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6 gennaio 2015 - 15 Tevet 5775

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di Tobia Zevi e Mario Avagliano.
 
Commentary Magazine @Commentary
6 gennaio
Is Wiping Israel Off the Map Just the Price of Doing Business in the Middle East? - by ‪@SethAMandel ‪@Commentary - ‪http://goo.gl/9TpPjI

The Jewish Week ‏@NYJewishWeek
6 gennaio
First Jewish Miss America Bess Myerson dies at 90. Want to know more about her legacy? ‪http://bit.ly/1Ahc5om

AFHU ‏@AMFriendsHU
6 gennaio
‪#HebrewU‪ elects first-ever #Indian student leader http://buff.ly/1vUMYAt

Jewish Heritage Europe ‏@JewishHtgEurope
6 gennaio
Fierce storm damages historic Jewish cemetery in Ioannina, Greece -- fund-raising drive  launched to repair damage. ‪http://bit.ly/1Apw4yM

 
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#PE24BreakingNews
Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
Le notizie vengono pubblicate anche su twitter, @paginebraiche, con l'hashtag #PE24BreakingNews.
 
 
 
Israele non è sulla mappa
“Esigenze del mercato locale” Israele per Harper Collins, la maggiore casa editrice in lingua inglese del mondo, non esiste. Pubblicato lo scorso maggio tramite la sua sussidiaria Collins Bartholomew, specializzata in mappe, il Collins Middle East Atlas è un atlante “sviluppato specificamente per le scuole nel Medio Oriente” con l’obiettivo di spiegare agli studenti la regione e le sue problematiche. Come scrive Fiamma Nirenstein sul Giornale,  “Israele, hocuspocus, è sparito, proprio come voleva Ahmadinejad quando diceva: ‘Cancelleremo Israele dalla carta geografica’. Harper Collins l'ha fatto: mentre appaiono Gaza, il West Bank, la Siria, la Giordania, il Libano, essi si mangiano e digeriscono lo Stato d'Israele.”
Il volume è stato ritirato dalla vendita e la casa editrice si è scusata, spiegando semplicemente di “aver agito secondo le preferenze locali”. Tutte le copie dell’atlante sono state mandate al macero, ma, come scrive Nirenstein “Di fatto, sono anni che nel mondo arabo si producono, si imparano nelle scuole, si espongono negli uffici governativi mappe che disegnano la Palestina al posto di Israele.”

No al razzismo Crescono in tutta a Germania le reazioni alle marce di Pegida, il movimento dei  “Patrioti europei contro l'islamizzazione dell'Occidente” che ogni lunedì sfilano per denunciare la presunta invasione del Paese da parte delle forze oscurantiste. Si presentano ufficialmente come custodi di un'idea di purezza nazionale svincolata da pericolose commistioni con il neonazismo, e dalle manifestazioni sono stati banditi vessilli e slogan dell'estrema destra (che guarda comunque con simpatia ai cortei) ma in tutto il paese crescono i contro-cortei, a Colonia sono state spente in protesta le luci del Duomo e la stessa cancelliera Angela Merkel nel discorso di fine anno ha riaffermato il legame costitutivo tra identità occidentale e accoglienza con un esplicito riferimento alle marce: “L'immigrazione è un guadagno per tutti, è naturale accogliere coloro che cercano rifugio. A tutti coloro che vanno a queste manifestazioni dico: non seguite quanti vi invitano a parteciparvi! Troppo spesso i loro cuori sono pieni di pregiudizi, di gelo, di odio”. (Corriere, Repubblica)

Aggressione a Berlino Un ragazzo israeliano è stato picchiato per aver chiesto a un gruppo di giovani di smettere di cantare canzonette antisemite. Aveva anche filmato i sette naziskin che lo hanno però inseguito all’uscita della metropolitana e lo hanno attaccato con grande violenza (Il Giornale)

Il censimento degli ebrei di Roma Nel 1731 il Sant'Uffizio aveva dato incarico ad un proprio rappresentante, Raimondo Rasi, di reperire ulteriori fondi tra gli abitanti del ghetto. Scrive Angela Groppi che Rasi si era recato nell'archivio del ghetto per mesi per "perquisire e scegliere" i documenti più interessanti, e a fine lavoro accusava gli ebrei di “mentire sulla loro reale capacità economica e di fornire falsi giuramenti sui capitali che c'erano nel ghetto”. Aveva anche insinuato che gli ebrei mentissero in merito alla loro consistenza numerica, ma il documento inedito ritrovato, viene presentato nel volume a più voci Gli abitanti del ghetto di Roma. La «Descriptio Hebreorum» del 1733 (Viella), a cura di Angela Groppi e fornisce notizie importanti sulla comunità israelitica romana dell’epoca. (Corriere)

Stolpersteine A Roma per la sesta volta, l'artista tedesco Gunter Demnig da domani procederà con l’installazione di altre 20 Stolpersteine, le “pietre d'inciampo” che ricordano i deportati e che saranno posate in numerose città italiane nei prossimi giorni. (il Tempo)

Ponzio Pilato È stato individuato a Gerusalemme e aperto al pubblico iI luogo dove Ponzio Pilato si lavò le mani del caso di Gesù di Nazareth, destinandolo così alla crocefissione. Si tratta dell’epilogo di una ricerca iniziata circa quindici anni fa da Amit Re'em, archeologo distrettuale della città, in un edificio vicino all'attuale Museo della Torre di David (La Stampa). Gli studiosi sia americani che israeliani sono sicuri della loro scoperta, e il professor Shimon Gibson dell'università di Charlotte, Nord Carolina, sottolinea che “ogni testimoniami archeologica, storica ed evangelica porta qui”. (Corriere)

Il Maimonide dimezzato Una preziosa copia quattrocentesca di un testo del filosofo ebreo spagnolo, torna in mostra nella sua interezza al Museo di Israele grazie alla collaborazione con la Biblioteca Apostolica Vaticana, in un nuovo capitolo delle relazioni tra Chiesa e mondo ebraico. Il Mishneh Torah di Maimonide, smembrato da due secoli, sarà esposto integralmente al pubblico nel cinquantesimo anniversario del museo (La Stampa).
Roth Uscirà in Italia a fine gennaio il saggio Roth scatenato. Uno scrittore e i suoi libri, dedicato alla vita e alle opere dello scrittore americano. La giornalista del New Yorker Claudia Roth Pierpoint - che dell’autore del Lamento di Portnoy non è parente - riporta otto anni di dialogo ininterrotto, in un resoconto che è sia letterario che umano, e svela chi forse fu il primo a sapere che Roth avrebbe smesso di scrivere.

Ada Treves twitter @atrevesmoked
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