Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

30 gennaio 2015 - 10 Shevat 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Partecipare ad una riflessione pubblica il 27 gennaio a Palermo, al palazzo Steri, sede dell’Inquisizione, avendo il cuore ad Oriente mentre da nord gli Hezbollah minacciano la mia casa che è Israele, ha un sapore al tempo grottesco, storico, identitariamente testardo e straordinariamente votato al futuro.
 
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Per avere un segnale di laicità da questo nostro paese bisogna sorprendentemente attendere che questi arrivino dagli ambienti della Chiesa. Non è un paradosso e non sto parlando di “laicismo”, che è altra cosa. Per laicità intendo la capacità di conoscere e riconoscere, e di dare dignità alle diverse manifestazioni culturali, tradizionali, religiose e politiche che si esprimono nella società in cui viviamo.
 
Leggi

 
 
La tregua difficile
Il Sarà tregua, almeno per il momento, tra Israele ed Hezbollah. A dichiararlo è proprio Hezbollah con un messaggio inviato attraverso l’Unifil (United Nations Interim Force In Lebanon). D’altro canto, riporta Avvenire, Israele stessa “sembra disposta ad abbassare la tensione”. Tensione salita alle stelle in questi giorni, dopo l’attacco di mercoledì al confine nel quale sono stati uccisi due soldati israeliani ventenni e nel quale ha perso la vita anche un casco blu spagnolo. Intanto il premier Benjamin Netanyahu, che accusa l’Iran di essere il mandante dell’attacco, ha dichiarato: “Il paese si difenderà contro ogni minaccia”.

 
Leggi

 
  davar
servizio sanitario nazionale
Privacy e diritti religiosi,

la svolta del Garante
L'informazione sulla religione di un ricoverato potrà essere raccolta dalle strutture sanitarie soltanto quando il ricoverato richieda di usufruire dell'assistenza religiosa e spirituale durante il ricovero ovvero nei casi “in cui ciò si rilevi indispensabile durante l'esecuzione dei servizi necroscopici e per rispettare specifiche volontà espresse in vita dall'interessato”. Non dovrà quindi avvenire in maniera sistematica e preventiva bensì solo su richiesta dell'interessato e qualora l'interessato sia impossibilitato, di un terzo legittimato, “quale ad esempio un familiare, un parente o un convivente”.
È quanto disposto dal Garante della Privacy in un recente provvedimento rivolto agli operatori del Servizio Sanitario Nazionale. Intitolato “Informazioni sulle convinzioni religiose dei pazienti: i casi in cui possono essere raccolte durante il ricovero”, il provvedimento arriva in risposta ad alcune segnalazioni inviate dalla dottoressa Anna Maria Haberman, medico in pensione con un lungo trascorso all'ospedale Niguarda di Milano.
"Ci sono pervenute alcune segnalazioni nelle quali si lamenta una presunta violazione delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali in relazione alla prassi seguita da molte strutture del Ssn relativa alla somministrazione sistematica ai pazienti, all'atto del ricovero, di un questionario nel quale è richiesto di rispondere ad alcune domande tra le quali figura la seguente: 'Qual è la sua religione?'. In merito a quanto segnalato - si legge nel documento - l'Ufficio ha provveduto ad avviare un'istruttoria, al fine di comprendere le motivazioni che renderebbero indispensabile per le strutture sanitarie del Ssn acquisire in modo sistematico e preventivo il dato relativo al credo religioso di appartenenza di tutti i pazienti all'atto del loro ricovero”.
In considerazione dei dati acquisiti il Garante dispone quindi alle strutture sanitarie di adeguare la raccolta delle informazioni relative alla religione di appartenenza dell'interessato entro sei mesi dalla data di adozione del provvedimento e dispone che lo stesso sia inviato alle regioni e province autonome affinché provvedano a divulgarlo presso le strutture di competenza. 

Soddisfazione è espressa da Giorgio Mortara, presidente dell'Associazione Medica Ebraica e consigliere dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che annuncia di essere pronto ad attivarsi per monitorare l'applicazione della normativa su scala sia regionale che nazionale (l'idea è di partire dalla Lombardia). Per Giorgio Sacerdoti, giurista di fama internazionale e consigliere UCEI, si tratta di un provvedimento che permetterà di evitare abusi e discriminazioni più volte manifestatisi in passato. "La dizione 'religione cattolica' viene spesso inserita di default. Questo provvedimento - sottolinea - corregge finalmente il tiro".

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

informazione - dafdaf di febbraio
Gli alberi e la Memoria
Apre con un’immagine dedicata a Tu BiShvat e con il pensiero rivolto alla Memoria il numero 53 di DafDaf, in distribuzione in questi giorni. Luisa Valenti, autrice delle copertine del giornale ebraico dei bambini, è anche responsabile della rubrica “Strega Comanda Color” che questo mese è dedicata proprio agli alberi, con qualche trucco e l’arte di Bruno Munari in una pagina pensata per aiutare i giovani lettori a mettere a frutto la propria creatività. Le prime pagine del giornale sono dedicate alla Memoria grazie alla delicatezza di Maria Teresa Milano, che nelle pagine “musica, Maestra!” racconta la storia del pittore Marco Lattes, salvato da una canzone di Natale nel 1943, che ha offerto a DafDaf le immagini dei quadri cui ha continuato a dedicarsi dopo la guerra. E Nadia Terranova – il cui ultimo libro Gli anni al contrario sta avendo un tale successo da essere andato in ristampa a due giorni dalla pubblicazione – ha scelto le letture di questo mese con particolare cura.
Leggi

qui milano - memoriale della shoah
Lottare contro l'indifferenza
“Sono personalmente grata a Bernardo Caprotti che in questi anni è sempre stato un amico fidato e un sostenitore speciale del Memoriale, un luogo che per me rappresenta l’evidenza tangibile della necessità impellente di non dimenticare la tragedia della Shoah e costruire un futuro di rispetto e tolleranza”. Con queste parole Liliana Segre, Testimone della Shoah, ha voluto ringraziare l'imprenditore Bernardo Caprotti per il suo importante contributo affinché fosse realizzato il Memoriale della Shoah di Milano. E a Caprotti, patron di Esselunga, come segno di gratitudine per il sostegno al progetto, la Fondazione del Memoriale ha voluto dedicare il nuovo spazio mostre del Binario 21.

“Il suo contributo è stato determinante per l’avvio del primo stralcio dei lavori, che non sarebbero partiti senza il suo generoso supporto, fondamentale anche per la seconda fase – hanno sottolineato ieri nel corso della cerimonia di intitolazione il presidente della della Fondazione Memoriale della Shoah Ferruccio De Bortoli e Roberto Jarach, vicepresidente della Fondazione e dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane - Quello di Caprotti è uno straordinario esempio di come la generosità di un singolo in nome di un ideale possa rappresentare un grande traino anche per altre realtà”.
A sottolineare l'importanza del sostegno di Caprotti, anche il vicesindaco di Milano Ada Lucia De Cesaris che ha ricordato come il Memoriale sia “un patrimonio per la città di Milano e per il Paese intero”. Il Binario 21 – da dove centinaia di deportati furono caricati dai nazifascisti su vagoni merci e trascinati nei campi di concentramento e sterminio – è dunque sempre più un luogo di riferimento per la Memoria collettiva della città e non solo.
Qui ieri ha avuto luogo, come oramai accade da vent'anni, la commemorazione organizzata dalla Comunità di Sant’Egidio in collaborazione con la Comunità Ebraica di Milano. Diversi gli interventi che hanno preceduto la testimonianza di Liliana Segre, tra cui quelli di rav Giuseppe Laras, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia (il cui messaggio è stato letto da Vittorio Bendaud), del vicesindaco De Cesaris, del vicepresidente del Memoriale Jarach e del presidente della Comunità di Sant'Egidio Marco Impagliazzo. Presenti, tra gli altri, alla commemorazione rav Alfonso Arbib, rabbino capo di Milano, i Consiglieri UCEI Guido Osimo e Giorgio Sacerdoti e il direttore del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea di Milano Michele Sarfatti. 
Leggi

qui Roma
 La Memoria per Daša Drndić 
A rendere omaggio a Daša Drndić, la scrittrice croata che ieri ha presentato la sua ultima fatica “Trieste” (ed. Bompiani) alla Feltrinelli di piazza Colonna a Roma, è giunto l’ambasciatore della Repubblica di Croazia Damir Grubiša che ha accolto il pubblico con queste parole: “Il Financial Times ha definito Trieste un capolavoro. La vicenda narrata da Daša Drndić – continua poi Grubiša – fa riaffiorare il destino dell’individuo vittima della Storia. Come ambasciatore non posso che dirmi fiero del fermento culturale del nostro paese rappresentato così bene da questa autrice. Auguro al libro buona fortuna e spero davvero che riesca ad accattivarsi il maggior numero di lettori”. L’ambasciatore ha poi sfogliato con interesse l’ultimo numero di Pagine Ebraiche che dedica al libro un ampio servizio.
L’incontro viene moderato dallo scrittore di origine fiumana Diego Zandel: “Il libro che presentiamo oggi è ambientato a Gorizia durante la Seconda guerra mondiale e vede come protagonista Haja una ragazza di origine ebraica ma assimilata che intreccia una relazione con un nazista da cui ha un figlio che scompare misteriosamente. Si scopre successivamente che il figlio è stato inserito nell’agghiacciante programma di ‘arianizzazione’ Lebensborn. E proprio di questo vorrei parlare con Luciana Castellina, scrittrice di successo proveniente da una famiglia ebraica triestina: cosa sapevate in quel periodo degli orrori nazisti?”.
Leggi

argentina - il funerale di alberto nisman
Dall'indignazione alla giustizia
“Una cerimonia intima, che ha trasformato l’indignazione in una richiesta di giustizia”. Questo il titolo de La Nación, uno dei due maggiori quotidiani argentini all’indomani del funerale di Alberto Nisman, il pubblico ministero che aveva accusato il presidente Cristina Fernández de Kirchner di aver insabbiato le indagini sull’attentato del 1994 all’Amia, il Centro Ebraico di Buenos Aires nel quale persero la vita 85 persone. Il procuratore, che temeva per la sua incolumità, è stato trovato morto nel suo appartamento, poche ore prima di quando avrebbe dovuto riferire al Parlamento le sue scoperte a supporto dell’accusa. La polizia ha presidiato con una presenza massiccia sia il corteo funebre che il cimitero ebraico di Tablada, quello stesso dove sono seppellite le vittime del 1994, insieme alle quali ora si trova Nisman, spesso definito in questi giorni come “l’ottantaseiesima vittima”, nella sezione detta “dei martiri”.
Leggi

qui venezia
Ricordando Gino Luzzatto
“Già una volta l’Italia ha potuto risollevarsi dalle tenebre che erano seguite alla rovina dell’Impero di Roma, ed ha saputo non solo con l’opera dei suoi poeti, dei suoi artisti, dei suoi pensatori, ma anche con l’opera dei suoi mercanti, dei suoi marinai, dei suoi artigiani conquistarsi per tre secoli un nuovo più legittimo primato nel mondo. Ed oggi ancora, dall’abisso in cui siamo precipitati, noi riusciremo a risollevarci, se saremo tutti persuasi che in due campi soprattutto, noi abbiamo ancora una parola da dire: in quelli del lavoro e della cultura”.

Così Marino Cortese, Presidente della Fondazione Querini Stampalia ha voluto ricordare Gino Luzzatto, con una citazione dal discorso del professore per l’inaugurazione dell’anno accademico 1946—1947 dell’Università Ca’ Foscari. Una testimonianza di Cortese resa nel volume “Gino Luzzatto, Presidente della Querini Stampalia (1950-1964)”, Venezia 2015, che la Fondazione ha deciso di pubblicare, nell’ambito delle iniziative per il Giorno della Memoria; intervenuti all’evento anche Giovanni Toniolo dell’Università LUISS di Roma e Paolo Gnignati, presidente della Comunità Ebraica di Venezia.


Michael Calimani
Leggi

qui firenze
Evelina Gabbai (1958 - 2015)
Colonna portate dell’Associazione Donne Ebree d’Italia e della Comunità ebraica fiorentina, Evelina Grun Gabbai è scomparsa ieri all’età di 56 anni al termine di una lunga e coraggiosa lotta contro la malattia. Presidente della sezione locale dell’Adei, carica rinnovatale nel novembre 2013, Evelina lascia un vuoto incolmabile per tutta la Comunità. Parole della presidente Sara Cividalli, che ne ricorda il carattere “positivo, ottimista e pieno di amore per la vita”. Predisposizione d’animo che ha caratterizzato anche questi ultimi anni difficili tanto che, sottolinea Cividalli, “di poche persone si può dire che abbiano lasciato il segno come Evelina”. Consigliera dell’Adei Wizo, Evelina viene ricordata con commozione anche dalla presidente nazionale Ester Silvana Israel, in arrivo a Firenze per partecipare alle esequie. I funerali di Evelina Grun Gabbai si svolgeranno nel pomeriggio al cimitero ebraico di via di Caciolle. Che il suo ricordo sia di benedizione.

qui livorno
Renata Cammeo (1926 -2015)
Ci ha lasciati Renata Cammeo, storica insegnante e per molti anni responsabile delle scuole elementari ebraiche “Samuele Colombo”.
Lascia il fratello Carlo e il nipote Massimo e, con loro, generazioni di alunni che in queste ore, sparsi nel mondo ovunque la vita li abbia portati, la piangono increduli per l’improvvisa scomparsa.
La si ricordi per la sua energia, la sua forza indomita anche dinanzi alle avversità, il suo attaccamento alla famiglia, alla scuola, alla Comunità ebraica.
Un’altra figura storica dell’ebraismo livornese che ci lascia ma che non verrà dimenticata.
Sia il suo ricordo per benedizione.

Gadi Polacco

pilpul
Memoria, storia e caos
Il Giorno della Memoria non è il giorno della storia, e nessuno si aspetta che lo sia. È difficile pretendere che gli allievi apprendano davvero qualche nozione storica tra suggestioni varie, film, documentari, pagine di libri, testimonianze, discussioni in classe, mescolati a qualche nozione impartita frettolosamente sulla Seconda guerra mondiale, o magari sulla storia degli ebrei in Europa negli ultimi duemila anni. Per di più, spesso gli insegnanti, anche quando prendono la giornata seriamente, hanno idee molto diverse tra loro: chi si affida ai film e chi diffida di tutto ciò che è fiction e ammette solo testimoni e documentari, chi vuole concentrarsi sull’Italia e sulle leggi razziali, chi sui giusti, chi sul negazionismo, chi vuole parlare di antisemitismo, chi di intolleranza in generale.

Anna Segre, insegnante
Leggi

La storia travisata
Nella ludoteca del reparto pediatrico di una rinomata clinica ospedaliera, cercando dei libri per mio figlio, mi sono imbattuto in “Momo Palestine” (Jaca Book, 2002) del francese Robert Gaillot. Un piccolo libro illustrato per bambini, con soggetto il conflitto in Medio Oriente raccontato attraverso la storia di un ragazzo palestinese vittima della perdita del proprio villaggio natio, a seguito della distruzione perpetrata dall’esercito israeliano. Nella breve introduzione, accompagnata da una mappa raffigurante un’idealistica Palestina con i confini di Israele e i nomi delle località trascritti in lingua araba, si legge: “Dalla fine dell’Ottocento uomini venuti da Russia, Polonia e da tutta l’Europa, e poi anche dall’Africa e dall’America del Nord, si sono insediati nella terra di Palestina.

Francesco Moises Bassano, studente
Leggi

Unità
Un popolo può unirsi per stare insieme nella gioia e nella sofferenza. Oppure per diventare altro: un corpo organico consapevole che le diverse parti che lo compongono hanno una funzione specifica, di eguale importanza, centrale o periferica che sia. Allora un popolo da ‘am’ passa a essere ‘goi’. Da gruppo passa a essere un team.

Ilana Bahbout





moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.