8 aprile 2015 - 19 Nissan 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav David Sciunnach e
Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto
Cavaglion e Francesco Lucrezi.
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Maurizio Molinari @Maumol
8 aprile
#Siria, l'allarme dell'#Onu: a #Yurmuk una nuova #Srebrenica VIDEO http://www.lastampa.it/
Tablet Magazine @tabletmag
8 aprile
Netanyahu consistently wins elections because he's mastered the art of the TV appearance, say @Leviyonit & @usegal: http://po.st/RpLnIn
The New York Times @nytimes
7 aprile
An ancient Chinese community celebrates Passover and its Jewish roots http://nyti.ms/1F9liC1
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#PE24BreakingNews
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Isis, strage di palestinesi in Siria
Si
parla di mille vittime, di venticinque decapitazioni e di 18mila
persone, di cui 3500 bambini, intrappolate in condizioni gravissime. È
il bilancio di quanto sta accadendo nel campo profughi palestinese di
Yarmouk, in Siria, assediato dal primo aprile dalle milizie jihadiste
dell'Isis, situato a pochi chilometri da Damasco. Un altro eccidio
compiuto dagli uomini del Califfato, che hanno conquistato assieme ai
propri alleati - un nugolo di fazioni islamiste tra cui il Fronte Nusra
legato ad Al Qaeda, come racconta Alix Van Buren su Repubblica - il 90
per cento di Yarmouk, il più grande campo profughi palestinese che
prima dello scoppio della guerra in Siria ospitava circa 150mila
persone. “Ieri in serata – scrive Lorenzo Cremonesi sul Corriere,
ricostruendo il dramma di Yarmouk - il deputato arabo israeliano Ahmed
Tibi ha dichiarato al quotidiano Ha'aretz che 'il movimento fascista di
Isis' avrebbe ucciso 'mille palestinesi' tra cui l'imam della moschea
di Hamas e accusava i Paesi arabi di 'vergognosa passività'”.
I palestinesi e l'onda nera dell'Isis.
Per Gad Lerner (Repubblica), la strage di Yarmouk è l'emblema della
strategia del terrore dell'Isis, a cui non interessano la causa
palestinese e – per il momento – la distruzione di Israele ma il cui
fine primario è “l'islamizzazione globale” e l'annientamento
dell'infedele, sia questi ebreo, cristiano, “Cui si aggiungono gli
eretici, primi fra tutti i musulmani sciiti, senza nessuna pietà per
gli stessi sunniti che osano frapporsi al disegno oscurantista del
Califfo”. “Il mondo arabo – scrive Lerner in riferimento all'azione
dell'Isis - che da oltre un secolo cerca la sua faticosa unità -
dapprima col panarabismo di stampo nasseriano, poi con l'integralismo
religioso - nella riconquista di Gerusalemme empiamente occupata, viene
chiamato per prima cosa all'obbligo di assoggettarsi al Califfato. La
distruzione di Israele e la causa dei palestinesi, vengono dopo”. A
dimostrarlo, la cautela delle milizie vicine al Califfato sul Golan, al
confine con Israele. “I tagliagole avranno di certo calcolato di
non essere attrezzati, per il momento, a uno scontro diretto con Tshaal
(esercito israeliano)”, scrive Lerner.
Gli eroi della Brigata Ebraica.
Sul Corriere della Sera, Paolo Rastelli racconta la storia dell'unità
di volontari ebrei, costituitasi nella Palestina mandataria, che ebbe
un ruolo di primo piano nella liberazione dell'Italia dal nazifascismo.
“Gli ebrei hanno il diritto di colpire Hitler facendo parte di una
formazione riconoscibile”, scrisse Churchill a Roosvelt, superando le
ultime resistenze alla creazione del corpo militare ebraico. “Così, nel
luglio 1944, fu autorizzata la costituzione della Brigata ebraica su
tre battaglioni di fanteria e unità di supporto per un totale di circa
5mila uomini. La bandiera di combattimento era la Stella di Davide
azzurra in campo bianco (i colori del tallit, lo scialle di preghiera
rituale), rimasta ancora oggi come bandiera dello Stato di Israele”.
Nell'articolo si riporta la decisione di non far sfilare le bandiere
della Brigata Ebraica al corteo romano del prossimo 25 aprile, a
seguito delle contestazioni subite negli scorsi anni.
Da tutto il mondo al Tempio Maggiore di Roma.
“Un nuovo progetto è stato recentemente intrapreso per iniziativa
dell’Ambasciata di Israele presso la Santa Sede: gruppi di sacerdoti,
suore, seminaristi e novizie vengono portati a visitare il Museo
ebraico, la Sinagoga spagnola e la Grande Sinagoga nel quartiere
ebraico di Roma. Fino ad ora tre gruppi hanno aderito a questa
iniziativa, per un totale di 200 persone” (Avvenire).
Israele-Usa, la questione del nucleare iraniano.
Per Sergio Romano (Corriere della Sera), non si possono paragonare gli
accordi di Losanna (nucleare iraniano) con quanto accaduto tra le forze
occidentali e la Germania nazista a Monaco (settembre 1938): ovvero
all'Iran non si starebbe concedendo mano libera per mettere in pericolo
il mondo come accadde con Hitler. Per Bernard Guetta (Repubblica),
l'accordo di Losanna potrebbe realizzare un “sogno” di portare a una
ricomposizione delle fratture mediorientali e interne all'Iran. Un
sogno a cui Israele non crede, viste le continue minacce proferite da
Teheran contro lo Stato ebraico. Per questo il primo ministro Benjamin
Netanyahu, come scrive Vittorio Emanuele Parsi sul Sole 24 ore in
un'editoriale aspramente critico della politica israeliana, sta
cercando di far sì che il Congresso Usa affossi l'accordo di Losanna.
Modiagliani a Torino.
Il ragazzo di Parigi, così il Corriere titola l'articolo dedicato al
pittore Amedeo Modigliani, ebreo livornese che si immergerà nella
Parigi dell'arte del primo Novecento, diventandone uno dei
protagonisti. Alla Galleria d'arte moderna di Torino una mostra ne
ripercorre il periodo francese e i legami con altri celebri artisti
come Chagall e Soutine.
Daniel Reichel twitter @dreichelmoked
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