7 novembre 2014 - 134Cheshvan 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano, Ilana Bahbout e
Laura Salmon.
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PM of Israel @IsraeliPM
6 nov
PM Netanyahu: I spoke today to King Abdullah of Jordan and we agreed that we'll do every effort to calm the situation.
ADL @ADL_National
6 nov
Jonathan A. Greenblatt @J0NATHAN_G will succeed Abraham H. Foxman as #ADL National Director. http://www.adl.org
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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Gli applausi di Grossman
David
Grossman torna protagonista in Italia. Il Corriere della Sera dedica al
celebre scrittore israeliano – che il prossimo 13 novembre aprirà a
Milano il festival letterario BookCity - la copertina del settimanale
Sette: all'interno, una lunga intervista, firmata da Alessandro Vigna,
presenta l'ultimo libro di Grossman, Applausi a scena vuota
(Mondadori) di cui Repubblica riporta una breve anticipazione. “Il
protagonista è Dova'le, diminutivo di Dov che in ebraico significa
orso, ed è un comico – scrive nella sua recensione su Repubblica Wlodek
Goldkorn - Ma è un comico sgraziato, scorbutico, talvolta pericoloso
per gli altri, come può essere appunto un orso”. Attraverso Dova'le,
Grossman racconta se stesso e la realtà israeliana, su cui si sofferma
a lungo nel corso dell'intervista al Corriere. Rispetto al conflitto,
parla di un'armatura di cinismo che avvolge israeliani e palestinesi,
ormai scettici su una prospettiva di pace. “Il primo, e il peggiore,
esempio di questo – afferma Grossman - è il nostro primo ministro,
Benjamin Netaniahu. Persona di talento, ma senza visione, concentrata
solo sul prevenire la guerra. L'incapacità di credere in una situazione
migliore è rinizio della sconfitta”. Ancora sul conflitto, a causa del
quale Grossman ha perso un figlio, lo scrittore suggerisce come via per
combattere il fanatismo di Hamas e il suo successo a Gaza, la
possibilità di trovare un accordo in Cisgiordania. “Hamas agisce in
modo brutale verso gli stessi palestinesi – afferma il romanziere -
Possiamo stemperare il sostegno che riceve, se i palestinesi della
Striscia vedono che quelli della Cisgiordania ottengono buone
condizioni di vita. Se non vicano più dentro l'ombra dell'occupazione,
se i loro figli possono crescere meglio, se la prosperità è una realtà
possibile!”.
Rimanendo in tema rispetto alle questioni mediorientali, Israele
ha appreso che la Corte Penale Internazionale non si occuperà del caso
Mavi Marmara, l'episodio che nel 2010 vide coinvolti gli attivisti di
una delle navi della Freedom Flottilla e le forze armate israeliane.
Nove persone, di nazionalità turca, rimasero uccise nello scontro,
aprendo una crisi diplomatica tra Israele e Turchia,come ricorda la
Stampa. Avvenire, invece, parla dell'impegno del primo ministro
Netanyahu a mantenere la calma a Gerusalemme, sconvolta nelle ultime
settimane da rivolte e da due attentanti, uno compiuto lo mercoledì
contro su cui, come racconta l'Osservatore Romano, è arrivata la
condanna del segretario Usa John Kerry. Il Monte del Tempio, o Spianata
delle Moschee, è il luogo a più alta tensione. “Netanyahu ha parlato
ieri con il re di Giordania Abdallah – scrive Avvenire, che - ribadendo
l'impegno di Israele a 'non modificare lo status quo' che impedisce
agli ebrei di pregare sulla Spianata, come invece vorrebbe la destra
religiosa”. Ancora su Israele, Fabio Scuto sul Venerdì di Repubblica
racconta il mondo haredi israeliano, prendendo spunto dal recente
rifiuto di alcuni ultraortodossi di sedersi accanto a delle donne su di
un volo della compagnia El Al. Nell'articolo, che non sembra voler
approfondire la complessità del mondo Haredi, diverse inesattezze. Tra
cui l'affermazione che gli ultraortodossi rappresenterebbero un terzo
della popolazione israeliana mentre i dati parlano del 10%.
Rispetto alla cronaca italiana, il leghista Matteo Salvini
continua la sua campagna elettorale e rilascia un'intervista a La
Stampa in cui si rivolge, con l'arma del populismo, ai delusi del
Movimento Cinque Stelle come a quelli del centrodestra, non disdegnando
quelli di Casapound. Accusato da molti di giocare con le pulsioni
xenofobe e razziste di questo paese, Salvini afferma che “noi siamo
l'argine al razzismo, se non ci fosse la Lega la gente non avrebbe una
proposta politica e si farebbe giustizia da sola”. Parole simili a
quelle scritte un anno fa da Grillo – ai cui elettori si rivolge ora
Salvini – che affermava di essere “l'argine democratico contro fascismo
e razzismo”.
Mentre su La Stampa Salvini critica il primo ministro Mattero Renzi –
che per il leader della Lega vive a “pane e sondaggi” e non ha “un
progetto” - sul Corriere spazio alle parole rilasciate al Financial
Times da Yoram Gutgeld,
consigliere economico dello stesso Renzi. Il parlamentare Pd, con
cittadinanza italiana e israeliana, definisce una “'bomba atomica' la
doppia operazione del governo, tra tones e Tfr in busta paga, sui
salari dei contribuenti con i redditi medio bassi”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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