Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

9 luglio 2014 - 11 Tamuz 5774
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
“Ecco che Io do a lui un patto di pace…” (Bemidbàr 25, 12). Lo Zaddìlk Rabbì Menachem Mendel di Kotzk disse una volta ai suoi allievi:“Il mondo è convinto erroneamente, che pace significhi rinuncia e sottomissione ai più forti e ai più aggressivi. In verità, il concetto di pace all'interno di una debolezza interiore, non può sussistere.
 
Leggi

David
Assael,
ricercatore
Fermo restando quanto scriveva Anna Foa lunedì, avevo molto apprezzato la reazione di altra parte della società israeliana (per esempio, i 400 che sono andati dalla madre del ragazzo palestinese assassinato) e, soprattutto, la reazione del premier Netanyahu. Ora, di fronte alla scellerato comportamento di Hamas, non resta che il peggio.
 
ROMA - Le musiche klezmer saranno protagoniste oggi al Chiostro della Galleria d'arte moderna della Capitale con il concerto Il violinista sul Tevere dell'Orchestra Popolare Romana. Lo spettacolo si inserisce delle diverse iniziative legate alla mostra della Gam "Artiste del Novecento, tra visione e identità ebraica".
 
Ucei-Fondazione Cantoni
Borse di studio per Israele
Anche per l’anno accademico 2014-2015 l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e la Fondazione Raffaele Cantoni tornano a offrire borse di studio per ragazzi italiani che intendono sostenere un progetto di formazione nello Stato di Israele.
 
Leggi

Razzi e violenza da Hamas
Israele risponde
Beersheba, Sderot, Ashdod, Tel Aviv, Gerusalemme, Hadera. L’allarme delle sirene, dovuto alla pioggia di razzi lanciati dalla Striscia di Gaza, è risuonato ieri praticamente in tutta Israele. E per proteggere i suoi civili e rispondere alla violenza di Hamas e delle altre fazioni estremiste di Gaza, autorità e forze armate israeliane hanno lanciato l’operazione Protective Edge (in ebraico Zuk Eitan, Roccaforte). Ne danno conto tutti i principali quotidiani italiani: il Corriere della Sera apre in prima con il titolo, “Israele e Hamas, lampi di guerra”, la Repubblica scrive “Scatta l’operazione su Gaza: 17 morti – Razzi su Gerusalemme e Tel Aviv”, la Stampa parla di “Attacco a Gaza con Jet e Droni – Netanyahu: togliamoci i guanti” mentre il Sole 24 ore afferma che “Israele prepara l’offensiva di terra”.
“Quella che è ancora definita un’operazione militare sembra già una guerra”, scrive sul Corriere Davide Frattini che parla di “bombardamento” in riferimento alla pioggia di razzi che ha investito Israele, con il tentativo di Hamas di sorprendere via mare Israele. Un commando di cinque miliziani del gruppo terroristico ha infatti cercato di attaccare un villaggio vicino al confine con Gaza. Prontamente intercettati, i terroristi sono stati eliminati dall’esercito israeliano (Corriere), impegnato nelle stesse ore a colpire obbiettivi militari nella Striscia di Gaza “con aerei e droni – riporta la Stampa – che hanno messo a segno 146 attacchi in meno di 36 ore bersagliando, come spiega il portavoce dell’esercito Peter Lener, ‘campi di addestramento, basi militari, 96 lanciatori di razzi, tunnel e case di singoli terroristi’”. Sono stati intanto richiamati dall’Idf quarantamila riservisti, una mobilitazione per prepararsi a un’eventuale operazione via terra contro la Striscia. L’obiettivo è Hamas ma, riflette Fiamma Nirenstein sul Giornale , “non è un mistero che Netanyahu non ne cerca la distruzione. Una forte campagna – scrive la giornalista, facendo in particolare riferimento a un’azione via terra – può fare indesiderate vittime civili e diventare un’occasione di criminalizzazione internazionale. Una totale sparizione di Hamas potrebbe anche avvantaggiare gruppi salafiti a Gaza”. Secondo Nirenstein, come per altri osservatori e analisti, Hamas è in un momento di crisi, dovuto ai cattivi rapporti con i vicini egiziani, al blocco dei fondi dal Qatar, alla crisi con l’Autorità nazionale palestinese dopo il rapimento di Eyal, Gilad e Naftali – i tre studenti israeliani rapiti e uccisi da uomini di Hamas in Cisigiordania – e cerca con la violenza di attirare l’attenzione su di sé. Sulla situazione di Hamas, si concentra l’analisi di Maurizio Molinari, corrispondente da Israele per la Stampa. Molinari analizza quali siano i rischi per Israele dalla frammentazione del gruppo terroristico e rivela che il brutale rapimento e assassinio di Eyal, Gilad e Naftali, potrebbe essere stato deciso su mandato della “Hamas delle carceri”, ovvero dai leader dell’organizzazione che si trovano nelle carceri israeliane, che volevano ottenere la libertà attraverso uno scambio di prigionieri. A fianco dei vertici detenuti in prigione, c’è poi il fronte di Gaza – impegnato ad attaccare Israele – e quello in Cisgiordania, spiega Molinari. Diversi leader, diverse strategie e il rischio di “un’implosione interna di Ha-mas simile a quella avvenuta nei gruppi jihadisti in Iraq e Siria”.
“Indossano la kippah di velluto degli ortodossi, quella all’uncinetto dei sionisti religiosi, coppie di giovani laici, anziani pacifisti che ancora sperano anche se hanno visto più guerre di tutti”. È il racconto che compare sul Corriere della Sera della visita di condoglianze e solidarietà di quattrocento israeliani alla famiglia di Mohammed Abu Khdeir, il ragazzo palestinese cui corpo è stato trovato bruciato in una foresta di Gerusalemme. “Per l’omicidio, tra esecutori e complici, – riporta il Corriere – sono stati arrestati sei estremisti ebrei, tre di loro minorenni, che volevano vendicare la morte di tre ragazzi sequestrati e uccisi in Cisgiordania”.
 
Leggi

  davar
 L'Appello della giunta ucei
Gattegna: sradicare il terrorismo
Profonda, sincera solidarietà alle famiglie di tutte le vittime del conflitto, e in particolare alle famiglie dei tre adolescenti israeliani e dell’adolescente palestinese barbaramente assassinati in azioni terroristiche, è stata espressa dalla Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane riunita nella notte per considerare, tra l’altro, l’incandescente situazione mediorientale e la gravissima aggressione che sta subendo la popolazione civile israeliana su cui cade ormai da giorni una pioggia micidiale di missili lanciati dalle forze terroristiche che operano dal territorio di Gaza.
Al termine della seduta, il Presidente dell’Unione Renzo Gattegna, facendosi interprete dei sentimenti di tutti i Consiglieri ha dichiarato quanto segue: “Dopo le nobili dichiarazioni di intenti e le idee di pace espresse con insistenza dai partner dell’Unione europea e dal Vaticano assistiamo ora con apprensione e sdegno a un gravissimo attacco contro la popolazione civile israeliana, costretta nei rifugi per ripararsi dal criminale bombardamento voluto dai terroristi di Hamas. Si esprimano e intervengano, al di là delle timide dichiarazioni di circostanza che stiamo ascoltando, i grandi dell’Europa, parli anche la Santa Sede, intervengano senza ambiguità le massime autorità del nostro Paese per fermare l’azione criminosa di una compagine di terroristi che tiene in ostaggio con la prevaricazione la propria popolazione, si fa scudo della popolazione civile per attuare i propri crimini e cerca con ogni mezzi, anche il più abbietto, di allontanare ogni prospettiva di pace".
“Mentre riaffermiamo il nostro senso di profonda vicinanza con i nostri fratelli in Israele, i nostri cuori fremono di indignazione nel constatare come nell’indifferenza generale e inevitabilmente grazie alla cinica complicità di alcuni, nel piccolo territorio di Gaza sia stato possibile accumulare un enorme, micidiale arsenale di missili e di armamenti utilizzato per minacciare la popolazione civile dell’unica democrazia del Medio Oriente". “L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ribadisce che una pace autentica, sincera e duratura costituisce la sola prospettiva che deve stare a cuore a tutte le realtà che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo. Ma ribadisce al tempo stesso che una pace vera può essere raggiunta esclusivamente neutralizzando con coraggio e determinazione i poteri terroristici, che oggi più che mai costituiscono una minaccia mortale per il progresso e la coesistenza fra i popoli”.
Israele
Le sirene scuotono il paese
Secondo giorno dell'operazione Roccaforte (dall'ebraico Zuk Eitan), l'azione militare israeliana iniziata ieri nella Striscia di Gaza per fermare l'incessante lancio di razzi da parte di Hamas. L'organizzazione terroristica ha, infatti, iniziato un'offensiva contro Israele, lanciando dalla Striscia oltre 200 razzi. In tutto il paese, da Sderot e Beersheva a Tel Aviv (nell'immagine) e Gerusalemme fino a Hadera, è risuonato l'allarme delle sirene che avvisavano degli imminenti attacchi, in parte sventati dal sistema di difesa Iron Dome, utilizzato per intercettare i missili. Missili che continuano in queste ore a piovere su Israele: alle 14.30 israeliane almeno due razzi sono caduti nell'area di Zikhron Ya'akov, che dista 120 chiloetri dalla Striscia di Gaza. Alle violenze provenienti da Gaza, Israele ha risposto colpendo in queste ore, con un'offensiva aerea, oltre 160 obiettivi nella zona sotto controllo di Hamas.
Leggi

ISraele
Telefonate, volantini e sms
Tzahal tutela i civili di Gaza 

Trasmissioni radio in lingua araba su tutte le possibili frequenze, telefonate, sms, volantini. Un obiettivo: salvaguardare la popolazione civile di Gaza per evitare il suo coinvolgimento nell'Operazione Protective Edge (margine difensivo, nome ebraico Tzuf Eitan, roccaforte) che l'Esercito di Difesa israeliano sta portando avanti in queste ore per porre fine al lancio di razzi che dalla Striscia arrivano a centinaia contro il territorio dello Stato ebraico. Uno sforzo tanto più complesso in ragione del fatto che l'organizzazione terrorista di Hamas che governa Gaza ha tra le sue strategie proprio quella di mischiarsi completamente alla vita civile, costruendo basi di lancio e depositi di armi in zone densamente abitate quando non direttamente in edifici residenziali, ospedali e simili, utilizzando abitanti e malati come scudi umani. Come già in operazioni passate, Israele dunque cerca di raggiungere direttamente i civili per avvisarli di lasciare gli edifici che entro poco saranno colpiti, per metterli in guardia dalla vicinanza con militanti di Hamas, ma anche per informarli di ciò che sta accadendo.
A raccontare le misure prese nelle ultime ore è stato anche il New York Time
Leggi

israele
Italkim, l'angoscia in rete
La paura, l’incredulità, la rabbia. Ma anche l’ironia come strumento di autodifesa da chi vorrebbe uccidere, prima di tutto, la voglia di vivere e ogni certezza. Corre sui social network l’angoscia degli italkim, la comunità degli italiani di Israele, alle prese in queste ore con le nuove minacce di Hamas e con le sirene che tornano a suonare in tutto il paese. Facebook diventa così una valvola di sfogo ma anche un mezzo per sensibilizzare la rete sul dramma che vive la popolazione israeliana. I post si susseguono nella notte e aggiornano amici e parenti ancora più tempestivamente dei giornali. Tutto in presa diretta: lanci di missili, corse verso i bunker, fine dell’emergenza, nuovi allarmi.
Leggi

qui trieste
Un canto verso Gerusalemme
Nuova performance triestina per il Kol HaTikvà fondato e diretto dal Maestro Marco Podda. L'occasione un concerto proposto nell'ambito della rassegna culturale Erev/Laila organizzata dalla Comunità ebraica in sinergia con l'Associazione Musica Libera.
Leggi

pilpul
Ticketless - Imbuto di chiocciola
Chiedo aiuto ai miei quattro lettori. Mi sono infilato in un “imbuto di chiocciola”. Intendiamoci, si sta benissimo. È rassicurante per chi abbia esperienza di un nido di vipere, ma preferirei uscire lo stesso. Prima vorrei vedere risolto un quesito scaturito da una poesia: …nell’imbuto di chiocciola /tentennamenti /di vicoli /di lumi
 

Alberto Cavaglion
Leggi

Periscopio - Crimine e diritto
Le terribili notizie relative all'atroce morte del piccolo Mohammed e all'identificazione dei suoi carnefici getta in uno stato di profonda angoscia, mettendo al cospetto di una realtà letteralmente insopportabile, che mai si sarebbe voluto conoscere. Ci si vergogna un po' ad apprendere che, nelle prime ore successive alla scoperta dell'orrendo delitto, si era sperato, senza dirlo, che i responsabili fossero dell'altra parte, per non turbare il tranquillizzante quadro che vorrebbe i buoni e i cattivi ordinatamente schierati nelle rispettive metà campo.

Francesco Lucrezi, storico
Leggi





moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.