4 marzo 2015 - 13 Adar 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav David Sciunnach e
Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto
Cavaglion e Francesco Lucrezi.
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The Times of Israel @TimesofIsrael
4 marzo
Killer at Kansas Jewish center to stand trial for murder http://dlvr.it/8qG9ZV
The New York Times @nytimes
3 marzo
Video of Prime Minister Benjamin Netanyahu's remarks to Congress today http://nyti.ms/1BRwPVG
Consolato USA Napoli @USAnelSud
3 marzo
#AmbPhillips in sinagoga: oggi scrivete la storia della comunita ebraica di #Trani ma anche italiana ed europea.
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
Le notizie vengono pubblicate anche su twitter, @paginebraiche, con l'hashtag #PE24BreakingNews.
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Washington, il discorso di Bibi
No
a un accordo con l'Iran sul nucleare. Tra applausi e assenze pesanti,
il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu ha ribadito ieri al
Congresso degli Stati Uniti (sul Foglio ampi stralci del suo discorso)
la sua posizione e ha lanciato un messaggio chiaro all'amministrazione
del presidente Barack Obama: le trattative in corso con Teheran sono un
errore e porteranno l'Iran ad ottenere la bomba nucleare, minacciando
il mondo intero. Obama, come riporta Guido Olimpio sul Corriere della
Sera, non ha guardato il discorso nemmeno in tv: “Nulla di nuovo,
Netanyahu non ha proposto alternative”, la presa di posizione del
leader dei democratici. I repubblicani invece hanno apprezzato e molto:
ventitré standing ovation da parte dei presenti, ricorda sul Giornale
Fiamma Nirenstein che sottolinea come l'obiettivo di Netanyahu fosse
portare il Congresso americano a porre il veto su un eventuale accordo
con l'Iran (sono necessari i due terzi delle Camere). E secondo
Giuliano Ferrara (Il Foglio) “Bibi” è riuscito nel suo intento,
mettendo nei guai Obama. Su Repubblica, Federico Rampini parla di “un
leader straniero che occupa il Congresso degli Stati Uniti come
palcoscenico per la campagna elettorale di casa sua, attaccando il
governo del Paese che lo ospita”, ricordando come in Israele siano
prossime le elezioni (17 marzo). Rampini cita l'irritazione del
conservatore Robert Kagan, autorevole analista di affari
internazionali, che si domanda “Che cosa è venuto a dirci Netanyahu,
che non sapessimo già?”. Per James Traub, docente alla New York
University (intervistato da Repubblica), si tratta di una manovra
elettorale e definisce l'intervento del premier israeliano un insulto
alla competenza dei negoziatori americani ma “irrilevante”, se non a
inimicarsi molti democratici. D'accordo sul fatto che l'intervento in
Campidoglio porterà voti a Netanyahu, Daniel Pipes, presidente del
Middle East Forum (intervistato da Repubblica) ma diversa
l'interpretazione degli effetti sul negoziato. Per Pipes l'appello di
Netanyahu ha smontato l'accordo iraniano e potrebbe portare il
Congresso a votare nuove sanzioni contro Teheran.
Italia, antisemitismo sotto osservazione.
“In due mesi il numero delle denunce per episodi di intolleranza nei
confronti delle comunità ebraiche è triplicato: insulti sul web,
scritte offensive sui muri, profili negazionisti su Facebook,
striscioni deliranti negli stadi”, scrive Repubblica riportando
la preoccupazione dell'Osservatorio antisemitismo per la situazione del
pregiudizio antisemita nel nostro paese, definito comunque “un'isola
felice” rispetto ad altri paesi europei. “In Europa la situazione è
particolarmente allarmante- spiega a Repubblica Alessandro Ruben,
consigliere speciale dell'European Jewish Congress — e per questo dopo
gli attentati di Parigi il nostro presidente Moshe Kantor ha chiesto
alla Ue una task force contro l'antisemitismo che punti sull'istruzione
e la sicurezza”. Anche Washington ha avvisato l'Europa rispetto al
pericolo di nuovi episodi di violenza come in Francia e a Copenaghen.
Oz e lo Stato palestinese.
Sul Corriere della Sera compare un lungo articolo dello scrittore
israeliano Amos Oz in merito alle prospettive di pace tra Israele e
palestinesi. "La mia premessa sionista è semplice e diretta - scrive Oz
- non siamo soli su questa terra, né siamo noi gli unici proprietari di
Gerusalemme. Ai miei amici palestinesi dico lo stesso: nemmeno voi
siete soli qui. Questa nostra piccola casa dovrà essere suddivisa in
due appartamenti più piccoli"..
Il giorno dei Giusti.
Si sono aperte ieri a Palazzo Cusani, le celebrazioni della Giornata
europea dei Giusti, fissata per il 6 marzo con la cerimonia al Giardino
del Monte Stella. Sei i nomi nuovi - individuati dall'associazione
composta da Gariwo, Comune di Milano e Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane (Avvenire Milano) - a cui verrà dedicato venerdì un albero,
tra cui tre musulmani, ricordano il Corriere e Repubblica nelle proprie
pagine milanesi. All'appuntamento di ieri, sono intervenuti tra gli
altri il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente della
Lombardia Roberto Maroni, il presidente di Gariwo Gabriele Nissim.
Roma, Comunità in sicurezza. “Procede
a tappe spedite il progetto di pedonalizzazione del ghetto. I
dissuasori a scomparsa all'incrocio tra lungotevere de' Cenci e via del
Tempio, dove nel primo tratto sarà istituito il divieto e di sosta e
nel secondo, dopo l'incrocio con via Catalana, saranno ampliati i
marciapiedi”, scrive Gabriele Isman su Repubblica, rispetto al progetto
comunale diretto anche a garantire maggiore sicurezza alla Comunità
ebraica romana.
La storia secondo Salvini. “A
Bruxelles c'è ben di peggio di Mussolini, non hanno camicia nera o olio
di ricino ma hanno spread e finanza, fanno peggio del fascismo”, è
l'offensiva frase pronunciata ieri dal leader della Lega Matteo
Salvini, che per accusare l'Europa sfrutta e banalizza il periodo
storico più buio della Storia italiana.
Libri. Sul
Messaggero Francesca Nunberg intervista Daniela Sacerdoti, pronipote di
Carlo Levi, e autrice del libro Se stiamo insieme ci sarà un perché.
“Una storia d'amore e misteri, di rinascita, se è possibile rinascere”.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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