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27 ottobre 2014 - 3 Cheshvan 5775

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini e Daniele Liberanome.
 
Peter Lerner@LTCPeterLerner
(27 ottobre)
For the second time this week ‪#Hamas experimented with rockets launching them in to the sea.

Barak Ravid@BarakRavid
(27 ottobre)
To all those concerned or those celebrating - no apartments are gonna be built tomorrow in Jerusalem as a result of the PMO's announcement

Amir Tibon@amirtibon
(27 ottobre)
Breaking: Netanyahu approves 1,000 new building units in Jerusalem across the green line, including 400 in Har Homa, 660 in Ramat Shlomo

 
#PE24BreakingNews
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La svolta di Reuven Rivlin
Pur se in poche righe sono numerose le testate che riprendono oggi il gesto del Capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin, che si è recato a Kafr Qassem, sulla lapide che ricorda i 49 palestinesi uccisi da un reparto della Guardia di frontiera israeliana il 29 ottobre 1956. Gli autori della strage vennero processati e subirono condanne pesanti e, come ha detto Rivlin durante la commemorazione “Qui ha avuto luogo un crimine terribile. Ci fu un ordine illegale, su cui sventolava una bandiera nera. Dovremo educare le generazioni future, e trarre le lezioni necessarie”. Polemizzando a distanza con la destra radicale Rivlin ha riconosciuto che “la popolazione araba in Israele ha sofferto per anni di discriminazione”. (Repubblica) Il Quotidiano Nazionale scrive che “con un gesto senza precedenti nella storia d'Israele, il capo dello Stato, Reuven Rivlin (Likud), ha chinato ieri la testa e deposto una corona di fiori a Kafr Qassem, località araba nel centro del paese”, concetto ripreso anche da Messaggero, Secolo XIX e Gazzetta dello Sport.

Furio Colombo, sul Fatto Quotidiano, scrive di Non era una donna, era un bandito, il libro (Cierre edizioni) in cui Livio Isaak Sirovich ricostruisce e racconta la storia di Rita Rosani, unica ragazza della Resistenza a ricevere una medaglia d’oro al valor militare. Dopo aver pubblicato a settembre una cronaca dell’evento con cui Rita Rosani (nata Rosenzweig) è stata ricordata a Verona nell’anniversario della sua morte - cronaca segnalata da Colombo nel suo articolo - il numero di novembre di Pagine Ebraiche, in distribuzione in questi giorni, dedica un approfondimento proprio a Rita Rosani e a Non era una donna, era un bandito. Furio Colombo ne scrive: “Il libro è un fitto cespuglio di storie, memorie e documenti scrupolosamente cercati e scrupolosamente trovati, che si diramano lungo vari percorsi di vita ebraica, italiana ed europea. Rita è al centro di questo intensa circolazione di vita, che diventa, quasi all'improvviso, una grande trappola di morte. E, mentre è ancora una ragazzina che si diverte a fabbricare e regalare bambole di pezza, improvvisamente diventa una resistente, diventa un soldato forte e tenace. Combatte e la uccidono, non in combattimento, ma come esecuzione, per mano italiana, di una ragazza italiana gravemente ferita. Dobbiamo molto a questo libro. E dobbiamo molto a Rita Rosenzweig, e alle italiane come lei.”

Il ricavato dell’asta che questa sera batterà diverse opere di arte contemporanea nella sede del Maxxi a Roma andrà alla Fondazione Elio Toaff, che promuove progetti per la tutela e la conservazione del patrimonio ebraico. le prime priorità sono la creazione di un archivio pubblico dedicato a rav Toaff, la ristrutturazione degli asili a lui intestati e la nascita di una scuola in Pakistan in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio. (Il Tempo Roma)

La manifestazione contro l’estremismo islamico organizzata a Colonia da gruppi neonazisti e da hooligan del calcio tedesco si è svolta tra scontri e arresti, con la polizia locale che è dovuta intervenire con i cannoni ad acqua per reagire alle violenze e alle provocazioni provenienti da numerosi manifestanti. Il bilancio al momento è di quattordici feriti (13 agenti e un manifestante) e per il momento sei arresti, che però probabilmente aumenteranno quando la polizia locale avrà terminato l’analisi dei filmati degli scontri. (Il Tempo)

Non è la prima volta che in Italia viene celebrata una messa in onore del Duce, ma quella organizzata dell’associazione Campo della Memoria a 92 anni da quella marcia su Roma che segnò la presa di potere da parte del fascismo avverrà in una data che le conferisce un aspetto decisamente nostalgico. L’associazione che la organizza prende il proprio nome dal cimitero di Nettuno dedicato ai caduti repubblichini che combatterono contro gli americani sbarcati ad Anzio e il suo presidente, Alberto Indri, spiega che è stata prenotata una cappella a poca distanza dal terrazzo di piazza Venezia da cui si affacciava il Duce e che la messa di domani non sarà celebrata solo in ricordo di Mussolini ma anche per tutti i caduti della Repubblica sociale italiana. (Il Tempo Roma)

Viene segnalata a Milano, vicino alla stazione Centrale, l’apertura di un locale che si candida a diventare il luogo di ritrovo dei movimenti di estrema destra della città. L’edizione milanese del Giorno riporta che la società che gestisce il ristorante è di Marco Clemente, il capo milanese di Casa Pound, e ci sarebbero collegamenti con un locale omonimo che si trova a Roma in un palazzo occupato da anni dagli esponenti capitolini del movimento di estrema destra. Il proprietario, però, sostiene si tratti di un’attività imprenditoriale come tante, il cui scopo non è finanziare il movimento.

Su Les Echos un articolo di Dominique Moisi descrive l’isolamento diplomatico e anche emotivo di Israele che continua ad approfondirsi, con il rischio di dimenticare che “la sua sicurezza passa come prima cosa dalla sua legittimità”. La posizione dello stato di Israele si allontana sempre più sia dall’Europa che da quella degli Stati Uniti e l’espressione “splendido isolamento”, utilizzata per descrivere la situazione britannica alla fine del XIX secolo diviene sempre più calzante. Sull’International New York Times Thomas Friedman dopo aver analizzato la situazione di stallo ormai evidente a tutti racconta di un’esperienza che permette a israeliani, giordani e palestinesi di cooperare su temi imprescindibili come la desalinizzazione dell’acqua - l’acqua potabile inizia a scarseggiare a Gaza, con effetti devastanti non solo per la popolazione palestinese ma anche per gli impianti israeliani, in un domino infinito - e la gestione delle risorse naturali. A dimostrare che, come scrive Friedman, che sono  le “relazioni di fiducia tra vicini che creano delle interdipendenze salutari, sia dal punto di vista ecologico che politico. Sono la cosa più difficile da costruire, ma anche la più difficile da distruggere, una volta che sono nate”.

Ada Treves twitter @atrevesmoked
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