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6 agosto 2014 - 10 Av 5774
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
David
Sciunnach,
rabbino
““... il monte ardeva nel fuoco fino al cuore dei cieli …”(Devarìm 4, 11) Ha detto riguardo a questo verso il grande Rebbe di Alexsander: La Torà è stata data “sul monte” e questo arde di fuoco, è questo il fuoco dell’entusiasmo con cui si studia e si vive la Torà. Vivendola con questa passione è possibile trasformare il proprio cuore in cielo, come è scritto: “al cuore dei cieli”.
 
David
Assael,
ricercatore
"Spiace vedere ebrei come Zygmunt Bauman, che ricalcano consueti argomenti anti-israeliani, trascurando totalmente il ruolo di Hamas e il conflitto interno al mondo islamico, di cui il governo di Gaza è espressione. Chi paga le conseguenze di queste posizioni, a dir poco sbilanciate sono, in primo luogo, i palestinesi e i musulmani moderati di vario genere, costretti a subire uno stile di governo che limita di molto le proprie aspettative di vita. Detto questo, l'ennesima guerra di Gaza pare conclusa, e ora che si fa? Si comincia a trattare seriamente, o si continua a delegittimare l'altro fronte, facendo di tutt'erba un fascio fra chi, giunti a questo punto, riconosce il diritto all'esistenza dello Stato di Israele e chi ne invoca la distruzione per statuto?
 
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Istigazione all'odio
espulso imam dall'Italia
“Andava espulso e l’ho fatto perché non è possibile immaginare che in Italia si possa incitare all’odio e alla violenza razziale. Valga da monito per tutti i predicatori di odio che intendessero lavorare nel nostro paese a istigare la violenza”. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano nel commentare l’espulsione dell’imam marocchino Abd Al-Barr Al-Rawdhi. Dal pulpito della moschea di San Donà di Piave, come raccontato da Libero, il religioso aveva invocato l’uccisione di tutti gli ebrei. Proprio Libero, come altri giornali, riporta l’intervento del presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna che estende ad Alfano “la gratitudine di tutti gli ebrei italiani”. Alfano e Gattegna si erano incontrati negli scorsi giorni al Viminale per un vertice sulla sicurezza a seguito dei recenti episodi di antisemitismo a Roma e in altre città. Commenti favorevoli sull’allontanamento dell’imam sono arrivati anche dall’ex presidente UCEI Amos Luzzatto e dal presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici.
“Presto gemellati con Gaza”, ha annunciato la scorsa settimana il sindaco 5 Stelle di Livorno Filippo Nogarin. Nel pomeriggio lo stesso incontrerà il presidente della Comunità ebraica Vittorio Mosseri e il consigliere UCEI Daniele Bedarida. Mosseri risponde oggi ad alcune domande di Massimiliano Lenzi del Foglio. “A chi dice che Israele è contro i palestinesi così come ho scritto al sindaco, dico di no. Israele – afferma – è contro i terroristi di Hamas che usano i palestinesi per raggiungere i propri fini. Ricordo che Hamas ha statutariamente un obiettivo, quello di annientare Israele. E ricordo che Israele è uno Stato democratico, l’unico in medio oriente, ed è una roccaforte dei diritti e delle libertà non solo per gli ebrei ma anche per gli arabi, i cattolici e i cristiani che vivono in Israele. Questo non andrebbe mai dimenticato”.
“Assassino, sei un assassino”. Questo l’insulto che un ebreo fiorentino si è sentito rivolgere per due volte in questi giorni. Facilmente riconoscibile come ebreo per la kippah che porta sempre in testa, l’uomo – che ha deciso di restare anonimo – si confida con Roberto Davide Papini (La Nazione). Nell’articolo si riporta un’impressione anche dalla presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli, che stigmatizza con queste parole l’equazione ‘ebrei-Israele’: “È un collegamento pericolosissimo, la comunità ebraica non è l’ambasciata di Israele in Italia. Stiamo attenti a non far diventare questo conflitto una guerra di religione. Anche per non confondere i due piani come comunità abbiamo preferito non fare nessuna manifestazione pubblica, ma è chiaro che siamo profondamente legati a Israele. E in questo momento il nostro pensiero va a Israele e alle vittime del conflitto. A tutte le vittime”.
 
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#IsraeleDifendeLaPace Domande e risposte
Domande chiare e risposte chiare e autorevoli, punto per punto, ai complessi problemi della crisi mediorientale. Aggiornamenti costanti ora per ora. L'impegno di fare chiarezza sui diversi nodi del conflitto in corso tra lo Stato di Israele e i terroristi di Hamas.
Sul portale dell'ebraismo italiano www.moked.it il lancio di una nuova area informativa dedicata dalla redazione a notizie, schede, dichiarazioni  sugli ultimi sviluppi relativi all'operazione delle forze di sicurezza israeliane nella Striscia di Gaza. Tutti i cittadini che ritengono di poter aggiungere un contributo positivo per arricchire il notiziario possono mettersi in contatto scrivendo a desk@ucei.it.
 
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  davar
antisemitismo - san dona' di piave
Espulso l’imam dell'odio
"Grazie al ministro Alfano" 

“Non è accettabile che venga pronunciata un’orazione di chiaro tenore antisemita, contenente espliciti incitamenti alla violenza e all’odio religioso. La mia decisione valga da monito per tutti coloro che pensano che in Italia si possa predicare odio”. Sono le parole con cui il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha voluto commentare il decreto di espulsione dell’imam marocchino Raoudi Albdelbar, lanciatosi negli scorsi giorni in una violenta invettiva in cui auspicava l’uccisione di ogni singolo ebreo. “Allah contali uno a uno e uccidili fino all’ultimo, non risparmiarne neppure uno” invocava l’imam. La predica, avvenuta all’interno della moschea di San Donà di Piave davanti a molti fedeli riuniti in preghiera e pubblicata sul proprio sito dall’associazione di studi islamici Memri, è rapidamente circolata sul web arrivando all’attenzione degli organi competenti e della magistratura. A poche ore dalla sua diffusione, la ferma reazione del ministro Alfano cui il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha voluto estendere la gratitudine di tutti gli ebrei italiani. Nel suo intervento, infatti, il presidente UCEI vede la risposta di un’Italia “che rigetta qualsiasi forma di odio, violenza e intimidazione”. Negli scorsi giorni il presidente dell’Unione aveva incontrato il ministro per un vertice sul tema della sicurezza dopo i recenti episodi di antisemitismo a Roma e in altre città.
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israele - rinvenuto tesoro di duemila anni fa
Testimonianze della rivolta
La prima sorpresa è arrivata parecchi mesi fa, durante i lavori per la nuova autostrada che collega Gerusalemme a Tel Aviv: il rinvenimento di alcuni frammenti di vasellame ha portato alla scoperta di un sito sconosciuto, che risale al periodo del Secondo Tempio. Durante gli scavi sono state portate alla luce diverse strutture del primo secolo A.E.V., probabilmente distrutte nel 69 o nel 70 E.V. dai Romani, durante la repressione della Grande Rivolta, terminata con la caduta di Gerusalemme e la distruzione del Tempio a Tisha Beav, duemila anni fa.
Pochi giorni fa, poi, una ulteriore sorpresa: all’interno di un salvadanaio di ceramica sono state trovate 114 monete, datate “anno quarto della Grande Rivolta contro i Romani”. Si tratta di un tesoro che pare sia stato sepolto diversi mesi prima della caduta della città e che offre uno sguardo sulla vite degli ebrei che vivevano alla periferia di Gerusalemme alla fine della ribellione. Evidentemente qualcuno temeva che la fine si stesse avvicinando e decise di nascondere questo piccolo tesoro, forse nella speranza di recuperarlo più tardi, quando la calma nella regione fosse stata ripristinata.
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#israeledifendelapace
Gaza, la tregua regge
Sembra reggere la tregua umanitaria di 72 ore stipulata da Israele e i terroristi di Hamas. L’attenzione è così rivolta al Cairo, dove sono in svolgimento negoziati per procrastinare la scadenza del cessate il fuoco e garantire maggiore stabilità alla regione. Un impegno coordinato dall’Egitto di Al Sisi e definito dal segretario di Stato americano John Kerry, intervistato in mattinata dalla BBC, “un primo passo per riprendere le trattative di pace”.
Arrivano intanto significativi segnali di ritorno alla normalità nel sud del paese e nella Striscia di Gaza.
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#israeledifendelapace
Hamas e i razzi sparati tra le case
“Quella tenda ieri non c'era”, afferma il corrispondente della televisione indiana Ndtv  Sreenivasan Jain. La sua troupe sta riprendo dalla finestra del proprio hotel un gruppo di uomini che armeggiano dentro una tenda posizionata nel cuore di un quartiere densamente popolato di Gaza. “È corretto ipotizzare che si tratti di una postazione di lancio di missili di Hamas”, afferma il giornalista nel video girato il 4 agosto. La mattina dopo, proprio da quel lembo di terra, accerchiato da hotel, da case abitate da decine e decine di famiglie, un razzo viene esploso contro Israele.
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#IsraeleDifendeLaPace
MISSILI / Quale gittata hanno?
L’arsenale di Hamas ha avuto negli anni una evoluzione preoccupante: dai razzi praticamente fatti in casa, che avevano una gittata molto limitata si è arrivati ad armi molto più sofisticate, in grado di arrivare da Gaza fino a Tel Aviv, e oltre. Due giornalisti del New York Times, Joe Burgess e Karen Yourish, hanno elaborato una infografia che mostra come negli anni la gittata dei missili in possesso del movimento terroristico sia aumentata in maniera esponenziale.
Il primo missile, un Qassam, è stato lanciato nel 2001, ed è riuscito a malapena a superare il confine, ma già nel maggio del 2002 gli stessi Qassam riuscivano ad arrivare più lontano. Nel 2006 sono stati utilizzati i primi Katyusha, prodotti industrialmente, e nel 2008 la distanza a cui Hamas poteva colpire era già praticamente raddoppiata. Nel 2012 è stata la volta dei missili di fabbricazione iraniana, i Fadjr 5, portati a Gaza - ovviamente in maniera illegale - attraverso il Sudan e l’Egitto. In quell’anno a Gaza sono anche stati prodotti gli M-75s. Quest’anno invece, per la prima volta, Hamas ha potuto usare i missili M-302, prodotti in Siria, che hanno permesso di colpire a distanze mai viste prima.
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pilpul
Ticketless - La vie en rose
Per sottrarmi alla vita in nero che ci ha riservato questo anno ebraico, per fortuna in dirittura di arrivo, sono andato a vedere un film francese che nell’inverno mi era sfuggito, La vie en rose. Racconta la vita e la carriera di Edith Piaf. Un bel film francese, da invidiare in Italia, dove se ti va bene ad una gloria della nostra canzone dedicano una fiction. In questi mesi sto cercando di ritrovare il rosa della vita, ma anche di capire quello che sta accadendo in Francia. Tornando a casa dal cinema i radiogiornali raccontavano di una Parigi in stato d’assedio: mentre Kerry e la diplomazia internazionale tentavano di rendere stabile la tregua per Gaza, le autorità francesi proibivano una manifestazione pro-Palestina in place de la République, per timore di un bis dell’esplosione antisemita della settimana passata.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Buio
Tra le varie ragioni dell'angoscia che mi ha sempre accompagnato, negli interminabili giorni di questa terribile estate (lo stillicidio di razzi assassini, la martellante propaganda di odio e distruzione, i ragazzi ebrei e palestinesi assassinati, i soldati caduti, le innumerevoli vittime civili a Gaza, la massiccia disinformazione operata dai media mondiali, l'esponenziale aumento delle manifestazioni di antisemitismo nel mondo, con clienti ebrei cacciati dagli alberghi, medici che si rifiutano di curare pazienti israeliti ecc.), c'è sempre stata la paura che i terroristi di Hamas riuscissero a rapire qualche soldato israeliano, da destinare - come nel caso di Gilad Shalit - a lunghi anni di prigionia in rifugi sotterranei, senza alcun contatto con nessuna organizzazione umanitaria, o, peggio ancora - come nel caso di Ron Arad - da fare sparire nel nulla, senza permettere alla famiglia neanche di poterne mai piangere la morte.

Francesco Lucrezi, storico
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