
Jonathan Sacks,
rabbino
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La
vita è troppo breve per portare rancore o cercare vendetta. Il perdono
ha effetti positivi sia per chi è perdonato sia per chi perdona.
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Anna
Foa,
storica
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Cresce
il numero delle pietre d'inciampo nelle città italiane, questa
straordinario monumento diffuso creato dall'architetto tedesco Gunter
Demnig e per l'Italia diretto da un comitato coordinato da Adachiara
Zevi. L'attenzione dei passanti vi si arresta, sarebbe proprio il caso
di dire vi inciampa. Ho visto persone che non sapevano cosa fossero
fermarsi, leggerle con attenzione silenziosa, meditare attente. Fra
quelle di questa edizione del 2015, che a Roma si terrà dopodomani 7
gennaio, quelle per gli undici membri della famiglia Sabatello, vittime
della razzia del 16 ottobre a via Portico d'Ottavia 9. Da quella casa
furono in tutte deportate quel giorno 35 persone.
Ma vorrei anche ricordare, dal momento che le pietre d'inciampo non
commemorano solo gli ebrei ma tutti i deportati, anche quella che sarà
apposta dopodomani davanti alla casa di via Buonarroti 29 in memoria di
Paolo Petrucci, un giovane professore di lettere, partigiano,
assassinato alle Fosse Ardeatine. A commissionarla Vera Michelin
Salomon che fu arrestata insieme con Petrucci ed altri antifascisti
nella stessa casa (erano chiamati i ragazzi di via Buonarroti) e poi
deportata in Germania, già presidente della sezione romana
dell'ANED. Altri pezzi di una memoria che, anche grazie alle
pietre d'inciampo, sta tornando ad essere memoria comune di ebrei e non
ebrei.
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ROMA -
Domani al Teatro Argentina, alle 20.30, lo spettacolo "I love Libya" di
David Gerbi. L'occasione è la Giornata Mondiale dei Rifugiati Ebrei dai
Paesi Arabi. L'incasso dello spettacolo sarà devoluto alle famiglie in
difficoltà assistite dalla Deputazione Ebraica di Assistenza e Servizio
Sociale di Roma
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Il protagonista di Exodus: "Mosè un
terrorista"
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“Mosè
era un vero combattente per la libertà, ma allo stesso tempo era un
terrorista che diceva di non essere responsabile delle sue azioni, che
erano la volontà di Dio. Ma se c’era una persona responsabile sulla
terra questi era lui”. Lo afferma Christian Bale, Mosè nell’ultimo film
di Ridley Scott, Exodus, nelle sale italiane dal 15 gennaio (Il
Mattino). Al giornalista che gli chiede lumi sul termine “terrorista”
Bale risponde con sconcertante superficialità: “Mosè non è un uomo
capace di controllarsi, è un uomo agli estremi e mercuriale, è violento
ma è anche un pacifista, è una contraddizione continua”.
Non desiste dal suo intento e anzi rilancia il presidente palestinese
Abu Mazen, attivatosi in questi giorni per “portare Netanyahu alla
Corte dell’Aia”. Una decisione che ha immediatamente spinto il governo
di Gerusalemme a bloccare l’erogazione di alcuni fondi (e lo stesso
potrebbero fare, presto, anche gli Stati Uniti). Maurizio Molinari,
sulla Stampa, prende in mano la questione e analizza i possibili
scenari futuri.
A Roma sesta edizione di Memorie d’inciampo, manifestazione curata da
Adachiara Zevi con il patronato del presidente della Repubblica e il
patrocinio della presidenza del Consiglio, dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane e della Comunità ebraica di Roma. Le stolpersteine,
ricorda il Messaggero, verranno apposte a partire da mercoledì mattina
con la partecipazione dell’artista Gunter Demnig.
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NEVE
FITTA ATTESA ANCHE A GERUSALEMME
Israele,
una bianca emozione
Da
una parte l'attesa per le suggestioni che soltanto i bianchi fiocchi
sanno regalare. Dall'altra la preoccupazione per gli eventuali disagi
che potrebbero derivarne in termini di viabilità, servizi, integrità
delle persone. È il duplice sentimento con cui gli israeliani attendono
le grandi nevicate previste per le prossime ore, anche a bassa quota.
Negli occhi di molti il ricordo ancora fresco della Città Vecchia di
Gerusalemme imbiancata in ogni dove (dicembre 2013) ma anche le
situazioni di emergenza verificatesi in quelle ore, emozionanti ma
anche terribilmente complesse.
Così,
rispetto al passato, sono state intensificate le misure di sicurezza
per contrastare rovesci particolarmente intensi (i meteorologi danno
neve fitta sia a Gerusalemme che a Safed, mentre in alcune località si
raggiungerà il metro di neve) ed eventuali complicazioni last minute.
Tutti
sono stati allertati, cittadini e turisti, tanto che persino
l'ambasciata statunitense
ha diramato
una comunicazione in cui sono illustrati i rischi logistici cui vanno
incontro i turisti americani in questi giorni.
Massima
attenzione, massima cautela. L'invito a restare il più possibile in
luoghi chiusi. Ma quanti, dopo i primi fiocchi, sapranno resistere alla
magia delle neve?
(Nell'immagine
la Città Vecchia di Gerusalemme nel dicembre 2013)
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melamed
Quando
leggere fa male
Nonostante
l’editoria stia attraversando un periodo di crisi profonda, che non
risparmia nessun settore, è noto che le pubblicazioni per bambini hanno
patito meno la situazione. La sensazione diffusa fra librai ed editori
è che comunque, anche in un momento difficile, agli adulti è ben chiaro
che per bambini e ragazzi leggere è importante, bello, giusto. Non c’è
bambino che non sia attratto da una pagina ben illustrata, dove testo e
colori portano allegria e fanno venir voglia di scoprire come finisce
la storia, sopratutto in luoghi dove la vita quotidiana non è sicura e
serena come quella in cui ognuno meriterebbe di crescere.
Esiste però un giornale libanese per bambini, che si chiama Mahdi, che
non racconta di avventure e duelli, o di re e regine, principesse e
cavalieri. Non parla neppure di fate e creature magiche, ma racconta le
storie dei militanti di Hezbollah. Insegna a combattere Israele, e gli
eroi nelle sue pagine sono persone che hanno fatto attentati e causato
la morte di molti. A riprova che leggere è bello, leggere è importante
e può essere molto divertente, o commovente, e non si vorrebbe mai
smettere, ma non tutti hanno la fortuna di avere a disposizione gli
strumenti giusti.
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inFORMAZIONE
- INTERNATIONAL EDITION
Le
buone notizie da raccontare
Il
2014 è stato per l’Italia un anno complicato, tra crisi economica,
scandali, e crescita dei cittadini in difficoltà. E così, per
cominciare il 2015 con un sapore diverso, il Corriere della Sera ha
deciso di preparare un’edizione speciale, fatta solo di buone notizie,
dedicata alle storie di chi non si arrende e continua a lottare, magari
contribuendo a rendere il paese migliore. Fra loro, anche la cucina
sociale realizzata a Milano dal movimento chassidico Chabad-Lubavitch,
che a partire dalla mensa della propria scuola ha messo in piedi
un’organizzazione capace di servire mille pasti alla settimana, nel
massimo rispetto della privacy e della dignità di tutti. Ai lettori
dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche sono raccontati alcuni
particolari del progetto, compresa la stretta collaborazione con il
servizio di assistenza del Comune, della Comunità ebraica e di altre
organizzazione benefiche, e l’obiettivo di ricevere al più presto una
certificazione halal per venire incontro anche ai bisogni della
comunità musulmana. Ed è proprio “cucina” la parola della settimana, un
termine davvero fondamentale nella vita di tutti gli italiani.
Rossella Tercatin
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PAGINE
EBRAICHE GENNAIO 2015
Rewalk,
passi da riconquistare
Artie
Abrams è uno dei protagonisti della serie tv di culto Glee: ambientato
in una high school americana, il telefilm racconta le vicende del coro
della scuola. Un gruppo di adolescenti tutt’altro che popolari:
Mercedes è in sovrappeso, Puck aggressivo, Rachel odiosa, Brittany con
qualche rotella fuori posto. Artie fa parte del club ed è costretto a
personalizzare ogni coreografia perché, a differenza degli altri, si
trova sulla sedia a rotelle. Fino a una puntata speciale che per
quaranta minuti lo fa sognare: in “A very Glee Christmas” arriva per
lui Rewalk, un esoscheletro basato sui sensori di movimento. Sensori
che, percependo gli impulsi degli arti superiori, permettono ai
paraplegici di camminare. Un miracolo di Natale. O forse è meglio dire
di Chanukkah. Sì, perché, Rewalk è un innovativo progetto made in
Israel.
(Nell’immagine la giovane Manuela Migliaccio, che due anni fa è stata
la prima persona a partecipare a una corsa di 5 chilometri utilizzando
Rewalk).
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Oltremare
- Pioggia |
Non
importa quanti decenni ancora vivrò in Israele, quante estati e quanti
inverni, quanti governi vedrò cadere e quanti accordi di Pace non
firmare: il tempo, inteso come quello metereologico, non smetterà di
essere fonte di stupore quasi infantile. In questi ultimi giorni di
rovesci violenti e improvvisi mi è capitato più volte di essere
sorpresa dalla pioggia semplicemente per non averci creduto, che quelle
nuvolette sottili e quella pioggerellina quasi londinese potessero
trasformarsi in dieci secondi in una secchiata d'acqua che passa
attraverso qualunque ombrello, cappello o giaccone impermeabile.
Siccome la pioggia qui è una benedizione, ovviamente ha qualcosa di
magico.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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