Se non visualizzi correttamente questo messaggio, fai click qui

24 agosto 2015 - 9 Elul 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Jonathan Sacks,
rabbino
Non esiste nessuno per cui valga la pena provare ammirazione che non sia mai incorso in molti fallimenti lungo la via del successo.
 
Anna
Foa,
storica
È una frase famosa di Bertold Brecht, tante volte citata: “Disgraziati quei paesi che hanno bisogno di eroi!”, eppure, ho l’impressione che abbiamo finito con l’interpretarla come un incitamento a rifuggire dall’eroismo, invece che come una spinta ad assumerci le nostre responsabilità (fra le quali c’è anche quella di preoccuparci del bene di tutti, e non solo di quello nostro o dei nostri famigliari). Certo che in un mondo in cui questo fosse la norma non ci sarebbe bisogno di eroismo. Invece… Guardate gli addetti alle ferrovie francesi che davanti al terrorista armato si chiudono a chiave nella loro cabina senza preoccuparsi dei passeggeri (e un alto funzionario delle ferrovie afferma che hanno agito come prescritto!). E meno male che c’erano quei coraggiosi militari americani in borghese che non ci sono stati tanto a pensare su. No, direi che la viltà è ovunque la norma e l’eroismo l’eccezione. E allora forse bisogna rivalutare l’eroismo, comunque lo si voglia chiamare. Pensando all’esempio che ha dato a tutti Khaled Asaad, l’ottantaduenne archeologo di Palmira decapitato per aver difeso i tesori archeologici di Palmira e con essi la civiltà stessa, e l’onore degli esseri umani di fronte ai macellai dell’IS, i nuovi barbari.
 
 
 
Il ritorno di Jihadi John
Per la prima volta con il viso scoperto, torna a parlare in video Jihadi John, il boia dell’Isis divenuto celebre per il suo perfetto accento britannico e simbolo dei foreign fighters, i jihadisti che hanno lasciato la loro casa in Europa per unirsi al terrorismo degli estremisti islamici. Nel video l’uomo, riporta Repubblica, si presenta come Mohammed Emwazi e lancia minacce al suo paese d’adozione. “Jihadi John – scrive Domenico Quirico sulla Stampa – è il riassunto di due cose. Gli occhi. E poi il coltello”. Giunge intanto la notizia della distruzione da parte dell’Isis del tempio di Baal Shamin a Palmira. Il monumento, considerato tra i più preziosi della città, risaliva all’epoca dei fenici (Repubblica).

Teheran, riapre l’ambasciata inglese. Ha riaperto ieri, dopo quattro anni, l’ambasciata londinese in Iran. La bandiera è stata issata alla presenza del ministro degli Esteri britannico Philip Hammond. La chiusura era avvenuta a seguito di un assalto dell’edificio da parte di alcuni manifestanti che sfilavano contro l’appoggio di Londra al regime di sanzioni internazionali contro il programma nucleare iraniano (Corriere della Sera).
 
Leggi

 
 
  davar
demenza digitale - conati di antisemitismo
Al prof esimio non piace Israele
Testa coronata della cultura e del mondo accademico italiano, titolare delle cattedre di Storia del pensiero politico contemporaneo e di Teorie e storia della democrazia all'Università di Torino oltre che ideatore del FestivalStoria, autore per la casa editrice Einaudi, firma della rivista Micromega, il professor Angelo d’Orsi non è immune da una grande malattia di questi tempi: la demenza digitale.
Pagine Ebraiche di settembre, fra pochi giorni in distribuzione, pubblica un testo del suo collega Luca Michelini, professore di Storia del pensiero economico dell'Università di Pisa e autore tra gli altri del volume "Alle origini dell'antisemitismo nazional-fascista. Maffeo Pantaleoni e 'La vita italiana' di Giovanni Preziosi 1915-1924" (ed. Marsilio), che ha scelto di riportare un dialogo sconcertante ma rivelatore avvenuto fra i due studiosi di fronte alla platea di Facebook. Un motivo in più per denunciare come anche nel mondo accademico e anche fra tanti cosiddetti progressisti il morbo dell'antisemitismo, spesso camuffato dietro a grossolane critiche allo Stato d'Israele, resti sempre in agguato.


Qualche tempo fa ho pubblicato con Marsilio una ricerca sulle origini dell’antisemitismo nazional-fascista italiano, che ebbe due protagonisti d’eccezione, ovvero Maffeo Pantaleoni, il più importante economista italiano del periodo (assieme a Vilfredo Pareto), e Giovanni Preziosi, destinato a guidare la politica razziale della Repubblica di Salò. Quella ricerca per me è stata importante, perché ho dovuto immergermi in una tematica molto complessa e fortemente interdisciplinare, per quanto sul piano della storia del pensiero economico, la disciplina che pratico, il rapporto tra scienza economica ed antisemitismo sia un tema “classico”. Ho approfondito a più riprese l’argomento, sia sul piano scientifico, con alcuni saggi (p.es sulle Interdizioni israelitiche di Cattaneo) e convegni, di respiro internazionale, sia sul piano più propriamente politico, vista l’insorgenza di nuovo antisemitismo neofascista anche in Italia. Ebbene, su Facebook mi è capitato di avere questo scambio di battute con il collega e professor Angelo d’Orsi.
Angelo d’Orsi: “Renzi, ancora lui. Strabiliante giocoliere, ogni giorno inventa una nuova capriola, ogni giorno racconta una scempiaggine che fa impallidire il Grande Barzellettiere che lo ha preceduto e di cui è il vero, autentico erede. Stavolta è la politica estera; stavolta è Israele, che è divenuto testimonial della perenne campagna elettorale di un presidente del Consiglio mai eletto neppure in Parlamento. La visita in Medio Oriente, cominciata con Israele, forse complice il caldo, ha fatto proferire dalla bocca dell’imperterrito giovanotto fiorentino sciocchezze sesquipedali. Abbiamo dovuto sentire che Israele rappresenta le nostre radici (e per evitare di spiegare nostre di chi? Renzi ha immediatamente aggiunto: di tutto il mondo, niente meno! Ah, sacra ignoranza!). E come se non bastasse ci ha proposto uno Stato colonialista di insediamento, che occupa abusivamente terre altrui, e che esercita un’azione quotidiana volta allo sradicamento violento della popolazione palestinese, Israele, come modello del futuro. E forse, a ben riflettere, non ha neppure tutti i torti, il ducetto toscano: nell’era della post-democrazia, uno Stato come Israele, fondato sulla violenza, sulla menzogna e sulla sopraffazione, può ben diventare l’esempio virtuoso da imitare. In fondo, ancora una volta, Renzi ci aiuta: a renderci conto di quanto le politiche di cui egli è alfiere (da quelle sociali a quelle scolastiche, dalla politica economica a quella internazionale) siano deleterie, e a far prendere coscienza della necessità di liberarsi di questo governo che rasenta l’infamia, e spesso va persino oltre”. (...)

Luca Michelini, Università di Pisa


da Pagine Ebraiche, settembre 2015

(Immagine tratta dal libro "Demenza digitale" di Manfred Spitzer, ed. Corbaccio, 2013)
Leggi

firenze, LA GIORNATA DEI PONTI - UGO CAFFAZ
"Accoglienza, diamo l'esempio"
Torna domenica 6 settembre l’appuntamento con la Giornata Europea della Cultura Ebraica, dedicata a “Ponti e AttraversaMenti” e con Firenze città capofila. Abbiamo chiesto di declinare il concetto ad alcuni fiorentini noti per il loro impegno in questo campo. Ecco cosa ci ha risposto Ugo Caffaz, antropologo e coordinatore degli eventi per la Memoria della Regione Toscana.

“Ai tempi di La Pira si usciva dalla guerra. Il mondo era diviso, ma c’era una voglia diffusa di pace. Adesso sembra tutto da buttare via: il terrorismo islamico, i fallimenti dell’Onu, il dramma dei migranti. La partita è complicata, terribilmente complicata. Ma dobbiamo giocarla”. Ugo Caffaz, antropologo, usa una metafora calcistica. Il tema è quello che, da sempre, gli sta più a cuore: studiare il passato, attualizzarne la lezione. Per questo, annuncia, gli appuntamenti toscani del prossimo Giorno della Memoria saranno dedicati ad ‘accoglienza e respingimenti’. Un tema di stringente attualità che parla di ponti mancati e di ponti andati invece a buon fine. Come quelli costruiti dal mondo ebraico italiano, particolarmente attivo in questo senso.l popolo ebraico
Leggi

LA SFIDA DI STEVE MAMAN, LO "SCHINDLER EBREO"
"Così salvo le donne dall'Isis"
Lo “Schindler ebreo”. Così è stato definito Steve Maman (nell'immagine), il quarantenne canadese nato in Marocco da una famiglia sefardita, che da otto mesi ha iniziato una campagna di raccolta fondi per salvare donne e bambine irachene, cristiane e yazide, strappandole dalle mani dell'Isis.
“Dopo le violenze e le efferatezze perpetrate dai miliziani dello Stato Islamico - spiega Maman - ho sentito l'esigenza di fare qualcosa. Si sa che quando si finisce ostaggi dell'Isis, per le donne l'epilogo sarà solo uno”. “Perché lo faccio? - prosegue – Semplice: perché sono ebreo e faccio parte di quella generazione che è figlia di sopravvissuti alla Shoah. Noi abbiamo dovuto aspettare sei anni prima che qualcuno venisse a salvarci”.
Ed è proprio per questo che il canadese, imprenditore a capo di una ditta che produce oggetti di cristallo e murano, ha deciso di avviare, attraverso la piattaforma gofundme, un crowdfunding intitolato "Liberation of Christian and Yazidi Children of Iraq" che si propone di raccogliere i fondi al fine di riscattare le migliaia di donne catturate dal Califfato, rivendute ai combattenti e ridotte alla schiavitù sessuale. 
Leggi

Summer u al via
L'incontro dei giovani ebrei.
Si vota una nuova leadership 

C'è attesa e un pizzico di emozione nella voce di Jane Braden-Golay (nella foto, durante un intervento alla Commissione Europea), presidente della European Union of Jewish Students, nel presentare la Summer University, la convention annuale dell'organizzazione che nei prossimi giorni riunirà più di trecento giovani ebrei delle unioni studentesche di tutta Europa per una settimana, quest'anno in Portogallo, che coincide anche con i suoi ultimi giorni in carica. Si terranno infatti giovedì le elezioni per il rinnovo della presidenza e del consiglio, ruolo per cui tra gli altri è candidata la presidente dell'Unione Giovani Ebrei d'Italia Talia Bidussa. A sostituire Braden-Golay potrebbero essere invece l'olandese Hester Van Trommel oppure il tedesco Benjamin Fischer.
Quella portoghese è la trentaduesima edizione dell'evento, che unisce programmi educativi e attività di intrattenimento in un'estiva cornice marittima. Dal 1983 la European Union of Jewish Students promuove questo programma “credendo fortemente nel futuro di un ebraismo europeo che dia il suo contributo alla società e sia inclusivo, rafforzando le radici di una gioventù che si trova a confronto con molte battaglie, tra cui quella della discriminazione in tutte le sue forme, e stimolandoli a esprimere e condividere la loro identità ebraica”, sintetizza Jane.
Leggi

apre il sinodo valdese
Libertà religiosa, bene di tutti
“La libertà è radice e prolungamento di ogni fede religiosa e la libertà religiosa è alla radice delle libertà civili”. Con queste parole si apre il messaggio che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato al Moderatore della Tavola Eugenio Bernardini in occasione del Sinodo delle chiese metodiste e valdesi. Aperto ieri a Torre Pellice, centro delle cosiddette “valli valdesi” a poca distanza da Torino, il Sinodo è il massimo organo decisionale della storica minoranza cristiana e, come ha scritto Mattarella, “È un momento importante di riflessione e di crescita non soltanto per i credenti evangelici, e per il dialogo ecumenico, ma per l’intera società italiana”.

Oltre al messaggio del Presidente della Repubblica è arrivato un telegramma di papa Bergoglio, che ha augurato di “cooperare al servizio dell’umanità, in particolare in difesa della dignità della persona umana, nella promozione della giustizia e della pace e nel dare risposte comuni alla sofferenza che affligge tanta gente, specialmente i poveri e i più deboli”. Fra i temi al centro delle riflessioni dei 180 componenti del Sinodo, che riunisce sia pastori che laici, particolare attenzione sarà data all’interculturalità e alla libertà religiosa in Italia. Come ha sottolineato negli scorsi giorni Bernardini “L’Italia continua a vivere una profondissima crisi economica e sociale e come chiese siamo chiamati a interrogarci sul nostro ruolo nella società”, e il Sinodo affronterà anche il tema dell’accoglienza dei rifugiati e dei migranti.

a.t. twitter @atrevesmoked
Leggi

informazione - international edition
Grecia, il mondo ebraico

davanti alla grande crisi
Come affrontano la crisi economica gli ebrei di Grecia? A raccontarlo è Moses Constantinis, presidente del Consiglio centrale delle Comunità ebraiche del paese, in questa nuova uscita di Pagine Ebraiche International Edition.
Sarà in Italia nei prossimi giorni il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. La visita, che segue quella del premier italiano Matteo Renzi a Gerusalemme, dovrebbe avere come tappe Milano e Firenze.
Proprio il capoluogo toscano sarà l'epicentro della prossima Giornata europea della Cultura ebraica che si svolgerà domenica 6 settembre in oltre trenta paesi. Selezionata come città capofila per l'Italia, Firenze racconterà tra l'altro il suo ruolo nel costruire dialogo, confronto e integrazione, ispirata al motto "Ponti e attraversamenti", filo conduttore della manifestazione per il 2015.


Rossella Tercatin
Leggi

pilpul
 Oltremare - Il dottor Stranamore
Il semaforo passa al rosso e mi fermo, ritorno indietro di qualche passo per mettermi all’ombra, che anche quel minuto di sole (e anche alle nove del mattino) si può ben evitare in questa estate che ci ha arrostito anche la pazienza. Dalla nuova angolatura, mi entra nel campo visivo dell’angolo dell’occhio destro qualcosa che potrebbe essere una lontana bandiera italiana e quindi metto a fuoco e resto a bocca aperta lì, in mezzo alla strada, per un quarto di secondo di troppo – finché le persone si girano a guardare che cosa mi ha trasformata in una statua di sale. La bandiera non è italiana, ha solo i colori del tricolore, ma è la bandiera iraniana. Cubitale. Su di un gigantesco sfondo bianco, con accanto una bandiera israeliana, e sopra la scritta “In questo palazzo, prossima apertura: l’Ambasciata iraniana”. Sei piani interi, tetto incluso, di un palazzo arrotondato che fa angolo con la centralissima Kikar Rabin, su Frishman – la strada che porta plotoni di francesi fino alla spiaggia giorno e notte. Non so ancora spiegare questo maxicartellone pubblicitario, perché non ho capito che cosa dovrebbe pubblicizzare, ma ho fiducia che fra pochissimo tempo lo scoprirò. Però questo brivido di totale surrealismo politico, piantato in mezzo al cuore della Tel Aviv frenetica e lavoratrice, mi ha prodotto una dolorosa nostalgia per Peter Sellers. No, non ho preso un colpo di sole. Una delle più fondamentali interpretazioni di Peter Sellers è stata quella in “Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba”. Quel titolo mi torna in testa come un mantra in questi giorni, quando ex politici fanno dichiarazioni quantomeno fuori luogo su quando e come Bibi avrebbe dovuto e potuto sganciare bombe sull’Iran, e non lo ha poi fatto. Me lo immagino come nei film degli anni della guerra fredda, con la valigetta incatenata al polso, dite voi chi è schiavo di chi. Lui non lo so, noi abbiamo imparato a ignorare la bomba e ad amare Tel Aviv. A ciascuno il suo titolo.

Daniela Fubini, Tel Aviv 


moked è il portale dell'ebraismo italiano
Seguici su  FACEBOOK  TWITTER
Pagine Ebraiche 24, l'Unione Informa e Bokertov sono pubblicazioni edite dall'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. L'UCEI sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili. Gli utenti che fossero interessati a offrire un proprio contributo possono rivolgersi all'indirizzo desk@ucei.it  Avete ricevuto questo messaggio perché avete trasmesso a Ucei l'autorizzazione a comunicare con voi. Se non desiderate ricevere ulteriori comunicazioni o se volete comunicare un nuovo indirizzo e-mail, scrivete a: desk@ucei.it indicando nell'oggetto del messaggio "cancella" o "modifica". © UCEI - Tutti i diritti riservati - I testi possono essere riprodotti solo dopo aver ottenuto l'autorizzazione scritta della Direzione. l'Unione informa - notiziario quotidiano dell'ebraismo italiano - Reg. Tribunale di Roma 199/2009 - direttore responsabile: Guido Vitale.