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16 settembre 2015 -  3 Tishrì 5776

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav David Sciunnach e Davide Assael. Nella sezione pilpul una riflessione di Alberto Cavaglion e Francesco Lucrezi.
 
PM of Israel ‏@IsraeliPM
(13 settembre)
WATCH: Prime Minister Benjamin Netanyahu's new year's greetings for Rosh Hashanah. Shana Tova!

Rabbi Sacks ‏@rabbisacks
(13 settembre)
Wherever you are in the world, Elaine & I wish you & your family a Shana Tova. May we all be inscribed & sealed in the Book of Life. RJS
#PE24BreakingNews
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Rosh Hashanah di tensione
Sono continuati anche durante il secondo giorno della festività ebraica di Rosh Hashanah gli scontri tra militari israeliani e dimostranti palestinesi, con lanci di mattoni e sassi da parte di questi ultimi, presso il luogo sacro che corrisponde alla Spianata delle Moschee per i musulmani e al Monte del Tempio per gli ebrei. Le versioni, riporta la Stampa, sono diverse: secondo fonti palestinesi i militari sarebbero entrati nella moschea per fermare i palestinesi barricati, calpestando i tappeti e arrivando al pulpito dei sermoni, mentre la polizia israeliana assicura che non vi è stata violazione del luogo sacro. Il gruppo terroristico di Hamas cerca intanto di gettare benzina sul fuoco e, nel corso della terza giornata di scontri, ha parlato di “dichiarazione di guerra da parte di Israele alla quale gli arabi devono rispondere”. A puntare il dito contro il governo di Gerusalemme, anche il re giordano Abdallah che ha dichiarato come le “provocazioni potrebbero spingerci a contromisure”. Su Repubblica l’analista Daniel Pipes sottolinea come è possibile che, da parte palestinese, si stia cercando di innescare una nuova Intifada: “Per chi vuole far esplodere Gaza e la Cisgiordania il modo più sicuro è cominciare con gli scontri nel Monte del Tempio”.

Budapest blindata. Ancora tensione al confine tra Serbia e Ungheria di fronte ai migliaia di profughi che attendono di attraversare i Balcani. Dalla parte ungherese, scrive la Stampa, “è stato dichiarato lo stato di emergenza, i poliziotti sono in assetto antisommossa, divise nere e caschi neri. Con l’ordine di arrestare chiunque passi”. Nelle ultime 24 ore, prosegue il quotidiano, gli arresti sono saliti a 174 e la pena va dall’espulsione fino a tre anni di carcere. Intanto dal premier ungherese Orban, arriva l’ordine di estendere la barriera metallica innalzata per impedire l’accesso ai migranti anche lungo la frontiera romena. Sui muri e le barriere è dedicata anche la grande intervista del Mattino al germanista Claudio Magris che commenta: “Ci sono due tipi di atteggiamenti. Uno è il rifiuto basato sul pregiudizio, il puro e semplice rifiuto dell’altro. E questo avviene dimenticando che tutte le civiltà sono nate da incontri di popoli e culture. In realtà, siamo tutti figli di mescolanze. Ma l’altro atteggiamento, che si sta manifestando in questa circostanza, è quello che nasce da precise ragioni storiche, economiche e sociali. Mi riferisco all’acquisizione recente di identità politica da parte dei paesi dell’Europa centrale”. Paesi, continua Magris, che temono di perdere la loro libertà a lungo agognata: “Questo spiega la ricerca esasperata di identità, il nazionalismo forte: fenomeniche nascono non perché in Ungheria o in Slovacchia siano più stupidi, ma perché sono storicamente e socialmente più esposti di noia risposte regressive. Detto questo, i muri sono inaccettabili e bisognerebbe mandare gli eserciti a demolirli…”.

A difesa di Fiamma. Sul Quotidiano Nazionale appaiono le dichiarazioni di alcuni esponenti della comunità degli italiani in Israele che si dicono favorevoli alla nomina della giornalista ed ex parlamentare Fiamma Nirenstein come nuovo ambasciatore d’Israele in Italia. Se l’ex vicesindaco di Gerusalemme David Cassuto dichiara: “Prego i miei fratelli in Italia di non immischiarsi nelle decisioni di Israele. Per un’informazione migliore nei paesi dove Israele è rappresentato bisogna trovare ambasciatori che capiscano la mentalità delle nazioni dove sono destinati e che conoscano bene la lingua. Chi meglio di lei?”, l’assessore alla Cultura della comunità degli italkim Cecilia Nizza spiega che: “Nei confronti di Nirenstein è scattato quel meccanismo di demonizzazione contro chiunque non sia schierato in maniera politicamente corretta”. A commentare anche Beniamino Lazar, presidente del Comites di Gerusalemme che si è detto “stupito da certi commenti, negativi, di alcuni esponenti della comunità ebraica romana e/o italiana. Con tutto il rispetto, hanno preso una sbandata”. Sulla vicenda interviene ironizzando anche la rubrica del Foglio Andrea’s version.

La visita di Bergoglio negli Usa, arrestato un quindicenne. È stato arrestato dall’Fbi un adolescente sospettato di voler pianificare un attentato a Bergoglio durante la sua visita a Filadelfia e accusato di terrorismo ispirato dalle azioni dell’Isis. Il fermo risale un mese fa, ma solo ora è stata diffusa la notizia. (Corriere della sera)

Il museo del fascismo di Predappio. Sul Foglio Paolo Mieli e Giovanni Sabbatucci commentano l’idea del sindaco Giorgio Frassineti di istituire un museo del fascismo a Predappio, città natale di Benito Mussolini. Mieli si dimostra favorevole: “Sono a favore di quel progetto per due motivi. Il primo è che Predappio è già meta di ininterrotti pellegrinaggi di nostalgici. Non siamo di fronte a una situazione in cui il sindaco si inventa qualcosa per sfruttarlo. Cerca semmai di mettere ordine e di dare un carattere scientifico a qualcosa che già avviene, per trasformare quello che oggi è un mausoleo dei nostalgici in qualcosa di più serio, in una opportunità di conoscenza. Il secondo motivo è che questo genere di istituzioni sono più che mai utili in epoca di perdita di memoria storica”, mentre Sabbatucci mostra qualche perplessità: “Non perché in teoria non sarebbe desiderabile un luogo dedicato alla memoria del ventennio, e in particolare un museo, visto come strumento tra gli altri di approfondimento e conoscenza. Ma solo in teoria perché nella realtà e nella stragrande maggioranza dei casi, i musei sono spazi che per forza di cose diventano celebrativi”.

Chi è Janet Yellen. Sulla Stampa, il ritratto di Janet Yellen, la donna ai vertici della Fed, la banca centrale Usa. Figlia di un medico ebreo, Yellen sarà decisiva nella politica monetaria degli Stati Uniti: dalla quantità di denaro in circolazione, al suo costo.

Gli insegnanti e le ‘deportazioni’. Un lettore scrive a Repubblica lamentandosi del termine ‘deportati’ accostato alla vicenda degli insegnanti che hanno cambiato regione dopo la riforma della scuola. A rispondere Corrado Augias: “Avevo notato anch’io l’uso offensivo di una parola legata a memorie terribili. Essere deportati, nella nostra esperienza storica, ha significato essere chiusi in un vagone piombato diretto verso una destinazione ignota, spesso finale. Quando ho letto l’intervento di un’insegnante che denunciava di essere ‘deportata a Torino’ mi sono chiesto se questa signora possa davvero essere una buona professoressa”.

Libri. Sul Corriere della sera di martedì, Paolo Mieli anticipa il nuovo libro di Roberto Curci “Via San Nicolò 30. Traditori e traditi nella Trieste nazista” (ed. Mulino) dedicato al controverso Mauro Grini, l’ebreo triestino accusato di essere stato un delatore durante la Seconda guerra mondiale e la cui vicenda si svolge intorno allo storico palazzo sede della libreria antiquaria del poeta Umberto Saba.

Libri/2. Sul Manifesto, un’ampia intervista a Hervé Le Corre sul suo libro “Dopo la guerra” pubblicato da e/o nel quale dà una lettura della storia francese come di un paese nel quale si è sempre alla ricerca di un capro espiatorio (dagli ebrei ieri, agli arabi oggi). Su Repubblica, il nuovo libro di Eva Giovannini “Europa anni zero” (Marsilio) che indaga sul fenomeno del populismo e della paura di colui che viene percepito come lo straniero.

Appuntamenti. Le case dei più grandi scrittori emiliano-romagnoli apriranno i battenti al pubblico il prossimo week-end. L’iniziativa, dal titolo “Dove abitano le parole” è promossa dall’Istituto dei beni culturali e comprenderà una visita nel cimitero ebraico di Ferrara sulle tracce di Giorgio Bassani. (la Repubblica Bologna)

Rachel Silvera twitter @rsilveramoked
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