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7 agosto 2015 - 22 Av 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
Ekev, così si chiama la Parashà settimanale, che viene generalmente tradotto con ‘ricompensa’ o ‘premio’. Il Midrash sottolinea il fatto che Ekev possa anche significare ‘tallone’ e Rashi richiama l’allusione con le mitzvot considerate meno importanti e quindi osservate con ‘i talloni’ o con i piedi diremmo in italiano. Mitzvot drammaticamente importanti per tutti i tempi e per i nostri in particolare: la dignità del prossimo, il rispetto altrui, il rispetto di ogni vita, a cominciare dal ‘nemico’.
 
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Quando si parla di Israele (e non solo) le categorie di destra e sinistra non reggono. La stampa italiana sembra non accorgersene, ma è proprio sbagliato applicare l’equazione ortodosso=destra, oppure laico=sinistra. Le dinamiche che stanno scavando un solco sempre più profondo nella società israeliana non sono più leggibili secondo queste due vetuste categorie e si vanno rapidamente adeguando all’ambiente mediorientale.
 
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Il monito di Lapid
“Il mondo è uscito di senno?”. Si chiude così l’appello dell’ex ministro delle Finanze israeliano Yair Lapid, pubblicato dal Corriere della Sera, nel quale mette in guardia l’Europa sul pericolo dell’accordo nucleare con l’Iran. Per Lapid i problemi sarebbero due: “Il primo è che le condizioni stabilite sono pessime. il sistema di ispezioni è carente, gli iraniani potranno continuare a sviluppare il programma militare e il messaggio recapitato al Medio Oriente è che l’Occidente è debole e fiacco”. Ecco invece il secondo: “Questo accordo sta diventando l’unico criterio di giudizio dell’Iran nell’arena internazionale”. Un Iran, specifica, coinvolto nella guerra in Siria e nel terrorismo.
 
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  davar
israele
Netanyahu e il bilancio incerto
Mentre si sta confrontando con le tensioni interne al Paese e, sul piano internazionale, con la questione dell'accordo iraniano, il governo di Benjamin Netanyahu è riuscito a portare a casa un risultato: l'approvazione del Bilancio 2015 e 2016.

Nelle scorse ore, infatti, venti ministri dell'esecutivo hanno dato il loro appoggio al budget presentato dal ministro delle Finanze Moshe Kahlon (unico astenuto, il titolare della Difesa Moshe Yaalon). “Come promesso, abbiamo approvato il Bilancio dello Stato senza opposizioni – ha dichiarato il Premier Netanyahu dopo l'approvazione – Questo dimostra la coesione all'interno della coalizione e del gabinetto. Questo Bilancio è equilibrato, responsabile, si occupa della crescita e prende provvedimenti per il taglio del costo della vita”. Dietro alla soddisfazione del primo ministro però, sottolineano gli analisti, si nasconde l'incertezza rispetto a quanto accadrà alla Knesset, il parlamento israeliano, chiamato a fine agosto – e poi a novembre – all'approvazione definitiva della legge di Bilancio (la mancata approvazione ha di fatto causato la caduta degli ultimi due governi Netanyahu).

(Nell'immagine il premier Benjamin Netanyahu e il ministro delle Finanze Moshe Kahlon).
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un inviato del forward può entrare in iran
Teheran cerca di tranquillizzare

la stampa ebraica statunitense
Autentico segnale distensivo o subdolo tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica ebraica da parte del regime iraniano? Comunque si guardi a quanto sta accadendo, un fatto storico.
Suscita infatti curiosità (anche in vista di ciò che sarà pubblicato) il visto concesso dall’Iran a uno dei più letti e influenti giornali ebraici del mondo, il newyorkese Jewish Daily Forward, che ha beneficiato di un permesso concesso dal ministro della cultura (che autorizza personalmente ogni singolo accredito rilasciato alla stampa estera) per svolgere il proprio ruolo di informazione direttamente da Teheran.
Un accadimento significativo, che viene annunciato proprio nelle ore in cui il presidente Obama sta cercando di ricucire la frattura con quella parte di mondo ebraico statunitense che ha condannato con fermezza l’accordo sul nucleare siglato a Vienna. Il confronto, come è noto, è stato portato direttamente nelle stanze della Casa Bianca per un incontro a porte chiuse che ha visto la partecipazione di rappresentanze nazionali, locali e di associazioni di vario tipo.
“L’accordo con l’Iran rappresenta un tema di enorme importanza per gli ebrei americani. Abbiamo inviato un nostro giornalista sul posto così da poter raccontare ai lettori, approfonditamente e con obiettività, che cosa davvero pensano gli iraniani dei frutti del negoziato, degli Stati Uniti e di Israele” afferma il direttore del Forward Jane Eisner. Stando a un recente sondaggio, il 49 % degli ebrei americani sarebbe favorevole all’accordo, a fronte di un 31% di contrari.
Il reportage del Forward sarà pubblicato la prossima settimana. Si ignora a firma di chi, visto che la direzione non ha ritenuto opportuno comunicarlo in anticipo.


(Nell’immagine il direttore del Forward Jane Eisner)
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qui firenze - balagan cafè
Note e suoni per viaggiare
È ancora un’estate di ponti e collegamenti a segnare il Balagan Cafè, il festival organizzato dalla Comunità ebraica fiorentina giunto quest’anno alla terza edizione. A una settimana dalla straordinaria prova di Frank London, leader e anima dei Klezmatics, il giardino della sinagoga è tornato ad aprirsi al pubblico nel segno della buona musica. Protagonisti Gabriele Coen, Stefano Saletti e Lisa Natoli, che hanno condotto i presenti in un viaggio “alla fine del millennio” ispirato agli scritti dell’israeliano Abraham B. Yehoshua.
Musica e suoni in dialogo, ma anche affascinanti itinerari gastronomici che attraversano mari, paesi e continenti. Questo l’orizzonte tracciato in precedenza da Jean-Michel Albert Carasso, chef noto per i ponti che da sempre costruisce a tavola.

(Foto di Sergio Servi)

la rassegna settimanale di melamed
I
us culturae, scuola, cittadinanza
Melamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da più di tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter

settimanale di melamed cliccare qui.


Scuola e cittadinanza, arriva lo ius culturae

Ancora sui giornali l’affaire scuole paritarie-Imu, ma questa settimana per dar conto di “Un incontro proficuo, utile a chiarire i temi e le problematiche esistenti in relazione al quadro normativo”, come il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in una nota diffusa da Palazzo Chigi, ha descritto il tavolo tenutosi fra il governo e le organizzazioni delle scuole paritarie sia laiche che cattoliche, alla presenza del ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca Stefania Giannini. Oltre alla delegazione del Miur e a quella del Ministero dell’economia e delle finanze, hanno preso parte alla riunione insieme all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane la Federazione istituti di attività educative, l’Associazione nazionale istituti non statali di educazione e istruzione, l’Associazione genitori istituti dipendenti dell’autorità ecclesiastica, l’Unione superiore maggiori d’Italia, la Federazione italiana scuole materne e la Compagnia delle Opere Educative. L’Avvenire e Messaggero (5 agosto) riporta come i commenti sull’incontro siano tutti incentrati sulla disponibilità e sullo spirito di collaborazione dimostrati da governo e Miur, mentre lo stesso giorno ItaliaOggi, facendo riferimento al prossimo incontro, previsto per l’autunno, titola “Imu e scuole paritarie, rinvio a settembre”.


Ada Treves
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pilpul

La tentazione di Antigone
“… ci sono molti, molti ebrei, molti di più di quanto si possa pensare, il cui sistema di valori è profondamente diverso da quello della Corte Suprema o dello Shin Bet, ebrei che non sono vincolati alle leggi ignoranti dello Stato, ma piuttosto a leggi eterne”. Quanto sinistramente le parole di Meir Ettinger, l’estremista arrestato lunedì scorso dalle forze di sicurezza israeliane, somigliano a quelle dell’Antigone di Sofocle, che da millenni è considerata la campionessa dell’etica individuale contro il potere tirannico dello Stato. È una logica che ci appare stringente quando in suo nome si salvano vite umane (come hanno fatto la figlia del Faraone – sorella maggiore e un po’ misconosciuta di Antigone – e tutti coloro che hanno nascosto e protetto ebrei dalle persecuzioni) ma che suona invece aberrante quando si pensa che pochi giorni fa qualcuno in Israele ha scelto di seguire qualche ‘legge eterna’ contro le leggi dello Stato non per salvare vite umane ma per uccidere. Per fortuna siamo in grado di vedere le differenze anche quando le motivazioni sembrano simili.

Anna Segre, insegnante
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Luce delle nazioni
Le recenti azioni di odio e di violenza perpetrate da fanatici dell’ultradestra israeliana dimostrano che il nemico talvolta è in mezzo a noi o tra le mura di casa nostra dove egli vive con il solo obiettivo di distruggere le sue fondamenta. Resta soltanto da chiarire il come e il quando egli ha cominciato ad uscire dalla propria caverna, con la speranza che non abbia già messo delle radici e non sia troppo tardi per arginarlo. Il cieco estremismo non è parte dell’eredità ebraica, e Israele, come scrisse il Profeta Isaia, ha il dovere di essere “luce delle nazioni”. Sempre che le tenebre non oscurino la luce, e la troppa luce non diventi tenebra anch’essa.

Francesco Moises Bassano, studente

Conseguenze
Domani si legge la Parasha di Ekev. ‘Ekev’ come ‘conseguenza’ o ‘ricompensa’. Stessa radice di calcagno, traccia, orma, impronta, inganno, astuzia, provocazione. Un monito, in questi giorni di tensione, per riflettere su cosa scegliamo di seguire e con quali conseguenze. Come usare la nostra astuzia, su quali orme agire ma soprattutto quali tracce lasciare.

Ilana Bahbout


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