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27 agosto 2015 - 12 Elul 5775

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano Jesurum e Daniel Funaro.
 
Paolo Gentiloni
@PaoloGentiloni

26 agosto
#Libia Domani nuovo round negoziati a Skherat. Guerra, terrorismo e scafisti si possono fermare. Ma la premessa è un governo libico unitario

The Jerusalem Post
@Jerusalem_Post

26 agosto
Terror in Jerusalem: Palestinian man attacks Border Policeman with axe http://dlvr.it/Bz2qbW  #ArabIsraeliConflict
 
 
#PE24BreakingNews
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Arriva Bibi, massima allerta
Firenze blindata in vista del prossimo arrivo in città del premier israeliano Benjamin Netanyahu, oggi a Milano (dove visiterà l'Expo) e da domani nel capoluogo toscano (dove incontrerà il primo ministro italiano Matteo Renzi).
Sulle pagine fiorentine di Repubblica un ampio approfondimento. Sia sul fronte delle misure di sicurezza straordinarie adottate dalle forze dell'ordine che dei vari momenti che caratterizzeranno le sue giornate. Tra cui un incontro con una delegazione della Comunità ebraica.
“È una mezza visita privata, di cui comunque non posso riferire nulla. Salvo che ho rispetto per il primo ministro israeliano”, dice il rabbino capo Joseph Levi.
“Probabile che non ci sarà un incontro pubblico con la comunità, ma è tutto coperto dal massimo riserbo”, afferma la presidente Sara Cividalli.
“Fa assolutamente piacere che arrivi il premier israeliano ma è un arrivo che non c'entra tanto con la comunità, nel senso che non la coinvolge più di tanto”, sottolinea l'assessore alla cultura Enrico Fink.
“Mi va bene la sua visita, ma voglio sapere se è per due popoli e due stati, del resto non mi interessa nulla. Io credo che la Toscana e Firenze possano essere il luogo adatto per firmare un vero e proprio accordo di pace”, commenta l'antropologo Ugo Caffaz.
Per Tomas Jelinek, ristoratore, “non si può nemmeno più di tanto giudicare la figura di Netanyahu se non si vive in Israele”.

Mediterraneo di sangue. Cinquantuno migranti morti soffocati nella stiva di un barcone, questo il bilancio dell'ultima tragedia del Mediterraneo. A stabilire chi finisce sottocoperta sono gli scafisti, racconta La Stampa, in base ai soldi ma anche a criteri razzisti: sopra tunisini, egiziani, siriani; sotto chi arriva dall'Africa nera.

“Contro il razzismo tolleranza zero”. Tolleranza zero per gli “atti di abietta xenofobia, per quelle persone che offendono la dignità degli altri, e per quelli che non vogliono dare una mano quando aiuto legale e umano è richiesto”. Sono parole chiare quelle pronunciate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel (citate da Repubblica) in visita al centro di accoglienza per rifugiati di Heidenau, vicino a Dresda, preso di mira nei giorni scorsi da estremisti di destra. Una visita che alcuni residenti hanno accolto esponendo slogan che recitavano “Traditrice”, mentre la tensione nel paese resta molto alta per il moltiplicarsi delle offensive violente della destra xenofoba contro gli immigrati. In risposta, Merkel sottolinea il suo impegno a combattere l'emergenza razzismo, attraverso la decisione di sospendere la convenzione di Dublino per i profughi siriani (concedendo loro asilo senza considerare se prima abbiano attraversato uno Stato sicuro, come ad esempio l'Italia).

Ungheria, è pugno di ferro. Di fronte agli arrivi record di migranti negli ultimi giorni, l'Ungheria ha annunciato che dalla prossima settimana un corpo speciale di polizia di 2100 uomini blinderà permanentemente il confine meridionale, prendendo anche in considerazione l'idea di schierare l'esercito. Il Sole 24 ore riporta che si conta l'arrivo di circa 2500 immigrati illegali nelle scorse ore, mentre in un centro d'accoglienza al confine con la Serbia, lungo cui scorre la barriera voluta dal primo ministro Viktor Orbán, la polizia ungherese ha usato gas lacrimogeni.

Morire in diretta. Hanno fatto il giro del mondo le immagini dell'uccisione in diretta tv di una giornalista 24enne di una rete della Virginia, negli Stati Uniti, e del suo cameraman, assassinati a colpi di pistola da un ex dipendente afroamericano con l'accusa di essere stato vittima di discriminazioni razziali. Il killer stesso, riporta tra gli altri il Corriere della sera, ha filmato tutto per poi pubblicarlo sui social network, e ha inviato via fax alla rete Abc una documentazione sull'omicidio e i suoi moventi, scrivendo che a farlo impazzire sarebbero stati i recenti fatti di sangue alla chiesa di Charleston.

Il terrorista scalzo. È scandalo in Francia per le immagini del terrorista marocchino Ayoub El-Khazzani che si incammina scortato verso il Palazzo di giustizia della capitale scalzo, in pigiama, con le manette ai polsi e gli occhi bendati. Intanto continuano le indagini, e il governo fa sapere che si sospettano legami con l'Isis (La Stampa).

Olp, chi al posto di Abu Mazen? Il Fatto Quotidiano fa il punto sulla situazione interna all'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) dopo le dimissioni di Abu Mazen dalla presidenza. Le elezioni per la sua successione dovrebbero svolgersi entro il 23 settembre.

Intelligence Usa: rapporti truccati? Il Pentagono ha aperto un'indagine all'interno dello US Central Command, il comando che coordina la lotta all'Isis in Iraq, per andare a fondo del sospetto che i rapporti dell'intelligence statunitense sull'andamento delle operazioni siano stati distorti. Questo, spiega il Corriere, sarebbe avvenuto allo scopo di dare ai vertici dell'amministrazione, compreso il presidente Obama, una visione più ottimistica della campagna in atto.

Shoah e genetica. La storica Anna Foa commenta sull'Osservatore Romano la ricerca del Mount Sinai Hospital di New York secondo la quale stress e traumi hanno effetti sui geni tali quindi da continuare nelle generazioni successive, e dunque i figli di sopravvissuti alla Shoah poterebbero i segni di quegli orrori. “È uno studio estremamente importante, che induce evidentemente molte domande. Ne risulterà un rafforzamento della teoria ormai molto rivisitata dell'unicità della Shoah o una sua ulteriore revisione critica? Dovremmo distinguere tra memoria storica e memoria genetica, tra quello che l'individuo porta iscritto nel suo Dna, indipendentemente dalle sue conoscenze, e la consapevolezza, il sapere, l'immedesimazione?”, si chiede la storica.


Caos alle primarie labour. È caos alle primarie del partito laburista britannico, con 40 mila voti su 190 mila già depositati che sono stati cancellati per irregolarità. Si tratta delle schede di sindacalisti che hanno votato due volte, in quanto membri del sindacato e iscritti al partito, su cui tornano le accuse di manovre per favorire il candidato più a sinistra, Jeremy Corbyn. Il quale, racconta Repubblica, è ancora sulle pagine dei giornali inglesi per le accuse di antisemitismo che lo riguardano, con editoriali che invitano non solo il candidato ma tutto il partito a fare chiarezza su un argomento così imbarazzante.

Francesca Matalon twitter @fmatalonmoked
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