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29 giugno 2014 - 1 Tamuz 5774
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
"L'uomo assomiglia all'oro: con la giusta purificazione si svela quanto è brillante e splendente" (R. Gershon Miadnik, direttore del Bet ha Talmud di Kelm prima di essere assassinato dai nazisti)
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Girano molte opinioni razziste e xenofobe in queste settimane, qui e là per l’Europa. Ogni tanto conviene guardare indietro per cogliere le differenze.
Tra luglio e dicembre del 1933, nella Germania in rapida trasformazione nazista, il teologo cristiano Gerhard Kittel e il filosofo ebreo Martin Buber intrattengono una polemica pubblica (ora proposta da EDB con il titolo “La questione ebraica”): come legiferare sullo straniero? Kittel toglierebbe, o non riconoscerebbe, numerosi diritti; Buber, al contrario, si espone nel senso opposto. Qualcosa è cambiato da allora: mentre abbiamo abbondanza di tipo Kittel; scarseggia il tipo Buber.
 
 
Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
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Calcio e Amicizia
al Teatro Marcello
“Tradizione, agonismo, identità. Sono i tre concetti che tradizionalmente animano la Coppa dell’Amicizia, torneo nato nel 1964 su impulso delle giovani leve della Comunità ebraica di Roma. Ad aggiudicarsi l’edizione dei 50 anni è stata la compagine Black and Yellow”. Così il giornalista di Pagine Ebraiche Adam Smulevich firma sulla Gazzetta dello Sport il racconto di una rassegna che in mezzo secolo ha fatto giocare e sognare l’ebraismo della Capitale.
Medio Oriente. “Il 95 per cento del confine siriano sul Golan è in mano ai ribelli islamici, nella città giordana di Maan si manifesta a favore dei jihadisti e il re hashemita Abdallah rafforza il dispiegamento di uomini a ridosso dell’Iraq: il fronte occidentale delle attività militari dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (Isis) è in pieno movimento e, secondo fonti Usa, potrebbe obbligare Amman a chiedere il sostegno militare di Israele”. E’ il quadro che traccia sulla Stampa Maurizio Molinari, raccontando il rafforzamento degli estremisti islamici nell’area tra crisi irachena e guerra anti-Assad. Sempre sulla Stampa, un’analisi degli errori compiuti dagli Stati Uniti, ma anche dall’Iran, e poi da Arabia Saudita e Turchia rispetto all’Iraq, oggi sempre più in mano ai jihadisti dell’Isis (sul quotidiano torinese anche un reportage dal Kurdistan iracheno che fa luce sulla crisi umanitaria della regione).
Sul Corriere l’appello del fondatore della Comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi per salvare Aleppo e la sua popolazione dalla devastazione della guerra civile siriana.
A cent’anni dallo scoppio della prima guerra mondiale, il Corriere racconta Sarajevo e una Bosnia ancora profondamente divisa dal punto di vista dell’origine etnica. “Ignorando volutamente le nevrosi delle comunità, il filosofo francese Bernard-Henri Levy ha presentato in anteprima venerdì sera a Sarajevo la sua pièce teatrale ‘Hôtel Europa’, e ieri ha lanciato la petizione One Million for Bosnia in favore dell’inizio immediato dei negoziati per l’adesione all’Unione europea. La Slovenia, prima della classe, è entrata nella Ue 10 anni fa, nel 2013 è toccato alla Croazia. La Bosnia Erzegovina si trova in una fase di impasse perché non ha ancora riformato la parte della Costituzione che impone ai cittadini di dichiararsi musulmani, serbi o croati se vogliono aspirare a cariche pubbliche (discriminando così, per esempio, ebrei o Rom) – scrive Stefano Montefiori – In un Paese con disoccupazione al 40%, una corruzione spaventosa favorita dalla tripartizione etnica, una quasi rivoluzione per la povertà scoppiata a febbraio e la moneta che resta il ‘marco convertibile’ deciso a Dayton, l’Europa sembra l’unica speranza per superare, finalmente, Gavrilo Princip”.
Religioni. Il Messaggero propone una grande intervista a Jorge Bergoglio a firma di Franca Giansoldati. Impegno pubblico, giovani, donne, vita a Roma tra i temi trattati, non vengono invece affrontati argomenti legati al dialogo e al rapporto con altre fedi.
Inizia in queste ore il Ramadan, il mese sacro che l’Islam dedica a digiuno e preghiera (Osservatore Romano).
Cultura. Su Repubblica riflessioni sul filosofo Baruch Spinoza e sul suo difficile rapporto con l’ebraismo. Alain Elkann intervista per la Stampa George Weidenfeld, editore e filantropo, di recente nominato vicepresidente onorario del World Jewish Congress.
 
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  davar
qui merano
L'emozione di un Bar Mitzvah
È un’emozione unica, di fatto storica, ad attraversare la piccola Comunità ebraica meranese in queste ore. L’emozione di un nuovo Bar Mitzvah, la maggiorità religiosa ebraica che si raggiunge al compimento dei 13 anni. A festeggiare il traguardo è Nathan Menachem Aron Armani, fratello di quel Levi Aaron – oggi 15 enne – che nel 2012 aveva regalato a tutta la kehillah, e ai numerosi amici arrivati in Alto Adige da tutta Italia, sensazioni che mancavano dai mesi che precedettero la persecuzione e la quasi totale cancellazione di una Comunità che, nel momento di massimo splendore, era arrivata a superare il migliaio di unità recitando un ruolo da protagonista nello sviluppo culturale e commerciale di Merano (in particolare nella trasformazione della città in centro di riferimento d'eccellenza per le cure termali, caratteristica che ancora oggi le appartiene).
“Per la seconda volta dal dopoguerra gli ebrei meranesi si ritrovano uniti per celebrare un Bar Mitzvah nella loro sinagoga. Oggi è un giorno speciale che nessuno di noi dimenticherà mai”, afferma il presidente della Comunità ebraica e consigliere UCEI Elisabetta Rossi Innerhofer nel salutare la piccola folla che si è trovata questa mattina nel tempio di via Schiller. Ad officiare la cerimonia sono il rabbino Isaac Havi (giunto da Venezia) e il chazan Simeone Bordon: entrambi avevano già officiato il Bar Mitzvah di Levi Aaron.
Molte decine le persone presenti in sinagoga: tra gli altri i due consiglieri che completano il direttivo comunitario – Mirko Wenter e Roberto Nahum – e gli iscritti che vivono in altre realtà altoatesine (ma sempre di competenza di Merano) tra cui Bressanone, Bolzano e Arco, quest'ultima località di residenza della famiglia Armani.
Nel prendere la parola al termine della cerimonia il chazan Bordon ha ricordato i sei mesi di preparazione propedeutici al Bar Mitzvah e ha poi regalato al suo allievo il pennino con il quale si segue la lettura del Sefer Torah (letto oggi in occasione di Rosh Chodesh). Riprendendo un celebre insegnamento ebraico rav Havi ha poi affermato: “Il mio augurio, caro Nathan, è che tu possa essere allo stesso tempo forte come un toro, coraggioso come un montone, docile come un agnello”.
È quindi arrivato il momento degli abbracci, dei 'mazal tov' e anche di qualche lacrima di commozione.

Adam Smulevich

israele
Una foresta per Manganelli
Una foresta per onorare la memoria di Antonio Manganelli. Scomparso nella primaversa 2013, il prefetto, allora a capo della Polizia di Stato “era un amico sincero delle Comunità ebraiche in Italia, e un amico dello Stato di Israele, e nell'ambito dei suoi incarichi si è sempre distinto per un grande impegno a garanzia della sicurezza delle istituzioni ebraiche e dei suoi rappresentanti italiani", come si legge nella nota diffusa dalle forze dell’ordine.
La foresta per Manganelli, piantata dall’associazione Keren Kaymet LeIsrael, il Fondo nazionale ebraico, trova collocazione nell’Yitzhak Rabin Park nell’area di Shaar Hagi, dove già sono stati piantati gli alberi per ricordare i caduti di Nassiriya, come ha spiegato il presidente del Kkl Raffaele Sassun. Presenti alla cerimonia il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna e altri leader ebraici tra cui il presidente della Comunità di Roma Riccardo Pacifici, mentre tra le autorità italiane parteciperanno il presidente del Senato Pietro Grasso e l’attuale capo della Polizia Alessandro Pansa. L’iniziativa è promossa in collaborazione con l’Ambasciata d’Israele in Italia.

israele
Ore di tensione
Più di una dozzina di razzi lanciati da Gaza contro Israele, una fabbrica di vernici distrutta a Sderot e quattro feriti. È il bilancio di un fine settimana di tensione, mentre prosegue in Cisgiordania l’operazione per ritrovare Eyal, Gilad e Naftali, i tre giovani studenti rapiti nell’area di Gush Etzion lo scorso 12 giugno, dopo che negli scorsi giorni Tzahal ha rilasciato i nomi dei presunti rapitori Amer Abu Aysha e Marwan Kawasme, entrambi affiliati al gruppo terroristico di Hamas e scomparsi proprio nelle ore del rapimento.
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Qui Firenze – Mercati e Valori
Andrea Segré: "Contro lo spreco, per una nuova società"
Ripensare non solo il mercato ma l'intera società attraverso il concetto di relazione tra beni e persone, tra persone e persone. Il tutto abbattendo uno dei grandi problemi del mercato di massa, lo spreco. Andrea Segré, economista, saggista nonché docente di politiche agrarie all'università di Bologna, ha avviato una battaglia per cercare di modificare questo sistema, per “riparare al fallimento del mercato”. Il suo è un impegno per “promuovere valori nuovi che stanno proprio dentro l'azione di recupero degli sprechi”, ha spiegato Segré, intervenendo al seminario Mercati e Valori di Firenze, organizzato la scorsa settimana dalla redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità ebraica fiorentina. “Il tema che state trattando, Mercati e Valori – ha affermato Segré, autore di Spreco (Rosenberg&Sellier) – nella mia sensibilità racchiude il significato dei progetti che ho condotto in questi anni”.
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Qui Roma - Coppa dell'Amicizia
Quelle sfide al Teatro Marcello
Tradizione, agonismo, identità. Sono i tre concetti che tradizionalmente animano la Coppa dell'Amicizia, torneo nato nel 1964 su impulso delle giovani leve della Comunità ebraica di Roma. Ad aggiudicarsi l'edizione dei 50 anni è stata la compagine Black and Yellow, che ha battuto di misura (1 a 0) gli avversari della New Team.
Una lunga storia. Non stiamo raccontando naturalmente di calcio professionistico, non ci sono particolari premi in palio. Ma le motivazioni non sono mai mancate in questo mezzo secolo di vita della manifestazione: per capirlo è necessario tornare ai concetti cardine.
Toaff e i figli. Tradizione perché in ballo c'è una vitalità fatta di aneddoti struggenti: le partite giocate all'ombra del Teatro Marcello tra pietre, colonne e ruderi dell'Impero, ma anche il coinvolgimento di personaggi che avrebbero lasciato il segno. Tra questi il rabbino Elio Toaff, padre orgoglioso nel seguire le imprese in campo dei figli.
Campione di Piazza. Agonismo perché, malgrado si tratti di partite «in famiglia», le rivalità più accese sono talvolta sfociate in contrapposizioni dal sapore epico. Tra l'altro spesso di buon livello come possono confermare i testimoni delle gesta del possente terzino Giovanni Di Veroli, «il campione di Piazza» che avrebbe collezionato 58 presenze in Serie A con la maglia della Lazio. Memoria storica. Identità perché la coppa ha sempre svolto un ruolo essenziale di raccordo per le molteplici anime di una realtà piccola nei numeri ma ricca di sfumature e orgogliosa delle sue diversità. «Dietro questo torneo c'è tutto, o almeno tanto di una Comunità che è parte integrante di Roma» ha spiegato a Pagine Ebraiche la memoria storica, Fabrizio Son-nino dell'Oser (Organizzazioni Sportive Ebraiche Romane), autore di una ricerca che ha permesso di raccogliere, di ogni edizione, i momenti più significativi e gustosi. «Non è grande Storia, si parla di piccole cose. Ma siamo sicuri — si chiede il biografo della Coppa dell'Amicizia—che siano meno importanti?».

Adam Smulevich, Gazzetta dello Sport, 29 giugno 2014 

Qui Roma
Shirat haYam, insieme con gioia
Un lunedì speciale, atteso con gioia dai circa novanta bambini e ragazzi che prenderanno parte alle attività della seconda settimana del centro estivo organizzato a Ostia Lido dall’associazione Shirat HaYam. I primi giorni sono passati in un attimo, e i ragazzi, che vengono portati al Summer Village da quattro autobus che partono da diverse zone di Roma, sono talmente entusiasti da sorprendere i genitori: “La mattina alle sette si svegliano e si preparano di corsa per andare all’appuntamento! Non so come fate, ma continuate così!”.
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sorgente di vita
Uniti per #EyalGiladNaftali
Manifestazioni di solidarietà e preghiere in tutto il mondo per chiedere la liberazione di Naftali, Eyal e Gilad, i tre studenti israeliani rapiti il 12 giugno scorso. Anche al Portico d’Ottavia a Roma, tante persone unite dall’angoscia e dalle preoccupazioni per la sorte dei tre giovani: #bringbackourboys, restituiteci i nostri ragazzi è lo slogan dell’iniziativa raccontata nel primo servizio di Sorgente di vita di domenica 29 giugno.
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pilpul
Medio Oriente dopo Sykes-Picot
“Mission accomplished” e “Our job is done”. Così George W. Bush e poi Barack Obama. A ben vedere, due volti di una medesima medaglia. Oggi gli Usa, come qualcuno notava, non senza sarcasmo, paiono essere stanchi del mondo. Quanti agli altri, ovvero agli insorgenti che stanno infettando quel che resta di una pantomima di Stato unitario, l'Iraq, come dobbiamo considerarli? Inarrestabili? No, semmai inarrestati. Perché così si è voluto, per più ragioni, tra le quali meschini calcoli di retrobottega politica. I militanti jihadisti dello “Stato islamico dell'Iraq e del Levante” (l'Isil, o Isis che dir si voglia), che guardano con concupiscenza e bramosia sia alla Siria che alla Giordania settentrionale, non sono da sé una forza tale da potere pregiudicare per sempre gli equilibri della regione. Ma possono alterare, e non temporaneamente, i pesi nei piatti della bilancia. Non è una questione di potenza propria. Ancora una volta vale semmai il principio opposto, quello per cui la forza mia sta nella debolezza tua.

Claudio Vercelli
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Nugae - L'altra faccia
La tecnologia, dolceamara invincibile fiera. Mentre l'autoritratto vanesio è ufficialmente sdoganato e persino Michelle Obama usa cancelletti e parole senza spazi per i suoi appelli, blog dai contenuti assurdi rivelano l'altra faccia, della medaglia e della foto. Che a volte è abbastanza esilarante. Per esempio, Selfies at Funerals è esattamente ciò che il titolo dice, una raccolta di autoscatti di persone a funerali. Guardate tutti che bel vestito nero, la mia faccia triste, la mia messa in piega (anche se non sono contenta del perché mi sono dovuta mettere carina), lo sfondo lugubre di cui non mi ero accorto mentre fotografavo, la mia espressione contrita. Sono tutte vere, vedere per credere.

Francesca Matalon, studentessa di lettere antiche
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Identità: André Neher
Nel 1958 l’allora Primo ministro dello Stato di Israele, David Ben Gurion si è trovato a gestire il fatto che la nozione stessa di identità ebraica era diventata in Israele oggetto di una legislazione che avrebbe avuto implicazioni pratiche cruciali. A cinquanta “Saggi di Israele” Ben Gurion pose la domanda divenuta il titolo del lavoro del professor Eliezer Ben Rafael, che in un e-book intitolato “Cosa significa essere ebreo?” - scaricabile dai siti www.proedieditore.it e www.hansjonas.it - ha messo in luce per la prima volta in Italia quella discussione sistematica sull’identità ebraica. Ogni domenica, sul nostro notiziario quotidiano e sul portale www.moked.it, troverete le loro risposte. Oggi la risposta di André Neher.  
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