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23 aprile 2014 - 23 Nissan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
““... Siate santi ...” (Vaikrà 19, 2). Ha detto a proposito di questo verso il Grande Zaddìk Rabbì Yehudà Lieb Alter di Gur, conosciuto per il suo commento come Sefàt Emèt: L’uomo può meritare la Santità solamente quando annulla se stesso per la collettività, quando vede se stesso come una parte inscindibile della Comunità d’Israele. Allora quando tutta la Comunità sarà come un’unica persona tutti saranno Santi.
 
David
Assael,
ricercatore
Anche se in ritardo (causa festività) vorrei esprimere la mia vicinanza a Renzo Gattegna, uomo colto a cui tutti dobbiamo molto. Le vergognose parole di Beppe Grillo sono, come sottolineato da molti, un insulto a tutto l'ebraismo italiano. Però, forse, possiamo trovare una nota positiva: Grillo insulta la televisione dopo averla frequentata per anni, insulta il Festival di San Remo dopo averne calcato il palco ben più di una volta (credo 7), insulta i compensi televisivi dopo averci campato in abbondanza, chissà mai, forse, prima era ebreo! Meglio riderci su perché gira un sondaggio che lo dà al 28%, in ulteriore crescita rispetto alle politiche di una anno fa. E conosco anche ebrei che lo sostengono.
 
 
Temi e immagini
del pensiero ebraico
"Temi e immagini del pensiero ebraico”. Questo il titolo del ciclo di incontri ospitato presso la nuova sede della Biblioteca Universitaria di Genova, l’ex Hotel Colombia (luogo storico della città, che ospitò e fece cantare grandi nomi tra cui anche i Beatles). L'iniziativa è organizzata da Laura Mincer (Università di Genova) da Alberto Rizzerio (Centro Culturale Primo Levi) e Ilana Bahbout (DEC-UCEI).
 
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Falsità e cospirazioni
Le tesi cospirazioniste sull'11 settembre, con ebrei complici degli americani per danneggiare l'Islam, il rispolvero del falso dei Protocolli dei savi anziani di Sion, la setta degli illuminati dominatrice del mondo. Grazie a internet l'universo dei dietrologhi e dei complottisti ha trovato e trova sempre più diffusione nel pubblico, in particolare tra i giovani. Un fenomeno pericoloso che, secondo una denuncia di Le Monde, sembra attecchire tra molti studenti francesi. A rilanciare la notizia sui quotidiani italiani, Il Corriere della Sera e La Repubblica. Secondo molti giovani d'Oltralpe a dominare il mondo sarebbe una fantomatica setta, gli Illuminati, che tra i propri adepti conterebbe il presidente americano Barack Obama, l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy ma anche cantati pop come Rihanna. Ma come sottolinea la giornalista Elisa Mignot su Repubblica, “la parola 'Illuminati' è spesso seguita da affermazioni antisemite e negazioniste”. In Francia sulle teorie del complotto personaggi come Alain Soral e il comico Dieudonné, noto per le posizioni antisemite, hanno costruito gran parte del proprio successo, fomentando velenosi quanto pericolosi pregiudizi antiebraici.  Per aver portato un gruppo di studenti palestinesi in visita ad Auschwitz, Muhammed Dajani, docente di Studi americani dell'ateneo di Al Quds, deve ora vivere blindato nella sua casa di Gerusalemme Est. Additato come traditore del popolo palestinese, Dajani racconta al giornalista Maurizio Molinari (La Stampa) il perché della sua scelta. “Dajani – scrive Molinari - è convinto che il riconoscimento della Shoà sia un pilastro della convivenza e legge dunque come 'un passo positivo' la scelta del presidente palestinese Abu Mazen di inviare ad Israele un messaggio per il giorno dell'Olocausto. Ciò non toglie – sottolinea il giornalista - che molto resta da fare: i libri del Mein Kampf sulle bancarelle di Ramallah celano un negazionismo frutto del rigetto di Israele”.  Sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella dedica il proprio editoriale alla controversia nata tra una coppia milanese e l'anagrafe sulla scelta di chiamare la figlia Lior. “I nomi un po' 'eccentrici' rispetto, a quelli più usati, in realtà, sono occasione di risse, polemiche politiche e cause giudiziarie  - scrive Stella - da molto prima che quei due genitori milanesi di religione ebraica si ribellassero ('siamo disposti ad arrivare anche in Cassazione') al rifiuto dell'anagrafe milanese di chiamare la loro figlia Lior (in ebraico significa 'Mia Luce') perché non è chiaro se si tratti di un nome maschile o femminile”. “Confusione – continua il giornalista - in qualche modo esistente anche nel mondo ebraico se è vero che portano quel nome, oltre a molte donne, anche un cestista (Lior Eliyahu), un calciatore (Lior Refaelov) e un cantante, Lior Attar”. 
 
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  davar
israele
La pace falsata di Abu Mazen  
“Vuole la pace con noi o con Hamas?”. Nella domanda del premier israeliano Benjamin Netanyahu tutta l'irritazione per l'ultima mossa di Abu Mazen, leader dell'Autorità nazionale palestinese. Mentre i colloqui di pace tra israeliani e palestinesi sembrano oramai ridotti a un flebile lumicino, è arrivata infatti la notizia di una imminente riconciliazione tra Fatah e Hamas. Da anni le due fazioni, che controllano rispettivamente Cisgiordania e Striscia di Gaza, si contendono a suon di violenza l'egemonia nelle due zone. E ora questa frattura profonda potrebbe ricomporsi, grazie ai colloqui in corso a Gaza tra i rappresentati dei due movimenti. Trattative inaccettabili agli occhi di Israele, che si chiede come possa l'Anp volere davvero la pace con il governo di Gerusalemme quando con l'altra mano stringe accordi con Hamas, l'organizzazione terroristica che ha nel suo statuto la distruzione dello Stato ebraico.
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informazione 
Pagine Ebraiche International
L'Italia ebraica parla al mondo 

I nuovi deliri di Beppe Grillo sulla Memoria della Shoah, la riproposizione di infamanti stereotipi che hanno attraversato il Novecento, i violenti attacchi al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e all’Ufficio Stampa UCEI per la ferma risposta – rilanciata da tutti i media nazionali – alle provocazioni del comico e fondatore del Movimento Cinquestelle sul proprio blog. Sono le notizie con cui si apre il secondo numero del notiziario ‘Pagine Ebraiche International Edition’. Tra i molti temi affrontati nel notiziario, inoltre, l'imminente Festa del Libro Ebraico in Italia in programma a Ferrara, le prime anticipazioni sulla seconda edizione del festival milanese Jewish and the City, le sfide e le opportunità del dialogo interreligioso in una riflessione del rav David Rosen. E ancora, una ricetta tipica della gastronomia ebraico-tripolina e le due parole del mese - Schola e Tempio.
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qui gerusalemme
I suoni della Città Vecchia
Un vero e proprio abbraccio musicale attorno alle mura della Città Vecchia di Gerusalemme. È la finalità del festival The Sounds of the Old City, manifestazione dal tratto multietnico ma con organizzazione tipicamente locale che ha permesso di approfondire le tante anime dello Stato di Israele attraverso undici tappe e oltre 40 tra artisti e orchestre.
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calcio
Juve multata per i cori antisemiti 
Venticinquemila euro di multa alla Juventus per cori antisemiti e 5mila alla Fiorentina per una scritta offensiva sulla tragedia dell’Heysel in cui persero la vita 39 tifosi bianconeri. È la decisione del giudice sportivo Gianpaolo Tosel relativamente alle azioni che hanno visto protagoniste le due tifoserie in occasione dell’incontro di campionato Juventus-Fiorentina del 9 marzo scorso.
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pilpul
Ticketless - Le orecchie lacerate 
Da settimane trascuro il tema per cui Ticketless è nato: le comunicazioni interurbane, ferroviarie ma non solo. Come allignavano gli ebrei veneziani a Milano? I milanesi a Roma, i romani a Trieste, i triestini a Ferrara, i ferraresi a Mantova, i mantovani a Bologna? Andata e ritorno (o solo andata):  per ragioni di cuore, matrimoniali, ma anche professionali o di studio. Ogni vettore, quale che sia la meta e l’approdo, presenta sorprese. Oggi vorrei parlare, sono parte in causa, dei piemontesi a Firenze. Lo faccio a partire da un saggio inedito scritto da una studiosa, che reputo fra le migliori conoscitrici degli archivi (non soltanto ebraici) in Toscana, Liana Funaro. A lei si devono studi sulle comunità di Livorno e  Firenze, edizioni di carteggi di Benamozegh e tante altre cose sempre accompagnate da una rara sensibilità umana.

Alberto Cavaglion
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Reuven Yaron (1924-2014)
Con la scomparsa di Reuven Yaron, venuto a mancare lo scorso 3 aprile a Gerusalemme, la comunità scientifica internazionale perde un Maestro di alta statura, che ha dato un contributo di rilevante valore alla crescita delle discipline storico-giuridiche e, in particolare, al consolidamento e al prestigio del sistema accademico israeliano, che ha avuto in lui per decenni  un punto di riferimento di sicura fama mondiale.
Nato a Vienna nel settembre 1924, allievo del grande David Daube, Yaron appartiene a quella schiera di giuristi di formazione continentale che, fuggiti dall’ostile Vecchio Continente, portarono in Terra d’Israele l’antico patrimonio della cultura giuridica europea, per farlo lievitare e fruttificare nel nuovo contesto scientifico del rinascente Israele, al servizio delle peculiari esigenze teoriche e pratiche della risorta patria ebraica.


Francesco Lucrezi, storico
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Dialogo, cogliere le nuove sfide
L’articolo del rav Riccardo Di Segni dal titolo “I limiti del dialogo e una sinfonia che suona male” in cui critica l’omaggio sinfonico alla memoria delle vittime ebree della Shoah da parte dell’organizzazione cattolica Il Cammino Neocatecumenale, il concerto in memoria di Auschwitz e, implicitamente, i rabbini che hanno partecipato a questo evento e me in particolare, è stato portato alla mia attenzione la prima volta quando è stato pubblicato da Moked-Pagine Ebraiche in italiano. Nonostante il fatto che io considerassi l’articolo una visione ingiusta e distorta della realtà, non pensavo di dover replicare pubblicamente, lasciando in tal modo intendere che potesse esserci un conflitto personale tra me e il rav Di Segni. Infatti, anche quando il suo articolo è stato pubblicato in inglese, desideravo attendere l’occasione di un faccia a faccia con rav Di Segni per esprimere di persona le mie forti riserve riguardo ai suoi commenti e al suo approccio alla questione. Durante questo incontro, che si è svolto nel suo ufficio un mese e mezzo fa, ho cercato di chiarire i fatti e la mia posizione e ho detto che non avrei voluto contraddirlo pubblicamente. Rav Di Segni mi ha detto che, al contrario, se avessimo avuto una sincera differenza di pareri (che io chiamai un “makhloket lshem shamayim”, cioè un argomento sincero per il bene del Paradiso), allora avrebbe gradito una pubblica replica. Sono rimasto comunque sorpreso nel vedere che il suo articolo è stato pubblicato di nuovo dalla versione internazionale di Moked e quindi, alla luce dell’incoraggiamento del rav Di Segni, ho deciso di avvalermi di questo “diritto di replica”.

David Rosen, direttore per i rapporti interreligiosi dell'American Jewish Committee e Consigliere al Gran Rabbinato di Israele
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