David
Sciunnach,
rabbino
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“…
è buona o cattiva …” (Bemidbàr 13, 19). Il Sefèr ha-Zechùt commenta
queste parole del verso sottolineando che la terra d’Israele è buona,
ed anche se agli occhi degli esploratori essa possa sembrar cattiva la
sua santità è presente ed eterna. La sua bontà è ricoperta e nascosta e
verrà rivelata solo nel momento in cui il popolo d’Iraele entrerà per
prenderne possesso.
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David
Assael,
ricercatore
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Davvero
pietoso lo spettacolo che sta dando l’Italia sulla questione migranti.
Con un’affluenza che determina la presenza di un immigrato ogni 1000
abitanti, si è scatenata una corsa a chi mostra con maggiore forza la
faccia feroce. La lega di Salvini ne ha fatto il cavallo di battaglia
della propria azione politica, subito seguito dalla nuova (sigh!) Forza
Italia di un sempre disposto a tutto Silvio Berlusconi, insuperabile
esempio di cinismo politico volto alla sola salvaguardia dei propri
affari.
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Libia, l'Isis avanza
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Mentre
il Parlamento filoccidentale di Tobruk respinge la terza proposta
dell’Onu per porre fine alla guerra civile con Tripoli dominata dai
Fratelli Musulmani, in Libia prosegue l’avanzata dell’Isis, i cui
combattenti hanno conquistato ieri la centrale elettrica alla periferia
di Sirte, e avanzano verso ovest (La Stampa). Ad un anno dalla
conquista di Mosul in Iraq da parte dei jihadisti, le immagini e le
testimonianze di un documentario trasmesso dall’emittente britannica
Bbc, girate dal reporter Ghadi Sary, descrivono invece dall’interno la
vita di terrore e violenza sotto il controllo del Califfato (La Stampa).
UE, salta il piano sui migranti. Si allungano i tempi per il via libera
all’Agenda sull’immigrazione della Commissione Europea sul
ricollocamento di 40 mila migranti (di cui 24 mila dall’Italia). La
scadenza avrebbe dovuto essere il primo luglio, ma a causa delle
divisioni emerse nelle scorse settimane sul meccanismo di ripartizione
obbligatoria tra i vari paesi, non ancora superate, è probabile che il
provvedimento non sia adottato prima di settembre (Corriere della
Sera).
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memoria - l'intervento di ucei e aned
Belzec, l'asta non si farà
“Il
ritiro della gara d'asta che avrebbe messo in vendita ciò che resta del
campo di sterminio di Belzec, che dal punto di vista ebraico ha il
valore di un grande cimitero, è una notizia che dà sollievo. Viene
infatti meno, almeno momentaneamente, il pericolo di un uso distorto di
un luogo che segna la Memoria del Novecento e dei suoi orrori”.
Lo dichiara in una nota il presidente dell'Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, commentando la decisione delle
ferrovie polacche, proprietarie del sito, di fare marcia indietro in
accordo con il Museo di Stato di Majdanek e l'amministrazione cittadina.
Una decisione che arriva dopo che, nelle scorse ore, molte voci si
erano levate a riguardo nell'opinione pubblica italiana e
internazionale per preservare il ricordo di un sito che, sottolinea
Gattegna, “è patrimonio dell'umanità intera”.
Molteplici i soggetti mobilitati in un'azione che ha visto lavorare al
fianco e a stretto contatto l'Unione delle Comunità e l'Associazione
Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti.
“Siamo soddisfatti, è un successo per tutti coloro che hanno creduto in
questo impegno. Ed è la dimostrazione che le nostre richieste andavano
nella giusta direzione” spiega a Pagine Ebraiche il vicepresidente
dell'Aned Dario Venegoni. Scongiurata la vendita, resta ancora da
individuare l'uso più adeguato che verrà fatto della struttura.
Obiettivo degli enti coinvolti, stando alle dichiarazioni ufficiali, è
quello di far sì che l’ex kommandantur del lager passi a un museo o una
fondazione in conformità con la legge. “Incassiamo questo risultato, ma
allo stesso tempo sappiamo che per il futuro servirà la massima
vigilanza. È stato evitato un rischio grave – spiega Venegoni – adesso
serve grande attenzione”.
Da parte dell'Aned massima disponibilità a cooperare, anche nella
consapevolezza che i mezzi a disposizione del museo sono relativamente
limitati. “Molti luoghi della Memoria sono oggi a rischio, il pericolo
è sempre incombente. L'obiettivo che ci prefiggiamo è che l'Unesco
arrivi un giorno a farsi carico della loro tutela su scala europea. Ci
vorrà del tempo – conclude– ma è quella la strada da percorrere”.
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dafdaf giugno 2015
Expo, la voce dei ragazzi
Nonostante
l’inaugurazione sia avvenuta da poche settimane, sono già tantissime le
scuole che hanno portato i propri alunni in gita all’Expo. La redazione
di DafDaf ha trovato i loro commenti e le loro fotografie più
interessanti di qualsiasi spiegazione, che a volte rischia di essere
noiosa… così sul numero 57 del giornale ebraico dei bambini – che è in
distribuzione in questi giorni e che potete scaricare cliccando qui
– sono pubblicati commenti e fotografie fatte dalla V della primaria
Isacco Sansone Morpurgo di Trieste, dalla III A della primaria
Alessandro da Fano di Milano e dalle tre classi della secondaria di
primo grado Emanuele Artom di Torino. Hanno imparato tante cose, e
conosciuto mondi nuovi, hanno “Vissuto l’emozione delle api” e scoperto
non solo che “Il cacao è amarissimo, sono gli altri paesi ad aggiungere
lo zucchero”, ma anche che “Se le api si estinguono anche gli uomini
muoiono e questa è la biodiversità”. I più grandi si sono fatti un’idea
molto chiara su diversi argomenti, e non si sono fatti problemi a
criticare e commentare anche con durezza le cose che non hanno
apprezzato… se andate all’Expo seguite i loro consigli, ne vale la
pena, fidatevi.
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Expo milano - padiglione israele
Kasherut, regole e innovazioni
Ancora
l'universo delle start up israeliane protagoniste ad Expo. In queste
ore si è tenuto infatti al Padiglione Israele il secondo appuntamento
organizzato dall'ufficio Commerciale e Investimenti d’Israele a Milano.
Un incontro ideato per presentare alcune delle innovazioni israeliane
nel mondo agroalimentare e per creare possibili collaborazioni con
aziende italiane. E dopo una mattinata dedicata all'innovazione, questa
sera il tema del Padiglione Israele sarà la tradizione alimentare
ebraica con la presentazione del libro "La dieta kasher: storia, regole
e benefici dell’alimentazione ebraica” (AA.VV., a cura di Rossella
Tercatin, Giuntina 2015), appuntamento organizzato dal Keren Kayemeth
Leisrael (Fondo Nazionale Ebraico) assieme all’Associazione Medica
Ebraica. Nel corso dell'incontro l'assessore alla Casherut dell'Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Jacqueline Fellus racconterà
l'evolversi del progetto K.it, l'ente nazionale per la kasherut in
Italia. Ospiti dell'evento – introdotto dal Consigliere UCEI nonché
presidente dell'Ame Italia Giorgio Mortara – rav Alberto Moshe Somekh
assieme a Victoria Acik, medico omeopata, e Laura Ravaioli, chef del
Gambero Rosso Channel e collaboratrice di Pagine Ebraiche.
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calcio Paulo Sousa verso Firenze.
Con Tel Aviv nel cuore
Non
esistono più i tabù di una volta. E così, concluso il tredicesimo anno
dell'era Della Valle a Firenze, si vocifera che sulla calda panchina
viola possa approdare quello che, per alcune stagioni, è stato uno dei
simboli della corazzata bianconera che Marcello Lippi portò in vetta
all'Europa nella primavera del '96. Paulo Manuel Carvalho Sousa, per
tutti Paulo Sousa, è stato uno dei più forti giocatori di quell'epoca,
autentico beniamino della curva bianconera. Oggi, appesi gli scarpini
al chiodo, le giuste traiettorie prova ad insegnarle dalla panchina.
E se qualcuno lo segue, e la vittoria dell'ultimo campionato svizzero
col Basilea sta a dimostrarlo, è anche grazie all'esperienza maturata
nella città che, pur periferia del calcio, ha rappresentato un
investimento importante nella sua vita, da un punto di vista
professionale e non solo: Tel Aviv.
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qui Roma - lo studio di micol ferrara
Ghetto, una nuova prospettiva
“Dentro
e fuori dal ghetto” (ed. Mondadori Education), il nuovo libro di Micol
Ferrara, docente del diploma di laurea triennale in studi ebraici
dell'UCEI, non è un semplice manuale di storia o di storia sociale, ma
si spinge ancora più in profondità: scavalcate le barriere fisiche e
temporali ricostruisce la topografia del ghetto di Roma in età moderna,
si fa strada fra gli altissimi angusti palazzi nei quali per secoli
furono confinati gli ebrei; mattone dopo mattone riassembla il
ghettarello, il ghetto scomparso riportato recentemente alla luce dallo
studioso Giancarlo Spizzichino (1938-2014) e rianima i rapporti che
intercorsero tra cristiani ed ebrei attraverso la figura dei
convertiti.
Questo e molto altro è quanto emerso durante la presentazione
dell'opera che ha visto il confronto, nella cornice del Museo di Roma
in Trastevere, di Gianni Di Domenico, responsabile di Mondadori
Education; Martine Boiteux (École française de Rome); Claudio Canonici
(Issr "A. Trocchi"); Michael Gasperoni (École française de Rome) e
Carlo Maria Travaglini (Università degli Studi Roma Tre), moderati da
Myriam Silvera, coordinatrice del diploma triennale UCEI, e alla
presenza di numerosi storici tra cui Anna Foa, che del libro firma la
prefazione, e di David Kertzer, studioso del rapporto tra ebraismo e
Chiesa e autore, fra gli altri, del volume “Prigioniero del Papa Re”
(ed. Rizzoli) incentrato sul caso di Edgardo Mortara.
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qui roma - libri Storie di "indesiderabili"
Militari,
arrestati in larga parte dopo l’otto settembre. Uomini rastrellati per
strada, nei bar, nelle sale da biliardo. Ebrei scampati alla razzia del
16 ottobre. Sono gli elementi “indesiderabili”, come li avrebbero
definiti i criminali di Salò, deportati il 4 gennaio del ’44 dal
carcere di Regina Coeli a Mauthausen.
Eugenio Iafrate, vicepresidenze della sezione romana dell’Aned,
ripercorre quel viaggio scavando nelle sue dimensione privata,
nell’abisso di orrore in cui precipitò il fratello del nonno, Valrigo
Mariani, la cui storia – viene spiegato – “anima i racconti di famiglia
fin da quando ero piccolo”.
“A me arrivavano solamente notizie frammentarie e confuse – annota
Iafrate – ma dai discorsi ascoltati di nascosto arrivai presto a capire
che doveva essere stato un antifascista, un perseguitato disperso o
morto in Germania”. Fino al 2004, anno della piena consapevolezza, con
la visita a Mauthausen e la conferma che lo zio Valrigo, nonostante “un
teutonico errore sul nome”, vi aveva trascorso gli ultimi mesi di vita.
Da questo lavoro di elaborazione nasce “Elementi indesiderabili”,
volume edito da Chillemi che sarà presentato questo pomeriggio alle 18
in Campidoglio, nella sala del Carroccio. Tante le biografie che
vengono riportate alla luce o di cui si arricchisce la memoria, come
quella di Mario Limentani, “il Veneziano”, la cui vicenda è stata
ripercorsa con impagabile dedizione dalla ricercatrice Grazia Di Veroli
ne “La scala della morte” (ed. Marlin).
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Ticketless
- Nostalgia d'Europa |
Vorrei
unirmi a coloro che, sull’ultimo numero di Pagine Ebraiche, rievocano
la figura, davvero indimenticabile, di Augusto Segre. Alle parole
commosse di Rav Riccardo Di Segni, dedicate alle radici piemontesi del
Maestro, vorrei aggiungere un ricordo personale. Considero le “Memorie
di vita ebraica”, non solo, si dimentica quasi sempre di ricordarlo,
uno di quei colpi da maestro di cui era capace soltanto Renzo De
Felice, che riuscì a convincere a scrivere una autobiografia chi per
indole era estraneo ad ogni narcisismo letterario.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Informazione |
L’informazione
ha il compito di informare e, da quando l’umanità ha scoperto il
linguaggio, alcuni uomini, per vari motivi, si sono assunti il compito
di dare notizia ad altri – vicini o lontani, contemporanei o delle
generazioni future – di alcune vicende ritenute di interesse comune.
Naturalmente anche l’informazione, come ogni attività umana, può e deve
essere studiata, interpretata, raccontata. Il modo in cui si danno le
notizie è anch’esso una notizia, che chiede di essere data e
commentata, l’historia rerum gestarum fa anch’essa parte delle res
gestae. Tito Livio racconta la storia di Roma, ma è anche un elemento
della storia che contribuisce a costruire.
Francesco Lucrezi, storico
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Giochi all'ombra della guerra |
I
progetti per la commemorazione della Shoah sono una parte
imprescindibile dei programmi educativi israeliani. Il Liceo Anna Frank
dell’Alta Galilea è andato oltre: nello spettacolo “Giochi all’ombra
della guerra” 15 ragazzi di 16 anni hanno rappresentato la Shoah
europea e la Shoah del Nord Africa. Nel corso dell’anno scolastico
hanno incontrato sopravvissuti ai campi di sterminio in Europa e ai
pogrom perpetrati verso gli ebrei della Libia e hanno raccolto le loro
testimonianze. Guidati da Bar Pesach, Roni Lebel e Limor Barko,
insegnanti di danza e teatro al liceo, hanno trasformato le storie di
fughe, di separazioni, di paura, in un toccante spettacolo. “Giocavate
da bambini? – “Potevate uscire di sera?” “Come affrontavate il
pericolo?” “Come vi hanno separato dai vostri genitori?” Ogni risposta
ha dato vita a una scena commovente che i ragazzi hanno interpretato
davanti al pubblico emozionato.
Angelica Calò Livne
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