7 maggio 2015 - 18 Iyar 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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IlSole24ORE @sole24ore
7 maggio
Incendio a Fiumicino, tre intossicati. Scalo chiuso fino alle 14 http://bit.ly/1ReXTTA
Gil Hoffman @Gil_Hoffman
7 maggio
Likud, Bayit Yehudi coalition negotiating teams worked all night to finalize deal. They are still not done!
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#PE24BreakingNews |
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Israele ha un nuovo governo
intesa tra Netanyahu e Bennett
Diverse
concessioni all'alleato Naftali Bennett e un esecutivo che poggia su
una maggioranza di un solo voto alla Knesset (61 seggi su 120). Prende
così forma il nuovo governo di Israele, guidato dal primo ministro e
leader del Likud Benjamin Netanyahu. Ci sono voluti 42 estenuanti
giorni di trattative per formare la coalizione, come ricorda oggi
Repubblica, e a uscire rafforzato da questo braccio di ferro è stato il
leader di Habayt HaYehudi Bennett: con la defezione dell'ex alleato di
Netanyahu Avigdor Lieberman – ministro degli Esteri uscente che ha
scelto di stare all'opposizione – il peso politico di Bennett è
cresciuto notevolmente, tanto da costringere Netanyahu a concedergli il
ministero della Giustizia, che sarà guidato da Ayelet Shaked (“le sue
posizioni estremiste preoccupano già gli attivisti per i diritti
civili, anche se il primo ministro ha posto dei limiti al mandato”,
scrive il Corriere). “Un'estorsione”, affermano i vertici del
Likud, uscito nettamente vincitore dalle ultime elezioni, riuscendo a
sottrarre parte dell'elettorato proprio alla destra oltranzista di
Bennett. Ma le concessioni di Netanyahu al leader di Habayt HaYehudi
potrebbero essere riequilibrate in un futuro non tanto lontano: il
Primo ministro ha nel cassetto l'idea di creare un governo di unità
nazionale con il partito di centro sinistra Unione sionista guidato da
Isaac Herzog. A lui Netanyahu vorrebbe affidare, nel caso di larghe
intese, il ministero degli Esteri, al momento rimasto vacante.
Regno Unito al voto.
Oggi si aprono le urne Oltremanica e i sondaggisti prevedono un
pareggio tra i due principali contendenti: il conservatore nonché
premier uscente David Cameron e il laburista Ed Miliband. Se nessuno
dei due riuscirà a prevalere sull'altro, scrive Repubblica, per
entrambi si profila il rischio di una fine anticipata della propria
carriera ai vertici dei rispettivi partiti. “Qualcuno sostiene che i
due sono più simili di quanto sembri – sostiene Repubblica - Uno figlio
di un banchiere, l'altro di uno storico marxista di origine ebraica
(ieri il Sun è stato accusato di un attacco antisemita a Miliband, per
averlo sbeffeggiato con una foto in cui quasi si strozza mangiando un
panino alla pancetta), vengono però dalla stessa università di élite (
Oxford ), fanno entrambi politica da quando erano giovanissimi, hanno
casa nei quartieri più chic delle rispettive tribù londinesi e si sono
entrambi allontanati dal centro dell'elettorato, Cameron su posizioni
liberiste, Miliband con richiami al socialismo. Ciascuno inoltre ha il
peggior nemico in casa propria: il sindaco di Londra Boris Johnson
potrebbe portare via il posto a Cameron, l'ex-ministro degli Esteri
laburista David Miliband potrebbe portarlo via a suo fratello minore
Ed”.
Alla sinagoga tunisina di El Ghriba.
“Si sta svolgendo tra rigide misure di sicurezza il pellegrinaggio
ebraico alla sinagoga di El Ghriba, sull'isola tunisina di Djerba, che
tradizionalmente si compie in occasione della festività ebraica di Lag
Ba- omer (che quest'anno si celebra il 7 maggio)”. Lo racconta
l'Osservatore Romano, sottolineando come il governo israeliano sia
fortemente preoccupato dalla possibilità di attentati in Tunisia,
sconsigliando ai propri cittadini di recarvisi.
L'affaire Halimi.
Sarà trasmesso questa sera su Rai2 il film di Alexandre Arcady “24
jours, la vérité sur l’affaire Ilan Halimi” che ricostruisce il
rapimento nel 2006 del ragazzo ebreo francese Ilan Halimi, ritrovato
agonizzante dopo 24 giorni di prigionia, morto in ospedale e diventato
il simbolo di un antisemitismo sempre più cruento. Nello speciale di
Virus – scrive il Corriere - che seguirà il film gli interventi del
rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e del filosofo Bernard Henri
Levy. Il lungometraggio è stato proiettato ieri a Roma, come racconta
il Messaggero ricostruendo la serata, su iniziativa dell’associazione
Progetto Dreyfus.
Germania, neonazisti contro l'Islam.
Progettavano attentati in Germania contro “esponenti salafiti e
strutture di accoglienza per richiedenti asilo e moschee”, racconta il
Fatto Quotidiano in merito al gruppo di estrema destra Oldschool
Society. La polizia tedesca ha arrestato tre uomini e una donna,
considerati i vertici della formazione neonazista.
Milano, in memoria di Alberto Vigevani.
Sarà inaugurato oggi alle 15 il giardino di piazzale Doroteo dedicato
“a uno degli uomini più rappresentativi della cultura della nostra
città: Alberto Vigevani, scrittore ed editore (1918-1999)” (Corriere).
Gli ebrei di Mashad.
Al Circolo Culturale Noam oggi presentazione del libro di Daniel
Fishman “Il grande nascondimento. La straordinaria storia degli ebrei
di Mashad”, editore Giuntina (Corriere).
Francia, il sindaco che scheda i bimbi musulmani.
Polemiche oltralpe per l'affermazione del sindaco di Béziers Robert
Ménard, fondatore di Reporters Sans Frontières e vicino all'estrema
destra del Front National, che ha dichiarato che il 64,5 per cento
degli allievi delle scuole cittadine sono musulmani. “Sono le cifre del
municipio che dirigo - ha detto Ménard - Mi spiace ma il sindaco ha i
nomi, classe per classe, dei bambini. So che non si può ma lo faccio lo
stesso”. Come spiega il Corriere “schedare i cittadini su base etnica o
confessionale in Francia è illegale dal 1978 e può portare a una
condanna”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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