19 marzo 2015 - 28 Adar 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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Matteo Renzi @matteorenzi (18 Mar)
teIn queste ore di dolore, con il cuore e con la mente vicini alle
famiglie dei nostri connazionali coinvolti nella tragedia di #Tunisi
Tobia Zevi @tobiazevi (18 Mar)
A #Tunisi sotto attacco la "primavera" araba che aveva funzionato. #democrazia #Isis
Speaker John Boehner @SpeakerBoehner (18 Man)
Heartfelt congratulations to PM @Netanyahu. Looking forward to continuing the strong bond between #Israel & America.
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#PE24BreakingNews |
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Tunisi, voci dall'orrore
L’ambasciata
italiana ha confermato la morte di quattro suoi connazionali, tutti
passeggeri della Costa Fascinosa, vittime dell’attacco terroristico
perpetrato dall’Isis a Tunisi. “Esprimo, a nome mio personale e di
tutto il popolo italiano, la più netta e ferma condanna per un gesto
vile e odioso, commesso ai danni di persone inermi, in spregio alle più
elementari norme di convivenza civile e rispetto della vita umana” ha
dichiarato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
“Indipendentemente dal giudizio che verrà dato con più lucidità e calma
vi è un dato di fatto: dove si cerca di aggredire il sistema
democratico, la cultura, la moderazione del governo tunisino si
colpisce ciascuno di noi”, ha sottolineato il primo ministro Matteo
Renzi.
Tra le molte testimonianze raccolte dai quotidiani quelle di Anna e
Alberto Di Porto, genitori del rabbino capo di Torino Ariel Di Porto.
Raggiunto dall’inviato del Corriere in un ospedale di Tunisi, Alberto
racconta: “Mia moglie era rimasta molto colpita dai fatti di Parigi.
Quando abbiamo sentito le prime raffiche, seguite dall’esplosione di
una granata, mi sono affacciato dalle scale e ho visto della gente
vestita da poliziotti che avanzava sparando sulle persone della mia
comitiva, che erano appena entrate con me nel museo. Io non ci stavo
capendo niente. Lei, che invece non aveva visto nulla, mi ha subito
guardato. ‘Qui sta succedendo qualcosa di molto brutto’ ha detto.
‘Dobbiamo nasconderci, come hanno fatto quelli del negozio ebraico’”.
Le testimonianze dei figli.
Rav Di Porto dichiara al Messaggero: “Adesso il mio sforzo è di
riportarli entrambi al più presto a casa”. A parlare è anche la sorella
Daniela: “Siamo sotto choc”. Ieri pomeriggio Pagine Ebraiche aveva
raccolto le prime testimonianze: “Con mia madre sono riuscita a parlare
poco fa – diceva Daniela – è al sicuro in un bunker. Mio padre si è
ferito nei soccorsi e adesso è in ospedale. Non vedo l’ora che tornino
in Italia per riabbracciarli. Mi auguro oggi stesso”. Sul Fatto
Quotidiano il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo
Pacifici dichiara: “Abbiamo vissuto tutti momenti di panico”.
La vittoria di Bibi.
Il Corriere della Sera si sofferma sulla vittoria di Netanyahu
raccontando le “cento vite” di Bibi: dai baci alla moglie Sara alla
lettura di biografie di Churchill e Napoleone “per rilassarsi”. A
preoccupare ora sono i rapporti tesi con il presidente Obama,
aggravatisi dopo il discorso al Congresso degli Stati Uniti. Israele
rischia l’isolamento, scrive il Corriere, tanto che il portavoce di
Obama, Josh Earnest, si è dichiarato preoccupato per la retorica
anti-araba che ha contrassegnato l’ultima campagna elettorale. E
intanto Bibi non ha ricevuto alcuna telefonata di congratulazioni da
parte dell’inquilino della Casa Bianca.
La sconfitta (parziale) di Herzog.
Con 24 seggi i laburisti guidati da Yitzhak Herzog si conquistano il
ruolo dell’opposizione nella Knesset (il parlamento unicamerale
israeliano). Il Foglio titola ironicamente “Così Herzog è rimasto
intrappolato nella sua bolla radical chic”.
Kahlon, l’uomo chiave.
Per formare la coalizione necessaria per governare, Netanyahu avrà
bisogno dei dieci seggi conquistati da Moshe Kahlon, ex del Likud e
creatore del partito Kulanu. Ad evidenziare tra gli altri la questione
è Le Monde, che lo definisce “l’indispensable allié”.
Il successo dei partiti arabi. Sempre
il Corriere della Sera mette in luce la figura di Ayman Odeh, l’arabo
israeliano che è riuscito ad unire integralisti, nazionalisti e
comunisti e fondare un unico partito arabo che si guadagna il terzo
posto nelle elezioni. La sua Lista Unita farà infatti sedere alla
Knesset tra i 13 e 14 arabi israeliani.
“Mancano i verbali degli interrogatori ma emerge comunque un dato
significativo: non parlò. Dopo il suo arresto non risultano fermi
legati a sue dichiarazioni”. È quanto sostiene Pierluigi Guiducci,
storico della Chiesa e coordinatore di una commissione di studio
sull’operato di Giovanni Palatucci i
cui lavori sono stati condotti in autonomia rispetto al gruppo
coordinato del Cdec cui l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha
affidato l’incarico di fare chiarezza sull’ex questore di Fiume, il cui
status di Giusto tra le Nazioni è stato recentemente messo in
discussione. Senza in realtà fornire prove concrete a sostegno delle
attività di salvataggio di ebrei condotte da Palatucci, ma solo
supposizioni e interpretazioni, Guiducci annuncia di essersi basato su
materiale raccolto in numerosi archivi, tra cui quello dell’UCEI.
All’interno della sua commissione annuncia inoltre la presenza di
esperti “di fede ebraica”.
“Raccolte nuove testimonianze sul questore che salvò migliaia di ebrei”, titola l’Osservatore Romano.
Dieudonné condannato.
Il Fatto Quotidiano, tra gli altri, riporta la condanna a due mesi di
prigione con la condizionale per il comico francese Dieudonné per
apologia di terrorismo. Deiudonné, già noto per i suoi attacchi
antisemiti, dopo i fatti di Parigi aveva scritto sul proprio profilo
Facebook ‘Je suis Coulibaly’, facendo riferimento al terrorista che
attaccò il supermercato Hypercacher uccidendo quattro persone e
precedentemente una poliziotta.
Rachel Silvera
twitter @rsilveramoked
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