
Elia Richetti,
rabbino
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Le
regole di purità e impurità rituale sono legate a manifestazioni
fisiche che possono colpire uomini, oggetti, cose o abiti. Come si
vede, il concetto di purità ed impurità è connesso a tutto l’ambiente
che circonda l’uomo, ed è pertanto relativamente all’uomo che dobbiamo
cercare di inquadrare tali manifestazioni.
È da domandarsi come mai la Torà si occupi di particolari della vita
che ad un primo sguardo sembrano essere estranei alla sfera della
“religiosità”, del rapporto con il Divino. La realtà è che ciò che qui
si esamina è solo esteriormente un fatto di malattie corporali,
infezioni fisiche o simili. Di fatto queste affezioni sono legate a
malattie dell’anima, sono esteriorizzazioni di problemi etici e
religiosi. Ne è dimostrazione il fatto che la persona preposta ad
esaminare, giudicare e dichiarare la malattia o la guarigione è il
Kohèn.
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
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L'opinione
del pubblico nei confronti della morale sessuale dei politici segue
regole differenti nei vari paesi. Negli Stati Uniti tutto è concesso ai
politici, purché non si sappia. Nel momento in cui si viene a sapere
diventa imperativo confessare immediatamente tutto e giurare fedeltà
eterna alla propria famiglia legittima. In Italia sembra che tutto sia
concesso purché non si passino determinati limiti considerati eccessivi
(per esempio, rapporti con minorenni o transessuali). In Israele in
passato esisteva una certa ammirazione nei confronti dei donnaioli
incalliti (tipo Moshe Dayan) ed era nota la figura della yedu'àh
betzibúr (l'amante ufficiale del personaggio pubblico). Oggi la
situazione è cambiata e vi è molto meno tolleranza.
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Un ciclo di incontri sull'etica medica
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Un
ciclo di incontri sull’etica medica patrocinato dal Dipartimento
Educazione e Cultura UCEI, avrà luogo nei locali del Tempio dei Giovani
sull’Isola Tiberina con cadenza settimanale. Appuntamento ogni lunedì
alle 20. Tra i rabbinim coinvolti Roberto Colombo, Roberto Della Rocca,
Riccardo Di Segni, Cesare Efrati, Gianfranco Di Segni, Benedetto
Carucci, Ariel Di Porto, Amedeo Spagnoletto, Gavriel Levi, Umberto
Piperno.
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Obama al Corriere:
"Stati Uniti impegnati
nella transizione siriana"
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Il
futuro dell'Europa, Medio Oriente e primavere arabe, il ruolo
dell'Italia nello scenario geopolitico internazionale, il messaggio di
Bergoglio. Sono alcuni dei temi affrontati da Barack Obama
nell'intervista esclusiva concessa al Corriere della sera (autore
Massimo Gaggi) e pubblicata dal quotidiano di via Solferino nelle ore
della sua visita a Roma. “Gli straordinari cambiamenti e le situazioni
tumultuose del mondo arabo – afferma Obama – affondano le loro radici
nel desiderio della gente comune di vivere con dignità e prosperità,
decidendo del suo futuro. Fin dall'inizio io ho avvertito che qui non
ci sarebbe stata la possibilità di percorrere un sentiero rettilineo.
La guerra civile siriana e la morte di tanti innocenti, uomini donne e
bambini, è una enorme tragedia. Gli Stati Uniti si sono impegnati con
molta energia nello sforzo diplomatico per cercare di porre fine ai
combattimenti, promuovendo una transizione nella quale i diritti del
popolo siriano vengano rispettati”.
Sempre sul Corriere, da leggere l'intervento del filosofo Bernard Henry
Levy che passa in rassegna alcune delle biografie più inquietanti nella
dirigenza e tra i candidati del Fronte Nazionale di Le Pen.
Un'enumerazione, osserva l'intellettuale transalpino, che fa venire la
nausea. “Tremiamo di collera al pensiero di aver dovuto stampare, qui,
il nome di tali personaggi e la traccia delle loro infamie. Si tratta
di fatti documentati, attestati, confermati. Pubblicati sul sito della
mia rivista (laregledujeu.org) e mai smentiti. Mi auguro possano
prenderne atto, prima che sia troppo tardi, i lettori di questo
articolo che credessero in buona fede alla sdemonizzazione del Fn”,
scrive Henry Levy.
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QUI MILANO
Expo, la sfida di Israele
Israele
costruirà un enorme muro “vivente” da presentare all’Expo 2015 di
Milano, che ha per tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. La
notizia è stata confermata nelle ultime settimane e girano già in rete
alcune ricostruzioni virtuali del progetto, a cui sta lavorando la
Knafo Klimor Architects in collaborazione con la nostrana PRR
Architetti. A rappresentare Israele all’Esposizione Universale 2015
sarà un’installazione di 995 metri quadri attraverso la quale verranno
mostrati i risultati ottenuti in ambito agricolo grazie alla
tecnologia. L’Expo 2015 si pone come obiettivo quello di trovare
modelli di sviluppo che possano assicurare “a tutta l’umanità
un'alimentazione buona, sana e sostenibile”. Ed è esattamente ciò che
Israele proporrà con il suo eco-muro (costituito al 100% di materiali
riciclabili), su cui verranno sistemati prodotti agricoli, cereali e
piante, queste ultime automaticamente annaffiate d’acqua grazie ad un
avanzato sistema di irrigazione controllato da dei computer.
L’installazione, che prevede anche un filmato in 3D, ha tre obiettivi
principali, stando a quanto dichiarato da Elazar Cohen, commissario
israeliano per l’evento: “Esporre la vera natura di Israele, dare
mostra dell’eccellente rapporto tra Italia e Israele e arricchire
questo rapporto”. Saranno oltre 130 i paesi che prenderanno parte
all’esposizione, che dovrebbe ospitare circa due milioni di visitatori
tra maggio e ottobre del 2015.
Simone Somekh
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QUI MILANO - LIBRI
Una valigia di riflessioni
Un
libro che è tante cose insieme, per raccontare un personaggio che fu
tante cose insieme. Una storia che nasce come prima risposta e reazione
alla Shoah, nella Parigi ebraica dei primi anni del dopoguerra, quella
di Monsieur Chouchani, rabbino e clochard, claudicante dalla
claudicanza del mondo, onnisciente, misterioso. È lui, sono i suoi
insegnamenti, al centro dell’ultimo libro dello studioso del pensiero
ebraico Haim Baharier “La valigia quasi vuota” (Garzanti). A raccontare
come è nato il volume, e dare un assaggio delle sue suggestioni è stato
lo stesso autore in un evento organizzato dall’assessorato ai giovani
della Comunità ebraica di Milano, introdotto dalla giornalista di
Pagine Ebraiche Rossella Tercatin.
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Setirot
- Una questione aperta |
Il
risorgere delle tentazioni antisemite nel nostro tempo, l'eredità
culturale ebraica nel rapporto con l'Occidente, la sfida della
giustizia, il dovere del perdono e il dovere della memoria. È intorno a
queste tematiche che ruotano tre interviste inedite rilasciate negli
ultimi anni di vita da Jacques Derrida (Algeri, 15 luglio 1930 –
Parigi, 9 ottobre 2004) e che Medusa Edizioni ha da poco raccolto con
il titolo “Derrida. Ebraismo, questione aperta”.
Stefano Jesurum, giornalista
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Time
out - Social e veleni |
La
parasha di questa settimana inizia con le indicazione di D-o a Mosé su
cosa si debba fare quando nasce un bambino. Alcuni chachamim notano che
il capitolo legato alla nascita di un essere umano sia successivo a
quello in cui si fa riferimento alla kasherut degli animali. Per alcuni
una sequenza di questo genere potrebbe essere apparire addirittura
umiliante; nella stessa creazione del mondo D-o crea prima gli animali
e poi gli uomini.
Daniel Funaro
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