Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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"L'uomo assomiglia all'oro: con la giusta
purificazione si svela quanto è brillante e splendente" (R. Gershon
Miadnik, direttore del Bet ha Talmud di Kelm prima di essere
assassinato dai nazisti)
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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Girano molte opinioni razziste e xenofobe in
queste settimane, qui e là per l’Europa. Ogni tanto conviene guardare
indietro per cogliere le differenze.
Tra luglio e dicembre del 1933,
nella Germania in rapida trasformazione nazista, il teologo cristiano
Gerhard Kittel e il filosofo ebreo Martin Buber intrattengono una
polemica pubblica (ora proposta da EDB con il titolo “La questione
ebraica”): come legiferare sullo straniero? Kittel toglierebbe, o non
riconoscerebbe, numerosi diritti; Buber, al contrario, si espone nel
senso opposto. Qualcosa è cambiato da allora: mentre abbiamo abbondanza
di tipo Kittel; scarseggia il tipo Buber.
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele |
Anche per l’anno accademico 2014-2015
l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele
Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che
intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
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Calcio e Amicizia
al Teatro Marcello |
“Tradizione, agonismo, identità. Sono i tre
concetti che tradizionalmente animano la Coppa dell’Amicizia, torneo
nato nel 1964 su impulso delle giovani leve della Comunità ebraica di
Roma. Ad aggiudicarsi l’edizione dei 50 anni è stata la compagine Black
and Yellow”. Così il giornalista di Pagine Ebraiche Adam Smulevich
firma sulla Gazzetta dello Sport il racconto di una rassegna che in
mezzo secolo ha fatto giocare e sognare l’ebraismo della Capitale.
Medio Oriente. “Il 95 per cento del confine siriano sul Golan è in mano
ai ribelli islamici, nella città giordana di Maan si manifesta a favore
dei jihadisti e il re hashemita Abdallah rafforza il dispiegamento di
uomini a ridosso dell’Iraq: il fronte occidentale delle attività
militari dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) è in pieno
movimento e, secondo fonti Usa, potrebbe obbligare Amman a chiedere il
sostegno militare di Israele”. E’ il quadro che traccia sulla Stampa
Maurizio Molinari, raccontando il rafforzamento degli estremisti
islamici nell’area tra crisi irachena e guerra anti-Assad. Sempre sulla
Stampa, un’analisi degli errori compiuti dagli Stati Uniti, ma anche
dall’Iran, e poi da Arabia Saudita e Turchia rispetto all’Iraq, oggi
sempre più in mano ai jihadisti dell’Isis (sul quotidiano torinese
anche un reportage dal Kurdistan iracheno che fa luce sulla crisi
umanitaria della regione).
Sul Corriere l’appello del fondatore della Comunità di Sant’Egidio
Andrea Riccardi per salvare Aleppo e la sua popolazione dalla
devastazione della guerra civile siriana.
A cent’anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, il Corriere
racconta Sarajevo e una Bosnia ancora profondamente divisa dal punto di
vista dell’origine etnica. “Ignorando volutamente le nevrosi delle
comunità, il filosofo francese Bernard-Henri Levy ha presentato in
anteprima venerdì sera a Sarajevo la sua pièce teatrale ‘Hôtel Europa’,
e ieri ha lanciato la petizione One Million for Bosnia in favore
dell’inizio immediato dei negoziati per l’adesione all’Unione europea.
La Slovenia, prima della classe, è entrata nella Ue 10 anni fa, nel
2013 è toccato alla Croazia. La Bosnia Erzegovina si trova in una fase
di impasse perché non ha ancora riformato la parte della Costituzione
che impone ai cittadini di dichiararsi musulmani, serbi o croati se
vogliono aspirare a cariche pubbliche (discriminando così, per esempio,
ebrei o Rom) – scrive Stefano Montefiori – In un Paese con
disoccupazione al 40%, una corruzione spaventosa favorita dalla
tripartizione etnica, una quasi rivoluzione per la povertà scoppiata a
febbraio e la moneta che resta il ‘marco convertibile’ deciso a Dayton,
l’Europa sembra l’unica speranza per superare, finalmente, Gavrilo
Princip”.
Religioni. Il Messaggero propone una grande intervista a Jorge
Bergoglio a firma di Franca Giansoldati. Impegno pubblico, giovani,
donne, vita a Roma tra i temi trattati, non vengono invece affrontati
argomenti legati al dialogo e al rapporto con altre fedi.
Inizia in queste ore il Ramadan, il mese sacro che l’Islam dedica a
digiuno e preghiera (Osservatore Romano).
Cultura. Su Repubblica riflessioni sul filosofo Baruch Spinoza e sul
suo difficile rapporto con l’ebraismo. Alain Elkann intervista per la
Stampa George Weidenfeld, editore e filantropo, di recente nominato
vicepresidente onorario del World Jewish Congress.
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qui
merano
L'emozione
di un Bar Mitzvah
È
un’emozione unica, di fatto storica, ad attraversare la piccola
Comunità ebraica meranese in queste ore. L’emozione di un nuovo Bar
Mitzvah, la maggiorità religiosa ebraica che si raggiunge al compimento
dei 13 anni. A festeggiare il traguardo è Nathan Menachem Aron Armani,
fratello di quel Levi Aaron – oggi 15 enne – che nel 2012 aveva
regalato a tutta la kehillah, e ai numerosi amici arrivati in Alto
Adige da tutta Italia, sensazioni che mancavano dai mesi che
precedettero la persecuzione e la quasi totale cancellazione di una
Comunità che, nel momento di massimo splendore, era arrivata a superare
il migliaio di unità recitando un ruolo da protagonista nello sviluppo
culturale e commerciale di Merano (in particolare nella trasformazione
della città in centro di riferimento d'eccellenza per le cure termali,
caratteristica che ancora oggi le appartiene).
“Per
la seconda volta dal dopoguerra gli ebrei meranesi si ritrovano uniti
per celebrare un Bar Mitzvah nella loro sinagoga. Oggi è un giorno
speciale che nessuno di noi dimenticherà mai”, afferma il presidente
della Comunità ebraica e consigliere UCEI Elisabetta Rossi Innerhofer
nel salutare la piccola folla che si è trovata questa mattina nel
tempio di via Schiller. Ad officiare la cerimonia sono il rabbino Isaac
Havi (giunto da Venezia) e il chazan Simeone Bordon: entrambi avevano
già officiato il Bar Mitzvah di Levi Aaron.
Molte decine le persone presenti in sinagoga: tra gli altri i due
consiglieri che completano il direttivo comunitario – Mirko Wenter e
Roberto Nahum – e gli iscritti che vivono in altre realtà altoatesine
(ma sempre di competenza di Merano) tra cui Bressanone, Bolzano e Arco,
quest'ultima località di residenza della famiglia Armani.
Nel prendere la parola al termine della cerimonia il chazan Bordon ha
ricordato i sei mesi di preparazione propedeutici al Bar Mitzvah e ha
poi regalato al suo allievo il pennino con il quale si segue la lettura
del Sefer Torah (letto oggi in occasione di Rosh Chodesh). Riprendendo
un celebre insegnamento ebraico rav Havi ha poi affermato: “Il mio
augurio, caro Nathan, è che tu possa essere allo stesso tempo forte
come un toro, coraggioso come un montone, docile come un agnello”.
È quindi arrivato il momento degli abbracci, dei 'mazal tov' e anche di
qualche lacrima di commozione.
Adam Smulevich
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israele
Una
foresta per Manganelli
Una
foresta per onorare la memoria di Antonio Manganelli. Scomparso nella
primaversa 2013, il prefetto, allora a capo della Polizia di Stato “era
un amico sincero delle Comunità ebraiche in Italia, e un amico dello
Stato di Israele, e nell'ambito dei suoi incarichi si è sempre distinto
per un grande impegno a garanzia della sicurezza delle istituzioni
ebraiche e dei suoi rappresentanti italiani", come si legge nella nota
diffusa dalle forze dell’ordine.
La foresta per Manganelli, piantata dall’associazione Keren Kaymet
LeIsrael, il Fondo nazionale ebraico, trova collocazione nell’Yitzhak
Rabin Park nell’area di Shaar Hagi, dove già sono stati piantati gli
alberi per ricordare i caduti di Nassiriya, come ha spiegato il
presidente del Kkl Raffaele Sassun. Presenti alla cerimonia il
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna
e altri leader ebraici tra cui il presidente della Comunità di Roma
Riccardo Pacifici, mentre tra le autorità italiane parteciperanno il
presidente del Senato Pietro Grasso e l’attuale capo della Polizia
Alessandro Pansa. L’iniziativa è promossa in collaborazione con
l’Ambasciata d’Israele in Italia.
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Qui
Firenze – Mercati e Valori
Andrea
Segré: "Contro lo spreco, per una nuova società"
Ripensare
non solo il mercato ma l'intera società attraverso il concetto di
relazione tra beni e persone, tra persone e persone. Il tutto
abbattendo uno dei grandi problemi del mercato di massa, lo spreco.
Andrea Segré, economista, saggista nonché docente di politiche agrarie
all'università di Bologna, ha avviato una battaglia per cercare di
modificare questo sistema, per “riparare al fallimento del mercato”. Il
suo è un impegno per “promuovere valori nuovi che stanno proprio dentro
l'azione di recupero degli sprechi”, ha spiegato Segré, intervenendo al
seminario Mercati e Valori di Firenze, organizzato la scorsa settimana
dalla redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in
collaborazione con la Comunità ebraica fiorentina. “Il tema che state
trattando, Mercati e Valori – ha affermato Segré, autore di Spreco
(Rosenberg&Sellier) – nella mia sensibilità racchiude il
significato dei progetti che ho condotto in questi anni”.
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Qui
Roma - Coppa dell'Amicizia
Quelle
sfide al Teatro Marcello
Tradizione,
agonismo, identità. Sono i tre concetti che tradizionalmente animano la
Coppa dell'Amicizia, torneo nato nel 1964 su impulso delle giovani leve
della Comunità ebraica di Roma. Ad aggiudicarsi l'edizione dei 50 anni
è stata la compagine Black and Yellow, che ha battuto di misura (1 a 0)
gli avversari della New Team.
Una lunga storia. Non stiamo raccontando naturalmente di calcio
professionistico, non ci sono particolari premi in palio. Ma le
motivazioni non sono mai mancate in questo mezzo secolo di vita della
manifestazione: per capirlo è necessario tornare ai concetti cardine.
Toaff e i figli. Tradizione perché in ballo c'è una vitalità fatta di
aneddoti struggenti: le partite giocate all'ombra del Teatro Marcello
tra pietre, colonne e ruderi dell'Impero, ma anche il coinvolgimento di
personaggi che avrebbero lasciato il segno. Tra questi il rabbino Elio
Toaff, padre orgoglioso nel seguire le imprese in campo dei figli.
Campione di Piazza. Agonismo perché, malgrado si tratti di partite «in
famiglia», le rivalità più accese sono talvolta sfociate in
contrapposizioni dal sapore epico. Tra l'altro spesso di buon livello
come possono confermare i testimoni delle gesta del possente terzino
Giovanni Di Veroli, «il campione di Piazza» che avrebbe collezionato 58
presenze in Serie A con la maglia della Lazio. Memoria storica.
Identità perché la coppa ha sempre svolto un ruolo essenziale di
raccordo per le molteplici anime di una realtà piccola nei numeri ma
ricca di sfumature e orgogliosa delle sue diversità. «Dietro questo
torneo c'è tutto, o almeno tanto di una Comunità che è parte integrante
di Roma» ha spiegato a Pagine Ebraiche la memoria storica, Fabrizio
Son-nino dell'Oser (Organizzazioni Sportive Ebraiche Romane), autore di
una ricerca che ha permesso di raccogliere, di ogni edizione, i momenti
più significativi e gustosi. «Non è grande Storia, si parla di piccole
cose. Ma siamo sicuri — si chiede il biografo della Coppa
dell'Amicizia—che siano meno importanti?».
Adam Smulevich, Gazzetta
dello Sport, 29 giugno 2014
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Medio
Oriente dopo Sykes-Picot |
“Mission
accomplished” e “Our job is done”. Così George W. Bush e poi Barack
Obama. A ben vedere, due volti di una medesima medaglia. Oggi gli Usa,
come qualcuno notava, non senza sarcasmo, paiono essere stanchi del
mondo. Quanti agli altri, ovvero agli insorgenti che stanno infettando
quel che resta di una pantomima di Stato unitario, l'Iraq, come
dobbiamo considerarli? Inarrestabili? No, semmai inarrestati. Perché
così si è voluto, per più ragioni, tra le quali meschini calcoli di
retrobottega politica. I militanti jihadisti dello “Stato islamico
dell'Iraq e del Levante” (l'Isil, o Isis che dir si voglia), che
guardano con concupiscenza e bramosia sia alla Siria che alla Giordania
settentrionale, non sono da sé una forza tale da potere pregiudicare
per sempre gli equilibri della regione. Ma possono alterare, e non
temporaneamente, i pesi nei piatti della bilancia. Non è una questione
di potenza propria. Ancora una volta vale semmai il principio opposto,
quello per cui la forza mia sta nella debolezza tua.
Claudio Vercelli
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Nugae
- L'altra faccia |
La
tecnologia, dolceamara invincibile fiera. Mentre l'autoritratto vanesio
è ufficialmente sdoganato e persino Michelle Obama usa cancelletti e
parole senza spazi per i suoi appelli, blog dai contenuti assurdi
rivelano l'altra faccia, della medaglia e della foto. Che a volte è
abbastanza esilarante. Per esempio, Selfies at Funerals è esattamente
ciò che il titolo dice, una raccolta di autoscatti di persone a
funerali. Guardate tutti che bel vestito nero, la mia faccia triste, la
mia messa in piega (anche se non sono contenta del perché mi sono
dovuta mettere carina), lo sfondo lugubre di cui non mi ero accorto
mentre fotografavo, la mia espressione contrita. Sono tutte vere,
vedere per credere.
Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
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Identità:
André Neher |
Nel
1958 l’allora Primo ministro dello Stato di Israele, David Ben Gurion
si è trovato a gestire il fatto che la nozione stessa di identità
ebraica era diventata in Israele oggetto di una legislazione che
avrebbe avuto implicazioni pratiche cruciali. A cinquanta “Saggi di
Israele” Ben Gurion pose la domanda divenuta il titolo del lavoro del
professor Eliezer Ben Rafael, che in un e-book intitolato “Cosa
significa essere ebreo?” - scaricabile dai siti www.proedieditore.it e
www.hansjonas.it - ha messo in luce per la prima volta in Italia quella
discussione sistematica sull’identità ebraica. Ogni domenica, sul
nostro notiziario quotidiano e sul portale www.moked.it, troverete le
loro risposte. Oggi
la risposta di André Neher.
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