Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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François Hollande
@fhollande (7 Gen)
Aucun acte barbare ne saura jamais éteindre la liberté de la presse. Nous sommes un pays unis qui saura réagir et faire bloc.
Haïm Korsia
@HaimKorsia
(7 Gen)
Horrifié par ce qui vient de se passer devant #ChalieHebdo.Toutes mes condoléances aux familles des victimes.
Matteo Renzi
@matteorenzi (7 Gen) Orrore
e sgomento per la strage di Parigi,vicinanza totale a Hollande in
questo momento terribile, violenza perderà sempre contro la libertà
arno klarsfeld
@arnoklarsfeld (7 Gen) 7janvier2015
une date qui restera souillee par ce crime odieux et qui marquera,
notre véritable entree en guerre contre l'islamisme radical
Ségolène Royal @RoyalSegolene
(7 Gen)
#CharlieHebdo Profonde tristesse et soutien aux victimes. Non à la
barbarie effroyable. Tous unis pour la République face au terrorisme.
Ferruccio de Bortoli @DeBortoliF
(7 Gen)
L'attentato contro Charlie Hebdo, undici morti, un attacco a tutte le
libertà democratiche dell'Occidente, non solo alla libertà di stampa.
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#PE24BreakingNews |
Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
Le notizie vengono pubblicate anche su twitter, @paginebraiche, con l'hashtag #PE24BreakingNews.
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Je suis Charlie, Francia in lutto
Il
7 gennaio 2015 sarà un giorno tristemente storico, verrà ricordato come
un attacco alla Francia, al mondo intero e alla libertà. Sono le 11 e
30 del mattino quando due uomini fanno irruzione nella redazione
parigina del giornale satirico “Charlie Hebdo”, già precedentemente
minacciato nel 2006 e nel 2011 per aver pubblicato delle vignette che
ritraevano Maometto e deridevano i fondamentalisti islamici, e uccidono
a colpi di fucile, all’urlo di ‘Allah è grande’, dodici persone, tra
queste anche il direttore della testata Stéphane Charbonnier. L’ultima
vignetta che firma lo stesso Charb è terribilmente profetica: ritrae un
talebano che ‘rassicura’ di non preoccuparsi del fatto che in Francia
non ci siano ancora stati attentati perché: “C’è tempo fino alla fine
di gennaio per fare gli auguri”.
Caccia all’uomo.
Sul Corriere della Sera Marco Imarisio aggiorna riguardo le ricerche
della polizia: i colpevoli sarebbero due fratelli, Said e Chérif
Kouachi, due trentenni di orgine algerina, nati in Francia (i testimoni
hanno inoltre confermato come gli attentatori parlassero perfettamente
francese) e tornati da poco dalla Siria. Il terzo complice, il
diciottenne Amid Mourad, si sarebbe invece arreso e consegnato alla
polizia al confine con il Belgio. Sul Corriere si ricostruisce inoltre
il percorso della famigerata Citroën C3 nera a bordo della quale si
sono spostati gli assassini: inseguiti si dirigono verso nord
tamponando un’altra macchina, abbandonano poi la stessa e si
impossessano di una Renault Clio riprendendo la fuga verso Porte de
Pantin. Stamane un'altra sparatoria ha terrorizzato Parigi, sul sito
del Corriere della Sera si legge che "Al sud di Parigi, a Montrouge,
non lontano dalla Porta di Chatillon, sono rimasti feriti due vigili:
stavano intervenendo sul luogo di un incidente in cui sembra coinvolta
una Clio bianca, un’auto simile a quella su cui i due attentatori sono
fuggiti mercoledì sera" .
La reazione del mondo.
“Attacco codardo” condanna il presidente USA Barack Obama, “Crimine
cinico” gli fa eco il leader russo Vladimir Putin. Andrea Garibaldi sul
Corriere della Sera raccoglie le voci dal mondo dopo il massacro di
“Charlie Hebdo”. “Attacco vigliacco rifiutato dall’autentica religione
islamica” affermano fonti governative dell’Arabia Saudita mentre Nabil
al-Arabi, segretario generale della Lega Araba, condanna con forza
l’attentato. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu lancia poi un
monito: “Il terrorismo islamista non guarda in primo luogo a Israele ma
punta a distruggere tutte le società dei paesi liberi”. Il presidente
del Consiglio italiano Matteo Renzi avverte infine che: “Il Consiglio
europeo dovrà esprimere un messaggio di unità molto forte contro il
terrorismo, la sua ideologia, l’orrore che rappresenta”. Renzi ha
incontrato ieri l’ambasciatrice di Francia Catherine Colonna
dichiarando: “Siamo tutti francesi”.
Gli occhi delle vittime.
Sul Corriere della Sera, sfila la terribile galleria di ritratti delle
dodici vittime dell’attacco nella redazione del giornale francese. Tra
questi, il direttore Stéphane Charbonnier, conosciuto dai lettori
semplicemente come Charb che aveva raccontato a France Info come “la
caricatura permetteva di sublimare la violenza: chissà cosa saremmo
diventati senza matita”. Georges Wolinski aveva ottant’anni, era nato a
Tunisi da madre franco-italiana e padre ebreo polacco: “Era
irriverente, usava doppi sensi, aveva una vena pessimista”. Ma c’erano
anche Cabu, antimilitarista laico, Tignous che si era dato questo nome
d’arte in onore della nonna che lo additava come “una piccola tigna”,
l’economista Bernard Maris, Michel Renaud che era in redazione per
incontrare Cabu, Honoré autore di rebus letterari e il correttore di
bozze Mustapha Ourad. Fa rabbrividire tutta la Francia l’esecuzione,
usciti dallo stabile, del poliziotto musulmano Ahmed Merabet
“giustiziato in strada con un colpo alla testa mentre alza le braccia
in segno di resa”. Ucciso anche il poliziotto Franck Brinsolaro che si
occupava della protezione del direttore Charb.
Gli occhi delle vittime/2.
L’uccisione del poliziotto Ahmed Merabet viene commentata sul Giornale
da Fiamma Nirenstein: “Ahmed sapeva di affrontare assassini ben armati…
e ha cercato lo stesso di fermarli. La loro preparazione e la loro
flemma appaiono tali da cancellare per sempre l’idea del «lupo
solitario» mezzo pazzo. Gli eroi uccisi ieri erano tutti combattenti
della battaglia della libertà, contro quelli che «amano la morte più di
quanto noi amiamo la vita»”.
Gli occhi delle vittime/3.
Sulla Stampa Gianni Riotta ritrae il vignettista Georges Wolinski:
“Sangue ebreo, Europa Est e Italia, città natale araba, indole
sensuale, dove le curve delle donne diventano sarcasmo contro i
femminismi militanti. Nei bar di Rive Gauche, Wolinski se la cava con
qualche litigata furibonda, letteracce come quelle contro Linus, musi
lunghi”. Sul Messaggero viene inoltre ricordata una sua frase: “Non
esiste l’umorismo ebreo, nero, irlandese, slavo, ceco, arabo. Non ci
sono cento umorismi, c’è solo l’umorismo. Come il fuoco, l’acqua,
l’aria, l’oro è fatto sempre delle stesse cose…”.
Jihad made in France.
Sulla Stampa l’analisi di Maurizio Molinari che esordisce: “Con la
strage di giornalisti nella redazione di «Charlie Hebdo» gli
integralisti hanno portato la jihad nel cuore della Francia, aprendo
quella che punta ad essere una campagna di terrore nel cuore
dell’Europa”.
Allarme Europa, allarme Italia.
Quella che si apre è una campagna del terrore che preoccupa fortemente
l’Italia. Nel paese c’è massima allerta e paura dei ‘lupi solitari’, la
nuova frontiera del terrorismo. A trattare dell’argomento il
Messaggero. Mentre le città di Roma e Milano sono blindate, il ministro
dell’Interno Angelino Alfano ha dichiarato alla trasmissione ‘Porta a
porta’ come l’Italia “sia un bersaglio. Non possiamo sottovalutare
alcun elemento”. Intanto il volto del Front National francese Marine Le
Pen accusa: “I servizi francesi sono inefficienti”.
Sottomessi? Sul
Foglio grandissimo spazio al libro “Soumission”, sottomissione, di
Michel Houellebecq, un romanzo che narra: “La favola della conversione
all’islam di un professore della Sorbona, in concomitanza con
l’elezione nel 2022 di un musulmano moderato alla presidenza della
Repubblica”. Il tono profetico di Houellebecq non era stato risparmiato
dallo stesso “Charlie Hebdo” che lo aveva ritratto travestito da mago
mentre spiegava dell’imminente conquista della Francia da parte dei
musulmani. Dopo l’attentato lo scrittore è stato immediatamente messo
sotto scorta. Houellebecq, racconta il Corriere della sera, è scoppiato
in lacrime una volta appreso che tra le vittime compariva il nome
dell’economista Bernard Maris, suo caro amico.
Psicosi e umanità.
Intervistato dalla Repubblica lo scrittore Marek Halter ha spiegato:
“Trentamila fanatici stanno terrorizzando sette miliardi di esseri
umani, e possono farlo perché questi sette miliardi di individui non si
tengono per mano. Quando ciò avverrà i terroristi scompariranno nel
nulla”.
Silenzio parla Eco.
Umberto Eco dichiara oggi al Corriere della Sera: “Ma certo lo si può
dire dell’Isis, che è una nuova forma di nazismo, con i suoi metodi di
sterminio e la sua volontà apocalittica di impadronirsi del mondo”.
Je suis Charlie. In
centinaia si sono affollati ieri per gridare la propria vicinanza alla
redazione di “Charlie Hebdo”, l’hashtag #jesuisCharlie è virale su
twitter. Oggi vignettisti e direttori delle più grandi testate italiane
scrivono il proprio commento. Da Ezio Mauro: “Il bersaglio, come è
evidente, è la libertà in cui viviamo credendo di essere in pace” a
Staino, Vincino ed Emilio Giannelli che su Leggo ha dichiarato: “Non
dobbiamo farci intimidire, è quello che vorrebbero. Dobbiamo essere
tutti uniti nel condannare quanto accaduto, non solo a parole ma anche
nei fatti”.
Je suis Charlie/2.
Ieri a Roma a piazza Farnese si è tenuto un flash mob per condannare il
massacro, presente anche il presidente della Comunità ebraica di Roma
Riccardo Pacifici: “Si tratta di un’azione feroce e precisa che è
andata a colpire il cuore dell’Europa democratica, i suoi valori
fondanti. Adesso bisogna riuscire a coniugare la lotta al
fondamentalismo con la libertà di espressione, culturale e religiosa,
compreso l’Islam”.
Je suis Charlie/3.
Sempre a piazza Farnese oggi pomeriggio alle 18 si terrà la fiaccolata
indetta dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) per la
libertà d’espressione. Ad aderire anche la redazione di Pagine Ebraiche.
Ti ricordi di Theo?
In tanti hanno oggi un ricordo per il regista olandese Theo Van Gogh,
ucciso barbaramente dopo una condanna a morte da parte degli estremisti
islamici. Delle vittime dimenticate, che precedono il trauma che ieri
ha sconvolto la Francia, scrive oggi sul Corriere della Sera Pierluigi
Battista.
Novità su Pio XII.
Su Libero annunciata la ricerca di Antonello Carvigiani che, pubblicato
dalla rivista “Nuova Storia Contemporanea”, ritiene di aver trovato un
tracce di un testo che documenterebbero il tentativo del papa Pio XII
di salvare gli ebrei di Roma durante la Shoah.
Singer latin lover.
Sulla Stampa Maurizio Molinari racconta “dell’harem di traduttrici e
amanti” del quale si circondò lo scrittore Isaac Bashevis Singer.
Sull’argomento ritorna la scrittrice Elena Loewenthal con un articolo
dal titolo “La passione vorace di un grande affabulatore”.
Rachel Silvera
twitter @rsilveramoked
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