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25 novembre 2014 - 3 Kislev 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Roberto
Della Rocca,
rabbino
I passaggi della Torah che ci raccontano le Toledòt, le discendenze, di Ytzchàk (Bereshìt, 25;19) e quelle di Yaakòv (Bereshìt,37;2), sono precedute, ambedue le volte, dalle Toledòt dei loro rispettivi fratelli Yshmaèl (Bereshìt, 25;12) ed Esàv (Bereshìt,37;1). La modalità con cui la Torah ci riferisce di queste coppie di Toledòt/storie è significativamente diversa e asimmetrica.
 
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Dario
Calimani,
anglista
Sprechi la vita a pensare che l’antisemitismo sia il prodotto dell’ignoranza, credendo che ignoranza significhi mancanza di istruzione, scolarità, studio, educazione. Poi un giorno, solo per caso, ti ritrovi vicino a un gruppetto di persone dabbene, istruite e ben vestite, professionisti, benestanti, certamente con la loro inutile laurea in tasca, e li senti mormorare che ‘sai, si aiutano, ma fra di loro non si prestano mai soldi, lo fanno solo con gli altri, per interesse; per questo li chiamano usurai’.
 
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TORINO - Sarà presentato alle 18.30 al Circolo dei Lettori, in via Bogino 9, il volume “Work in progress. 10 anni di attività”. Edito da Zamorani, racconta i dieci anni di attività del gallerista ed esperto di arte Ermanno Tedeschi con gli artisti più noti e il suo grande impegno nella promozione di giovani talenti. Insieme a Ermanno Tedeschi sarà presente il sindaco della città, Piero Fassino.
 
Israele, ancora violenza
due studenti accoltellati
Non si placa la spirale di violenza in Israele. Due studenti israeliani, come riporta La Stampa di oggi, sono stati accoltellati mentre si trovavano nei pressi della porta di Jaffa, a Gerusalemme. “Una delle vittime ha detto alla polizia di essere stato assalito da un palestinese, che è riuscito a fuggire”. Il quotidiano torinese la decisione del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, di condannare l'attentato di una settimana fa in una sinagoga di Gerusalemme in apertura della sessione plenaria a Strasburgo. Avvenire racconta invece il clima di paura che si respira nella capitale israeliana a causa dei tanti attentati.

Sui quotidiani italiani, la polemica israeliana sul disegno di legge, votato a maggioranza dal governo di Benjamin Netanyahu, che vuole riconoscere il carattere ebraico di Israele. Una proposta che ha diviso l'esecutivo ed è avversata dai ministri Tzipi Livni e Yair Lapid. “La nuova nonna verrà usata per delegittimare il Paese da chi già lo considera razzista e discriminatorio”, scrive Davide Frattini sul Corriere della Sera, citando le preoccupazioni dell'editorialista conservatore di Yedioth Ahronoth Ben Dror Yemini. Secondo i costituzionalisti, riporta Frattini, la norma sposta il peso sul carattere ebraico di Israele, mettendo in secondo piano l'elemento democratico, “senza mettere per iscritto l'uguaglianza per le minoranze, per quel 20% di arabi israeliani che sono cittadini a tutti gli effetti, con passaporto e diritto di voto”. Il Fatto Quotidiano affida l'analisi della situazione al discusso giornalista di Haaretz Gideon Levy che parla di legge strumentale, usata dal premier Netanyahu per reperire voti tra la destra più oltranzista. La proposta di legge, afferma Levy, “salvaguarda i diritti dei singoli cittadini dello Stato d'Israele, quindi anche di quelli arabo-iraeliani, ma è evidente che crea un clima di discriminazione culturale”. Sull'argomento il Fatto chiede un parere anche al comico Moni Ovadia.
 
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  davar
israele
Il governo cerca di ricompattarsi
“Le elezioni sono l'ultima spiaggia”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman, in merito agli scontri interni all'esecutivo guidato dal primo ministro Benjamin Netanyahu. “Dobbiamo guardare a cosa accade davvero nel paese, al di là delle tensioni interne alla coalizione – ha affermato Lieberman, parlando alla radio dell'esercito israeliano Galei Tzahal – È chiaro che l'ultima cosa che vogliamo al momento sono le elezioni”. Il leader di Israel Beitenu allontana gli spettri di una crisi di governo, dopo i toni accesi di queste ultime quarantotto ore che hanno visto i ministri Tzipi Livni e Yair Lapid scontrarsi a muso duro con il premier Netanyahu. A dividerli, il disegno di legge che propone di riconoscere il carattere ebraico di Israele. Una proposta, approvata dal consiglio dei ministri, e che ora attende il voto della Knesset, previsto per la prossima settimana. Diverse le critiche piovute sul disegno di legge, difeso dal ministro dell'Economia Naftali Bennet.
Intanto il primo ministro Netanyahu ha accolto positivamente la notizia dell'estensione dei negoziati sul nucleare con l'Iran. “Abbiamo sempre detto come sia preferibile non arrivare a un accordo piuttosto che arrivare a un cattivo accordo. E quello firmato dall'Iran era cattivo e pericoloso per Israele, per la regione e, secondo me, per il futuro del mondo intero”, la dichiarazione di Netanyahu.
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qui milano - kesher
Le sfide dell'informazione
"Bisogna combattere la guerra dell'informazione, ma con quali modalità e quali ideali? Dobbiamo trovare risposte consone ai valori del popolo ebraico, la cui forza non risiede nei numeri bensì nella fede, nella creatività e nell'intelligenza".
Questa la sfida lanciata dal coordinatore dei dipartimenti Informazione e Cultura dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Guido Vitale durante il secondo appuntamento del seminario del ciclo di conferenze sul "Nuovo Antisemitismo" organizzato da progetto Kesher a Milano. Al centro degli incontri i temi della rappresentazione della realtà del conflitto mediorientale, l'evoluzione dell’immagine di Israele, le nuove frontiere dell'informazione, il risorgere del pregiudizio antiebraico. "Siamo in una fase storica delicatissima - ha sottolineato Vitale - in cui nel fare informazione rischiamo costantemente di cadere in pericoli come il vittimismo o l'autoconsolazione".
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qui livorno
Matilde e Sol, 70 anni
per un nuovo abbraccio

Unica sopravvissuta della sua famiglia, nel dopoguerra Sol Cittone lascia Livorno e inizia una nuova vita ad Haifa. Passano 70 anni e il Comune di Serravalle la rintraccia per farle raccontare questa storia. Tutto avrebbe immaginato meno che riabbracciare la sua amica di infanzia, che con lei avrebbe condiviso tanti momenti belli ma anche l’orrore del lager: Matilde Beniacar.
Entrati in contatto con Sol, l’abbiamo infatti informata che la signora Beniacar era ancora vivente in una casa di riposo a Cecina: l’intervento del presidente della Comunità ebraica Vittorio Mosseri ha permesso l’organizzazione dell’incontro.
Erano presenti anche le figlie quando Sol e Matilde si sono finalmente riviste. L’emozione, già enorme, ha raggiunto un apice indescrivibile quando si è scoperto che i numeri tatuati a Matilde (75670) e a Sol (75671) erano consecutivi. Un’emozione più unica che rara.

Guido Servi
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qui trieste
Sami, Piero, Tatiana, Goti:
"La nostra memoria per Ida"

Intense emozioni. Un forte richiamo ai valori della Memoria, della consapevolezza storica, dell’impegno per la democrazia e il pluralismo a segnare l’incontro dei Testimoni della Shoah Sami Modiano, Piero Terracina e Tatiana Bucci (con Goti Bauer in videoconferenza) nel ricordo di Ida Marcheria, l’adolescente ebrea triestina che sopravvisse ad Auschwitz e realizzò, a Roma, il sogno della sua vita: diventare cioccolatiera.
Appuntamento suddiviso in due diversi momenti: ieri l’abbraccio con tutta la città di Trieste al teatro Miela, oggi l’incontro con 900 studenti delle scuole secondarie presso un’affollatissima Sala Tripcovich.

(Nell'immagine i Testimoni della Shoah in visita nella sinagoga triestina assieme al giornalista Roberto Olla e al consigliere UCEI Mauro Tabor)
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pilpul
Il ruolo dell’Egitto
L’evento diplomatico della settimana è certamente la visita in Italia del presidente-rais egiziano Abdel Fattah al-Sisi, preceduta da un’intervista a tutto campo sul “Corriere della Sera”. Da lettore e osservatore, devo ammettere che non è semplice conciliare le sensazioni opposte che mi procurano le sue affermazioni.
Innanzitutto, è rassicurante sapere che il più popoloso degli stati arabi sia stabile al suo interno e nei confronti di Israele; al tempo stesso, è imbarazzante non pensare alle migliaia di detenuti politici, ai diritti violati, al regime militare forse più duro di quello di Mubarak; è triste constatare che fine abbiano fatto le primavere arabe a tre anni dalla loro irruzione sulla scena, con l’eccezione forse della Tunisia; è interessante seguire i ragionamenti di al-Sisi in fatto di conflitto israeliano-palestinese, Libia e terrorismo internazionale (cioè Iraq e Siria).
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Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie - Giovanni Palatucci
In attesa del 17 dicembre, data in cui la commissione di studiosi incaricata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di fare chiarezza sulla figura dell’ex questore di Fiume Giovanni Palatucci, proclamato Giusto tra le Nazioni dallo Yad Vashem nel 1990, dovrebbe presentare le conclusioni dei suoi lavori, due nuovi libri cercano di portare un contributo al dibattito. Uno è opera del giornalista Nazareno Giusti, “Giovanni Palatucci. Una vita da (ri)scoprire” (Tra le Righe Libri, pp. 160) e l’altro è dello storico e giornalista dell’Osservatore Romano Giovanni Preziosi, “L’affaire Palatucci. ‘Giusto’ o collaborazionista dei nazisti?”, di prossima uscita per le Edizioni “Comitato Palatucci”.

Mario Avagliano
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