Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

7 luglio 2014 - 9 Tamuz 5774
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Paolo Sciunnach,
insegnante
Il male è quella disarmonia nelle relazioni umane, frutto dell'azione umana, a cui l'uomo moderno rischia di assuefarsi. Una tragica cecità dell'uomo moderno è l'assenza della coscienza del male.
 
Leggi

Anna
Foa,
storica
Quanti hanno nei giorni scorsi continuato a sostenere sul social network che Mohammad Abu Khdeir era stato assassinato dai suoi perché omosessuale, nonostante tutte le voci di prudenza che venivano da Israele, hanno trovato conforto ieri pomeriggio, dopo la notizia dell'arresto dei sei ebrei del gruppo estremista ultranazionalista, nel confronto tra la giustizia israeliana e quella palestinese: vedete che sono stati subito arrestati, scrivono, e invece i palestinesi... E' uno scarso conforto. Il confronto con chi agisce come noi non ci giustifica né ci ha mai giustificato. Questo assassinio rivela uno stato profondo di malessere di una parte della società israeliana, fatto di odio, razzismo, volontà di rappresaglia, paura. E' un brutto modo di sentire ed è un veleno che corrode nel profondo singoli e collettività. Speriamo che la democrazia israeliana abbia la forza di reagire e di ritrovare l'uso della ragione e la conoscenza di ciò che è bene e di ciò che è male. In questo abisso di dolore, me lo auguro con tutto il cuore.
 
 
Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
Leggi

“Qui non c’è spazio
 per gli assassini”
Israele. “Gli autori di questo crimine orrendo devono essere condannati con i termini più duri e subiranno il potente impatto della legge perché nella società israeliana non c’è spazio per gli assassini, ebrei o arabi”. “Non c’è differenza fra sangue e sangue, un killer è un killer e sarà punito con la forza della legge perché siamo uno Stato di diritto”. Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente Shimon Peres sono intervenuti dopo la notizia dell’arresto dei sei ragazzi israeliani presunti responsabili del terribile omicidio del sedicenne palestinese Mohammed Abu Khdeir, mentre continua l’allarme per il lancio di razzi da Gaza contro il sud del paese.
Sotto custodia dello Shin Bet, il servizio di sicurezza interno, i sei sono sottoposti alla legislazione prevista per i sospetti terroristi e uno di loro avrebbe già confessato ammettendo il suo coinvolgimento e quello degli altri fermati (Maurizio Molinari sulla Stampa). A spingerli, la volontà di vendetta dopo il ritrovamento dei corpi di Eyal, Gilad e Naftali, stessa età di Mohammed, rapiti e assassinati da terroristi di Hamas nell’area di Gush Etzion lo scorso 12 giugno. Sul Corriere, Davide Frattini racconta anche della telefonata fra la famiglia di Naftali e quella di Mohammed, per un abbraccio nella condivisione dell’immenso dolore.
Sul Corriere e sulla Stampa si racconta anche la galassia da cui proverrebbero i colpevoli dell’omicidio del giovane palestinese: la frangia degli ultrà di estrema destra tifosi della squadra del Beitar Gerusalemme e il movimento del “Price Tag” che dal 2005 si rende colpevole di atti di vandalismo verso la popolazione araba.
“’Non è possibile’: queste parole stupefatte sono state da ieri pomeriggio il leitmotiv del senso comune israeliano. La peggiore delle ipotesi si è avverata. Il diciassettenne palestinese rapito e ucciso, Mohammed Abu Khdeir, sembra sia stato veramente ucciso da un gruppo di estremisti criminali israeliani. Si tratta di sei persone di varia età arrestate ieri di cui cinque confermati, forse in parte appartenenti alla stessa famiglia nella zona di Gerusalemme, né coloni né religiosi, si dice, ma semplicemente un gruppo di esaltati ignoranti e razzisti, con precedenti criminali – il commento di Fiamma Nirenstein sul Giornale – L’opinione pubblica è orripilata e incredula: questo non ha a che fare con l’ebraismo né con Israele, ripetono tutti. Ma l’Italia ha avuto le sue Brigate Rosse, la Germania la sua Rote Arme Fraction, gli USA il Ku KluxKlan e questo non ha cambiato il carattere nazionale: minoranze criminali da chiudere in galera”. Nirenstein mette anche in guardia dalla “confusione fra le operazioni di ricerca (degli assassini di Gilad, Eyal e Naftali, ancora in libertà ndr), chiamate senza ragione di rappresaglia, e l’eliminazione a Gaza dei lanciamissili di Hamas”. “Due cose diverse. I missili seguitano a piovere sul sud d’Israele rendendo impossibile la vita dei cittadini e l’esercito cerca di fermarli. Il governo al momento, compie il minimo (Netanyahu è deciso a tenere una linea moderata finché sia possibile) delle azioni di contenimento. Ma l’eco di Gaza e quello delle vicende di Gerusalemme si sommano nelle strade in cui i giovani palestinesi gridano ‘Intifada Intifada’. Lanciano pietre e bottiglie molotov. L’impressione della vicenda è così forte da oscurare l’arresto, sempre ieri, del guidatore di taxi arabo Hussein Khalifa, sospettato di un terribile delitto antisraeliano, quello della 19enne Shelly Dadon, colpevole di aver preso due mesi fa il taxi per andare a un colloquio di lavoro. Khalifa l’ha pugnalata a morte”.
Memoria. Sul Fatto quotidiano Furio Colombo presenta il libro di Adachiara Zevi “Monumenti per difetto, dalle Fosse Ardeatine alle pietre di inciampo” (Donzelli editore). A Bologna, le famiglie Casolari, Succi e Romani di Pavullo sono state insignite dell’onorificenza di Giusti fra le Nazioni (Resto del Carlino)
Roma. Il cantante israeliano Asaf Avidan giovedì in concerto al Parco della Musica è intervistato sulle pagine locali di Repubblica.
Ancora su Repubblica presentato il libro di Kenneth Stow “II ghetto di Roma nel Cinquecento Storia di una acculturazione” (Viella Editore).
 
Leggi

 
 
  davar
ISRAELE - L'ASSEMBLEA DEI RABBINI D'ITALIA
"Chi compie azioni di vendetta
si pone fuori dall'ebraismo"

L’Assemblea dei Rabbini d’Italia condanna nella forma più categorica l’orrendo omicidio del giovane ragazzo arabo Muhammed Abu Khedir, esprimendo sentimenti di partecipazione al dolore e al lutto dei familiari.
Dichiariamo che questo criminoso gesto è del tutto estraneo a qualsiasi insegnamento biblico e rabbinico e appare legato a rivendicazioni di indiscriminata vendetta, che ripudiamo come radicalmente contrarie alla morale ebraica.
Abbiamo fiducia che le competenti autorità israeliane possano chiarire non solo le precise dinamiche del crimine ma anche l’eventuale contesto ideologico e sociale che potrebbe averlo maturato.
Ci auguriamo che anche in ambito palestinese possa manifestarsi un atteggiamento di repulsione nei confronti di analoghi gesti, che portano allo spargimento di sangue di innocenti, a qualsiasi parte essi appartengano, e si verifichi pari disponibilità a ricercare coloro che se ne rendono responsabili.
Ricordiamo come la ricerca della verità sia una componente indispensabile per chiunque sinceramente desideri la pace: “Verità e giudizi di pace sentenziate nelle vostre città” (Zaccaria 8,16).
Profondamente preoccupati per le gravi notizie che giungono da Israele, preghiamo, seguendo l'insegnamento del Gaon di Vilna, affinché le grandi sofferenze patite in questi giorni possano rivelarsi quali dolorose "doglie", capaci non solo di mettere fine all'attuale spirale di violenza, ma di schiudere un nuovo spiraglio di speranza per un'autentica pace.

Il Consiglio dell'Assemblea dei Rabbini d'Italia


israele
Oltre le barriere, lutto condiviso
Continua il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza contro Israele. In meno di un mese ne sono stati sparati oltre 150, gli ultimi sono caduti poche ore fa nella zona di Eshkol. Un'escalation di violenza che scuote la società israeliana, ancora in lutto per l'assassinio di Eyal, Gilad e Naftali, rapiti e uccisi da terroristi legati a Hamas, e profondamente turbata dalla notizia dell'omicidio del giovane palestinese Mohammed Abu Khadir. A riguardo, le indagini hanno portato al fermo di sei sospetti, considerati legati a frange estremiste israeliane e di cui tre, stando alle informazioni pubblicate da Ynet e Haaretz, avrebbero confessato il rapimento del sedicenne palestinese, il cui corpo è stato trovato mercoledì scorso in una foresta vicino a Gerusalemme. Secondo la polizia, l'omicidio sarebbe una vendetta per il rapimento e l'uccisione dei tre ragazzi israeliani. Le due vicende, tragicamente legate, hanno avuto un ulteriore sviluppo ieri, con il contatto tra la famiglia di Naftali Fraenkel e quella di Mohammed Abu Khadir. A metterli in contatto il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat (nell'immagine con la madre di Naftali), in visita alla famiglia Fraenkel per manifestare la sua solidarietà. “Abbiamo espresso la nostra profonda empatia con il loro dolore, da una famiglia in lutto a un'altra famiglia in lutto”, ha dichiarato Yishai Fraenkel, zio di Naftali, riferendosi allo scambio telefonico con Hussein Abu Khadir, padre di Mohammed. A esprimere questa mattina direttamente il suo dolore nonché la condanna per il brutale omicidio al padre del ragazzo palestinese, il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu. Un Netanyahu che ha dovuto affrontare sul fronte interno una dura spallata politica da parte dell'ex braccio destro Avigdor Lieberman, attuale ministro degli Esteri di Israele, che ha deciso di sciogliere il patto che legava il suo Israel Beitenu al Likud. Lieberman, a fronte anche di una crisi di consensi, ha deciso di tornare un partito indipendente rimanendo all'interno della coalizione guidata dal premier Netanyahu.
Leggi

israele
L'angoscia dell'Italia ebraica
La Giunta dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane affronterà domani anche gli ultimi tragici accadimenti che infiammano il Medio Oriente, mentre sdegno e preoccupazione si diffondono intanto in tutta l'Italia ebraica a seguito dell'assassinio di un giovane palestinese, Mohammed, e dell'arresto di sei ebrei sospettati di aver compiuto l'azione criminale.
Leggi

Qui Milano – Expo 2015
L’Italia di fronte agli sprechi
Lavorare insieme per garantire la sostenibilità futura, del paese e del pianeta. Così nella nuova struttura dell’Expo Gate nel cuore di Milano, presentato il Rapporto 2014 sullo spreco domestico, elaborato dall'Osservatorio Waste Watcher/Knowledge for Expo attivato dall’istituto di ricerche Swg e da Last Minute Market, società spin off dell’Università di Bologna presieduta da Andra Segrè, Direttore del Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari, intervenuto negli scorsi giorni al seminario Mercati e valori organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Comunità di Firenze.
A svelare dati e tendenze, ma anche potenzialità e sfide intorno allo spreco, lo stesso Segrè, il presidente di Swg Maurizio Pessato e il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina (a portare il saluto di Expo, il direttore comunicazione e relazioni esterne della rassegna 2015 Roberto Arditti).
Leggi

Qui Roma
Una laurea da 110 e lode
Un momento di grande commozione per tutti. Così Myriam Silvera, coordinatrice del Diploma universitario triennale in Cultura ebraica, descrive la discussione della tesi e la proclamazione di Clotilde Pontecorvo. Per Pontecorvo, professore emerito di Psicologia dello Sviluppo alla Sapienza, una discussione da 110 e lode davanti alla Commissione presieduta dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, e composta tra gli altri dal consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni (in rappresentanza del presidente UCEI Renzo Gattegna), e da rav Alberto Funaro delegato dalla Consulta rabbinica.
Leggi

memoria
Mario Canessa (1918-2014)
Il massimo riconoscimento, assieme all’attribuzione del titolo di Giusto tra le Nazioni, gli era arrivato dalla Comunità ebraica di Livorno: la scrittura di un Sefer Torah in suo onore (e alla memoria di tutti i deportati). Caso più unico che raro per un non ebreo. “Ho fatto soltanto il mio dovere” il messaggio che aveva voluto condividere con la kehillah riunita per la solenne celebrazione nella sinagoga di piazza Benamozegh prima di lasciarsi andare a lunghe lacrime di commozione. All’età di 97 anni scompare Mario Canessa, ex poliziotto di frontiera nato a Volterra che nei mesi più bui permetterà il passaggio di molti perseguitati, tra cui alcuni ebrei, dall’Italia alla Svizzera.
Leggi

pilpul
L'etica dell'informazione,
Israele e l'antisemitismo
Voglio rassicurare Ugo Tramballi: il testo apparso su questa pagina mercoledì 2 luglio non è stato scritto da un mio omonimo clone, ma da me stesso. La separazione che propone Ugo fra un supposto Sergio buono (che ammonisce contro i rischi della perdita d'identità dello Stato d'Israele come conseguenza dell'erosione degli equilibri demografici) e un Sergio cattivo (che contesta la delegittimazione mediatica del medesimo Stato d'Israele) è mal concepita: si tratta della stessa persona.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme
Leggi

 Oltremare - I cancelli
della speranza
Il viaggio da Tel Aviv è breve nonostante il traffico sostenuto del venerdì. Si entra nel paesino dal nome bucolico dopo un breve tratto in salita, e un classico ingresso stile Kibbutz o Moshav: sbarra (alzata) e casotto di controllo deserto. Poco più sotto, a destra e a sinistra della statale si vedeva un tratto del Muro, biancastro e interrotto per almeno 300 metri, e quindi inutile per ora a dividere alcunché. Appena in paese, alla destra un mini-zoo e il parco giochi con bambini che sfidano saltellando i soliti 30 gradi e oltre. Intorno colline verdi e verso l'alto casette un po' ripetitive e molto, molto nuove. Tutto qui, penso? Sei anni e mezzo in Israele, e non avevo mai passato la famigerata Linea Verde; e adesso che l'ho fatto non l'ho neanche vista?

Daniela Fubini, Tel Aviv
Leggi


Tea for two - Vivere il tempo
Vivere il proprio tempo è uno degli atti più coraggiosi che si possano fare. Senza abbassare gli occhi, senza guardare nostalgici epoche lontane e inaccessibili, senza chiudersi in un mondo fatato di fantasie e vagheggiamenti. Vivere il proprio tempo è uno dei dolori più grandi di sempre. Significa continuare a indignarsi, continuare a sperare, porsi delle domande e tentare ancora di trovare delle risposte. La settimana appena passata straborda in quella appena iniziata, portando con sé un'ondata tragica di morte e spossatezza. Difficile vivere il proprio tempo, difficile realizzare come la soluzione sembri essere scappata oramai troppo lontana.

Rachel Silvera, studentessa
Leggi




moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.