David
Sciunnach,
rabbino
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““...
il monte ardeva nel fuoco fino al cuore dei cieli …”(Devarìm 4, 11) Ha
detto riguardo a questo verso il grande Rebbe di Alexsander: La Torà è
stata data “sul monte” e questo arde di fuoco, è questo il fuoco
dell’entusiasmo con cui si studia e si vive la Torà. Vivendola con
questa passione è possibile trasformare il proprio cuore in cielo, come
è scritto: “al cuore dei cieli”.
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David
Assael,
ricercatore
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"Spiace
vedere ebrei come Zygmunt Bauman, che ricalcano consueti argomenti
anti-israeliani, trascurando totalmente il ruolo di Hamas e il
conflitto interno al mondo islamico, di cui il governo di Gaza è
espressione. Chi paga le conseguenze di queste posizioni, a dir poco
sbilanciate sono, in primo luogo, i palestinesi e i musulmani moderati
di vario genere, costretti a subire uno stile di governo che limita di
molto le proprie aspettative di vita. Detto questo, l'ennesima guerra
di Gaza pare conclusa, e ora che si fa? Si comincia a trattare
seriamente, o si continua a delegittimare l'altro fronte, facendo di
tutt'erba un fascio fra chi, giunti a questo punto, riconosce il
diritto all'esistenza dello Stato di Israele e chi ne invoca la
distruzione per statuto?
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Istigazione all'odio
espulso imam dall'Italia |
“Andava
espulso e l’ho fatto perché non è possibile immaginare che in Italia si
possa incitare all’odio e alla violenza razziale. Valga da monito per
tutti i predicatori di odio che intendessero lavorare nel nostro paese
a istigare la violenza”. Così il ministro dell’Interno Angelino Alfano
nel commentare l’espulsione dell’imam marocchino Abd Al-Barr Al-Rawdhi.
Dal pulpito della moschea di San Donà di Piave, come raccontato da
Libero, il religioso aveva invocato l’uccisione di tutti gli ebrei.
Proprio Libero, come altri giornali, riporta l’intervento del
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna
che estende ad Alfano “la gratitudine di tutti gli ebrei italiani”.
Alfano e Gattegna si erano incontrati negli scorsi giorni al Viminale
per un vertice sulla sicurezza a seguito dei recenti episodi di
antisemitismo a Roma e in altre città. Commenti favorevoli
sull’allontanamento dell’imam sono arrivati anche dall’ex presidente
UCEI Amos Luzzatto e dal presidente della Comunità ebraica di Roma
Riccardo Pacifici.
“Presto gemellati con Gaza”, ha annunciato la scorsa settimana il
sindaco 5 Stelle di Livorno Filippo Nogarin. Nel pomeriggio lo stesso
incontrerà il presidente della Comunità ebraica Vittorio Mosseri e il
consigliere UCEI Daniele Bedarida. Mosseri risponde oggi ad alcune
domande di Massimiliano Lenzi del Foglio. “A chi dice che Israele è
contro i palestinesi così come ho scritto al sindaco, dico di no.
Israele – afferma – è contro i terroristi di Hamas che usano i
palestinesi per raggiungere i propri fini. Ricordo che Hamas ha
statutariamente un obiettivo, quello di annientare Israele. E ricordo
che Israele è uno Stato democratico, l’unico in medio oriente, ed è una
roccaforte dei diritti e delle libertà non solo per gli ebrei ma anche
per gli arabi, i cattolici e i cristiani che vivono in Israele. Questo
non andrebbe mai dimenticato”.
“Assassino, sei un assassino”. Questo l’insulto che un ebreo fiorentino
si è sentito rivolgere per due volte in questi giorni. Facilmente
riconoscibile come ebreo per la kippah che porta sempre in testa,
l’uomo – che ha deciso di restare anonimo – si confida con Roberto
Davide Papini (La Nazione). Nell’articolo si riporta un’impressione
anche dalla presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli, che
stigmatizza con queste parole l’equazione ‘ebrei-Israele’: “È un
collegamento pericolosissimo, la comunità ebraica non è l’ambasciata di
Israele in Italia. Stiamo attenti a non far diventare questo conflitto
una guerra di religione. Anche per non confondere i due piani come
comunità abbiamo preferito non fare nessuna manifestazione pubblica, ma
è chiaro che siamo profondamente legati a Israele. E in questo momento
il nostro pensiero va a Israele e alle vittime del conflitto. A tutte
le vittime”.
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#IsraeleDifendeLaPace Domande e risposte |
Domande chiare e risposte chiare e
autorevoli, punto per punto, ai complessi problemi della crisi
mediorientale. Aggiornamenti costanti ora per ora. L'impegno di fare
chiarezza sui diversi nodi del conflitto in corso tra lo Stato di
Israele e i terroristi di Hamas.
Sul portale dell'ebraismo italiano www.moked.it il lancio di una nuova
area informativa dedicata dalla redazione a notizie, schede,
dichiarazioni sugli ultimi sviluppi relativi all'operazione delle
forze di sicurezza israeliane nella Striscia di Gaza. Tutti i cittadini
che ritengono di poter aggiungere un contributo positivo per arricchire
il notiziario possono mettersi in contatto scrivendo a desk@ucei.it.
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israele - rinvenuto tesoro di duemila anni fa
Testimonianze della rivolta
La
prima sorpresa è arrivata parecchi mesi fa, durante i lavori per la
nuova autostrada che collega Gerusalemme a Tel Aviv: il rinvenimento di
alcuni frammenti di vasellame ha portato alla scoperta di un sito
sconosciuto, che risale al periodo del Secondo Tempio. Durante gli
scavi sono state portate alla luce diverse strutture del primo secolo
A.E.V., probabilmente distrutte nel 69 o nel 70 E.V. dai Romani,
durante la repressione della Grande Rivolta, terminata con la caduta di
Gerusalemme e la distruzione del Tempio a Tisha Beav, duemila anni fa.
Pochi giorni fa, poi, una ulteriore sorpresa: all’interno di un
salvadanaio di ceramica sono state trovate 114 monete, datate “anno
quarto della Grande Rivolta contro i Romani”. Si tratta di un tesoro
che pare sia stato sepolto diversi mesi prima della caduta della città
e che offre uno sguardo sulla vite degli ebrei che vivevano alla
periferia di Gerusalemme alla fine della ribellione. Evidentemente
qualcuno temeva che la fine si stesse avvicinando e decise di
nascondere questo piccolo tesoro, forse nella speranza di recuperarlo
più tardi, quando la calma nella regione fosse stata ripristinata. Leggi
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#israeledifendelapace
Gaza, la tregua regge
Sembra
reggere la tregua umanitaria di 72 ore stipulata da Israele e i
terroristi di Hamas. L’attenzione è così rivolta al Cairo, dove sono in
svolgimento negoziati per procrastinare la scadenza del cessate il
fuoco e garantire maggiore stabilità alla regione. Un impegno
coordinato dall’Egitto di Al Sisi e definito dal segretario di Stato
americano John Kerry, intervistato in mattinata dalla BBC, “un primo
passo per riprendere le trattative di pace”.
Arrivano intanto significativi segnali di ritorno alla normalità nel sud del paese e nella Striscia di Gaza. Leggi
#IsraeleDifendeLaPace
MISSILI / Quale gittata hanno?
L’arsenale
di Hamas ha avuto negli anni una evoluzione preoccupante: dai razzi
praticamente fatti in casa, che avevano una gittata molto limitata si è
arrivati ad armi molto più sofisticate, in grado di arrivare da Gaza
fino a Tel Aviv, e oltre. Due giornalisti del New York Times, Joe
Burgess e Karen Yourish, hanno elaborato una infografia che mostra come
negli anni la gittata dei missili in possesso del movimento
terroristico sia aumentata in maniera esponenziale.
Il primo missile, un Qassam, è stato lanciato nel 2001, ed è riuscito a
malapena a superare il confine, ma già nel maggio del 2002 gli stessi
Qassam riuscivano ad arrivare più lontano. Nel 2006 sono stati
utilizzati i primi Katyusha, prodotti industrialmente, e nel 2008 la
distanza a cui Hamas poteva colpire era già praticamente raddoppiata.
Nel 2012 è stata la volta dei missili di fabbricazione iraniana, i
Fadjr 5, portati a Gaza - ovviamente in maniera illegale - attraverso
il Sudan e l’Egitto. In quell’anno a Gaza sono anche stati prodotti gli
M-75s. Quest’anno invece, per la prima volta, Hamas ha potuto usare i
missili M-302, prodotti in Siria, che hanno permesso di colpire a
distanze mai viste prima.
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Ticketless
- La vie en rose |
Per
sottrarmi alla vita in nero che ci ha riservato questo anno ebraico,
per fortuna in dirittura di arrivo, sono andato a vedere un film
francese che nell’inverno mi era sfuggito, La vie en rose. Racconta la
vita e la carriera di Edith Piaf. Un bel film francese, da invidiare in
Italia, dove se ti va bene ad una gloria della nostra canzone dedicano
una fiction. In questi mesi sto cercando di ritrovare il rosa della
vita, ma anche di capire quello che sta accadendo in Francia. Tornando
a casa dal cinema i radiogiornali raccontavano di una Parigi in stato
d’assedio: mentre Kerry e la diplomazia internazionale tentavano di
rendere stabile la tregua per Gaza, le autorità francesi proibivano una
manifestazione pro-Palestina in place de la République, per timore di
un bis dell’esplosione antisemita della settimana passata.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Buio |
Tra
le varie ragioni dell'angoscia che mi ha sempre accompagnato, negli
interminabili giorni di questa terribile estate (lo stillicidio di
razzi assassini, la martellante propaganda di odio e distruzione, i
ragazzi ebrei e palestinesi assassinati, i soldati caduti, le
innumerevoli vittime civili a Gaza, la massiccia disinformazione
operata dai media mondiali, l'esponenziale aumento delle manifestazioni
di antisemitismo nel mondo, con clienti ebrei cacciati dagli alberghi,
medici che si rifiutano di curare pazienti israeliti ecc.), c'è sempre
stata la paura che i terroristi di Hamas riuscissero a rapire qualche
soldato israeliano, da destinare - come nel caso di Gilad Shalit - a
lunghi anni di prigionia in rifugi sotterranei, senza alcun contatto
con nessuna organizzazione umanitaria, o, peggio ancora - come nel caso
di Ron Arad - da fare sparire nel nulla, senza permettere alla famiglia
neanche di poterne mai piangere la morte.
Francesco Lucrezi, storico
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