David
Sciunnach,
rabbino
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"... non potrà toccare nulla di sacro, né
entrare nel Santuario fino al completamento dei giorni della sua
purità…" (Vaikrà 12, 4). Il grande commentatore Rabbì Elimelech
Weisblum di Lizhensk, conosciuto per il suo commento come Noham
Elimèlech, commenta questo verso dicendo: “L’uomo ha l’obbligo di
sapere ch’egli non può arrivare a percepire la santità e quindi
diventare un santuario dove discenda la Shechinà, fintanto che non avrà
‘completato i giorni della sua purità’. Se egli non avrà faticato per
molti anni a purificare se stesso dal peccato dall’immoralità e dalla
corruzione non sarà possibile che discenda la kedushà - santità in lui,
poiché prima bisogna essersi purificati”.
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David
Assael,
ricercatore
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Per me la cosiddetta primavera egiziana non
sia finita con la deposizione violenta di Mubarak (“in fondo, fa la
fine di ogni dittatore”) e nemmeno con la presa del governo dei
Fratelli Mussulmani (“sono stati scelti dal proprio popolo; si spera
che la repressione subita gli porti a gestire il potere in maniera
sensata”). Neanche era finita con il dolce golpe dei militari (“Del
resto, i Fratelli Mussulmani se la sono voluta…”). La rivolta egiziana
è finita ieri, con la condanna a morte di oltre 500 iscritti alla
confraternita islamica. Le lancette sono così tornate al punto di
partenza: un potere militare che reprime con la forza ogni forma di
dissenso. Non riesco, però, ad arrendermi alla diffusa convinzione di
una strutturale incompatibilità fra Islam e democrazia. Mi è capitato
di rivedere i 12 punti che gli ebrei dovevano chiarire di fronte alle
autorità napoleoniche in occasione del Sinedrio del 1807, mi sono
venuti i brividi per l’analogia con quanto oggi richiesto alle comunità
islamiche.
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Un ciclo di incontri sull'etica medica |
Un ciclo di incontri sull’etica medica
patrocinato dal Dipartimento Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei
locali del Tempio dei Giovani sull’Isola Tiberina con cadenza
settimanale. Appuntamento ogni lunedì alle 20. Tra i rabbinim coinvolti
Roberto Colombo, Roberto Della Rocca, Riccardo Di Segni, Cesare Efrati,
Gianfranco Di Segni, Benedetto Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo
Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto Piperno.
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L’Italia, la destra
e i populismi |
Dopo i risultati delle elezioni
amministrative francesi che hanno registrato una significativa
affermazione del partito di estrema destra Front National guidato da
Marine Le Pen, l’analisi di quanto accaduto oltralpe e di quale sia la
situazione in Italia è ancora in primo piano sui giornali. Secondo Aldo
Cazzullo, inviato a Parigi per il Corriere, sarà l’ex presidente
Nicolas Sarkozy ad arginare in Francia il lepenismo, dopo aver
contribuito a sdoganarlo.
Il Fatto Quotidiano che dedica all’argomento molti articoli, racconta
invece gli sforzi dei socialisti dell’attuale inquilino dell’Eliseo
Francois Hollande per riconquistare il terreno perduto e poi offre
l’analisi del politologo Piero Ignazi che ricostruisce la galassia
delle forze italiane che si richiamano al Fronte, Fratelli d’Italia, la
Destra, la Lega nord, mentre a proposito del Movimento Cinque Stelle,
viene sottolineata la distanza in molti sensi ma anche il comune
richiamo all’antipolitica. Sempre sul quotidiano diretto da Antonio
Padellaro, intervista ad Assunta Almirante, che riconosce in Fratelli
d’Italia l’eredità del Movimento sociale che fu guidato dal marito
Giorgio.
La Stampa infine racconta il caso felice di Montpellier, città
universitaria e cosmopolita dove il Fronte non passa.
Arriverà a Roma in serata il presidente degli Stati Uniti Barack Obama.
Grande attenzione al colloquio del leader americano con Jorge Bergoglio
e alla vicinanza tra i due sull’attenzione ad alcuni temi come la lotta
alla povertà (Mario Platero e Carlo Marroni sul Sole 24 Ore). Per dare
il benvenuto a Obama una bandiera americana sventolerà fuori
dall’edificio del Tempio maggiore secondo quanto deciso dai vertici
della Comunità (Corriere Roma).
“Sarò breve e circonciso”. La gaffe del deputato Cinque Stelle Davide
Tripiedi fa il giro del web ed è ripresa da molti giornali (tra gli
altri, Repubblica).
Iniziative. Passerà da via Tasso e dal Portico d’Ottavia il percorso di
“Pedalando nella Memoria” in programma domenica (Repubblica Roma).
Grande successo all’Arena per il torneo United Cup, dove i ragazzi del
Maccabi si sono classificati secondi (Corriere Milano).
Esteri. Tensioni in Egitto dopo le oltre 500 condanne a morte di
sostenitori dei Fratelli Musulmani (Messaggero). In Yemen, sequestro
lampo per un funzionario italiano delle Nazioni Unite (la Stampa).
Lorenzo Cremonesi sul Corriere racconta i nove anni di impegno italiano
in Afghanistan, che si appresta a concludersi.
Sulla crisi fra Russia e Crimea, il monito di Obama contro Vladimir
Putin (ancora Corriere).
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Qui
Milano
Consiglio,
nuovi equilibri
Nuovi
equilibri nel Consiglio della Comunità ebraica di Milano. Sono state
infatti accettate (con quattro astensioni) le dimissioni di Joseph
Menda, eletto nell’estate 2011 con la lista Welcommunity guidata dal
presidente Walker Meghnagi che aveva piazzato tutti i suoi candidati
conquistando dieci dei 19 seggi in Consiglio.
Al posto di Menda, che ha motivato la sua scelta con impegni
professionali che lo hanno condotto lontano dalla città, è subentrato
il primo dei non eletti, Gadi Schoenheit candidato con la lista Ken,
che passa così da nove a dieci rappresentanti nell’organo consiliare
della kehillah milanese.
Nel corso della seduta, cui erano presenti, tra gli altri, anche il
vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto
Jarach e i Consiglieri UCEI Cobi Benatoff, Milo Hasbani, Sara Modena
(oltre a Guido Osimo e Raffaele Turiel, membri del Consiglio
comunitario), è stata invece rimandata la presentazione della bozza del
Bilancio consuntivo 2013 e la calendarizzazione della sua approvazione.
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QUI
TORINO
In
marcia per Emanuele
All’indomani
dell’8 settembre 1943 il torinese Emanuele Artom torna a casa e,
incrociando la madre, confessa, “oggi ho combinato due guai: ho rotto i
pantaloni e mi sono unito ai partigiani”. Artom, con il suo bagaglio di
ironia, impegno civile e rigore morale, salirà tra le valli piemontesi
per resistere, assieme ai compagni partigiani, ai nazifascisti. Il 25
marzo 1944 le SS italiane lo cattureranno, per poi torturarlo a morte.
Il 25 marzo di settant’anni dopo Torino dimostra di non voler
dimenticare uno dei simboli della Resistenza partigiana, dedicando alla
memoria di Emanuele Artom una marcia lungo le vie cittadine.
Appuntamento, giunto alla terza edizione, organizzato dalla Comunità
ebraica torinese con la Comunità di Sant’Egidio e il Comune di Torino e
con la partecipazione della Comunità di Casale Monferrato e di
Vercelli, oltre ad altre istituzioni cittadine. Nell’arco della
cerimonia, che ha visto la presenza dei consiglieri dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Claudia De Benedetti e Rossella Bottini
Treves e del presidente della Comunità di Torino Beppe Segre, sono
intervenuti rav Alberto Moshe Somekh, la rappresentante della Comunità
di Sant’Egidio Daniela Sironi ed è stato letto il saluto del sindaco
della città, Piero Fassino.
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Qui
Milano – Associazione medica ebraica
Israele,
esempio da imitare
Un
esempio da imitare, un sistema da cui prendere spunto. Gli insegnamenti
da trarre dalla sanità israeliana, indicata come esempio da seguire nel
mondo dalle più importanti organizzazioni internazionali, sono stati al
centro di un incontro organizzato dalla sezione milanese
dell’Associazione medica ebraica e dagli Amici del Magen David Adom
Italia. Incontro che è stato anche l’occasione per raccogliere
l’esperienza dei giovani medici italiani inviati in Israele per un
corso di formazione con una borsa di studio Ame. A intervenire il
presidente dell’Ame Milano Luciano Bassani, Felice Zandra, ematologo
presso l’Ospedale Fatebenefratelli, Enrico Mairov, presidente
dell’Associazione Monte Sinai, Luigi Gianturco, fra i vincitori della
borsa di studio.
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qui
trieste - musica
Al
via il Festival Viktor Ullman
Presentato,
nel Palazzo della regione Autonoma Friuli Venezia Giulia il programma
del Primo Festival Viktor Ullman organizzato da Davide Casali,
direttore artistico dell’Associazione Musica Libera e interamente
dedicato alla musica concentrazionaria e “degenerata”, secondo
l’assurda definizione data dai nazisti a quell’arte contemporanea
attraverso la quale si esprimevano valori e principi estetici
considerati contrari alla loro ideologia. Dal 30 marzo al 14 dicembre
prossimi, in numerose sedi dislocate nel territorio regionale, si potrà
assistere a concerti in cui verranno presentate, oltre a musiche
composte dal musicista che dà nome al festival, brani di Castelnuovo
Tedesco, Krenek, Fano, Sinigaglia, Weill, Haas, Domazlicky e altri. Tra
gli sponsor dell'iniziativa la Comunità ebraica triestina.
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Ticketless
- Proprio qui |
Se
tornassi indietro e potessi scegliere un titolo diverso per queste
noterelle lo ruberei al libro letto questa settimana (M. L.
Giribaldi-R.M. Sardi, “Bele sì (proprio qui). Ebrei ad Asti”,
Morcelliana). Chi si occupa di storia degli ebrei in Italia come minimo
dovrebbe recarsi ad Asti una volta al mese. Avrei dovuto recarmi ad
Asti questa settimana per presentare il libro, ma sono stato impedito
da una causa di forza maggiore. Più che in altre città italiane, lo
studioso di cose ebraiche sa di poter trovare ad Asti il suo ubi
consistam. Va notata l’assonanza: Asti-ubi consistam. “Proprio qui” si
sente a casa chi abbia a cuore le sorti della civiltà di Argon ossia di
quel mondo di ieri reso immortale da Primo Levi nel “Sistema
periodico”. Asti è la capitale di Argonopoli, per ricchezza di
fonti storiche, letterarie, umane.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Giudicare Amnesty |
Essere
giudicati e ricevere i voti dai professori, in genere, non fa tanto
piacere, a meno che non si appartenga alla categoria di quei secchioni
che sono sempre sicuri di prendere ottimi voti (e che spesso, proprio
per questo, stanno un po’ antipatici).
Stavolta, a prendere voti cattivi, anzi pessimi, è stato Israele, che
certamente, a scuola, non appartiene alla categoria dei ‘secchioni’
(ma, ciò nonostante, appartiene sicuramente a quella degli antipatici,
anzi degli antipaticissimi). La maestra, Amnesty International, così fa
iniziare un suo recente, severo rapporto sull’allievo discolo: “Negli
ultimi tre anni, le forze israeliane hanno mostrato un profondo
disprezzo per la vita umana uccidendo decine di civili palestinesi
nella Cisgiordania occupata, bambini compresi, nella pressoché totale
impunità”.
Manca, alla fine del rapporto, il voto, ma tutto fa presagire che per
lo scolaro si profili una sonora bocciatura.
Che dire?
Francesco Lucrezi, storico
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