Roberto
Della Rocca,
rabbino
|
Per
lo Stato di Israele condannare degli assassini ebrei, come punire un
capo dello Stato o un ministro fuorilegge, è un fatto assolutamente
normale. È parte integrante della filosofia del diritto ebraico e della
nostra etica plurisecolare. Giacobbe non risparmia neppure ai propri
figli Shimon e Levi pubblica delegittimazione e punizioni per la
vendetta perpetrata nei confronti di chi ha violentato la loro sorella
Dina. Perché, allora, alcuni ebrei, soprattutto di una certa area
politica e culturale, in queste tragiche circostanze, ci chiedono, in
modo surrettizio di "discolparci" e di schierarci?
|
|
Leggi
|
Dario
Calimani,
anglista
|
Di
fronte alla bestialità della violenza, gratuita e folle quanto mai
altra, viene voglia di smettere di pensare. E un minimo di pudore
vorrebbe che si smettesse anche di scrivere. Chissà se tutto quello che
sta accadendo non possa spingere a rivedere certe posizioni estreme. O
magari sta invece spingendo qualcuno su posizioni ancor più estreme.
Non vi sono certezze. Possiamo però chiederci dove abbiamo sbagliato.
Tutti.
|
|
 |
Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
|
Anche
per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di
studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di
formazione nello Stato di Israele.
|
|
Leggi
|
 |
Hamas, nuove minacce
da Gaza verso Israele
|
Decine
e decine di lanci. Una pioggia di fuoco incessante dalla Striscia di
Gaza, come non si vedeva da anni. È la nuova emergenza con la quale si
trova a fare i conti Israele in queste ore di tensione per tutto il
Medio Oriente. Scrive Davide Frattini sul Corriere della sera: “Hamas
ha deciso che la calma non tornava utile ai suoi piani e in un’ora ha
sparato assieme alle altre fazioni palestinesi quasi 70 tra razzi e
missili verso il sud e il centro di Israele: il suo esercito ha
rivendicato i bombardamenti con la gittata più lunga, quelli che hanno
fatto risuonare le sirene ad ovest di Gerusalemme. Non succedeva dagli
otto giorni di guerra della fine di novembre del 2012”. Ferma le
reazione del governo Netanyahu, con una riunione d’emergenza durata tre
ore che ha portato alle seguenti decisioni, elencate da Maurizio
Molinari sulla Stampa: apertura dei rifugi pubblici nel Sud; aumento
delle batterie anti-missile Iron Dome attorno alle città; richiamo a
ondate di 1500 ufficiali riservisti ai confini di Gaza; impegno ad
aumentare la pressione militare su Hamas fino a quando non tornerà la
quiete. L’intento di Netanyahu, scrive Molinari, “è obbligare Hamas a
ripristinare la tregua siglata alla fine del 2012”. Anche se dalla
stessa Hamas arrivano segnali poco incoraggianti e, anzi, ripetute e
infuocate minacce. Iniziano intanto a collaborare alcuni degli
arrestati per l’omicidio del giovane palestinese bruciato vivo come
“vendetta” all’uccisione dei tre studenti di yeshiva rapiti e
assassinati nel Gush Etzion. Sempre più forte la pista che vorrebbe
questa brutale azione originata da una comune appartenenza agli
ambienti più estremisti della tifoseria del Beitar. In un editoriale
intitolato ‘Israele e l’orrore dei ragazzi assassini’ Gad Lerner, su
Repubblica, scrive: “Oggi Israele deve guardarli in faccia, questi suoi
figli che per vendetta hanno afferrato un coetaneo palestinese di 16
anni, Mohammad Abu Khdeir, e lo hanno bruciato vivo in un bosco di
Gerusalemme. Li guarda in faccia e li riconosce perché gli sono ben
noti, familiari. Magari finora se ne vergognava un po’, ma liquidava la
loro esuberanza come teppismo generazionale proletario. Sono i ragazzi
di stadio della curva scalmanata del Beitar, organizzati come ultràs in
un raggruppamento dal nome sefardita, La Familia’, scelto in
contrapposizione linguistica all’élite tradizionalmente ashkenazita
dello Stato”.
|
|
Leggi
|
|
|
iSRAELE
"Hamas pagherà a caro prezzo"
Esplosioni
e sirene scuotono il sud di Israele. Nelle sole ultime ventiquattro ore
il gruppo terroristico di Hamas e le altre fazioni estremiste della
Striscia di Gaza hanno lanciato oltre cento razzi contro il territorio
israeliano. Una violenza a cui lo Stato ebraico ha risposto con
l'operazione Margine Protettivo, intesa a fermare le minacce
proveniente da Gaza. Dall'inizio dell'operazione, l'esercito israeliano
(Idf) ha colpito novanta obiettivi, incluse case utilizzate da Hamas e
dai miliziani jihadisti, postazioni di lancio dei razzi, tunnel
sotterranei, campi di addestramento e altri centri usati per attività
terroristiche. Nelle ultime ore, secondo fonti palestinesi riportate
dal Jerusalem Post e da Ynet, 5 miliziani di Hamas sarebbero morti in
seguito a un attacco israeliano. Il grande interrogativo è se
l'operazione Margine Protettivo si trasformerà anche in un'operazione
via terra. Per il momento infatti le azioni non hanno coinvolto i
reparti terrestri ma l'opzione non è stata esclusa sia dai vertici
militari sia dallo stesso primo ministro Benajamin Netanyahu. “Hamas ha
scelto l'escalation di violenza e ne pagherà le conseguenze”, ha
dichiarato Netanyahu che avrebbe ordinato alle forze armate di
preparasi per un'operazione prolungata a Gaza. A riassumere il
significato della risposta israeliana, il tweet dell'Idf, “Hamas non
sarà al sicuro fino a che continuerà a minacciare le vite dei civili
israeliani”.
Leggi
|
qui roma - artiste del novecento
Il violinista sul Tevere
Un
viaggio nelle strade della Roma ebraica di fine Ottocento, portati per
mano dalle note della musica klezmer. “Il violinista sul Tevere”,
spettacolo realizzato dall'Orchestra Popolare Romana, è un racconto in
musica che accompagna lo spettatore lungo i luoghi della città eterna.
Una Roma d'epoca che rivive, dunque, grazie all'abilità dei quattordici
strumentisti dell'Orchestra e di un narratore, protagonisti domani sera
al Chiostro della Galleria d'Arte Moderna della Capitale. Un concerto
che si inserisce nell'ambito del calendario di eventi legati alla
mostra in corso alla Gam “Artiste del Novecento tra visione e identità
ebraica” a cura di Marina Bakos, Olga Melasecchi e Federica Pirani,
realizzata dalla Fondazione Beni Culturali Ebraici in Italia assieme a
Roma Capitale, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Museo
ebraico di Roma. La chiave di lettura adottata dall'Orchestra Popolare
Romana, che da da tre anni si dedica alla ricerca e alla diffusione
della musica di tradizione ebraica italiana sia sefardita che
ashkenazita, rientra perfettamente in uno dei tanti scenari che la
mostra (aperta fino al 5 ottobre) ha il merito di schiudere: il
racconto della Roma dello scorso secolo, con i suoi circoli culturali e
la sua effervescenza politica, letteraria ed artistica.
Leggi
|
QUI TRIESTE
Le note di Yerushalaim
Nuovo
appuntamento con la rassegna musicale Erev Laila realizzata dalla
Comunità ebraica triestina in collaborazione con l'Associazione Musica
Libera presieduta da Davide Casali. Questa sera alle 21, presso la
terrazza del museo ebraico Carlo e Vera Wagner, è infatti previsto un
concerto del coro Kol Ha-Tikwa (nell'immagine) diretto dal maestro
Marco Podda, che presenterà un programma variegato alternando canti
tradizionali, canzoni popolari israeliane, brani più strettamente
liturgici, affiancati dal tenore solista Nathan Neumann, Furio
Franceschinel ed Erica Strudthoff al violino, Giuliana Metelli al
violoncello e Riccardo Morpurgo al pianoforte.
Sorto con l'intento di continuare la ricca tradizione musicale aperta e
accogliente della Trieste ebraica, il coro si pone come scopo la
promozione di musica, arte e cultura in ogni sua forma, partendo dal
recupero, la valorizzazione e la trasmissione della produzione musicale
ebraica, sia antica che contemporanea.
In caso di pioggia, il concerto si svolgerà in una sala situata all’interno dell’edificio.
|
Le parole di Rachel |
“Gli
assassini dei nostri figli, chiunque li abbia mandati, chiunque li
abbia aiutati, saranno tutti portati davanti alla giustizia. Vogliamo i
veri responsabili, non altri. Nessuna madre, nessun padre dovrebbe
passare quello che stiamo passando noi. E il nostro è lo stesso dolore
dei genitori di Mohammed Abu Khadir”. A parlare è Rachel Frankel, madre
di Naftali, uno dei tre studenti israeliani rapiti e uccisi da
terroristi palestinesi. La donna, insieme ai suoi famigliari, ha poi
aggiunto: “Non c’è differenza tra il sangue di un ragazzo ebreo e
quello di un arabo. Un assassinio è un assassinio, non esiste
giustificazione, non esiste perdono”. Queste parole ci fanno piangere e
ci portano a nutrire una speranza.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
Leggi
|
|
Storie
- Il razzista Almirante |
Piccolo
ripasso di storia su Giorgio Almirante. Quando nell’agosto del 1938 il
siciliano Telesio Interlandi, campione dell’antisemitismo fascista,
viene nominato da Mussolini direttore dell’ignobile rivista «La Difesa
della razza», chiama alla segreteria di redazione il suo giovane
collaboratore al «Tevere» Almirante, nato a Salsomaggiore Terme,
rampollo di una nobile famiglia molisana, che poi nel dopoguerra
sarebbe diventato segretario del Msi.
Mario Avagliano
Leggi
|
|
|