26 giugno 2015 - 9 Tamuz 5775 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas
Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una
riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano, Ilana Bahbout e
Laura Salmon.
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The Times of Israelome
@TimesofIsrael
25 giugno US slams Palestinians’ Israel war crimes suit http://dlvr.it/BKd4Zq
Haaretz.com
@haaretzcom
25 giugno
Portuguese citizenship law attracts 250 Jewish applicants, primarily from Turkey http://htz.li/2JF
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#PE24BreakingNews
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L'Isis torna a Kobane
Nuovo
attacco a sorpresa dei miliziani dello Stato Islamico nella città curda
di Kobane, al confine con la Turchia, diventata il simbolo della
resistenza per aver respinto l’esercito del Califfato nel gennaio
scorso dopo una battaglia durata mesi. I jihadisti sono riusciti a
infiltrarsi indossando divise dei peshmerga e dell’esercito siriano,
riconquistando alcuni quartieri della città, punto importante per il
controllo della strategica frontiera con la Turchia, da dove provengono
volontari, armi e rifornimenti. I vertici curdi hanno accusato il
governo di Ankara di aver aiutato i nemici, permettendo loro di entrare
attraverso la Turchia, da cui sono però arrivate smentite (La Stampa).
Parallelamente il Califfato ha scatenato un’offensiva anche contro
Hassakeh, capoluogo dell’omonima provincia nel nord-est della Siria, in
parte controllata dalle formazioni armate curde, in parte dall’esercito
fedele ad Assad. Per gli analisti, riporta Repubblica, l’attacco
combinato costituisce una controffensiva dell’Isis per fermare
l’avanzata delle milizie curde verso Raqqua, dopo essere stato
costretto dai resistenti curdi a ritirarsi da Tel Abyad e Ayn Issa,
lasciando Raqqua, poco distante e maggiore città dello Stato Islamico
in Siria, esposta a un possibile attacco.
Nucleare iraniano, si tratta.
È il 30 giugno la data prefissata per giungere a un accordo sul
nucleare iraniano, i cui negoziati finali avverranno a Vienna, dove sta
arrivando oggi il segretario di Stato statunitense John Kerry. Sarà
raggiunto domani dal ministro degli Esteri di Teheran, Javad Zarif, e
dai ministri di Gran Bretagna, Francia, Germania, Russia e Cina. Ancora
numerose le questioni aperte, tra cui la conoscenza precisa dello stato
dell’arte delle ricerche iraniane in tema di sviluppo nucleare che
Teheran vorrebbe comunque continuare, ma anche le modalità dei
controlli sui siti iraniani e quelle di una eventuale riapplicazione
delle sanzioni se l’Iran dovesse mostrarsi inadempiente. L’Iran dal
canto suo ha insistito in caso di accordo sulla rimozione delle
sanzioni dell’Occidente, condizione che tuttavia difficilmente si
verificherebbe per la difficoltà del processo legislativo negli Stati
Uniti e per la presenza del paese nella lista degli Stati fautori del
terrorismo. Nelle ultime settimane, segnala il Corriere, si è tuttavia
scatenata la corsa delle compagnie petrolifere a riaccreditarsi in
vista di una possibile riapertura del mercato iraniano.
L’Onu e il conflitto israelo-palestinese. L’edizione
internazionale del New York Times fa il punto sul rapporto sui crimini
di guerra a Gaza, presentato al Consiglio per i Diritti Umani delle
Nazioni Unite dalla presidente della commissione d’inchiesta Mary
McGowan Davis, di cui viene denunciata la natura faziosa
nell’attribuire a Israele “gravi violazioni del diritto internazionale”.
L’Onu intanto torna a chiedere il rilancio del dialogo, con un appello
del segretario generale Ban Ki-Moon al premier israeliano Benjamin
Netanyahu a “tradurre in fatti le ultime incoraggianti dichiarazioni
sulla soluzione dei sue Stati per la risoluzione del conflitto”
(L'Osservatore Romano).
Il B’nai B’rith International in Vaticano. “Sono
tanti i campi nei quali, ebrei e cristiani, possiamo continuare a
lavorare insieme per il bene dell’umanità nel nostro tempo, e in
maniera particolare per la pace”. Queste le parole pronunciate da papa
Bergoglio ricevendo ieri in udienza in Vaticano una delegazione del
B’nai B’rith International (L'Osservatore Romano).
Auschwitz, il futuro del Memoriale italiano. Sul
Fatto Quotidiano, Furio Colombo risponde a una lettera di Paolo Coen,
professore di Tecniche e linguaggi figurativi dell’Università della
Calabria, in merito alla richiesta del direttore del Museo Nazionale di
Auschwitz Piotr Cywinski di rimuovere il memoriale italiano in quanto
“incapace di rispettare gli standard didattici e pedagogici richiesti
dal Museo”.
Colombo critica le parole del ministro Franceschini, che alcune
settimane fa aveva affermato: “II memoriale italiano non è più adatto
ad Auschwitz e non è gradito alle autorità polacche”.
Secondo Colombo la rimozione dello stesso manifesterebbe il desiderio
da parte di Varsavia “di rimuovere il fascismo come causa prima del
male, la Resistenza come il momento di Liberazione”.
Il National Day d’Israele all’Expo.
Il Corriere Milano racconta la festa di Expo per il National Day
d’Israele. “Il tema di questo Expo, e cioè il cibo per tutti, contiene
già il tema della pace” le parole del ministro degli Esteri israeliano
Tzipi Hotoveli, che ha anche anticipato la visita alla manifestazione
del presidente Reuven Rivlin in settembre.
Vertice Ue, nessuna intesa sui migranti.
Nessuna intesa raggiunta a Bruxelles sulle quote per la redistribuzione
dei migranti nei paesi dell’Unione Europea nel doppio vertice di ieri
tra capi di Stato e di governo. A opporsi vari paesi dell’est Europa,
tra cui Polonia e Repubblica Ceca, accanto a Spagna e Regno Unito. A
fianco dell’Italia nel richiedere l’applicazione di quote obbligatorie
Germania e Francia.
Il Mercante nel Ghetto.
In partenza in questi giorni a Venezia le quattro settimane di studi
del “Progetto Shylock”, organizzato dalla Fondazione Cini e
dall’Università Ca’ Foscari, nel quale i massimi esperti esplorano il
testo e il contesto del “Mercante di Venezia” di Shakespeare, con
l’obiettivo di rappresentare l’opera teatrale tra le strade del Ghetto
ebraico di Venezia, dove è ambientato, per le celebrazioni dei suoi 500
anni nel 2016, anno in cui ricorrono anche i 400 anni dalla morte del
drammaturgo (Venerdì di Repubblica).
Svelate nuove pagine di Mussolini. La
rivista “Storia in rete” ha ritrovato in Svizzera un diario inedito
firmato da Benito Mussolini, risalente al 1942. “Due sono i mali che mi
dilaniano: i traditori e le pazzie di Hitler”, scriveva il duce, per
concludere il 31 dicembre: “Ora sotto di me si è aperto il precipizio”
(Il Fatto Quotidiano).
“La dieta kasher” a Torino.
Sarà presentato mercoledì 1 luglio a Torino, nei locali della Comunità
ebraica, il volume “La dieta kasher. Storia, regole e benefici
dell’alimentazione ebraica”, a cura della redattrice di Pagine Ebraiche
Rossella Tercatin, edito da Giuntina e promosso dall’Associazione
Medica Ebraica (La Stampa). Il testo è anche presentato sul settimanale
Sette del Corriere della sera.
Francesca Matalon
twitter @fmatalonmoked
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