 Jonathan Sacks, rabbino
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"La
legge riguarda concetti universali, principi che riguardano ogni tempo
e luogo. Non uccidere. Non rubare. Non mentire. Tuttavia ci sono regole
importanti della vita morale che non sono universali per niente".
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Anna
Foa,
storica
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Nell’Ungheria
autoritaria e nazionalista di Orban è quasi pronto il muro contro i
migranti, 175 chilometri che chiudono con il filo spinato la frontiera
con la Serbia per tutelare che nessun profugo possa più entrare in
Ungheria. L’Europa è nata dall’abbattimento dei muri, nel 1989. Cosa
succederà ora che i muri ritornano a dividere le frontiere? Da noi,
Salvini parla di “genocidio degli italiani” e solletica i peggiori
istinti dei cittadini del nostro paese. Il muro che sta erigendo non è
fatto di filo spinato ma di egoismo, di ignoranza, di volgarità, di
violenza. Quanto ci vorrà perché anche da noi non si erigano muri?
Quanto ci vuole ancora alla fine del sogno di un’Europa unita? Viviamo
in giorni tristi.
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Strage a Damasco |
Un
nuovo massacro nella guerra che sta dilaniando la Siria, con decine di
vittime e almeno 250 feriti, si è consumato ieri a Damasco, dove ha
avuto luogo un raid del regime su un affollato mercato periferico
controllato dai ribelli. Si tratterebbe – riporta La Stampa – di una
rappresaglia per la conquista di una base militare presa sabato in un
sobborgo vicino da parte di Jaysh al Islam (Esercito dell’Islam),
formazione ribelle di stampo islamista ma contrapposta all’Isis e alle
altre forze jihadiste. Inoltre, nell’area preoccupa sempre di più la
notizia dell’utilizzo di armi chimiche da parte delle milizie dello
Stato Islamico, minaccia che ha causato un’ulteriore crescita nel
numero di persone in fuga che cercano riparo nell’Unione Europea.
Le tragedie del mare. E le speculazioni leghiste. Un
attacco frontale alla Chiesa cattolica e l’annuncio di tre giorni di
blocco dell’Italia (il 6, 7 e 8 novembre) per protestare contro il
governo. Protagonista il leader leghista Matteo Salvini, le cui parole
sono arrivate nelle ore successive all’ennesima tragedia del mare
consumatasi al largo della Libia. Sono 49 i cadaveri ritrovati stipati
e chiusi nella stiva di un barcone, morti per il caldo o per i fumi del
motore, che insieme ai 312 superstiti saranno portati oggi a Catania
(La Stampa). Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha definito
la crisi libica un “vulcano” facendo appello a un intervento più deciso
della comunità internazionale, ha portato in conferenza stampa un
bilancio sui dati degli sbarchi di immigrati nel 2015, che registrano
un lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Galantino vs Salvini.
Il Corriere della sera pubblica un estratto del discorso che il
segretario generale della Cei Nunzio Galantino, in queste ore in aperta
polemica con Salvini, terrà domani a Pieve Tesino (Trento) su invito
della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. “Nessun politico dovrebbe
mai cercare voti sulla pelle degli altri”, scrive Galantino a proposito
di ciò che lo ha spinto a “essere fin troppo chiaro negli interventi di
questi ultimi giorni sui drammi dei profughi e dei rifugiati”.
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israele, la strategia diplomatica di netanyahu
All'Onu il duro Danny Danon,
ma con gli Usa spunta un sorriso
Cambia
il volto della diplomazia israeliana all’estero. E una nomina, tra le
altre, fa particolarmente discutere l’opinione pubblica: quella che
porterà Danny Danon, attuale ministro della Scienza, della Tecnologia e
dello Spazio, a ricoprire l’incarico di ambasciatore dello Stato
ebraico alle Nazioni Unite. Danon dovrebbe entrare in servizio a
ottobre, ma la decisione presa dal primo ministro Benjamin Netanyahu,
ha già scatenato un intenso dibattito. “Le Nazioni Unite sono un’arena
importante oggi – ha affermato Bibi – e sono sicuro che Danny
rappresenterà le ragioni di Israele con forza sulla scena
internazionale”. Ma chi è Danny Danon? Nato a Ramat Gan nel 1971,
sposato con tre figli, Danon ha servito nell’esercito come luogotenente
ed effettuato i suoi studi in Relazioni internazionali alla Florida
International University e all’Università Ebraica di Gerusalemme. È
inoltre membro della Knesset dal 2009 e presidente dell’organizzazione
del World Likud dal 2006. Nel precedente governo, eletto nel 2013 e
sempre guidato da Netanyahu, Danon ha ricoperto la carica di
viceministro della Difesa. Fino all’allontanamento, l’estate scorsa,
sopraggiunto dopo le forti critiche rivolte a Netanyahu per aver
“ceduto” a una tregua con i terroristi di Hamas.
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i chiarimenti del rav momigliano (ari) "Israele, di fronte alle violenze
il rabbinato ha parlato chiaro"
Si sono levate prontamente e hanno avuto l’eco dovuta le espressioni
da parte dei rabbini capo dello Stato e da parte di tanti altri
esponenti del rabbinato di condanna netta e categorica per i gravi
fatti avvenuti recentemente in Israele.
Lo afferma il presidente dell'Assemblea Rabbinica Italiana Giuseppe
Momigliano riferendosi anche ad alcune allarmate prese di posizione che
si sono registrate negli scorsi giorni.
"Desidero riportare - spiega il rav Momigliano - alcuni passi in ordine
di importanza, non cronologico di comparsa. Innanzitutto la
dichiarazione ufficiale dei due rabbini capo, diffusa il 3 agosto e
ripresa anche in inglese, tra gli altri dal Jewish Chronicle".
“La
Torah d’Israele è un insegnamento di vita, ‘Le sue vie sono vie di
dolcezza e tutte le sue strade sono di pace’ (Mishlè, Proverbi 3,17).
Chiunque levi la sua mano contro un’altra persona è considerato
malvagio, tanto più quando colpisce con parole o causa danni nel corpo
e – guai! – compie azioni ancora più gravi. A nome di tutti i rabbini e
di tutti i giudici di tribunali religiosi d’Israele noi condanniamo
ogni atto di violenza commesso contro ogni essere umano in quanto
creato ‘ad immagine di D.O’, sia questi ebreo o non ebreo, soldato o
civile. La violenza non è la via della Torah ed è proibita in modo
assoluto. Preghiamo per l’unità del nostro popolo. Firmato: Izhak Yosef
e David Lau”.
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qui torino - la lezione del rav di porto
Prepararsi ad affrontare Elul
“I
giorni che vanno da Rosh Chodesh Elul sino a Kippur sono considerati
giorni di misericordia e di richiesta di perdono. Il Tur (Orach Chayim
581) scrive a nome dei Pirqè deRabbì Eli’ezer (cap. 46) che H. disse a
Moshèh di salire sul monte di Rosh Chodesh Elul. Suonarono lo shofar
nell’accampamento, per evitare che incorressero nuovamente nel peccato
della ‘avodàh zaràh (infatti l’errore di calcolo rispetto al ritorno di
Moshèh dal monte la volta precedente fu fatale, perché li condusse al
Chet ha-‘eghel). In questo modo H. venne, se si può dire, elevato, come
è detto (Tehillim 47,6) ‘il Signore sale con lo strepito’. Per questo i
chakhamim hanno stabilito di suonare lo shofar di Rosh Chodesh Elul
ogni anno e durante tutto il mese, per richiamare il popolo ebraico
alla teshuvà, come è detto (‘Amos 3) ‘può il popolo non spaventarsi se
si suona lo shofar nella città?’, e per confondere il Satan?”. Così ha
esordito rav Ariel Di Porto, rabbino capo di Torino, in una
significativa lezione in occasione di Rosh Chodesh Elul, tenuta
al campeggio Bet Reuven che il movimento Chabad organizza da molti anni
a Sauze d’Oulx, sulle montagne della Valsusa, con il coordinamento di
Meyer Piha e della sua famiglia. Un pubblico attento e partecipe ha
seguito la lezione, così come da giorni segue gli interventi che
quotidianamente rav Gianfranco Di Segni tiene sul trattato di Rosh
haShanà della Mishnà.
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Oltremare
- Al porto |
Per
arrivare al Namal, al Porto di Tel Aviv che marca la fine della città
verso nord, ci sono due vie. O si cammina perpendicolari all’acqua fino
a toccarla e poi si vira decisi verso destra, oppure si resta
prudentemente sulla ciclabile fino al fresco Park Hayarkon, e arrivati
al fiume si vira decisi verso sinistra. Chi mi conosce sa che la
seconda opzione mi arride, in generale. Quindi resto sulla pista
ciclabile per quanto attualmente ingombrata di francesi che non sanno
cosa sia una bicicletta e si mettono di traverso apposta e poi si
agitano moltissimo quando gli si passa troppo vicini, e berciano
insulti francofoni senza mai controllare di che nazionalità o
composizione linguistica sia il ciclista. Nel mio caso, capisco gli
insulti anche in marsigliese stretto ormai, e non rispondo perché resto
una signora, io, anche d’estate a Tel Aviv.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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La memoria, l'emozione |
Ho letto con molta commozione l’articolo di Sara Valentina Di Palma.
L’ho fatto avere a mio fratello David Cassuto e ai miei cugini figli di
Hulda e Saul Campagnano, Ruben e Sara. Molti fatti li conoscevo, ma di
altri non ero a conoscenza, per esempio la storia di Gaio Sciloni,
cugino di mio padre Nathan Cassuto, che prese la Torah dalla
biblioteca. Appaiono anche piccole imprecisioni, il militare della
Brigata Ebraica si chiamava Arié Avissar e non Ariel. Noi siamo partiti
da Taranto il 22 marzo (e non a maggio), e siamo arrivati a Haifa prima
di Pesach. Ma questi sono solo dettagli, mentre tengo invece a
ringraziare l’autrice per il suo articolo emozionante, che ci ha
portati indietro di tanti anni.
Susanna Cassuto-Evron
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