6 marzo 2015 - 15 Adar 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano, Ilana Bahbout e
Laura Salmon.
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Dave Sharma @AusAmbIsrael
5 marzo
Congrats to Australian Jewish News on turning 120 - a long innings of
contribution and service to the Aus Jewish community @aus_jewishnews.
Haaretz.com @haaretzcom
5 marzo
U.K Jewish leaders fall out over Netanyahu's speech http://dlvr.it/8rTCGW
Slate @Slate
5 marzo
Purim's violent beginnings—and what they mean for the Jewish future: http://slate.me/1G2xGAe
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
Le notizie vengono pubblicate anche su twitter, @paginebraiche, con l'hashtag #PE24BreakingNews.
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La Giornata europea dei Giusti
Si
celebra oggi la terza Giornata europea dedicata ai Giusti, il giorno
dedicato a chi a rischio della propria vita ha prestato aiuto al
prossimo per salvarlo dall'odio e dall'intolleranza. “Il lavoro e la
passione di Gabriele Nissim, scrittore milanese, ha fatto nascere
Gariwo, l'associazione che ha promosso il Giardino dei Giusti di Milano
- scrive Gianni Barbacetto sul Fatto Quotidiano - in cui viene
ricordato chi, dopo la Shoah, si è dato da fare per salvare e
soccorrere uomini in altri contesti tragici, dal genocidio armeno a
quello del Ruanda, dai massacri in Cambogia a quelli in Bosnia. La
tenacia di Nissim ha ottenuto che da tre anni si celebri la Giornata
europea dei Giusti”. Oggi a Milano, sul Monte Stella, dove ha trovato
collocazione il Giardino dei Giusti, saranno ricordati con un albero
piantato e un cippo altre sei figure che hanno combattuto per la
libertà e contro l'odio. Iniziative legate a questa giornata si
svolgeranno in tutta Europa.
L'Ue contro l'antisemitismo. Un
task force per contrastare il preoccupante riaffermarsi della minaccia
antisemita in Europa. È quanto chiedono in un appello congiunto
all'Unione Europea e all'Alto rappresentante per la politica estera
Federica Mogherini alcuni parlamentari del Pd, Ncd e Forza Italia
(Repubblica). “I recenti attentati di Parigi e Copenaghen hanno colpito
e sconvolto due grandi comunità, ma ogni giorno e da anni ormai parole
e gesti antisemiti, spesso violenti, oltraggiano cittadini ebrei in
molte capitali europee. Siamo certi che Federica Mogherini si adopererà
per accogliere questo importante appello”, scrivono i promotori, tra
cui Emanuele Fiano, Andrea Manciulli e Lia Quartapelle del Pd, dal
capogruppo di Fi Renato Brunetta e da Fabrizio Cicchetto di Ncd
(Libero). Soddisfazione e l'auspicio che si dia seguito all'appello da
parte di Alessandro Ruben, consigliere dell'European Jewish
Congress, che insieme al presidente Moshe Cantor aveva lanciato in
questi giorni l'allarme all'Unione Europea.
Israele, Usa e il fattore Iran.
Continua sui quotidiani nazionali e internazionali il dibattito sulle
trattative tra Casa Bianca e Teheran sul nucleare e sulla secca
opposizione espressa dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu
dagli scranni del Congresso Usa. Secondo Massimo Teodori (Corriere
della Sera) la compagine che unisce Repubblicani e Netanyahu starebbe
cercando di forzare la mano al presidente degli Stati Uniti Barack
Obama perché torni a seguire la via dell'interventismo nello scacchiere
internazionale. Teodori ricorda l'intervento di Amos Oz sul Corriere di
mercoledì 4 marzo che parlava di “un tentativo da parte di politici
irresponsabili di dettare le scelte degli Stati Uniti”, riferendosi a
Netanyahu. Anche Emma Bonino, intervistata dal Corriere, boccia
l'intervento del premier israeliano al Congresso, “Non mi convincono i
toni apocalittici di Netanyahu - dichiara Bonino, che nel corso
dell'intervista ribadisce la sua vicinanza a Israele - Abbiamo tutti
bisogna di recuperare una relazione con l'Iran, da un lato per
allontanare la minaccia nucleare, dall'altro perché Teheran ci aiuti a
uscire dall'incubo delle guerre di religione”.
L'ingenuo Obama. La
posizione dei 5+1 (il gruppo di Paesi che sta trattando con Teheran), e
soprattutto degli Stati Uniti, è stato definito ingenuo da David
Grossman su Repubblica, intervista ripresa oggi da Giuliano Ferrara sul
Foglio: “David Grossman si è incazzato di brutto, le sue parole su Bibi
e Obama frustrano le anime liete e corrette”, il titolo piuttosto
esplicativo dell'editoriale di Ferrara. Se Netanyahu incassa consensi,
il Likud non riesce invece ad avanzare in Israele nei sondaggi, scrive
Daniel Mosseri su Libero, sottolineando quanto siano in bilico gli
equilibri politici israeliani in merito alle prossime elezioni
nazionali (17 marzo).
Cosa pensano a Teheran.
A registrare i sentimenti di chi nelle trattative con gli Usa è
coinvolto, l'Iran, il reportage da Teheran di Vanna Vannuccini su
Repubblica in cui si parla di un paese diviso tra chi vuole il
cambiamento e gli oltranzisti che sperano nel fallimento del negoziato.
Renzi e la Lega da non sottovalutare.
“Mi ha impressionato la piazza di Salvini. E una destra inedita: Le
Pen, Casa Pound e i leghisti delle valli bergamasche tutti insieme. Non
la temo, ma non la sottovaluto”. Così il primo ministro Matteo Renzi in
una lunga intervista rilasciata a Marco Damilano (L'Espresso) commenta
la risalita della Lega Nord guidata da Matteo Salvini e scesa in piazza
assieme ai neofascisti di Casapound e ad altri gruppi dell'estrema
destra romana. Proprio la presenza di questi ultimi nella
manifestazione di Roma della Lega della scorsa settimana ha attirato le
critiche della stampa transalpina su Marine Le Pen, leader del Front
National. Il suo saluto apparso in video mentre nella piazza romana
sfilavano nostalgici del fascismo non è piaciuta in Francia e la Le
Pen, impegnata a ripulire l'immagine del suo partito, ha cercato di
distanziarsi dal “movimento CasaPound e ha preso le distanze da Pegida
(militanti tedeschi anti-islam)”, scrive il Fatto Quotidiano che
ricorda “Peccato però che entrambi erano stati invitati dalla Lega”.
Unire le orchestre di Israele e San Carlo.
Zubin Mehta, direttore d'orchestra indiano, ha salutato ieri Napoli ma
tornerà a settembre con la Israel Philharmonic, di cui è direttore
musicale a vita, per un concerto che vedrà unite le due orchestre,
quella israeliana e quella napoletana del San Carlo.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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