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18 settembre 2015 - 5 Tishri 5776
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Pierpaolo Pinhas Punturello e di Gadi Luzzatto Voghera. Nella sezione pilpul una riflessione di Anna Segre, Francesco Moises Bassano e Ilana Bahbout.
 
Maurizio Molinari ‏@Maumol
(17 settembre)
#Siria, #Erdogan attacca #Putin sull’intervento militare: "Difendete un regime che opprime il suo popolo"

 
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Europa, la fine di Schengen?
È fissato per mercoledì 23 settembre il vertice tra i paesi europei per ridiscutere il tema della crisi e delle quote dei migranti. Un giorno nel quale, ha spiegato il presidente francese Francois Hollande, incontrando il premier italiano Matteo Renzi, si dovranno prendere decisioni concrete altrimenti “Si decreterà la fine di Schengen”. Arriva forte inoltre il monito del presidente del Consiglio italiano: “L’Europa è nata per abbattere i muri non per costruirli”. (Corriere della sera). Continua ad essere tesa, intanto, la situazione al confine tra Serbia e Croazia dove sono esplosi scontri tra le migliaia di migranti che premono per oltrepassare il muro e la polizia. (Repubblica).

Berlino, attentatore ferisce un’agente. Mattinata di tensione ieri a Berlino dove una poliziotta è stata ferita gravemente da un attentatore. Il terrorista, si legge fra gli altri su Repubblica, era pregiudicato, apparteneva ad Al Qaeda ed è stato immediatamente ucciso dagli agenti.

Mosca e la partita per salvare Assad. A commentare su Repubblica il ruolo della Russia di Putin e del suo rinnovato impegno al fianco del dittatore siriano Bashir Al-Assad, in funzione anti-Isis, è l’analista israeliano Ely Karmon: “Non è una sorpresa – spiega – l’arrivo di Putin sulla scena siriana, del resto è dall’accordo tra Stati Uniti e Russia del 2012 sul disarmo batteriologico che Mosca ha progressivamente occupato un ruolo fondamentale nel conflitto, e poi c’è il fallimento strategico dell’America in tutto il Medio Oriente”. Per quanto riguarda le preoccupazioni d’Israele, prosegue: “La Russia è sempre più coinvolta in Medio Oriente, non solo in Siria ma anche in Iran e gode anche di libertà d’azione da Israele. Ma c’è il timore che gli armamenti destinati ad Assad possano passare nelle mani di Hezbollah. Ecco perché Netanyahu andrà a Mosca”.

Ebrei italiani. Sul Corriere della sera Sette Andrea Riccardi prende spunto dalla visita del presidente israeliano Reuven Rivlin al Tempio Maggiore di Roma per fare una riflessione sull’identità degli ebrei italiani legata anche alla storia millenaria della comunità ebraica romana: “L’identità degli ebrei è profondamente italiana. Di questa identità fa parte anche un profondo legame con Israele: frutto di una storia antica, ma anche del sionismo e della Shoah in Europa”. Riccardi evidenzia infine come Rivlin abbia affermato la volontà di Israele di accogliere chi decide di fare l’alyiah riconoscendo però allo stesso tempo il valore degli ebrei della diaspora.

Il Comune di Milano e il riconoscimento della Palestina. “La questione Palestinese è una delle ferite che infettano tutto il Medio Oriente, genera un’instabilità che è la ragione della disperazione di milioni di profughi che scappano da guerre e persecuzioni. Milano chiede alla politica estera di intervenire, perché riguarda la vita quotidiana dei cittadini milanesi. Perché la dignità umana non si negozia”. Questo parte del testo di un documento formulato all’interno del consiglio comunale milanese e firmato da alcuni esponenti del Sel, di Rifondazione e del Pd che auspicano il riconoscimento di uno Stato palestinese. Ad opporsi, il consigliere comunale di Fdi Riccardo de Corato che sul Giornale si appella al candidato sindaco Emanuele Fiano: “Mentre conduce la sua campagna elettorale, il Pd a Palazzo Marino approva con Sel un Odg pro Palestina in cui Israele neanche viene citato. Sono state sventolate anche bandiere palestinesi in Aula. Fiano è d’accordo sulla linea che la coalizione per cui intende presentarsi sindaco esprime?”.

Il Memoriale della Shoah: porte aperte all’accoglienza. Sul Corriere della sera Sette si ricorda l’iniziativa promossa mesi fa dal Memoriale della Shoah di Milano in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio che ha visto una parte della struttura del Binario 21 trasformarsi in centro di accoglienza per i profughi: “Milano ha dato con forte anticipo un concreto esempio di solidarietà, e proprio nel luogo simbolo della passata indifferenza, come è scritto a caratteri cubitali (una denuncia voluta dalla sopravvissuta ai lager Liliana Segre) all’ingresso del Binario 21 della Stazione Centrale, da dove partivano i treni diretti ai campi di sterminio nazisti di Auschwitz e Birkenau”.

Un nuovo Schindler? Sul Giornale, l’iniziativa di Lord George Weidenfeld, un ebreo austriaco scampato dalle persecuzioni naziste, che oggi si impegna per portare in salvo i cristiani perseguitati dall’Isis con l’operazione Safe Heaven. Il suo, spiega, è un modo per ricambiare il debito verso chi lo salvò più di settanta anni fa.

Nutrire il pianeta, l’impegno d’Israele. Su Libero si torna a parlare del padiglione Israele ad Expo “Fields of Tomorrow”, esempio della sfida vinta contro i limiti imposti dall’ambiente: “La parete verticale esterna ricoperta di colture si propone subito come una struttura emozionale che porta subito il visitatore a pensare a quelle che sono le sfide di tutte le nazioni per i prossimi decenni: combattere la fame nel mondo, cercare e trovare soluzioni consapevoli, condividere tecnologie all’avanguardia”.

Kyenge: “Il Pd parli chiaro”. Dopo che il Senato ha autorizzato a procedere con l’accusa di diffamazione ma non con quella di istigazione all’odio razziale riguardo alle frasi offensive rivolte dal senatore legista Roberto Calderoli all’ex ministro Cècile Kyenge, è la stessa Kyenge a dirsi delusa dal risultato, lamentandosi della poca solidarietà del suo partito, il Pd. “Non si tratta di ricevere una chiamata di Renzi, che non c’è stata – spiega Kyenge – Io mi aspetto dal partito una parola chiara per capire qual è la linea su questa vicenda”. (Repubblica)

Libri. Sul Venerdì di Repubblica la recensione di “L’amicizia è la vera patria” (ed. Castelvecchi); il libro che raccoglie parte del carteggio tra gli scrittori di origine ebraica Stefan Zweig e Joseph Roth.

Eli Broad, il re di Los Angeles. Sul Venerdì di Repubblica, il ritratto di Eli Broad, filantropo e self made man figlio di due ebrei lituani che regalerà a Los Angeles un museo che ospiterà le oltre duemila opere d’arte collezionate negli anni.

Kippur. La Stampa pubblica oggi un articolo sulla celebrazione del Kippur, momento solenne per l’ebraismo, che quest’anno cadrà il 22 e 23 settembre.

Moda e Modi. Sul Messaggero un vademecum sulle ultime sfilate newyorkesi nelle quali non è passata inosservata la scelta di Riccardo Tisci di Givenchy di mescolare simboli religiosi diversi: “Cappotti tipici degli ebrei ortodossi, drappeggi e pizzi cristiani e ricami buddisti”.

Rache Silvera twitter @rsilveramoked
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