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27 marzo 2014 - 25 Adar II 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
Le regole di purità e impurità rituale sono legate a manifestazioni fisiche che possono colpire uomini, oggetti, cose o abiti. Come si vede, il concetto di purità ed impurità è connesso a tutto l’ambiente che circonda l’uomo, ed è pertanto relativamente all’uomo che dobbiamo cercare di inquadrare tali manifestazioni.
È da domandarsi come mai la Torà si occupi di particolari della vita che ad un primo sguardo sembrano essere estranei alla sfera della “religiosità”, del rapporto con il Divino. La realtà è che ciò che qui si esamina è solo esteriormente un fatto di malattie corporali, infezioni fisiche o simili. Di fatto queste affezioni sono legate a malattie dell’anima, sono esteriorizzazioni di problemi etici e religiosi. Ne è dimostrazione il fatto che la persona preposta ad esaminare, giudicare e dichiarare la malattia o la guarigione è il Kohèn.
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
L'opinione del pubblico nei confronti della morale sessuale dei politici segue regole differenti nei vari paesi. Negli Stati Uniti tutto è concesso ai politici, purché non si sappia. Nel momento in cui si viene a sapere diventa imperativo confessare immediatamente tutto e giurare fedeltà eterna alla propria famiglia legittima. In Italia sembra che tutto sia concesso purché non si passino determinati limiti considerati eccessivi (per esempio, rapporti con minorenni o transessuali). In Israele in passato esisteva una certa ammirazione nei confronti dei donnaioli incalliti (tipo Moshe Dayan) ed era nota la figura della yedu'àh betzibúr (l'amante ufficiale del personaggio pubblico). Oggi la situazione è cambiata e vi è molto meno tolleranza.
 
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Un ciclo di incontri sull'etica medica
Un ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì alle 20. Tra i rabbinim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca, Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto Piperno.

 
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Obama al Corriere:
"Stati Uniti impegnati
nella transizione siriana"
Il futuro dell'Europa, Medio Oriente e primavere arabe, il ruolo dell'Italia nello scenario geopolitico internazionale, il messaggio di Bergoglio. Sono alcuni dei temi affrontati da Barack Obama nell'intervista esclusiva concessa al Corriere della sera (autore Massimo Gaggi) e pubblicata dal quotidiano di via Solferino nelle ore della sua visita a Roma. “Gli straordinari cambiamenti e le situazioni tumultuose del mondo arabo – afferma Obama – affondano le loro radici nel desiderio della gente comune di vivere con dignità e prosperità, decidendo del suo futuro. Fin dall'inizio io ho avvertito che qui non ci sarebbe stata la possibilità di percorrere un sentiero rettilineo. La guerra civile siriana e la morte di tanti innocenti, uomini donne e bambini, è una enorme tragedia. Gli Stati Uniti si sono impegnati con molta energia nello sforzo diplomatico per cercare di porre fine ai combattimenti, promuovendo una transizione nella quale i diritti del popolo siriano vengano rispettati”.
Sempre sul Corriere, da leggere l'intervento del filosofo Bernard Henry Levy che passa in rassegna alcune delle biografie più inquietanti nella dirigenza e tra i candidati del Fronte Nazionale di Le Pen. Un'enumerazione, osserva l'intellettuale transalpino, che fa venire la nausea. “Tremiamo di collera al pensiero di aver dovuto stampare, qui, il nome di tali personaggi e la traccia delle loro infamie. Si tratta di fatti documentati, attestati, confermati. Pubblicati sul sito della mia rivista (laregledujeu.org) e mai smentiti. Mi auguro possano prenderne atto, prima che sia troppo tardi, i lettori di questo articolo che credessero in buona fede alla sdemonizzazione del Fn”, scrive Henry Levy.
 
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  davar
QUI MILANO
Expo, la sfida di Israele
Israele costruirà un enorme muro “vivente” da presentare all’Expo 2015 di Milano, che ha per tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. La notizia è stata confermata nelle ultime settimane e girano già in rete alcune ricostruzioni virtuali del progetto, a cui sta lavorando la Knafo Klimor Architects in collaborazione con la nostrana PRR Architetti. A rappresentare Israele all’Esposizione Universale 2015 sarà un’installazione di 995 metri quadri attraverso la quale verranno mostrati i risultati ottenuti in ambito agricolo grazie alla tecnologia. L’Expo 2015 si pone come obiettivo quello di trovare modelli di sviluppo che possano assicurare “a tutta l’umanità un'alimentazione buona, sana e sostenibile”. Ed è esattamente ciò che Israele proporrà con il suo eco-muro (costituito al 100% di materiali riciclabili), su cui verranno sistemati prodotti agricoli, cereali e piante, queste ultime automaticamente annaffiate d’acqua grazie ad un avanzato sistema di irrigazione controllato da dei computer. L’installazione, che prevede anche un filmato in 3D, ha tre obiettivi principali, stando a quanto dichiarato da Elazar Cohen, commissario israeliano per l’evento: “Esporre la vera natura di Israele, dare mostra dell’eccellente rapporto tra Italia e Israele e arricchire questo rapporto”. Saranno oltre 130 i paesi che prenderanno parte all’esposizione, che dovrebbe ospitare circa due milioni di visitatori tra maggio e ottobre del 2015.

Simone Somekh
israelE - MINISTERO DEGLI ESTERI
Sciopero corpo diplomatico,

vicino l'accordo tra le parti
Potrebbe concludersi a breve lo sciopero dei lavoratori del Ministero degli Esteri israeliano in corso da diverse settimane. Secondo quanto rivelato dal Ministero delle Finanze, le parti avrebbero raggiunto un accordo per l’innalzamento dei salari, che potrebbe essere finalizzato nelle prossime ore.
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QUI BOLOGNA - LEGGERE PER CRESCERE
Israele e cultura ebraica

per le nuove generazioni
Ha appena chiuso la cinquantunesima edizione della Bologna Children’s Book Fair, l’appuntamento internazionale più importante per tutti coloro che si occupano di editoria per bambini e ragazzi, dove è stata grande l’attenzione data alla cultura ebraica e al suo modo di rapportarsi ai bambini e ai libri loro dedicati. Più di settanta paesi presenti, circa mille e duecento espositori e 20mila metri quadri: numeri impressionanti che rendono la misura di una manifestazione che mostra come - nonostante la crisi - almeno un ramo dell’editoria non si arrende. Uno dei prestigiosi Bologna Ragazzi Award è stato vinto da Mejn Alef Bejs, per la categoria Non Fiction: i giurati hanno votato all’unanimità per l’alfabeto di poesie yiddish per bambini pubblicato dall’associazione polacca di cultura ebraica Czulent di Cracovia, premiando così le liriche del poeta Jehoszua Kaminski, illustrate da Urszula Palusinska. Il giornale dell’ebraismo italiano Pagine Ebraiche, la cui diffusione nei padiglioni è stata curata direttamente dall’organizzazione, era presente praticamente ovunque. Ed è stato distribuito anche nell’ufficio stampa della fiera, dove in molti sono andati a richiederlo.
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LOTTA ALL'ANTISEMITISMO
Francia, cresce l'allarme
Offese verbali, minacce sul web, messaggi di morte. Un'ondata di antisemitismo che non ha mancato di colpire i candidati presentatisi alle scorse politiche che sono finiti nel mirino degli antisemiti per la loro appartenenza ebraica. Una nuova dimostrazione di odio che suscita inquietanti interrogativi sull'evoluzione della società francese anche in considerazione della significativa affermazione dell'estrema destra e in previsione delle elezioni Europee di maggio che potrebbero sancire la supremazia del partito di Marine Le Pen sulle forze moderate. In attesa di chiarire la matrice di questi attacchi, che potrebbero anche riguardare frange dell'estremismo islamico (già artefice, tra gli altri, dell'uccisione di Ilan Halimi nel 2006 e dell'agguato mortale alla scuola Ozar HaTorah di Tolosa), da segnalare - sul Corriere della sera oggi in edicola - l'intervento del filosofo Bernard Henry Levy sul carattere ineluttabilmente razzista del Fronte Nazionale.
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QUI MILANO - LIBRI
Una valigia di riflessioni
Un libro che è tante cose insieme, per raccontare un personaggio che fu tante cose insieme. Una storia che nasce come prima risposta e reazione alla Shoah, nella Parigi ebraica dei primi anni del dopoguerra, quella di Monsieur Chouchani, rabbino e clochard, claudicante dalla claudicanza del mondo, onnisciente, misterioso. È lui, sono i suoi insegnamenti, al centro dell’ultimo libro dello studioso del pensiero ebraico Haim Baharier “La valigia quasi vuota” (Garzanti). A raccontare come è nato il volume, e dare un assaggio delle sue suggestioni è stato lo stesso autore in un evento organizzato dall’assessorato ai giovani della Comunità ebraica di Milano, introdotto dalla giornalista di Pagine Ebraiche Rossella Tercatin.
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QUI VERCELLI, qui biella
Sinagoghe a porte aperte
Grande affluenza di pubblico per le Giornate di Primavera che hanno visto la collaborazione tra Comunità ebraica di Vercelli e Fondo Ambiente Italiano. Oltre 700 le visite guidate a Biella, circa 400 a Vercelli. Significativo inoltre il supporto ai ciceroni del Fai. "Si tratta di un risultato che ricompensa il notevole sforzo della Comunità, gratificata dall'entusiasmo del pubblico che è stato ancora invitato a farci visita per dare ulteriori approfondimenti sulla cultura, storia e tradizione ebraica", spiega il presidente della Comunità ebraica di Vercelli e consigliere UCEI Rossella Bottini Treves.
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pilpul
Setirot - Una questione aperta
Il risorgere delle tentazioni antisemite nel nostro tempo, l'eredità culturale ebraica nel rapporto con l'Occidente, la sfida della giustizia, il dovere del perdono e il dovere della memoria. È intorno a queste tematiche che ruotano tre interviste inedite rilasciate negli ultimi anni di vita da Jacques Derrida (Algeri, 15 luglio 1930 – Parigi, 9 ottobre 2004) e che Medusa Edizioni ha da poco raccolto con il titolo “Derrida. Ebraismo, questione aperta”.

Stefano Jesurum, giornalista
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Time out - Social e veleni
La parasha di questa settimana inizia con le indicazione di D-o a Mosé su cosa si debba fare quando nasce un bambino. Alcuni chachamim notano che il capitolo legato alla nascita di un essere umano sia successivo a quello in cui si fa riferimento alla kasherut degli animali. Per alcuni una sequenza di questo genere potrebbe essere apparire addirittura umiliante; nella stessa creazione del mondo D-o crea prima gli animali e poi gli uomini.

Daniel Funaro
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