Roberto
Della Rocca,
rabbino
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I
passaggi della Torah che ci raccontano le Toledòt, le discendenze, di
Ytzchàk (Bereshìt, 25;19) e quelle di Yaakòv (Bereshìt,37;2), sono
precedute, ambedue le volte, dalle Toledòt dei loro rispettivi fratelli
Yshmaèl (Bereshìt, 25;12) ed Esàv (Bereshìt,37;1). La modalità con cui
la Torah ci riferisce di queste coppie di Toledòt/storie è
significativamente diversa e asimmetrica.
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Dario
Calimani,
anglista
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Sprechi
la vita a pensare che l’antisemitismo sia il prodotto dell’ignoranza,
credendo che ignoranza significhi mancanza di istruzione, scolarità,
studio, educazione. Poi un giorno, solo per caso, ti ritrovi vicino a
un gruppetto di persone dabbene, istruite e ben vestite,
professionisti, benestanti, certamente con la loro inutile laurea in
tasca, e li senti mormorare che ‘sai, si aiutano, ma fra di loro non si
prestano mai soldi, lo fanno solo con gli altri, per interesse; per
questo li chiamano usurai’.
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TORINO
- Sarà presentato alle 18.30 al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9,
il volume “Work in progress. 10 anni di attività”. Edito da Zamorani,
racconta i dieci anni di attività del gallerista ed esperto di arte
Ermanno Tedeschi con gli artisti più noti e il suo grande impegno nella
promozione di giovani talenti. Insieme a Ermanno Tedeschi sarà presente
il sindaco della città, Piero Fassino.
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Israele, ancora violenza
due studenti accoltellati
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Non
si placa la spirale di violenza in Israele. Due studenti israeliani,
come riporta La Stampa di oggi, sono stati accoltellati mentre si
trovavano nei pressi della porta di Jaffa, a Gerusalemme. “Una delle
vittime ha detto alla polizia di essere stato assalito da un
palestinese, che è riuscito a fuggire”. Il quotidiano torinese la
decisione del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, di
condannare l'attentato di una settimana fa in una sinagoga di
Gerusalemme in apertura della sessione plenaria a Strasburgo. Avvenire
racconta invece il clima di paura che si respira nella capitale
israeliana a causa dei tanti attentati.
Sui quotidiani italiani, la polemica israeliana sul disegno di legge,
votato a maggioranza dal governo di Benjamin Netanyahu, che vuole
riconoscere il carattere ebraico di Israele. Una proposta che ha diviso
l'esecutivo ed è avversata dai ministri Tzipi Livni e Yair Lapid. “La
nuova nonna verrà usata per delegittimare il Paese da chi già lo
considera razzista e discriminatorio”, scrive Davide Frattini sul
Corriere della Sera, citando le preoccupazioni dell'editorialista
conservatore di Yedioth Ahronoth Ben Dror Yemini. Secondo i
costituzionalisti, riporta Frattini, la norma sposta il peso sul
carattere ebraico di Israele, mettendo in secondo piano l'elemento
democratico, “senza mettere per iscritto l'uguaglianza per le
minoranze, per quel 20% di arabi israeliani che sono cittadini a tutti
gli effetti, con passaporto e diritto di voto”. Il Fatto Quotidiano
affida l'analisi della situazione al discusso giornalista di Haaretz
Gideon Levy che parla di legge strumentale, usata dal premier Netanyahu
per reperire voti tra la destra più oltranzista. La proposta di legge,
afferma Levy, “salvaguarda i diritti dei singoli cittadini dello Stato
d'Israele, quindi anche di quelli arabo-iraeliani, ma è evidente che
crea un clima di discriminazione culturale”. Sull'argomento il Fatto
chiede un parere anche al comico Moni Ovadia.
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israele
Il governo cerca di ricompattarsi
“Le
elezioni sono l'ultima spiaggia”. Lo ha dichiarato il ministro degli
Esteri israeliano Avigdor Lieberman, in merito agli scontri interni
all'esecutivo guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu. “Dobbiamo
guardare a cosa accade davvero nel paese, al di là delle tensioni
interne alla coalizione – ha affermato Lieberman, parlando alla radio
dell'esercito israeliano Galei Tzahal – È chiaro che l'ultima cosa che
vogliamo al momento sono le elezioni”. Il leader di Israel Beitenu
allontana gli spettri di una crisi di governo, dopo i toni accesi di
queste ultime quarantotto ore che hanno visto i ministri Tzipi Livni e
Yair Lapid scontrarsi a muso duro con il premier Netanyahu. A
dividerli, il disegno di legge che propone di riconoscere il carattere
ebraico di Israele. Una proposta, approvata dal consiglio dei ministri,
e che ora attende il voto della Knesset, previsto per la prossima
settimana. Diverse le critiche piovute sul disegno di legge, difeso dal
ministro dell'Economia Naftali Bennet.
Intanto il primo ministro Netanyahu ha accolto positivamente la notizia
dell'estensione dei negoziati sul nucleare con l'Iran. “Abbiamo sempre
detto come sia preferibile non arrivare a un accordo piuttosto che
arrivare a un cattivo accordo. E quello firmato dall'Iran era cattivo e
pericoloso per Israele, per la regione e, secondo me, per il futuro del
mondo intero”, la dichiarazione di Netanyahu.
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qui trieste
Sami, Piero, Tatiana, Goti:
"La nostra memoria per Ida"
Intense
emozioni. Un forte richiamo ai valori della Memoria, della
consapevolezza storica, dell’impegno per la democrazia e il pluralismo
a segnare l’incontro dei Testimoni della Shoah Sami Modiano, Piero
Terracina e Tatiana Bucci (con Goti Bauer in videoconferenza) nel
ricordo di Ida Marcheria, l’adolescente ebrea triestina che sopravvisse
ad Auschwitz e realizzò, a Roma, il sogno della sua vita: diventare
cioccolatiera.
Appuntamento suddiviso in due diversi momenti: ieri l’abbraccio con
tutta la città di Trieste al teatro Miela, oggi l’incontro con 900
studenti delle scuole secondarie presso un’affollatissima Sala
Tripcovich.
(Nell'immagine i Testimoni della Shoah in visita nella sinagoga
triestina assieme al giornalista Roberto Olla e al consigliere UCEI
Mauro Tabor)
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Il ruolo dell’Egitto |
L’evento
diplomatico della settimana è certamente la visita in Italia del
presidente-rais egiziano Abdel Fattah al-Sisi, preceduta da
un’intervista a tutto campo sul “Corriere della Sera”. Da lettore e
osservatore, devo ammettere che non è semplice conciliare le sensazioni
opposte che mi procurano le sue affermazioni.
Innanzitutto, è rassicurante sapere che il più popoloso degli stati
arabi sia stabile al suo interno e nei confronti di Israele; al tempo
stesso, è imbarazzante non pensare alle migliaia di detenuti politici,
ai diritti violati, al regime militare forse più duro di quello di
Mubarak; è triste constatare che fine abbiano fatto le primavere arabe
a tre anni dalla loro irruzione sulla scena, con l’eccezione forse
della Tunisia; è interessante seguire i ragionamenti di al-Sisi in
fatto di conflitto israeliano-palestinese, Libia e terrorismo
internazionale (cioè Iraq e Siria)..
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- Giovanni Palatucci
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In
attesa del 17 dicembre, data in cui la commissione di studiosi
incaricata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di fare
chiarezza sulla figura dell’ex questore di Fiume Giovanni Palatucci,
proclamato Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem nel 1990, dovrebbe
presentare le conclusioni dei suoi lavori, due nuovi libri cercano di
portare un contributo al dibattito. Uno è opera del giornalista
Nazareno Giusti, “Giovanni Palatucci. Una vita da (ri)scoprire” (Tra le
Righe Libri, pp. 160) e l’altro è dello storico e giornalista
dell’Osservatore Romano Giovanni Preziosi, “L’affaire Palatucci.
‘Giusto’ o collaborazionista dei nazisti?”, di prossima uscita per le
Edizioni “Comitato Palatucci”.
Mario Avagliano
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