
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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A
me le selfie preoccupano. Mi preoccupa la visione della vita che resta
dietro o davanti alle selfie stesse. Un tempo l’idea dell’autoscatto
nasceva come fotografia inclusiva, come momento nel quale anche il
“fotografo” veniva inserito nella fotografia, insieme alla famiglia,
agli amici, alla classe, al gruppo scout. La selfie nasce su altre basi
concettuali. Il fotografo che ritrae se stesso lo fa per celebrare un
incontro importante, un momento storico, un istante da immortalare, ma
sopra ogni cosa un immagine da condividere e da far vedere. La selfie
non vuole rendere eterno un determinato momento della nostra vita,
vuole rendere pubblico un momento della nostra vita privata.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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Si
chiamava Selma, aveva sposato con rito solo religioso un commerciante
di filati che aveva conosciuto in Romania, dove viveva. Avevano abitato
a Timisoara per qualche anno e lì avevano perduto per un banale
raffreddamento la loro primogenita Greta. All’inizio degli anni ’30 si
erano trasferiti con il figlioletto a Trieste (da dove proveniva il
marito), ma nel 1938 il regime fascista aveva deciso che lei era
un’ebrea straniera e doveva abbandonare il paese. [Apro una piccola
parentesi: Selma aveva iniziato a lavorare come impiegata bancaria, ma
era anche una fine intellettuale. Conosceva molte lingue, frequentava i
caffè triestini ed era un tipico esempio di donna ebrea colta
emancipata. Molto colta. Per dire, tradusse diverse opere di Thomas
Mann in spagnolo per il pubblico argentino]. Partì dall’Italia
lasciandosi dietro per ragioni a noi ignote il marito e il figlio
tredicenne. Sappiamo però che lo fece colma di dolore e rimpianto.
Destinazione Argentina.
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
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Anche
per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di
studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di
formazione nello Stato di Israele.
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"Un dream team da incubo" |
La
Repubblica analizza la scelta compiuta da Grillo e Casalegno di
trascinare a destra il Movimento 5 Stelle, secondo Gad Lerner un
“azzardo politico con cui confidano di poter sopravvivere al doppiaggio
subito dal Partito Democratico”, monopolizzando la scelta euroscettica.
“Il comico italiano che si affianca all’istrione britannico, lo ha
fatto cercando accuratamente lo scandalo, il colpo di scena.” Ma
(Corriere della Sera, Giornale) la base M5S si spacca e i militanti
grillini protestano per l’esclusione dalla consultazione dei Verdi.
L’esito della consultazione online è un plebiscito, con 23mila voti su
29mila a favore dell’alleanza con il gruppo degli euroscettici, e
Farage ha commentato “Insieme a Grillo faremo un dream team da incubo
per Bruxelles”.
Le manovre dei gruppi populisti europei sono analizzate su Le Monde,
che mette in evidenza la priorità di Marine Le Pen: costituire un
gruppo di estrema destra in seno al Parlamento europeo. E in Francia le
comunità ebraiche sono protagoniste di quello che il venerdì di
Repubblica chiama “Il nuovo Esodo”: la diaspora degli ebrei
francesi è aumentata in maniera “spettacolare” negli ultimi mesi, con
dati senza precedenti. Le ragioni sono molteplici e la crescita della
nuova destra, sommata alla violenza di alcune frange islamiche e alla
sinistra estrema filopalestinese fanno rinascere antichi fantasmi. E
Jean-Marie Le Pen ha aperto il suo blog personale, ripubblicando anche
un video contenente battute antisemite. E Marine Le Pen – su la
Repubblica – “scopre di avere un nemico in casa” che è ora anche
accusato di “sospetto arricchimento personale”.
La situazione irachena è presente su tutti i giornali: la discesa delle
pattuglie sunnite – che sarebbero arrivate a trenta chilometri dalla
capitale – pare inarrestabile e si ipotizza un intervento occidentale.
Lorenzo Cremonesi, sul Corriere della Sera scrive “Iraq al collasso.
Tre anni dopo il ritiro americano l’unità del Paese appare minata alle
radici”. La guerra civile pare molto vicina e i leader dell’Isis, lo
“Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” paiono determinati a marciare
su Bagdad. La Stampa si interroga sulla correttezza delle scelte
passate e presenta un panorama dei dodici anni di guerra al terrore
chiedendosi se “Intervenire era la scelta giusta? O i dittatori erano
il male minore? Che cosa ha guadagnato l’Occidente dalle Primavere
arabe?”. Cresce anche (Il Messaggero) il timore di una nuova crisi,
legata alla paura che i pozzi iracheni si fermino nuovamente, con la
conseguente impennata del prezzo del petrolio: l’Opec si prepara
all’emergenza. Sulla Repubblica Federico Rampini riporta come in
America si stia nuovamente alzando la polemica sulla gestione della
crisi irachena, con la destra all’attacco e Obama che sta “valutando
l’intervento militare.” Il Giornale titola “Ridateci Saddam e Gheddafi
per sconfiggere Al Quaeda”: quattro provocatorie domande per ragionare
sull’idea che abbattere i dittatori abbia aperto la strada al terrore.
L’Iran è già sceso in campo per assistere “l’amico iracheno” (Corriere
della Sera), una reazione più veloce di quella dell’America, a cui però
è stato aperto lo spazio aereo. E l’analisi della complessa situazione
su la Stampa è affidata allo scrittore e diplomatico Roberto Toscano.
I recupero dei diari di rav David Prato, rabbino capo di Alessandria e
poi di Roma fino al ‘38 e dopo la guerra fino al 1951, sono stati
l’occasione per il ritrovamento di una pagina manoscritta sulla
“Missione in Vaticano in favore degli ebrei polacchi” e Maurizio
Molinari su la Stampa racconta come sia stato possibile ricostruire una
pagina sorprendente della storia del Novecento, quando i rabbini
europei guardavano al Vaticano di Pio XI come possibile fonte di
protezione e tutela.
Cultura: Il Premio Bottari Lattes Grinzane 2014 va a Martin Amis,
autore su La Repubblica di un lungo testo su “Primo Levi lo scrittore
morto due volte”, autore di una prosa che “semplifica le virtù della
moderazione, della finezza di intuito e della temperanza intrinseche
dell’animo piemontese e possiede una qualità tesa, rigorosa e
distillata”. Il medievista Michele Luzzati a Pisa guidava anche il
Centro di studi ebraici e con lui, nato a Torino 75 anni fa, la città –
nelle parole del sindaco – perde una personalità straordinaria
(Corriere della Sera). La Repubblica Roma segnala la mostra “Artiste
del novecento tra visione e identità ebraica” che sarà aperta fino al 5
ottobre alla Galleria d’arte Moderna, mentre sul Venerdì di Repubblica
ampio spazio viene dedicato alla casa editrice il Mulino che “a 60 anni
ritrova l’Italia” e lancia una collana che racconta il paese attraverso
una serie di guide d’autore. Fra i primi testi “Ghetti e Giudecche”
della storica Anna Foa.
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brasile 2014
Mondiali, Israele in testa
alla classifica del tifo
Prime
serate in bianco, prime polemiche arbitrali. Dopo la vittoria dei
padroni di casa nell'incontro inaugurale tra Brasile e Croazia e in
attesa dell'esordio con l'Inghilterra, il clima 'mundial' torna a
rendere incandescente l'opinione pubblica italiana. Balotelli sì,
Immobile no. Anzi: Immobile sì, Balotelli no. E se invece: Balotelli e
Immobile sì, doppio regista no. D'altronde, siamo o non siamo il paese
dei “60 milioni di allenatori”?
Tuttavia, scorrendo la classifica del tifo, i dati diffusi dagli
organizzatori riservano una clamorosa sorpresa. Perché non solo il
contingente azzurro al seguito della competizione risulta tra i meno
significativo di sempre (16esimo posto tra le 32 nazioni coinvolte), ma
a precederlo è addirittura la torcida israeliana, che non ha nemmeno
una squadra ben definita da tifare e che andrà un po' secondo gli umori
o le diverse origini (culturali, linguistiche, etniche) dei suoi
protagonisti. Non solo, è proprio Israele a trionfare nella classifica
dei biglietti venduti parametrati al numero di abitanti del paese di
riferimento. Un risultato che non ha mancato di suscitare un pizzico di
orgoglio sui media locali in cui si sottolinea come, tra il pubblico
dei big match del torneo (l'incontro inaugurale, le semifinali, la
finalissima), figureranno in tutto ben 2500 supporter israeliani. Con
la speranza, magari tra quattro anni, di poter cantare l'Hatikwa
insieme ai loro beniamini.
a.s. twitter @asmulevichmoked
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qui trieste - state of the net
Dave Winer, lezione di blog
Trieste
luogo di incontro tra esperti per fare il punto su web e nuove
tecnologie in Italia e nel mondo. State of the Net, la conferenza
fondata dal giornalista Beniamino Pagliaro, dall’esperto di social
media Paolo Valdemarin e dal giornalista ed esperto di comunicazione
Sergio Maistrello (nell’immagine) ha quest’anno come tema “Smart life”
e il focus è su quanto la tecnologia e le applicazioni smart abbiano
cambiato e stiano cambiando la vita, il lavoro, il tempo libero e le
modalità di interazione di tutti.
Trenta speaker d’eccezione, dal responsabile di Nòva-Sole 24 Ore Luca
De Biase al direttore di Wired Massimo Russo, dal capo ufficio stampa
della Camera dei deputati Anna Masera al responsabile di Online &
Mobile banking di UniCredit Group Alessandro Colafranceschi. Tra i
momenti più significativi della prima giornata la conferenza
dell’americano Dave Winer, che ha rivoluzionato il mondo di internet e
dell’informazione con l’invenzione del concetto di blog (e del relativo
software).
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european council of jewish communities
"La cultura non si ferma"
E l'Europa è ammirata
“La
cultura non si ferma”, il messaggio lanciato simultaneamente da sette
musei ebraici italiani la notte del 26 maggio, per portare solidarietà
alle vittime dell’attacco antisemita di Bruxelles e per riaffermare con
forza che la conoscenza è la forma più efficace di lotta all’odio e al
pregiudizio, è protagonista dell’ultima newsletter dello European
Council of Jewish Communities. La sfida, arrivata anche sui social
network con l’hashtag #LaCulturaNonSiFerma ha portato migliaia di
cittadini a dimostrare con la loro presenza come la minoranza ebraica
non sia sola e come sia giusta la ferma decisione di non farsi
spaventare. Per lo European Council of Jewish Communities “Gli ebrei
italiani sono stati per lungo tempo parte della storia del paese e
questa iniziativa è un segno che l’Italia, con la scelta coraggiosa e
piena di fantasia compiuta dai suoi leader, può essere un modello per
il resto dell’Europa”.
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Libro di tutti |
"Scrittori
di scrittura" è una collana della casa editrice Effatà in cui "autori
noti a livello internazionale sono invitati a riscrivere un passo o una
storia della Bibbia - di propria scelta - con la propria
sensibilità..." Si tratta di un progetto promosso dalla Diocesi di
Torino in collaborazione con la Facoltà Teologica di Torino e Torino
Spiritualità. I titoli usciti finora sono: Amen. Memorie di Isacco di
Margerita Oggero. Un'estrema solitudine. La creazione di Gian Luca
Favetto, Giuseppe figlio di Giacobbe di Silvana De Mari e
Un'annunciazione. La risata di Sara di Elena Loewenthal. Può sembrare
bizzarro che quest'ultima, traduttrice dall'ebraico, possa essere messa
sullo stesso piano di scrittori che magari non hanno mai avuto una
particolare dimestichezza con la Bibbia (gli editori parlano
di autori "atei o credenti di diverse religioni"), ma in effetti quello
che colpisce in questo interessante progetto è l'attenzione estrema con
cui tutti e quattro si accostano al testo biblico, cercando di
coglierne le sfumature parola per parola (soprattutto la Loewenthal,
che, secondo l'uso ebraico, costruisce il suo testo a partire da pochi
versi della Genesi). Questo non può che farci piacere data l'ignoranza
diffusa in Italia su temi religiosi, di cui si parlava anche di recente
su Pagine Ebraiche.
Anna Segre, insegnante
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Da Lisbona a Livorno |
Il
Portogallo post-Salazar rispetto ad altri stati centroeuropei non è,
fortunatamente, noto per gravi episodi di antisemitismo, il suo
penultimo presidente Jose Sampaio, vanta origini ebraiche e in tutto il
paese si assiste ad un continuo interesse verso il proprio retaggio
ebraico e marrano rimasto sepolto per lungo tempo. Eppure, quando la
scorsa estate sono stato a Lisbona, ho girato invano più volte tra Rua
Herculano e Largo do Rato prima di scoprire che la Sinagoga cittadina
Shaare' Israel si trovava effettivamente nascosta in un cortile interno
tra le due vie, chiusa alla vista da alti cancelli sorvegliati da
telecamere.
Francesco Moises Bassano, studente
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Finestra sul confine - Beit Sahur |
Questa
volta l’incontro della Commissione culturale europea per la pace è a
Beit Sahur, vicino a Betelemme. Non posso negare che ogni volta
che devo partire mi viene un forte mal di testa dalla sera
precedente. Non so mai cosa mi aspetta e quali sono le reazioni
dopo gli ultimi eventi. Arrivo a Gerusalemme in treno dopo un viaggio
mozzafiato in un wadi tra colline coperte di ulivi. Issa l’autista
che viene a prelevarmi parla perfettamente l’ebraico, ha studiato
all’università di Gerusalemme.
Angelica Edna Calo Livne
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Immagini e parole |
Oggi
le parole, più che le immagini, sembrano a rischio di idolatria. L'arte
contemporanea critica, ribalta, destruttura la normale visione delle
cose cercando di proporre schemi innovativi e provvisori, domande e
interazioni con lo spettatore.
Ilana Bahbout
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