
Paolo Sciunnach,
insegnante
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Il male è quella disarmonia nelle relazioni
umane, frutto dell'azione umana, a cui l'uomo moderno rischia di
assuefarsi. Una tragica cecità dell'uomo moderno è l'assenza della
coscienza del male.
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Anna
Foa,
storica
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Quanti hanno nei giorni scorsi continuato a
sostenere sul social network che Mohammad Abu Khdeir era stato
assassinato dai suoi perché omosessuale, nonostante tutte le voci di
prudenza che venivano da Israele, hanno trovato conforto ieri
pomeriggio, dopo la notizia dell'arresto dei sei ebrei del gruppo
estremista ultranazionalista, nel confronto tra la giustizia israeliana
e quella palestinese: vedete che sono stati subito arrestati, scrivono,
e invece i palestinesi... E' uno scarso conforto. Il confronto con chi
agisce come noi non ci giustifica né ci ha mai giustificato. Questo
assassinio rivela uno stato profondo di malessere di una parte della
società israeliana, fatto di odio, razzismo, volontà di rappresaglia,
paura. E' un brutto modo di sentire ed è un veleno che corrode nel
profondo singoli e collettività. Speriamo che la democrazia israeliana
abbia la forza di reagire e di ritrovare l'uso della ragione e la
conoscenza di ciò che è bene e di ciò che è male. In questo abisso di
dolore, me lo auguro con tutto il cuore.
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele |
Anche per l’anno accademico 2014-2015
l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele
Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che
intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
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“Qui non c’è spazio
per gli assassini” |
Israele. “Gli autori di questo crimine
orrendo devono essere condannati con i termini più duri e subiranno il
potente impatto della legge perché nella società israeliana non c’è
spazio per gli assassini, ebrei o arabi”. “Non c’è differenza fra
sangue e sangue, un killer è un killer e sarà punito con la forza della
legge perché siamo uno Stato di diritto”. Così il primo ministro
israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Shimon Peres sono
intervenuti dopo la notizia dell’arresto dei sei ragazzi israeliani
presunti responsabili del terribile omicidio del sedicenne palestinese
Mohammed Abu Khdeir, mentre continua l’allarme per il lancio di razzi
da Gaza contro il sud del paese.
Sotto custodia dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, i sei
sono sottoposti alla legislazione prevista per i sospetti terroristi e
uno di loro avrebbe già confessato ammettendo il suo coinvolgimento e
quello degli altri fermati (Maurizio Molinari sulla Stampa). A
spingerli, la volontà di vendetta dopo il ritrovamento dei corpi di
Eyal, Gilad e Naftali, stessa età di Mohammed, rapiti e assassinati da
terroristi di Hamas nell’area di Gush Etzion lo scorso 12 giugno. Sul
Corriere, Davide Frattini racconta anche della telefonata fra la
famiglia di Naftali e quella di Mohammed, per un abbraccio nella
condivisione dell’immenso dolore.
Sul Corriere e sulla Stampa si racconta anche la galassia da cui
proverrebbero i colpevoli dell’omicidio del giovane palestinese: la
frangia degli ultrà di estrema destra tifosi della squadra del Beitar
Gerusalemme e il movimento del “Price Tag” che dal 2005 si rende
colpevole di atti di vandalismo verso la popolazione araba.
“’Non è possibile’: queste parole stupefatte sono state da ieri
pomeriggio il leitmotiv del senso comune israeliano. La peggiore delle
ipotesi si è avverata. Il diciassettenne palestinese rapito e ucciso,
Mohammed Abu Khdeir, sembra sia stato veramente ucciso da un gruppo di
estremisti criminali israeliani. Si tratta di sei persone di varia età
arrestate ieri di cui cinque confermati, forse in parte appartenenti
alla stessa famiglia nella zona di Gerusalemme, né coloni né religiosi,
si dice, ma semplicemente un gruppo di esaltati ignoranti e razzisti,
con precedenti criminali – il commento di Fiamma Nirenstein sul
Giornale – L’opinione pubblica è orripilata e incredula: questo non ha
a che fare con l’ebraismo né con Israele, ripetono tutti. Ma l’Italia
ha avuto le sue Brigate Rosse, la Germania la sua Rote Arme Fraction,
gli USA il Ku KluxKlan e questo non ha cambiato il carattere nazionale:
minoranze criminali da chiudere in galera”. Nirenstein mette anche in
guardia dalla “confusione fra le operazioni di ricerca (degli assassini
di Gilad, Eyal e Naftali, ancora in libertà ndr), chiamate senza
ragione di rappresaglia, e l’eliminazione a Gaza dei lanciamissili di
Hamas”. “Due cose diverse. I missili seguitano a piovere sul sud
d’Israele rendendo impossibile la vita dei cittadini e l’esercito cerca
di fermarli. Il governo al momento, compie il minimo (Netanyahu è
deciso a tenere una linea moderata finché sia possibile) delle azioni
di contenimento. Ma l’eco di Gaza e quello delle vicende di Gerusalemme
si sommano nelle strade in cui i giovani palestinesi gridano ‘Intifada
Intifada’. Lanciano pietre e bottiglie molotov. L’impressione della
vicenda è così forte da oscurare l’arresto, sempre ieri, del guidatore
di taxi arabo Hussein Khalifa, sospettato di un terribile delitto
antisraeliano, quello della 19enne Shelly Dadon, colpevole di aver
preso due mesi fa il taxi per andare a un colloquio di lavoro. Khalifa
l’ha pugnalata a morte”.
Memoria. Sul Fatto quotidiano Furio Colombo presenta il libro di
Adachiara Zevi “Monumenti per difetto, dalle Fosse Ardeatine alle
pietre di inciampo” (Donzelli editore). A Bologna, le famiglie
Casolari, Succi e Romani di Pavullo sono state insignite
dell’onorificenza di Giusti fra le Nazioni (Resto del Carlino)
Roma. Il cantante israeliano Asaf Avidan giovedì in concerto al Parco
della Musica è intervistato sulle pagine locali di Repubblica.
Ancora su Repubblica presentato il libro di Kenneth Stow “II ghetto di
Roma nel Cinquecento Storia di una acculturazione” (Viella Editore).
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ISRAELE
- L'ASSEMBLEA DEI RABBINI D'ITALIA
"Chi
compie azioni di vendetta
si pone fuori dall'ebraismo"
L’Assemblea
dei Rabbini d’Italia condanna nella forma più categorica l’orrendo
omicidio del giovane ragazzo arabo Muhammed Abu Khedir, esprimendo
sentimenti di partecipazione al dolore e al lutto dei familiari.
Dichiariamo che questo criminoso gesto è del tutto estraneo a qualsiasi
insegnamento biblico e rabbinico e appare legato a rivendicazioni di
indiscriminata vendetta, che ripudiamo come radicalmente contrarie alla
morale ebraica.
Abbiamo fiducia che le competenti autorità israeliane possano chiarire
non solo le precise dinamiche del crimine ma anche l’eventuale contesto
ideologico e sociale che potrebbe averlo maturato.
Ci auguriamo che anche in ambito palestinese possa manifestarsi un
atteggiamento di repulsione nei confronti di analoghi gesti, che
portano allo spargimento di sangue di innocenti, a qualsiasi parte essi
appartengano, e si verifichi pari disponibilità a ricercare coloro che
se ne rendono responsabili.
Ricordiamo come la ricerca della verità sia una componente
indispensabile per chiunque sinceramente desideri la pace: “Verità e
giudizi di pace sentenziate nelle vostre città” (Zaccaria 8,16).
Profondamente preoccupati per le gravi notizie che giungono da Israele,
preghiamo, seguendo l'insegnamento del Gaon di Vilna, affinché le
grandi sofferenze patite in questi giorni possano rivelarsi quali
dolorose "doglie", capaci non solo di mettere fine all'attuale spirale
di violenza, ma di schiudere un nuovo spiraglio di speranza per
un'autentica pace.
Il Consiglio
dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia
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israele
Oltre
le barriere, lutto condiviso
Continua
il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza contro Israele. In meno di un
mese ne sono stati sparati oltre 150, gli ultimi sono caduti poche ore
fa nella zona di Eshkol. Un'escalation di violenza che scuote la
società israeliana, ancora in lutto per l'assassinio di Eyal, Gilad e
Naftali, rapiti e uccisi da terroristi legati a Hamas, e profondamente
turbata dalla notizia dell'omicidio del giovane palestinese Mohammed
Abu Khadir. A riguardo, le indagini hanno portato al fermo di sei
sospetti, considerati legati a frange estremiste israeliane e di cui
tre, stando alle informazioni pubblicate da Ynet e Haaretz, avrebbero
confessato il rapimento del sedicenne palestinese, il cui corpo è stato
trovato mercoledì scorso in una foresta vicino a Gerusalemme. Secondo
la polizia, l'omicidio sarebbe una vendetta per il rapimento e
l'uccisione dei tre ragazzi israeliani. Le due vicende, tragicamente
legate, hanno avuto un ulteriore sviluppo ieri, con il contatto tra la
famiglia di Naftali Fraenkel e quella di Mohammed Abu Khadir. A
metterli in contatto il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat
(nell'immagine con la madre di Naftali), in visita alla famiglia
Fraenkel per manifestare la sua solidarietà. “Abbiamo espresso la
nostra profonda empatia con il loro dolore, da una famiglia in lutto a
un'altra famiglia in lutto”, ha dichiarato Yishai Fraenkel, zio di
Naftali, riferendosi allo scambio telefonico con Hussein Abu Khadir,
padre di Mohammed. A esprimere questa mattina direttamente il suo
dolore nonché la condanna per il brutale omicidio al padre del ragazzo
palestinese, il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu. Un
Netanyahu che ha dovuto affrontare sul fronte interno una dura spallata
politica da parte dell'ex braccio destro Avigdor Lieberman, attuale
ministro degli Esteri di Israele, che ha deciso di sciogliere il patto
che legava il suo Israel Beitenu al Likud. Lieberman, a fronte anche di
una crisi di consensi, ha deciso di tornare un partito indipendente
rimanendo all'interno della coalizione guidata dal premier Netanyahu.
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Qui
Milano – Expo 2015
L’Italia
di fronte agli sprechi
Lavorare
insieme per garantire la sostenibilità futura, del paese e del pianeta.
Così nella nuova struttura dell’Expo Gate nel cuore di Milano,
presentato il Rapporto 2014 sullo spreco domestico, elaborato
dall'Osservatorio Waste Watcher/Knowledge for Expo attivato
dall’istituto di ricerche Swg e da Last Minute Market, società spin off
dell’Università di Bologna presieduta da Andra Segrè, Direttore del
Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari, intervenuto negli
scorsi giorni al seminario Mercati e valori organizzato dalla redazione
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la
Comunità di Firenze.
A svelare dati e tendenze, ma anche potenzialità e sfide intorno allo
spreco, lo stesso Segrè, il presidente di Swg Maurizio Pessato e il
ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (a portare il saluto
di Expo, il direttore comunicazione e relazioni esterne della rassegna
2015 Roberto Arditti).
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L'etica
dell'informazione,
Israele e l'antisemitismo |
Voglio
rassicurare Ugo Tramballi: il testo apparso su questa pagina mercoledì
2 luglio non è stato scritto da un mio omonimo clone, ma da me stesso.
La separazione che propone Ugo fra un supposto Sergio buono (che
ammonisce contro i rischi della perdita d'identità dello Stato
d'Israele come conseguenza dell'erosione degli equilibri demografici) e
un Sergio cattivo (che contesta la delegittimazione mediatica del
medesimo Stato d'Israele) è mal concepita: si tratta della stessa
persona.
Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme
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Oltremare
- I cancelli
della speranza |
Il
viaggio da Tel Aviv è breve nonostante il traffico sostenuto del
venerdì. Si entra nel paesino dal nome bucolico dopo un breve tratto in
salita, e un classico ingresso stile Kibbutz o Moshav: sbarra (alzata)
e casotto di controllo deserto. Poco più sotto, a destra e a sinistra
della statale si vedeva un tratto del Muro, biancastro e interrotto per
almeno 300 metri, e quindi inutile per ora a dividere alcunché. Appena
in paese, alla destra un mini-zoo e il parco giochi con bambini che
sfidano saltellando i soliti 30 gradi e oltre. Intorno colline verdi e
verso l'alto casette un po' ripetitive e molto, molto nuove. Tutto qui,
penso? Sei anni e mezzo in Israele, e non avevo mai passato la
famigerata Linea Verde; e adesso che l'ho fatto non l'ho neanche vista?
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Tea
for two - Vivere il tempo |
Vivere
il proprio tempo è uno degli atti più coraggiosi che si possano fare.
Senza abbassare gli occhi, senza guardare nostalgici epoche lontane e
inaccessibili, senza chiudersi in un mondo fatato di fantasie e
vagheggiamenti. Vivere il proprio tempo è uno dei dolori più grandi di
sempre. Significa continuare a indignarsi, continuare a sperare, porsi
delle domande e tentare ancora di trovare delle risposte. La settimana
appena passata straborda in quella appena iniziata, portando con sé
un'ondata tragica di morte e spossatezza. Difficile vivere il proprio
tempo, difficile realizzare come la soluzione sembri essere scappata
oramai troppo lontana.
Rachel Silvera, studentessa
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