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13 giugno 2014 - 13 Sivan 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
A me le selfie preoccupano. Mi preoccupa la visione della vita che resta dietro o davanti alle selfie stesse. Un tempo l’idea dell’autoscatto nasceva come fotografia inclusiva, come momento nel quale anche il “fotografo” veniva inserito nella fotografia, insieme alla famiglia, agli amici, alla classe, al gruppo scout. La selfie nasce su altre basi concettuali. Il fotografo che ritrae se stesso lo fa per celebrare un incontro importante, un momento storico, un istante da immortalare, ma sopra ogni cosa un immagine da condividere e da far vedere. La selfie non vuole rendere eterno un determinato momento della nostra vita, vuole rendere pubblico un momento della nostra vita privata.
 
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Si chiamava Selma, aveva sposato con rito solo religioso un commerciante di filati che aveva conosciuto in Romania, dove viveva. Avevano abitato a Timisoara per qualche anno e lì avevano perduto per un banale raffreddamento la loro primogenita Greta. All’inizio degli anni ’30 si erano trasferiti con il figlioletto a Trieste (da dove proveniva il marito), ma nel 1938 il regime fascista aveva deciso che lei era un’ebrea straniera e doveva abbandonare il paese. [Apro una piccola parentesi: Selma aveva iniziato a lavorare come impiegata bancaria, ma era anche una fine intellettuale. Conosceva molte lingue, frequentava i caffè triestini ed era un tipico esempio di donna ebrea colta emancipata. Molto colta. Per dire, tradusse diverse opere di Thomas Mann in spagnolo per il pubblico argentino]. Partì dall’Italia lasciandosi dietro per ragioni a noi ignote il marito e il figlio tredicenne. Sappiamo però che lo fece colma di dolore e rimpianto. Destinazione Argentina.
 
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
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"Un dream team da incubo"
La Repubblica analizza la scelta compiuta da Grillo e Casalegno di trascinare a destra il Movimento 5 Stelle, secondo Gad Lerner un “azzardo politico con cui confidano di poter sopravvivere al doppiaggio subito dal Partito Democratico”, monopolizzando la scelta euroscettica. “Il comico italiano che si affianca all’istrione britannico, lo ha fatto cercando accuratamente lo scandalo, il colpo di scena.” Ma (Corriere della Sera, Giornale) la base M5S si spacca e i militanti grillini protestano per l’esclusione dalla consultazione dei Verdi. L’esito della consultazione online è un plebiscito, con 23mila voti su 29mila a favore dell’alleanza con il gruppo degli euroscettici, e Farage ha commentato “Insieme a Grillo faremo un dream team da incubo per Bruxelles”.
Le manovre dei gruppi populisti europei sono analizzate su Le Monde, che mette in evidenza la priorità di Marine Le Pen: costituire un gruppo di estrema destra in seno al Parlamento europeo. E in Francia le comunità ebraiche sono protagoniste di quello che il venerdì di Repubblica chiama “Il nuovo Esodo”: la diaspora degli ebrei francesi è aumentata in maniera “spettacolare” negli ultimi mesi, con dati senza precedenti. Le ragioni sono molteplici e la crescita della nuova destra, sommata alla violenza di alcune frange islamiche e alla sinistra estrema filopalestinese fanno rinascere antichi fantasmi. E Jean-Marie Le Pen ha aperto il suo blog personale, ripubblicando anche un video contenente battute antisemite. E Marine Le Pen – su la Repubblica – “scopre di avere un nemico in casa” che è ora anche accusato di “sospetto arricchimento personale”.
La situazione irachena è presente su tutti i giornali: la discesa delle pattuglie sunnite – che sarebbero arrivate a trenta chilometri dalla capitale – pare inarrestabile e si ipotizza un intervento occidentale. Lorenzo Cremonesi, sul Corriere della Sera scrive “Iraq al collasso. Tre anni dopo il ritiro americano l’unità del Paese appare minata alle radici”. La guerra civile pare molto vicina e i leader dell’Isis, lo “Stato Islamico dell’Iraq e del Levante” paiono determinati a marciare su Bagdad. La Stampa si interroga sulla correttezza delle scelte passate e presenta un panorama dei dodici anni di guerra al terrore chiedendosi se “Intervenire era la scelta giusta? O i dittatori erano il male minore? Che cosa ha guadagnato l’Occidente dalle Primavere arabe?”. Cresce anche (Il Messaggero) il timore di una nuova crisi, legata alla paura che i pozzi iracheni si fermino nuovamente, con la conseguente impennata del prezzo del petrolio: l’Opec si prepara all’emergenza. Sulla Repubblica Federico Rampini riporta come in America si stia nuovamente alzando la polemica sulla gestione della crisi irachena, con la destra all’attacco e Obama che sta “valutando l’intervento militare.” Il Giornale titola “Ridateci Saddam e Gheddafi per sconfiggere Al Quaeda”: quattro provocatorie domande per ragionare sull’idea che abbattere i dittatori abbia aperto la strada al terrore. L’Iran è già sceso in campo per assistere “l’amico iracheno” (Corriere della Sera), una reazione più veloce di quella dell’America, a cui però è stato aperto lo spazio aereo. E l’analisi della complessa situazione su la Stampa è affidata allo scrittore e diplomatico Roberto Toscano.
I recupero dei diari di rav David Prato, rabbino capo di Alessandria e poi di Roma fino al ‘38 e dopo la guerra fino al 1951, sono stati l’occasione per il ritrovamento di una pagina manoscritta sulla “Missione in Vaticano in favore degli ebrei polacchi” e Maurizio Molinari su la Stampa racconta come sia stato possibile ricostruire una pagina sorprendente della storia del Novecento, quando i rabbini europei guardavano al Vaticano di Pio XI come possibile fonte di protezione e tutela.
Cultura: Il Premio Bottari Lattes Grinzane 2014 va a Martin Amis, autore su La Repubblica di un lungo testo su “Primo Levi lo scrittore morto due volte”, autore di una prosa che “semplifica le virtù della moderazione, della finezza di intuito e della temperanza intrinseche dell’animo piemontese e possiede una qualità tesa, rigorosa e distillata”. Il medievista Michele Luzzati a Pisa guidava anche il Centro di studi ebraici e con lui, nato a Torino 75 anni fa, la città – nelle parole del sindaco – perde una personalità straordinaria (Corriere della Sera). La Repubblica Roma segnala la mostra “Artiste del novecento tra visione e identità ebraica” che sarà aperta fino al 5 ottobre alla Galleria d’arte Moderna, mentre sul Venerdì di Repubblica ampio spazio viene dedicato alla casa editrice il Mulino che “a 60 anni ritrova l’Italia” e lancia una collana che racconta il paese attraverso una serie di guide d’autore. Fra i primi testi “Ghetti e Giudecche” della storica Anna Foa.
 
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  davar
brasile 2014
Mondiali, Israele in testa
alla classifica del tifo

Prime serate in bianco, prime polemiche arbitrali. Dopo la vittoria dei padroni di casa nell'incontro inaugurale tra Brasile e Croazia e in attesa dell'esordio con l'Inghilterra, il clima 'mundial' torna a rendere incandescente l'opinione pubblica italiana. Balotelli sì, Immobile no. Anzi: Immobile sì, Balotelli no. E se invece: Balotelli e Immobile sì, doppio regista no. D'altronde, siamo o non siamo il paese dei “60 milioni di allenatori”?
Tuttavia, scorrendo la classifica del tifo, i dati diffusi dagli organizzatori riservano una clamorosa sorpresa. Perché non solo il contingente azzurro al seguito della competizione risulta tra i meno significativo di sempre (16esimo posto tra le 32 nazioni coinvolte), ma a precederlo è addirittura la torcida israeliana, che non ha nemmeno una squadra ben definita da tifare e che andrà un po' secondo gli umori o le diverse origini (culturali, linguistiche, etniche) dei suoi protagonisti. Non solo, è proprio Israele a trionfare nella classifica dei biglietti venduti parametrati al numero di abitanti del paese di riferimento. Un risultato che non ha mancato di suscitare un pizzico di orgoglio sui media locali in cui si sottolinea come, tra il pubblico dei big match del torneo (l'incontro inaugurale, le semifinali, la finalissima), figureranno in tutto ben 2500 supporter israeliani. Con la speranza, magari tra quattro anni, di poter cantare l'Hatikwa insieme ai loro beniamini.

a.s. twitter @asmulevichmoked

memoria
Palatucci, tre mesi di proroga
per la Commissione storica

Un trimestre di proroga rispetto al mandato di sei mesi in scadenza nei prossimi giorni. Ad annunciarlo a Pagine Ebraiche 24 è lo storico e direttore del Cdec Michele Sarfatti, a capo della commissione di studiosi incaricata dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di sgombrare il campo da eventuali equivoci relativi alla figura dell'ex questore di Fiume Giovanni Palatucci, proclamato Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem nel 1990. “Ci siamo accorti che questo impegno di ricerca e scavo, in alcuni casi fatto la prima volta, richiede maggior tempo di lavoro per arrivare a una relazione che sia scientificamente basata. Un'esigenza che ci ha visti concordi in occasione dell'ultima riunione quando, al momento di fare il punto sui lavori – afferma Sarfatti – è emerso che se da un lato possiamo dire concluso l'esame delle questioni di ordine generale, dall'altro dobbiamo approfondire con più intensità, più di quanto avessimo previsto inizialmente, le singole storie individuali che riguardano l'operato di Palatucci”.
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qui firenze
Il Balagan torna a cielo aperto
Le nuvole che lungamente si sono addensate sulla città e le piogge che hanno preceduto le ore dell’inaugurazione a qualcuno hanno fatto pensare “Balagan bagnato, Balagan fortunato”. Non c’è stato comunque bisogno di scrosci temporaleschi per accompagnare nel migliore dei modi l’apertura della seconda edizione del Balagan Cafè, il festival organizzato dalla Comunità ebraica di Firenze con direzione di Enrico Fink che la scorsa estate ha catalizzato, ogni giovedì pomeriggio, l’attenzione di una cittadinanza sensibile a proposte culturali e intellettuali di diverso genere. “Non è semplice confermarsi quando si ha un grande successo alle spalle. Noi proveremo a fare di più: migliorare la logistica, proporci con nuovi stimoli, diventare sempre più protagonisti nel dialogo con tutta la cittadinanza”, spiegava il presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli sull’ultimo numero di Italia ebraica. La prima giornata di Balagan, apertosi con una grande festa cui hanno preso parte i migliori talenti artistici della Comunità, ha confermato quanto forte sia la percezione e l’apprezzamento del modello Balagan in tutta Firenze. Oltre 600 le presenze registrate in via Farini. A fare gli onori di casa anche il rabbino capo Joseph Levi e il food director Jean Michel Carasso. Un indirizzo di saluto è inoltre arrivato dall’assessore comunale Cristina Giachi.
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qui trieste - state of the net
Dave Winer, lezione di blog
Trieste luogo di incontro tra esperti per fare il punto su web e nuove tecnologie in Italia e nel mondo. State of the Net, la conferenza fondata dal giornalista Beniamino Pagliaro, dall’esperto di social media Paolo Valdemarin e dal giornalista ed esperto di comunicazione Sergio Maistrello (nell’immagine) ha quest’anno come tema “Smart life” e il focus è su quanto la tecnologia e le applicazioni smart abbiano cambiato e stiano cambiando la vita, il lavoro, il tempo libero e le modalità di interazione di tutti.
Trenta speaker d’eccezione, dal responsabile di Nòva-Sole 24 Ore Luca De Biase al direttore di Wired Massimo Russo, dal capo ufficio stampa della Camera dei deputati Anna Masera al responsabile di Online & Mobile banking di UniCredit Group Alessandro Colafranceschi. Tra i momenti più significativi della prima giornata la conferenza dell’americano Dave Winer, che ha rivoluzionato il mondo di internet e dell’informazione con l’invenzione del concetto di blog (e del relativo software).
european council of jewish communities
"La cultura non si ferma"
E l'Europa è ammirata

“La cultura non si ferma”, il messaggio lanciato simultaneamente da sette musei ebraici italiani la notte del 26 maggio, per portare solidarietà alle vittime dell’attacco antisemita di Bruxelles e per riaffermare con forza che la conoscenza è la forma più efficace di lotta all’odio e al pregiudizio, è protagonista dell’ultima newsletter dello European Council of Jewish Communities. La sfida, arrivata anche sui social network con l’hashtag #LaCulturaNonSiFerma ha portato migliaia di cittadini a dimostrare con la loro presenza come la minoranza ebraica non sia sola e come sia giusta la ferma decisione di non farsi spaventare. Per lo European Council of Jewish Communities “Gli ebrei italiani sono stati per lungo tempo parte della storia del paese e questa iniziativa è un segno che l’Italia, con la scelta coraggiosa e piena di fantasia compiuta dai suoi leader, può essere un modello per il resto dell’Europa”.

qui roma
Adriana Fatucci (1916-2014)
La redazione esprime il proprio cordoglio e la propria vicinanza a Sira Fatucci per la scomparsa della madre Adriana.

pilpul
Libro di tutti
"Scrittori di scrittura" è una collana della casa editrice Effatà in cui "autori noti a livello internazionale sono invitati a riscrivere un passo o una storia della Bibbia - di propria scelta - con la propria sensibilità..." Si tratta di un progetto promosso dalla Diocesi di Torino in collaborazione con la Facoltà Teologica di Torino e Torino Spiritualità. I titoli usciti finora sono: Amen. Memorie di Isacco di Margerita Oggero. Un'estrema solitudine. La creazione di Gian Luca Favetto, Giuseppe figlio di Giacobbe di Silvana De Mari e Un'annunciazione. La risata di Sara di Elena Loewenthal. Può sembrare bizzarro che quest'ultima, traduttrice dall'ebraico, possa essere messa sullo stesso piano di scrittori che magari non hanno mai avuto una particolare dimestichezza con la Bibbia (gli editori parlano di autori "atei o credenti di diverse religioni"), ma in effetti quello che colpisce in questo interessante progetto è l'attenzione estrema con cui tutti e quattro si accostano al testo biblico, cercando di coglierne le sfumature parola per parola (soprattutto la Loewenthal, che, secondo l'uso ebraico, costruisce il suo testo a partire da pochi versi della Genesi). Questo non può che farci piacere data l'ignoranza diffusa in Italia su temi religiosi, di cui si parlava anche di recente su Pagine Ebraiche.

Anna Segre, insegnante
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Da Lisbona a Livorno
Il Portogallo post-Salazar rispetto ad altri stati centroeuropei non è, fortunatamente, noto per gravi episodi di antisemitismo, il suo penultimo presidente Jose Sampaio, vanta origini ebraiche e in tutto il paese si assiste ad un continuo interesse verso il proprio retaggio ebraico e marrano rimasto sepolto per lungo tempo. Eppure, quando la scorsa estate sono stato a Lisbona, ho girato invano più volte tra Rua Herculano e Largo do Rato prima di scoprire che la Sinagoga cittadina Shaare' Israel si trovava effettivamente nascosta in un cortile interno tra le due vie, chiusa alla vista da alti cancelli sorvegliati da telecamere.

Francesco Moises Bassano, studente
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Finestra sul confine - Beit Sahur
Questa volta l’incontro della Commissione culturale europea per la pace è a Beit Sahur, vicino a Betelemme. Non posso negare che ogni volta che devo partire mi viene un forte mal di testa dalla sera precedente. Non so mai cosa mi aspetta e quali sono le reazioni dopo gli ultimi eventi. Arrivo a Gerusalemme in treno dopo un viaggio mozzafiato in un wadi tra colline coperte di ulivi. Issa l’autista che viene a prelevarmi parla perfettamente l’ebraico, ha studiato all’università di Gerusalemme.

Angelica Edna Calo Livne
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Immagini e parole
Oggi le parole, più che le immagini, sembrano a rischio di idolatria. L'arte contemporanea critica, ribalta, destruttura la normale visione delle cose cercando di proporre schemi innovativi e provvisori, domande e interazioni con lo spettatore.

Ilana Bahbout
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