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22 settembre 2015 -  9 Tishri 5776

alef/tav
Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di Tobia Zevi e Mario Avagliano.
 
PM of Israel ‏@IsraeliPM
(21 settembre)
PM Netanyahu: Hezbollah's weapons are aimed at us, and over the years thousands of rockets and missiles have been fired against our cities
 
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Putin e le rassicurazioni a Bibi
Un incontro per coordinarsi militarmente sull’azione in Siria della Russia, scesa in campo al fianco del regime di Bashar Al Assad, contro l’Isis e per ricevere rassicurazioni sulla propria sicurezza: questo lo scopo del premier israeliano Benjamin Netanyahu accolto ieri a Mosca da Vladimir Putin. “Putin – scrive oggi Repubblica – ha cercato di tranquillizzare l’ospite coinvolgendo Israele in una consultazione tattico strategica che dovrebbe impedire ‘malaugurati incidenti’ tra le rispettive truppe ormai distanti tra loro solo poche decine di chilometri”. E se anche per gli Stati Uniti l’entrata in gioco della Russia sembra inevitabile, per Israele è importante assicurarsi che le armi di Mosca non finiscano nelle mani di Hezbollah così come ottenere garanzie sul fatto che Assad che non abbia in mente di attaccare lo Stato ebraico. Una probabilità scongiurata dallo stesso Putin che ha dichiarato: “Nella situazione in cui si trova Assad non ha proprio alcuna voglia di aprirsi un altro fronte”.

La bandiera e il destino di Israele. L’ambasciatore israeliano in Italia Naor Gilon interviene sulla Stampa dopo che la bandiera di Israele per Expo è stata nuovamente imbrattata di vernice rossa. Un’azione che definisce ipocrita e che stride rispetto a molti fattori: “Stride – scrive – , perché, mentre le bandiere di molte dittature sventolano indisturbate nel centro di Milano, proprio quella d’Israele, l’unica democrazia in questo Medio Oriente in fiamme, viene imbrattata. Israele è l’unico luogo della regione in cui la comunità cristiana non solo vive in sicurezza, ma anche cresce e prospera” e, continua: “Stride, perché sembra che l’Europa non abbia imparato la lezione dalla storia. Nessun leader europeo ha condannato il tweet di qualche giorno fa del leader iraniano Khamenei, con una foto in cui è ritratto lui mentre calpesta una bandiera israeliana e dice che lo Stato ebraico sarà cancellato dalla mappa entro 25 anni e che fino ad allora esso non avrà un solo giorno di pace”.

Il mausoleo di Affile? Dedichiamolo ai partigiani. Mentre a Tivoli si discute in tribunale sul caso del mausoleo di Affile dedicato al ministro della Guerra della Repubblica di Salò Rodolfo Graziani (l’accusa è di apologia del fascismo e villipendio della Costituzione), a fare una proposta su come riutilizzare il sito è Ernesto Nassi, presidente dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia) di Roma: “Vorrei fare una proposta concreta: il mausoleo dedichiamolo ai partigiani della Valle dell’Aniene e alle migliaia di martiri del colonialismo in Libia, Somalia, Etiopia. Non ci sarebbero spese aggiuntive basta decidere, per così dire, un cambio di destinazione: quello stesso manufatto venga utilizzato per ricordare le vere vittime”. (Corriere della sera Roma)

Sodastream e l’aiuto ai migranti. La società israeliana Sodastream, vittima in passato del boicottaggio perché aveva parte della propria produzione in Cisgiordania (stabilimento poi trasferito), si è offerta di dare lavoro a mille profughi siriani. A motivare la propria scelta, il ceo Daniel Birnbaum: “In quanto figlio di un sopravvissuto alla Shoah rifiuto di restare inerme davanti alla tragedia che si sta consumando” (La Stampa).

Muri e migranti, l’appello di Mattarella. “Siamo di fronte a fenomeni epocali, che vanno affrontati con scelte lungimiranti. Non è possibile farlo con la chiusura delle frontiere o con il filo spinato. Sono soluzioni illusorie. I fenomeni migratori possono essere governati e regolati. Ma non possono farlo i singoli Paesi da soli. Serve l’Ue nel suo complesso”, queste le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Turingia per un incontro informale con altri capi di Stato. Oltre a dichiarare la propria avversione per la costruzione dei muri nei paesi dell’Est volti a bloccare l’ingresso ai migranti, Mattarella insiste sul ruolo dell’Europa: “L’Europa è il più grande spazio al mondo di libertà e diritti. I prossimi Consigli europei sono chiamati a prendere decisioni forti. Il grande pericolo che abbiamo di fronte, che minaccia la nostra cultura e sicurezza è il terrorismo fondamentalista, non i migranti”.

Impegno contro l’odio. Lo Stato d’Israele risarcirà i danni della Chiesa della Moltiplicazione dei pani e dei pesci di Tabgha, vittima la scorsa estate di un incendio provocato da estremisti; a deciderlo il procuratore generale israeliano. (Avvenire)

I neri al fianco di Hezbollah. Suscita polemiche il convegno che si terrà sabato prossimo a Roma organizzato da Solidarité-Identités, “una onlus organica a CasaPound, il movimento fascista del terzo millennio”, che avrà come ospiti anche due esponenti di Hezbollah, il gruppo terroristico libanese che proclama di voler distruggere Israele. L’incontro, dal titolo “Mediterraneo solidale”, ha ricevuto e poi ha visto revocato il patrocino della Regione Lazio e viene identificato dal Fatto Quotidiano come esempio di ‘fascioislamismo’. Ad esprimere la propria preoccupazione al Quotidiano, il presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Dureghello: “Siamo perplessi sul convegno di sabato, ci affidiamo al controllo della polizia italiana”.

Kammenos, l’alleato scomodo. Sul Corriere un ritratto di Panos Kammenos, alleato con il greco Tsipras, e fondatore del partito della destra nazionalista Anel. Kammenos è noto per le sue frasi shock nelle quali ha parlato di Europa “governata da neonazisti” e “ebrei greci che non pagano le tasse”.

Memoria e futuro. Il dovere civico della Memoria: questo l’argomento che animerà una Biennale delle Memorie nel 2016 organizzata dall’associazione Italiadecide presieduta da Luciano Violante in collaborazione con l’Istituto Treccani. Il progetto, che partirà a maggio, avrà una propria anteprima tra il 24 e il 27 settembre a Matera e Martina Franca. (Corriere della sera)

Ricordare la Storia. “Promemoria Auschwitz”, questo il titolo del progetto che mira a coinvolgere 150 ragazzi altoatesini e che inizierà con un dettagliato studio del periodo storico culminando con un viaggio ad Auschwitz. L’iniziativa comprenderà diversi appuntamenti tra cui una visita alla sinagoga di Merano ed è organizzata dall’associazione Deina con il patrocinio del Senato della Repubblica e l’Agenzia Nazionale per i giovani. (Corriere dell’Alto Adige)

Rachel Silvera twitter @rsilveramoked
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