David
Sciunnach,
rabbino
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“Ecco
che Io do a lui un patto di pace…” (Bemidbàr 25, 12). Lo Zaddìlk Rabbì
Menachem Mendel di Kotzk disse una volta ai suoi allievi:“Il mondo è
convinto erroneamente, che pace significhi rinuncia e sottomissione ai
più forti e ai più aggressivi. In verità, il concetto di pace
all'interno di una debolezza interiore, non può sussistere.
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David
Assael,
ricercatore
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Fermo
restando quanto scriveva Anna Foa lunedì, avevo molto apprezzato la
reazione di altra parte della società israeliana (per esempio, i 400
che sono andati dalla madre del ragazzo palestinese assassinato) e,
soprattutto, la reazione del premier Netanyahu. Ora, di fronte alla
scellerato comportamento di Hamas, non resta che il peggio.
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ROMA
- Le musiche klezmer saranno protagoniste oggi al Chiostro della
Galleria d'arte moderna della Capitale con il concerto Il violinista
sul Tevere dell'Orchestra Popolare Romana. Lo spettacolo si inserisce
delle diverse iniziative legate alla mostra della Gam "Artiste del
Novecento, tra visione e identità ebraica". | |
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Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele |
Anche
per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di
studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di
formazione nello Stato di Israele.
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Razzi e violenza da Hamas
Israele risponde
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Beersheba,
Sderot, Ashdod, Tel Aviv, Gerusalemme, Hadera. L’allarme delle sirene,
dovuto alla pioggia di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza, è
risuonato ieri praticamente in tutta Israele. E per proteggere i suoi
civili e rispondere alla violenza di Hamas e delle altre fazioni
estremiste di Gaza, autorità e forze armate israeliane hanno lanciato
l’operazione Protective Edge (in ebraico Zuk Eitan, Roccaforte). Ne
danno conto tutti i principali quotidiani italiani: il Corriere della
Sera apre in prima con il titolo, “Israele e Hamas, lampi di guerra”,
la Repubblica scrive “Scatta l’operazione su Gaza: 17 morti – Razzi su
Gerusalemme e Tel Aviv”, la Stampa parla di “Attacco a Gaza con Jet e
Droni – Netanyahu: togliamoci i guanti” mentre il Sole 24 ore afferma
che “Israele prepara l’offensiva di terra”.
“Quella che è ancora definita un’operazione militare sembra già una
guerra”, scrive sul Corriere Davide Frattini che parla di
“bombardamento” in riferimento alla pioggia di razzi che ha investito
Israele, con il tentativo di Hamas di sorprendere via mare Israele. Un
commando di cinque miliziani del gruppo terroristico ha infatti cercato
di attaccare un villaggio vicino al confine con Gaza. Prontamente
intercettati, i terroristi sono stati eliminati dall’esercito
israeliano (Corriere), impegnato nelle stesse ore a colpire obbiettivi
militari nella Striscia di Gaza “con aerei e droni – riporta la Stampa
– che hanno messo a segno 146 attacchi in meno di 36 ore bersagliando,
come spiega il portavoce dell’esercito Peter Lener, ‘campi di
addestramento, basi militari, 96 lanciatori di razzi, tunnel e case di
singoli terroristi’”. Sono stati intanto richiamati dall’Idf
quarantamila riservisti, una mobilitazione per prepararsi a
un’eventuale operazione via terra contro la Striscia. L’obiettivo è
Hamas ma, riflette Fiamma Nirenstein sul Giornale , “non è un mistero
che Netanyahu non ne cerca la distruzione. Una forte campagna – scrive
la giornalista, facendo in particolare riferimento a un’azione via
terra – può fare indesiderate vittime civili e diventare un’occasione
di criminalizzazione internazionale. Una totale sparizione di Hamas
potrebbe anche avvantaggiare gruppi salafiti a Gaza”. Secondo
Nirenstein, come per altri osservatori e analisti, Hamas è in un
momento di crisi, dovuto ai cattivi rapporti con i vicini egiziani, al
blocco dei fondi dal Qatar, alla crisi con l’Autorità nazionale
palestinese dopo il rapimento di Eyal, Gilad e Naftali – i tre studenti
israeliani rapiti e uccisi da uomini di Hamas in Cisigiordania – e
cerca con la violenza di attirare l’attenzione su di sé. Sulla
situazione di Hamas, si concentra l’analisi di Maurizio Molinari,
corrispondente da Israele per la Stampa. Molinari analizza quali siano
i rischi per Israele dalla frammentazione del gruppo terroristico e
rivela che il brutale rapimento e assassinio di Eyal, Gilad e Naftali,
potrebbe essere stato deciso su mandato della “Hamas delle carceri”,
ovvero dai leader dell’organizzazione che si trovano nelle carceri
israeliane, che volevano ottenere la libertà attraverso uno scambio di
prigionieri. A fianco dei vertici detenuti in prigione, c’è poi il
fronte di Gaza – impegnato ad attaccare Israele – e quello in
Cisgiordania, spiega Molinari. Diversi leader, diverse strategie e il
rischio di “un’implosione interna di Ha-mas simile a quella avvenuta
nei gruppi jihadisti in Iraq e Siria”.
“Indossano la kippah di velluto degli ortodossi, quella all’uncinetto
dei sionisti religiosi, coppie di giovani laici, anziani pacifisti che
ancora sperano anche se hanno visto più guerre di tutti”. È il racconto
che compare sul Corriere della Sera della visita di condoglianze e
solidarietà di quattrocento israeliani alla famiglia di Mohammed Abu
Khdeir, il ragazzo palestinese cui corpo è stato trovato bruciato in
una foresta di Gerusalemme. “Per l’omicidio, tra esecutori e complici,
– riporta il Corriere – sono stati arrestati sei estremisti ebrei, tre
di loro minorenni, che volevano vendicare la morte di tre ragazzi
sequestrati e uccisi in Cisgiordania”.
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L'Appello della giunta ucei
Gattegna: sradicare il terrorismo
Profonda,
sincera solidarietà alle famiglie di tutte le vittime del conflitto, e
in particolare alle famiglie dei tre adolescenti israeliani e
dell’adolescente palestinese barbaramente assassinati in azioni
terroristiche, è stata espressa dalla Giunta dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane riunita nella notte per considerare, tra l’altro,
l’incandescente situazione mediorientale e la gravissima aggressione
che sta subendo la popolazione civile israeliana su cui cade ormai da
giorni una pioggia micidiale di missili lanciati dalle forze
terroristiche che operano dal territorio di Gaza.
Al termine della seduta, il Presidente dell’Unione Renzo Gattegna,
facendosi interprete dei sentimenti di tutti i Consiglieri ha
dichiarato quanto segue: “Dopo le nobili dichiarazioni di intenti e le
idee di pace espresse con insistenza dai partner dell’Unione europea e
dal Vaticano assistiamo ora con apprensione e sdegno a un gravissimo
attacco contro la popolazione civile israeliana, costretta nei rifugi
per ripararsi dal criminale bombardamento voluto dai terroristi di
Hamas. Si esprimano e intervengano, al di là delle timide dichiarazioni
di circostanza che stiamo ascoltando, i grandi dell’Europa, parli anche
la Santa Sede, intervengano senza ambiguità le massime autorità del
nostro Paese per fermare l’azione criminosa di una compagine di
terroristi che tiene in ostaggio con la prevaricazione la propria
popolazione, si fa scudo della popolazione civile per attuare i propri
crimini e cerca con ogni mezzi, anche il più abbietto, di allontanare
ogni prospettiva di pace".
“Mentre riaffermiamo il nostro senso di profonda vicinanza con i nostri
fratelli in Israele, i nostri cuori fremono di indignazione nel
constatare come nell’indifferenza generale e inevitabilmente grazie
alla cinica complicità di alcuni, nel piccolo territorio di Gaza sia
stato possibile accumulare un enorme, micidiale arsenale di missili e
di armamenti utilizzato per minacciare la popolazione civile dell’unica
democrazia del Medio Oriente". “L’Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane ribadisce che una pace autentica, sincera e duratura
costituisce la sola prospettiva che deve stare a cuore a tutte le
realtà che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo. Ma ribadisce al
tempo stesso che una pace vera può essere raggiunta esclusivamente
neutralizzando con coraggio e determinazione i poteri terroristici, che
oggi più che mai costituiscono una minaccia mortale per il progresso e
la coesistenza fra i popoli”.
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Israele
Le sirene scuotono il paese
Secondo
giorno dell'operazione Roccaforte (dall'ebraico Zuk Eitan), l'azione
militare israeliana iniziata ieri nella Striscia di Gaza per fermare
l'incessante lancio di razzi da parte di Hamas. L'organizzazione
terroristica ha, infatti, iniziato un'offensiva contro Israele,
lanciando dalla Striscia oltre 200 razzi. In tutto il paese, da Sderot
e Beersheva a Tel Aviv (nell'immagine) e Gerusalemme fino a Hadera, è
risuonato l'allarme delle sirene che avvisavano degli imminenti
attacchi, in parte sventati dal sistema di difesa Iron Dome, utilizzato
per intercettare i missili. Missili che continuano in queste ore a
piovere su Israele: alle 14.30 israeliane almeno due razzi sono caduti
nell'area di Zikhron Ya'akov, che dista 120 chiloetri dalla Striscia di
Gaza. Alle violenze provenienti da Gaza, Israele ha risposto colpendo
in queste ore, con un'offensiva aerea, oltre 160 obiettivi nella zona
sotto controllo di Hamas.
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ISraele
Telefonate, volantini e sms
Tzahal tutela i civili di Gaza
Trasmissioni
radio in lingua araba su tutte le possibili frequenze, telefonate, sms,
volantini. Un obiettivo: salvaguardare la popolazione civile di Gaza
per evitare il suo coinvolgimento nell'Operazione Protective Edge
(margine difensivo, nome ebraico Tzuf Eitan, roccaforte) che l'Esercito
di Difesa israeliano sta portando avanti in queste ore per porre fine
al lancio di razzi che dalla Striscia arrivano a centinaia contro il
territorio dello Stato ebraico. Uno sforzo tanto più complesso in
ragione del fatto che l'organizzazione terrorista di Hamas che governa
Gaza ha tra le sue strategie proprio quella di mischiarsi completamente
alla vita civile, costruendo basi di lancio e depositi di armi in zone
densamente abitate quando non direttamente in edifici residenziali,
ospedali e simili, utilizzando abitanti e malati come scudi umani. Come
già in operazioni passate, Israele dunque cerca di raggiungere
direttamente i civili per avvisarli di lasciare gli edifici che entro
poco saranno colpiti, per metterli in guardia dalla vicinanza con
militanti di Hamas, ma anche per informarli di ciò che sta accadendo.
A raccontare le misure prese nelle ultime ore è stato anche il New York Time
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israele
Italkim, l'angoscia in rete
La
paura, l’incredulità, la rabbia. Ma anche l’ironia come strumento di
autodifesa da chi vorrebbe uccidere, prima di tutto, la voglia di
vivere e ogni certezza. Corre sui social network l’angoscia degli
italkim, la comunità degli italiani di Israele, alle prese in queste
ore con le nuove minacce di Hamas e con le sirene che tornano a suonare
in tutto il paese. Facebook diventa così una valvola di sfogo ma anche
un mezzo per sensibilizzare la rete sul dramma che vive la popolazione
israeliana. I post si susseguono nella notte e aggiornano amici e
parenti ancora più tempestivamente dei giornali. Tutto in presa
diretta: lanci di missili, corse verso i bunker, fine dell’emergenza,
nuovi allarmi.
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Ticketless
- Imbuto di chiocciola |
Chiedo
aiuto ai miei quattro lettori. Mi sono infilato in un “imbuto di
chiocciola”. Intendiamoci, si sta benissimo. È rassicurante per chi
abbia esperienza di un nido di vipere, ma preferirei uscire lo stesso. Prima vorrei vedere risolto un quesito scaturito da una poesia: …nell’imbuto di chiocciola /tentennamenti /di vicoli /di lumi
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Crimine e diritto |
Le
terribili notizie relative all'atroce morte del piccolo Mohammed e
all'identificazione dei suoi carnefici getta in uno stato di profonda
angoscia, mettendo al cospetto di una realtà letteralmente
insopportabile, che mai si sarebbe voluto conoscere. Ci si vergogna un
po' ad apprendere che, nelle prime ore successive alla scoperta
dell'orrendo delitto, si era sperato, senza dirlo, che i responsabili
fossero dell'altra parte, per non turbare il tranquillizzante quadro
che vorrebbe i buoni e i cattivi ordinatamente schierati nelle
rispettive metà campo.
Francesco Lucrezi, storico
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