7 aprile 2014 - 7 nissan 5774 |
|
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini,
Daniele Liberanome e Rachel Silvera.
|
|
 |
PM of Israel @IsraeliPM
6 Apr
We will act with zero tolerance toward those who attack IDF soldiers and commanders. The assailants will be brought to justice
Maurizio Molinari @Maumol 6 apr
#Cristiani alle armi per difendere #Israele “È l’unica nazione che ci protegge” http://bit.ly/1e2KsFI
|
|
|
|
Risposta dei vertici dell'ebraismo
alle accuse di tre intellettuali
“La
presunta truffa ai danni della Comunità Ebraica di Milano e i presunti
illeciti di alcuni medici dell'Ospedale Israelitico sono oggi
all'attenzione della magistratura. Oggi la Comunità Ebraica di Milano e
l'Ospedale Israelitico, nonché la Comunità Ebraica di Roma, sono in
queste vicende parti lese. Sono invenzioni le accuse
di negligenza e di leadership dedite a rapporti privilegiati”. È la
chiara risposta congiunta riportata dal Corriere della Sera e
Repubblica del presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane
Renzo Gattegna e dei presidenti delle Comunità ebraiche di Roma e
Milano, Riccardo Pacifici e Walker Meghnagi, alla lettera aperta
pubblicata ieri a firma di tre intellettuali italiani, Gad Lerner,
Stefano Levi Della Torre e Moni Ovadia. Questi ultimi hanno attaccato i
vertici comunitari, in particolare di Roma e Milano, accusandoli di
“negligenza”, di coltivare “rapporti privilegiati col potente di turno”
e di “abbinare il settarismo identitario con le pratiche
clientelari”. Accuse che hanno radici lontane, con uno scontro aperto
tra i tre firmatari e le istituzioni dell'ebraismo italiano, in
particolare Lerner e Ovadia, e che riapre la polemica, prendendo spunto
dalle vicende dell'Ospedale israelitico di Roma e della sottrazioni
indebite di cui è rimasta vittima la Comunità ebraica di Milano. Oltre
a respingere al mittente le accuse, i diretti interessati, con il
supporto del presidente Gattegna - come riportano Alessia Gallione e
Gabriele Isman su Repubblica – rispondono alla richiesta di Lerner,
Levi Della Torre e Ovadia di “fare pulizia prima di Pasqua, come ci
insegna la tradizione”, parlando di provocazioni e critiche
strumentali. “Pesach, la Pasqua Ebraica, significa "passare oltre" – si
legge nel comunicato congiunto dei tre presidenti - Sicuramente
passeremo oltre a questa provocazione ma è bene ricordare che in questa
festa, secondo le tradizioni, tutti si devono porre in una posizione di
dialogo e ascolto”. Alla messa in dubbio sul ruolo di controllo dei
vertici comunitari e la mancanza di trasparenza, Pacifici e Meghnagi
affermano che gli scandali sono emerso “solo grazie ai due enti che,
sin dalle prime avvisaglie, hanno sporto denuncia: noi siamo parti
lese” (Repubblica Milano).
Il processo di pace come ostacolo alla pace
tra israeliani e palestinesi. A sostenerlo, dalle pagine d e La Stampa,
lo scrittore israeliano Abraham B. Yehoshua che descrive il quadro
delle trattative come una “interminabile e inesauribile serie di
illusioni”, proponendo di interrompere momentaneamente i colloqui.
Un'interruzione repentina volta a dare, secondo Yehoshua, un impulso
positivo proprio al processo di pace, condizionato da una situazione di
“immobilità”. Come già un'altre grande firma israeliana, Nahum Barnea,
Yehoshua chiede a Washington, mediatrice dei negoziati, di fare un
passo indietro perché “non è possibile che gli Stati Uniti, ancora
considerati la principale superpotenza mondiale e con le idee molto
chiare sui dettagli e sul tipo di accordo che dovrà essere stipulato
tra palestinesi e israeliani, sprechino le loro risorse, si umilino e
creino false illusioni in un 'processo di pace' che non fa che
ritardare la pace stessa”.
Sempre sul quotidiano torinese, Maurizio Molinari racconta l'addestramento
di un reparto delle forze di sicurezza palestinese portato avanti da
una missione di carabinieri italiani in Cisgiordania. Con il “pieno
consenso di Israele”, come afferma il capo missione, colonnello Massimo
Menniti, 30 carabinieri danno lezione di tattica romana, uso della
forza senza violenza, addestramento agli imprevisti a un gruppo di
uomini scelti dall'Autorità nazionale palestinese tra i suoi corpi di
difesa.
Il 7 aprile 1944 la famiglia
Terracina fu tradita, venduta ai nazisti e deportata verso i campi di
morte. A settant'anni da quella tragedia, Piero Terracina, unico
sopravvissuto della famiglia, ricorda quei giorni terribili sulle
pagine dell'Unità. Una drammatica testimonianza che oggi i ragazzi di
alcune scuole romane ascolteranno di persona, nel luogo simbolo della
Shoah, Auschwitz-Birkenau in cui Piero Terracina si è recato,
partecipando al viaggio della Memoria assieme ai sopravvissuti Sami
Modiano, Andra e Tatiana Bucci.
In Ungheria conferma alle urne per il premier uscente Viktor Orban.
Con il 48 per cento, Orban ottiene per il secondo mandato consecutivo
le chiavi del paese mentre rimane alto quanto preoccupante il risultato
elettorale del partito di estrema destra Jobbik, attestatosi al 18 per
cento. Se è vero che il partito, cui retorica antisemita e contro i rom
costituisce un serio pericolo per le minoranze ungheresi, non è
riuscito a raggiungere l'obiettivo del secondo posto (in mano ai
socialisti magiari con il 27%), Jobbik rimane stabile al terzo posto,
con tutto il suo carico di violenza e pregiudizi. Chi sorride, in ogni
caso, è Orban con la sua politica, definita da molti, autoritaria,
fortemente improntata all'antieuropeismo (nonostante la stessa Europa
abbia versato nelle casse ungheresi centinaia di miliardi di euro per
salvarne l'economia in difficoltà) e con un atteggiamento
nazionalistico, ampiamente orientato verso il populismo, volto a
conferire nelle sue mani la guida del paese.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
Leggi
|
|
|
|
|
|
|
Seguici
su
Pagine
Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite
dall'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di
comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle
realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non
sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come
una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione
delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente
disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio
contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it Avete ricevuto questo messaggio
perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se
non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare
un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del
messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati -
I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto
l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario
quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 -
direttore responsabile: Guido Vitale. |