
Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
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Ekev,
così si chiama la Parashà settimanale, che viene generalmente tradotto
con ‘ricompensa’ o ‘premio’. Il Midrash sottolinea il fatto che Ekev
possa anche significare ‘tallone’ e Rashi richiama l’allusione con le
mitzvot considerate meno importanti e quindi osservate con ‘i talloni’
o con i piedi diremmo in italiano. Mitzvot drammaticamente importanti
per tutti i tempi e per i nostri in particolare: la dignità del
prossimo, il rispetto altrui, il rispetto di ogni vita, a cominciare
dal ‘nemico’.
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Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
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Quando
si parla di Israele (e non solo) le categorie di destra e sinistra non
reggono. La stampa italiana sembra non accorgersene, ma è proprio
sbagliato applicare l’equazione ortodosso=destra, oppure
laico=sinistra. Le dinamiche che stanno scavando un solco sempre più
profondo nella società israeliana non sono più leggibili secondo queste
due vetuste categorie e si vanno rapidamente adeguando all’ambiente
mediorientale.
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Il monito di Lapid |
“Il
mondo è uscito di senno?”. Si chiude così l’appello dell’ex ministro
delle Finanze israeliano Yair Lapid, pubblicato dal Corriere della
Sera, nel quale mette in guardia l’Europa sul pericolo dell’accordo
nucleare con l’Iran. Per Lapid i problemi sarebbero due: “Il primo è
che le condizioni stabilite sono pessime. il sistema di ispezioni è
carente, gli iraniani potranno continuare a sviluppare il programma
militare e il messaggio recapitato al Medio Oriente è che l’Occidente è
debole e fiacco”. Ecco invece il secondo: “Questo accordo sta
diventando l’unico criterio di giudizio dell’Iran nell’arena
internazionale”. Un Iran, specifica, coinvolto nella guerra in Siria e
nel terrorismo.
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israele
Netanyahu e il bilancio incerto
Mentre
si sta confrontando con le tensioni interne al Paese e, sul piano
internazionale, con la questione dell'accordo iraniano, il governo di
Benjamin Netanyahu è riuscito a portare a casa un risultato:
l'approvazione del Bilancio 2015 e 2016.
Nelle
scorse ore, infatti, venti ministri dell'esecutivo hanno dato il loro
appoggio al budget presentato dal ministro delle Finanze Moshe Kahlon
(unico astenuto, il titolare della Difesa Moshe Yaalon). “Come
promesso, abbiamo approvato il Bilancio dello Stato senza opposizioni –
ha dichiarato il Premier Netanyahu dopo l'approvazione – Questo
dimostra la coesione all'interno della coalizione e del gabinetto.
Questo Bilancio è equilibrato, responsabile, si occupa della crescita e
prende provvedimenti per il taglio del costo della vita”. Dietro alla
soddisfazione del primo ministro però, sottolineano gli analisti, si
nasconde l'incertezza rispetto a quanto accadrà alla Knesset, il
parlamento israeliano, chiamato a fine agosto – e poi a novembre –
all'approvazione definitiva della legge di Bilancio (la mancata
approvazione ha di fatto causato la caduta degli ultimi due governi
Netanyahu).
(Nell'immagine il premier Benjamin Netanyahu e il ministro delle Finanze Moshe Kahlon).
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un inviato del forward può entrare in iran
Teheran cerca di tranquillizzare
la stampa ebraica statunitense
Autentico
segnale distensivo o subdolo tentativo di tranquillizzare l’opinione
pubblica ebraica da parte del regime iraniano? Comunque si guardi a
quanto sta accadendo, un fatto storico.
Suscita infatti curiosità (anche in vista di ciò che sarà pubblicato)
il visto concesso dall’Iran a uno dei più letti e influenti giornali
ebraici del mondo, il newyorkese Jewish Daily Forward, che ha
beneficiato di un permesso concesso dal ministro della cultura (che
autorizza personalmente ogni singolo accredito rilasciato alla stampa
estera) per svolgere il proprio ruolo di informazione direttamente da
Teheran.
Un accadimento significativo, che viene annunciato proprio nelle ore in
cui il presidente Obama sta cercando di ricucire la frattura con quella
parte di mondo ebraico statunitense che ha condannato con fermezza
l’accordo sul nucleare siglato a Vienna. Il confronto, come è noto, è
stato portato direttamente nelle stanze della Casa Bianca per un
incontro a porte chiuse che ha visto la partecipazione di
rappresentanze nazionali, locali e di associazioni di vario tipo.
“L’accordo con l’Iran rappresenta un tema di enorme importanza per gli
ebrei americani. Abbiamo inviato un nostro giornalista sul posto così
da poter raccontare ai lettori, approfonditamente e con obiettività,
che cosa davvero pensano gli iraniani dei frutti del negoziato, degli
Stati Uniti e di Israele” afferma il direttore del Forward Jane Eisner.
Stando a un recente sondaggio, il 49 % degli ebrei americani sarebbe
favorevole all’accordo, a fronte di un 31% di contrari.
Il reportage del Forward sarà pubblicato la prossima settimana. Si
ignora a firma di chi, visto che la direzione non ha ritenuto opportuno
comunicarlo in anticipo.
(Nell’immagine il direttore del Forward Jane Eisner)
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la rassegna settimanale di melamed
Ius culturae, scuola, cittadinanza
Melamed
è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo
italiano che da più di tre anni è dedicata a questioni relative a
educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna
viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno
responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune
settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità
Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione
settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate
sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter
settimanale di melamed cliccare qui.
Scuola e cittadinanza, arriva lo ius culturae
Ancora sui giornali l’affaire scuole paritarie-Imu, ma questa settimana
per dar conto di “Un incontro proficuo, utile a chiarire i temi e le
problematiche esistenti in relazione al quadro normativo”, come il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in una nota diffusa da
Palazzo Chigi, ha descritto il tavolo tenutosi fra il governo e le
organizzazioni delle scuole paritarie sia laiche che cattoliche, alla
presenza del ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca
Stefania Giannini. Oltre alla delegazione del Miur e a quella del
Ministero dell’economia e delle finanze, hanno preso parte alla
riunione insieme all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane la
Federazione istituti di attività educative, l’Associazione nazionale
istituti non statali di educazione e istruzione, l’Associazione
genitori istituti dipendenti dell’autorità ecclesiastica, l’Unione
superiore maggiori d’Italia, la Federazione italiana scuole materne e
la Compagnia delle Opere Educative. L’Avvenire e Messaggero (5 agosto)
riporta come i commenti sull’incontro siano tutti incentrati sulla
disponibilità e sullo spirito di collaborazione dimostrati da governo e
Miur, mentre lo stesso giorno ItaliaOggi, facendo riferimento al
prossimo incontro, previsto per l’autunno, titola “Imu e scuole
paritarie, rinvio a settembre”.
Ada Treves
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La tentazione di Antigone |
“…
ci sono molti, molti ebrei, molti di più di quanto si possa pensare, il
cui sistema di valori è profondamente diverso da quello della Corte
Suprema o dello Shin Bet, ebrei che non sono vincolati alle leggi
ignoranti dello Stato, ma piuttosto a leggi eterne”. Quanto
sinistramente le parole di Meir Ettinger, l’estremista arrestato lunedì
scorso dalle forze di sicurezza israeliane, somigliano a quelle
dell’Antigone di Sofocle, che da millenni è considerata la campionessa
dell’etica individuale contro il potere tirannico dello Stato. È una
logica che ci appare stringente quando in suo nome si salvano vite
umane (come hanno fatto la figlia del Faraone – sorella maggiore e un
po’ misconosciuta di Antigone – e tutti coloro che hanno nascosto e
protetto ebrei dalle persecuzioni) ma che suona invece aberrante quando
si pensa che pochi giorni fa qualcuno in Israele ha scelto di seguire
qualche ‘legge eterna’ contro le leggi dello Stato non per salvare vite
umane ma per uccidere. Per fortuna siamo in grado di vedere le
differenze anche quando le motivazioni sembrano simili.
Anna Segre, insegnante
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Luce delle nazioni |
Le
recenti azioni di odio e di violenza perpetrate da fanatici
dell’ultradestra israeliana dimostrano che il nemico talvolta è in
mezzo a noi o tra le mura di casa nostra dove egli vive con il solo
obiettivo di distruggere le sue fondamenta. Resta soltanto da chiarire
il come e il quando egli ha cominciato ad uscire dalla propria caverna,
con la speranza che non abbia già messo delle radici e non sia troppo
tardi per arginarlo. Il cieco estremismo non è parte dell’eredità
ebraica, e Israele, come scrisse il Profeta Isaia, ha il dovere di
essere “luce delle nazioni”. Sempre che le tenebre non oscurino la
luce, e la troppa luce non diventi tenebra anch’essa.
Francesco Moises Bassano, studente
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Conseguenze
Domani
si legge la Parasha di Ekev. ‘Ekev’ come ‘conseguenza’ o ‘ricompensa’.
Stessa radice di calcagno, traccia, orma, impronta, inganno, astuzia,
provocazione. Un monito, in questi giorni di tensione, per riflettere
su cosa scegliamo di seguire e con quali conseguenze. Come usare la
nostra astuzia, su quali orme agire ma soprattutto quali tracce
lasciare.
Ilana Bahbout
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