nei confronti dell'operato di Vladimir Putin. Destinatari del suo intervento, pronunciato in occasione di un evento organizzato a Budapest dal Rabbinical Center of Europe, funzionari e dirigenti dell'Unione Europea che in questi mesi hanno proposto di mettere al bando sia la circoncisione che la macellazione rituale. Due pilastri dell'identità ebraica, oltre che di quella islamica, in alcun modo negoziabili. Tanto che rav Lazar ha parlato di questi tentativi come di un “nuovo antisemitismo”.
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QUI TORINO
In marcia per Emanuele
All’indomani dell’8 settembre 1943 il torinese Emanuele Artom torna a casa e, incrociando la madre, confessa, “oggi ho combinato due guai: ho rotto i pantaloni e mi sono unito ai partigiani”. Artom, con il suo bagaglio di ironia, impegno civile e rigore morale, salirà tra le valli piemontesi per resistere, assieme ai compagni partigiani, ai nazifascisti. Il 25 marzo 1944 le SS italiane lo cattureranno, per poi torturarlo a morte. Il 25 marzo di settant’anni dopo Torino dimostra di non voler dimenticare uno dei simboli della Resistenza partigiana, dedicando alla memoria di Emanuele Artom una marcia lungo le vie cittadine. Appuntamento, giunto alla terza edizione, organizzato dalla Comunità ebraica torinese con la Comunità di Sant’Egidio e il Comune di Torino e con la partecipazione della Comunità di Casale Monferrato e di Vercelli, oltre ad altre istituzioni cittadine. Nell’arco della cerimonia, che ha visto la presenza dei consiglieri dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Claudia De Benedetti e Rossella Bottini Treves e del presidente della Comunità di Torino Beppe Segre, sono intervenuti rav Alberto Moshe Somekh, la rappresentante della Comunità di Sant’Egidio Daniela Sironi ed è stato letto il saluto del sindaco della città, Piero Fassino.
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Qui Milano – Associazione medica ebraica
Israele, esempio da imitare
Un esempio da imitare, un sistema da cui prendere spunto. Gli insegnamenti da trarre dalla sanità israeliana, indicata come esempio da seguire nel mondo dalle più importanti organizzazioni internazionali, sono stati al centro di un incontro organizzato dalla sezione milanese dell’Associazione medica ebraica e dagli Amici del Magen David Adom Italia. Incontro che è stato anche l’occasione per raccogliere l’esperienza dei giovani medici italiani inviati in Israele per un corso di formazione con una borsa di studio Ame. A intervenire il presidente dell’Ame Milano Luciano Bassani, Felice Zandra, ematologo presso l’Ospedale Fatebenefratelli, Enrico Mairov, presidente dell’Associazione Monte Sinai, Luigi Gianturco, fra i vincitori della borsa di studio.
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qui trieste - musica
Al via il Festival Viktor Ullman
Presentato, nel Palazzo della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia il programma del Primo Festival Viktor Ullman organizzato da Davide Casali, direttore artistico dell’Associazione Musica Libera e interamente dedicato alla musica concentrazionaria e “degenerata”, secondo l’assurda definizione data dai nazisti a quell’arte contemporanea attraverso la quale si esprimevano valori e principi estetici considerati contrari alla loro ideologia. Dal 30 marzo al 14 dicembre prossimi, in numerose sedi dislocate nel territorio regionale, si potrà assistere a concerti in cui verranno presentate, oltre a musiche composte dal musicista che dà nome al festival, brani di Castelnuovo Tedesco, Krenek, Fano, Sinigaglia, Weill, Haas, Domazlicky e altri. Tra gli sponsor dell'iniziativa la Comunità ebraica triestina.
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pilpul
Ticketless - Proprio qui
Se tornassi indietro e potessi scegliere un titolo diverso per queste noterelle lo ruberei al libro letto questa settimana (M. L. Giribaldi-R.M. Sardi, “Bele sì (proprio qui). Ebrei ad Asti”, Morcelliana). Chi si occupa di storia degli ebrei in Italia come minimo dovrebbe recarsi ad Asti una volta al mese. Avrei dovuto recarmi ad Asti questa settimana per presentare il libro, ma sono stato impedito da una causa di forza maggiore. Più che in altre città italiane, lo studioso di cose ebraiche sa di poter trovare ad Asti il suo ubi consistam. Va notata l’assonanza: Asti-ubi consistam. “Proprio qui” si sente a casa chi abbia a cuore le sorti della civiltà di Argon ossia di quel mondo di ieri reso immortale da Primo Levi nel “Sistema periodico”.  Asti è la capitale di Argonopoli, per ricchezza di fonti storiche, letterarie, umane.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Giudicare Amnesty
Essere giudicati e ricevere i voti dai professori, in genere, non fa tanto piacere, a meno che non si appartenga alla categoria di quei secchioni che sono sempre sicuri di prendere ottimi voti (e che spesso, proprio per questo, stanno un po’ antipatici).
Stavolta, a prendere voti cattivi, anzi pessimi, è stato Israele, che certamente, a scuola, non appartiene alla categoria dei ‘secchioni’ (ma, ciò nonostante, appartiene sicuramente a quella degli antipatici, anzi degli antipaticissimi). La maestra, Amnesty International, così fa iniziare un suo recente, severo rapporto sull’allievo discolo: “Negli ultimi tre anni, le forze israeliane hanno mostrato un profondo disprezzo per la vita umana uccidendo decine di civili palestinesi nella Cisgiordania occupata, bambini compresi, nella pressoché totale impunità”.
Manca, alla fine del rapporto, il voto, ma tutto fa presagire che per lo scolaro si profili una sonora bocciatura.
Che dire?


Francesco Lucrezi, storico
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