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29 giugno 2015 - 12 Tamuz 5775

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
 
Maurizio Molinari ‏@Maumol
(29 Giu.)
#Israele, l'inviato #DoreGold e la diplomazia con i giganti sunniti: a #DC con i sauditi, a #Roma con i turchi. Prossima tappa nel Golfo?

 
#PE24BreakingNews
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Accordo sul nucleare in Iran,
molti nodi ancora da risolvere
Era fissato a domani il termine per la firma dell’accordo sul nucleare iraniano tra Teheran e le potenze occidentali. Ma un accordo definitivo non è stato raggiunto per cui i negoziati continueranno oltre la data prevista. Troppi i nodi ancora da risolvere. “E – scrive oggi la Stampa – mentre le parti impegnate nel colloqui, i Paesi del 5+1 (Usa, Gran Bretagna, Cina, Francia e Germania), restano a Vienna, il ministro degli Esteri iraniano Zarif è tornato a Teheran per un giorno di consultazioni con i leader del Paese”. Gli argomenti più spinosi che limitano l’accordo, aspramente criticato da Israele preoccupato per la sua sicurezza, sono le modalità di monitoraggio e le limitazioni che l’Occidente vorrebbe porre al programma nucleare iraniano.

Israeliani-palestinesi, il tentativo di Obama. Il presidente Usa Barack Obama avrebbe intenzione di rilanciare il dialogo tra Israele e Autorità nazionale palestinese prima della fine del suo mandato. A confermarlo il suo collaboratore Mike Yaffe, a cui Obama avrebbe chiesto una serie di proposte per rilanciare le trattative e per salvare “la soluzione dei due Stati”, che verranno discusse una volta chiusi i negoziati sul nucleare iraniano. (La Stampa)

Intercettata Marianne. “La Marina israeliana ha intercettato nella notte la barca svedese ‘Marianne’ che si proponeva di attraccare questa mattina a Gaza per violare il blocco navale”. A dare la notizia è il sito della Stampa che riporta come le truppe speciali Shayelet 13 siano salite a bordo della barca (che faceva parte di una mini flottiglia di tre imbarcazioni intenzionate a raggiungere Gaza) “senza usare la forza” e abbiano fatto scendere i passeggeri che lasceranno Israele nelle prossime ore. Tra le persone a bordo anche il deputato araboisraeliano Basel Ghattas e l’ex presidente tunisino Moncef Marzoucky. Ghattas aveva scritto poche ore prima una lettera al governo israeliano riferendosi ad “un’azione politica contro il blocco economico di Gaza”.

Valls e lo scontro di civiltà. Dopo l’inquietante attacco terroristico nei pressi di Lione, il primo ministro Manuel Valls ha dichiarato: “La guerra contro il terrorismo è una guerra di civiltà. Dobbiamo difendere la nostra società, la nostra civiltà, i nostri valori”. Frasi di rottura che, secondo Repubblica, richiamerebbero alla teoria dello “Scontro di civiltà” del conservatore Samuel Huntington adottata dal presidente George W. Bush e a lungo criticata dagli intellettuali di sinistra. A giudicare negativamente le frasi di Valls anche lo scrittore algerino Yasmina Khadra sul Corriere: “è una sciocchezza che finisce per legittimare dei criminali che non rappresentano alcuna civiltà”.

Renzi e le unioni civili: “Manterrò la parola data”. Così il premier Matteo Renzi dichiara l’intenzione di proseguire il proprio impegno sulle leggi che regolino le unioni civili, come aveva preannunciato alla Leopolda del 2012. L’idea di Renzi è quella di una civil partnership secondo il modello tedesco, cioè che preveda quasi tutti i diritti e doveri del matrimonio, ma non l’adozione, possibile solo se si tratta del figlio di uno dei due componenti della coppia. (Corriere della Sera)

Gay pride, scontri in Turchia. Gas lacrimogeni e proiettili di gomma: è sfociata nella violenza la marcia pacifica del Gay Pride che si stava svolgendo ieri ad Istanbul. La manifestazione non era stata autorizzata e oltre alla polizia in assetto antisommossa, ad intervenire sono stati anche gruppi di uomini in abiti civili, sia nazionalisti, sia musulmani conservatori. “Questa gente non ha lanciato né pietre né molotov – ha raccontato uno dei partecipanti della marcia – Ma tutto questo fa capire molto bene che cosa sta succedendo in Turchia oggi. Tutte le richieste per ottenere maggiori diritti finiscono così”. (Repubblica)

Isis: l’opinione dei musulmani italiani. Sono positivi i dati che emergono da un sondaggio condotto dalla Fondazione Moressa per Repubblica tra i musulmani che vivono in Italia: l’88,5% degli intervistati si è espresso contro lo Stato islamico e lo ha giudicato un gruppo terroristico non ispirato all’Islam e l’80,9% si è espresso contrario anche al fenomeno dei foreign fighters, i musulmani europei che lasciano la propria casa per combattere al fianco dei terroristi. La ricerca rivela però anche delle criticità: il 63% ritiene infatti che la propria libertà di culto in Italia non sia garantita. Intanto sempre Repubblica riporta la notizia che il più alto numero di combattenti che lasciano il paese per unirsi al Califfato partono dalla Tunisia: sarebbero 3000 secondo le stime ufficiali e 9000 secondo gli analisti.

Roma, rafforzata la sicurezza. Dopo gli attacchi in Tunisia, Francia e Kuwait, sale il livello di allerta nella Capitale. Tra gli obbiettivi sensibili anche la zona dell’ex ghetto e della sinagoga centrale dove “sarebbero già scattate misure di prevenzione con gli ingressi sbarrati da transenne e il divieto di accesso in auto al quartiere tranne che per i residenti”. (Leggo Roma)

Milano e il boicottaggio contro Israele. Sabato sera in via dei Mercanti a Milano è comparso uno striscione dedicato al boicottaggio ai danni di Israele che recava la sigla della campagna internazionale Bds. Il Giornale a riguardo titola, “Dopo le stragi Isis, cosa chiedo i filopalestinesi? ‘Sanzioni a Israele’”.

Rachel Silvera twitter @rsilveramoked
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