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17 agosto 2015 - 2 Elul 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Jonathan Sacks, rabbino
"La legge riguarda concetti universali, principi che riguardano ogni tempo e luogo. Non uccidere. Non rubare. Non mentire. Tuttavia ci sono regole importanti della vita morale che non sono universali per niente".
Anna
Foa,
storica
Nell’Ungheria autoritaria e nazionalista di Orban è quasi pronto il muro contro i migranti, 175 chilometri che chiudono con il filo spinato la frontiera con la Serbia per tutelare che nessun profugo possa più entrare in Ungheria. L’Europa è nata dall’abbattimento dei muri, nel 1989. Cosa succederà ora che i muri ritornano a dividere le frontiere? Da noi, Salvini parla di “genocidio degli italiani” e solletica i peggiori istinti dei cittadini del nostro paese. Il muro che sta erigendo non è fatto di filo spinato ma di egoismo, di ignoranza, di volgarità, di violenza. Quanto ci vorrà perché anche da noi non si erigano muri? Quanto ci vuole ancora alla fine del sogno di un’Europa unita? Viviamo in giorni tristi.
Strage a Damasco
Un nuovo massacro nella guerra che sta dilaniando la Siria, con decine di vittime e almeno 250 feriti, si è consumato ieri a Damasco, dove ha avuto luogo un raid del regime su un affollato mercato periferico controllato dai ribelli. Si tratterebbe – riporta La Stampa – di una rappresaglia per la conquista di una base militare presa sabato in un sobborgo vicino da parte di Jaysh al Islam (Esercito dell’Islam), formazione ribelle di stampo islamista ma contrapposta all’Isis e alle altre forze jihadiste. Inoltre, nell’area preoccupa sempre di più la notizia dell’utilizzo di armi chimiche da parte delle milizie dello Stato Islamico, minaccia che ha causato un’ulteriore crescita nel numero di persone in fuga che cercano riparo nell’Unione Europea.

Le tragedie del mare. E le speculazioni leghiste. Un attacco frontale alla Chiesa cattolica e l’annuncio di tre giorni di blocco dell’Italia (il 6, 7 e 8 novembre) per protestare contro il governo. Protagonista il leader leghista Matteo Salvini, le cui parole sono arrivate nelle ore successive all’ennesima tragedia del mare consumatasi al largo della Libia. Sono 49 i cadaveri ritrovati stipati e chiusi nella stiva di un barcone, morti per il caldo o per i fumi del motore, che insieme ai 312 superstiti saranno portati oggi a Catania (La Stampa). Il ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha definito la crisi libica un “vulcano” facendo appello a un intervento più deciso della comunità internazionale, ha portato in conferenza stampa un bilancio sui dati degli sbarchi di immigrati nel 2015, che registrano un lieve calo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Galantino vs Salvini. Il Corriere della sera pubblica un estratto del discorso che il segretario generale della Cei Nunzio Galantino, in queste ore in aperta polemica con Salvini, terrà domani a Pieve Tesino (Trento) su invito della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi. “Nessun politico dovrebbe mai cercare voti sulla pelle degli altri”, scrive Galantino a proposito di ciò che lo ha spinto a “essere fin troppo chiaro negli interventi di questi ultimi giorni sui drammi dei profughi e dei rifugiati”.
 
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  davar
israele, la strategia diplomatica di netanyahu 
All'Onu il duro Danny Danon,
ma con gli Usa spunta un sorriso

Cambia il volto della diplomazia israeliana all’estero. E una nomina, tra le altre, fa particolarmente discutere l’opinione pubblica: quella che porterà Danny Danon, attuale ministro della Scienza, della Tecnologia e dello Spazio, a ricoprire l’incarico di ambasciatore dello Stato ebraico alle Nazioni Unite. Danon dovrebbe entrare in servizio a ottobre, ma la decisione presa dal primo ministro Benjamin Netanyahu, ha già scatenato un intenso dibattito. “Le Nazioni Unite sono un’arena importante oggi – ha affermato Bibi – e sono sicuro che Danny rappresenterà le ragioni di Israele con forza sulla scena internazionale”. Ma chi è Danny Danon? Nato a Ramat Gan nel 1971, sposato con tre figli, Danon ha servito nell’esercito come luogotenente ed effettuato i suoi studi in Relazioni internazionali alla Florida International University e all’Università Ebraica di Gerusalemme. È inoltre membro della Knesset dal 2009 e presidente dell’organizzazione del World Likud dal 2006. Nel precedente governo, eletto nel 2013 e sempre guidato da Netanyahu, Danon ha ricoperto la carica di viceministro della Difesa. Fino all’allontanamento, l’estate scorsa, sopraggiunto dopo le forti critiche rivolte a Netanyahu per aver “ceduto” a una tregua con i terroristi di Hamas.
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i chiarimenti del rav momigliano (ari)
"Israele, di fronte alle violenze
il rabbinato ha parlato chiaro"

Si sono levate prontamente e hanno avuto l’eco dovuta le espressioni
da parte dei rabbini capo dello Stato e da parte di tanti altri esponenti del rabbinato di condanna netta e categorica per i gravi fatti avvenuti recentemente in Israele. Lo afferma il presidente dell'Assemblea Rabbinica Italiana Giuseppe Momigliano riferendosi anche ad alcune allarmate prese di posizione che si sono registrate negli scorsi giorni.
"Desidero riportare - spiega il rav Momigliano - alcuni passi in ordine di importanza, non cronologico di comparsa. Innanzitutto la dichiarazione ufficiale dei due rabbini capo, diffusa il 3 agosto e ripresa anche in inglese, tra gli altri dal Jewish Chronicle".

“La Torah d’Israele è un insegnamento di vita, ‘Le sue vie sono vie di dolcezza e tutte le sue strade sono di pace’ (Mishlè, Proverbi 3,17). Chiunque levi la sua mano contro un’altra persona è considerato malvagio, tanto più quando colpisce con parole o causa danni nel corpo e – guai! – compie azioni ancora più gravi. A nome di tutti i rabbini e di tutti i giudici di tribunali religiosi d’Israele noi condanniamo ogni atto di violenza commesso contro ogni essere umano in quanto creato ‘ad immagine di D.O’, sia questi ebreo o non ebreo, soldato o civile. La violenza non è la via della Torah ed è proibita in modo assoluto. Preghiamo per l’unità del nostro popolo. Firmato: Izhak Yosef e David Lau”.

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qui torino - la lezione del rav di porto
Prepararsi ad affrontare Elul
“I giorni che vanno da Rosh Chodesh Elul sino a Kippur sono considerati giorni di misericordia e di richiesta di perdono. Il Tur (Orach Chayim 581) scrive a nome dei Pirqè deRabbì Eli’ezer (cap. 46) che H. disse a Moshèh di salire sul monte di Rosh Chodesh Elul. Suonarono lo shofar nell’accampamento, per evitare che incorressero nuovamente nel peccato della ‘avodàh zaràh (infatti l’errore di calcolo rispetto al ritorno di Moshèh dal monte la volta precedente fu fatale, perché li condusse al Chet ha-‘eghel). In questo modo H. venne, se si può dire, elevato, come è detto (Tehillim 47,6) ‘il Signore sale con lo strepito’. Per questo i chakhamim hanno stabilito di suonare lo shofar di Rosh Chodesh Elul ogni anno e durante tutto il mese, per richiamare il popolo ebraico alla teshuvà, come è detto (‘Amos 3) ‘può il popolo non spaventarsi se si suona lo shofar nella città?’, e per confondere il Satan?”. Così ha esordito rav Ariel Di Porto, rabbino capo di Torino, in una significativa lezione in occasione di Rosh Chodesh Elul, tenuta  al campeggio Bet Reuven che il movimento Chabad organizza da molti anni a Sauze d’Oulx, sulle montagne della Valsusa, con il coordinamento di Meyer Piha e della sua famiglia. Un pubblico attento e partecipe ha seguito la lezione, così come da giorni segue gli interventi che quotidianamente rav Gianfranco Di Segni tiene sul trattato di Rosh haShanà della Mishnà.

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informazione - international edition
Tirocinio traduttori e interpreti
Le prime collaborazioni al via

Prende corpo la collaborazione tra la redazione di Pagine Ebraiche e la Scuola superiore traduttori e interpreti di Trieste, la più qualificata in Italia e la prima nella classifica del Censis che valuta ogni anno la qualità della formazione accademica. Pubblicato nell’uscita odierna dell’edizione internazionale di Pagine Ebraiche il primo testo tradotto da una delle cinque studentesse della scuola che svolgono il tirocinio di formazione professionale con la redazione giornalistica dell’Unione. Nella sezione Bechol Lashon è infatti proposto un pensiero a firma di rav Pierpaolo Pinhas Punturello, tradotto in francese da Giulia Castelnovo. Raccontate per il pubblico internazionale anche le vicende e la battaglia degli urtisti, storici venditori di souvenir a Roma, che contestano la decisione presa dall’amministrazione cittadina di allontanarli dalle zone a maggior flusso turistico della Capitale. La caduta vertiginosa degli incassi che è seguita al loro trasferimento, denuncia il loro presidente Fabio Gigli, avrebbe portato a situazioni di grave disagio economico.
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qui trieste 
Rav Di Martino lascia l'incarico 
Rav Eliezer Di Martino lascerà il proprio incarico di rabbino capo di Trieste. A darne notizia il Consiglio comunitario, in una comunicazione diffusa in queste ore. “Rispettando i suoi voleri – viene spiegato – il Consiglio ha accettato a malincuore le sue dimissioni, che avranno effetto non appena concluse le necessarie operazioni derivanti dal periodo di transizione che andremo ad affrontare”. La decisione, si legge, ha motivazioni “di carattere strettamente personale”.
pilpul
 Oltremare - Al porto 
Per arrivare al Namal, al Porto di Tel Aviv che marca la fine della città verso nord, ci sono due vie. O si cammina perpendicolari all’acqua fino a toccarla e poi si vira decisi verso destra, oppure si resta prudentemente sulla ciclabile fino al fresco Park Hayarkon, e arrivati al fiume si vira decisi verso sinistra. Chi mi conosce sa che la seconda opzione mi arride, in generale. Quindi resto sulla pista ciclabile per quanto attualmente ingombrata di francesi che non sanno cosa sia una bicicletta e si mettono di traverso apposta e poi si agitano moltissimo quando gli si passa troppo vicini, e berciano insulti francofoni senza mai controllare di che nazionalità o composizione linguistica sia il ciclista. Nel mio caso, capisco gli insulti anche in marsigliese stretto ormai, e non rispondo perché resto una signora, io, anche d’estate a Tel Aviv.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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La memoria, l'emozione
Ho letto con molta commozione l’articolo di Sara Valentina Di Palma. L’ho fatto avere a mio fratello David Cassuto e ai miei cugini figli di Hulda e Saul Campagnano, Ruben e Sara. Molti fatti li conoscevo, ma di altri non ero a conoscenza, per esempio la storia di Gaio Sciloni, cugino di mio padre Nathan Cassuto, che prese la Torah dalla biblioteca. Appaiono anche piccole imprecisioni, il militare della Brigata Ebraica si chiamava Arié Avissar e non Ariel. Noi siamo partiti da Taranto il 22 marzo (e non a maggio), e siamo arrivati a Haifa prima di Pesach. Ma questi sono solo dettagli, mentre tengo invece a ringraziare l’autrice per il suo articolo emozionante, che ci ha portati indietro di tanti anni.

Susanna Cassuto-Evron

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