28 ottobre 2014 - 4 Cheshvan 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della
Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di
Tobia Zevi e Mario Avagliano.
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Maurizio Molinari
@Maumol 27 ott
#Israele, chassidim festeggiano l'arrivo a Ben Gurion VIDEO @ טרינאל 3 נמל תעופה בן גריון http://instagram.com/p/uqERlXC5XY/
Comunità Sant'Egidio @santegidionews
27 ott
A New York cristiani ebrei musulmani in dialogo nell'anniversario dell'Incontro di Preghiera per la Pace Assisi 1986
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#PE24BreakingNews |
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Netanyahu-Abu Mazen,
si infiamma lo scontro
Torna
ad infiammarsi lo scontro tra il primo ministro israeliano Benjamin
Netanyahu e il leader palestinese Abu Mazen. Ieri Netanyahu ha
annunciato l’intenzione di costruire un migliaio di nuove case a Gerusalemme Est
con queste parole: “Israele ha diritto a costruire nella sua capitale
come la Gran Bretagna lo ha a Londra e la Francia a Parigi”. Dopo
questo annuncio Abu Mazen ha deciso di rivolgersi ad Obama perché,
scrive Maurizio Molinari (La Stampa), “vede nell’insediamento di
famiglie ebraiche nel quartiere arabo di Silwan, nell’accesso di fedeli
ebrei alla Spianata delle Moschee e nello schieramento di mille agenti
di polizia nei quartieri arabi i contorni di un unico piano per
‘ebraicizzare la città che sarà nostra capitale’”.
Nei governi occidentali viene intanto salutata con favore la vittoria elettorale, in Tunisia,
delle forze che maggiormente si richiamano ai valori laici a scapito
del partito islamico Ennahda salito al potere nel 2011. Scrive
Francesco Battistini (Corriere della sera): “Mancano i dati ufficiali,
ma gli exit poll avevano fatto capire già domenica sera la grande
sorpresa: troppo grande la distanza, troppo forte la delusione, i
fratellini musulmani d’Ennahda calano sotto il 30 per cento, perdendo
un quarto dei voti e il credito che la prima delle rivoluzioni arabe
aveva loro concesso”.
“Quei mille nazisti arruolati per contrastare i sovietici”, titola il Corriere nell’annunciare l’inquietante collaborazione tra Cia ed ex criminali di guerra nazisti
raccontata dal New York Times. Ad essere reclutati anche i responsabili
di alcuni crimini efferati contro gli ebrei come Aleksandras Lileikis,
un capo della Gestapo responsabile del massacro di 60 mila ebrei
lituani. Scrive Massimo Gaggi: “Con la desecretazione di molti
documenti ormai vecchi di più di 50 anni, il New York Times è riuscito
a ricostruire quasi per intero il ricorso dell’intelligence a un
esercito di personaggi che avevano combattuto per il Terzo Reich. Una
contabilità impressionante: nel dopoguerra l’America reclutò quasi
mille nazisti, utilizzandoli nella battaglia contro il comunismo e
contro l’Urss. Un confronto che allora l’America temeva di perdere”.
In concomitanza con il 92esimo anniversario della Marcia su Roma
che portò Mussolini al potere estrema destra e nostalgici continuano,
impunemente, a persistere nell’apologia di fascismo. Tra le varie
iniziative di queste ore la richiesta di intitolazione di una piazza in
suo onore a Monselice (Padova) da parte dell’assessore ai lavori
pubblici e una messa che si svolgerà oggi a Roma, in piazza Venezia,
per ricordare Mussolini e i repubblichini caduti in guerra. “La scelta
della data non è casuale e questo dimostra che l’Italia non ha fatto i
conti con la storia del fascismo, soprattutto dal ’38 in poi, quando
vennero emanate le leggi razziali e razziste”, afferma l’assessore alle
relazioni esterne della Comunità ebraica di Roma Ruben Della Rocca
(Maurizio Gallo, Il Tempo).
In risposta ad alcuni concetti enunciati da Zygmunt Bauman sul magistero e sul senso del dialogo per Bergoglio, Eugenio Scalfari
si avventura oggi in nuove dissertazioni teologiche. Relativamente alla
rappresentazione nei tre monoteismi, tra l’altro, si legge: “Dio non ha
voce così come non ha nome e non ha figura immaginabile. II Figlio ce
l’ha e forse proprio per questo i cristiani lo inventarono così come le
altre religioni monoteistiche inventarono le loro figure
rappresentabili e immaginabili, a cominciare da quella di Mosè e a
chiudere con quella di Maometto e dei suoi successori”.
Su Avvenire, infine, si pubblica uno stralcio dall’introduzione che
Andrea Riccardi ha scritto per il libro ‘Il senso della vita. Dialoghi
con Abraham Skorka e Marcelo Figueroa’ (ed. Mondadori) dedicato da papa Bergoglio alle
riflessioni sviluppate insieme al rabbino Abraham Skorka e al pastore
Marcelo Figueroa. Sottolinea Riccardi: “Non è un testo banale o
d’occasione, ma un dialogo che dura nel tempo, interrotto dall’elezione
dell’arcivescovo di Buenos Aires come successore di Benedetto XVI.
Adam Smulevich
twitter @asmulevichmoked
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