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27 settembre 2015 - 14 Tishri 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
In fin dei conti dovremmo essere consapevoli che l'esistenza è - nel suo complesso - vivere in una Succà: in una precaria condizione protetta.
 
David Bidussa,
storico sociale
delle idee
La vita settant’anni fa ha dato una chance a chi pensava di non avere un domani. Accadeva a Selvino, nella Bergamasca nell’autunno 1945. Di lì passarono 800 bambini sopravvissuti ai Lager d’Europa, e per tutti fu una lenta uscita dall’incubo. Oggi si ritrovano lì, per ricordare a tutti noi, prima ancora che a se stessi, che ricominciare è possibile. Ma non basta. Per farcela occorre anche che chi sta intorno, chi non ha mai avuto la sensazione di essere a fine corsa con molto anticipo rispetto a una normale aspettativa di vita, ci metta del suo e non viva come un nemico chi viene da lontano e parla una lingua estranea.
Israele, Italia ed Egitto
l'Onu e il patto sulla Libia
Una accordo a tre – Italia, Israele ed Egitto - per lavorare alla stabilità politica della Libia e fermare i miliziani dell'Isis nel Mediterraneo. Questa la proposta del premier Matteo Renzi da portare oggi al summit dell'Onu e da sottoporre al presidente Usa Barack Obama. Roma, Gerusalemme e il Cairo condividono interessi politici, economici e di sicurezza nazionale sul fronte libico e da qui – secondo quanto riporta La Stampa – il raggiungimento di un accordo tra i tre governi per una collaborazione nello scenario nordafricano (cooperazione suggerita dal generale Al Sisi), in particolare in funzione anti-Isis. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, continua il quotidiano torinese, ha dato il suo appoggio al collega italiano Matteo Renzi – che ha fatto da ponte con il Cairo – che oggi presenterà agli Stati Uniti, all'interno del Palazzo di Vetro di New York, il progetto sul fronte libico. Oggi, al summit dell'Onu, sarà anche il giorno dell'atteso discorso del presidente russo Vladimir Putin, impegnato, come spiega il Corriere della Sera, a risollevare la sua posizione attraverso un nuovo impegno in politica estera, e in particolare in Medio Oriente: il Cremlino è sceso direttamente in campo in Siria, al fianco del regime di Assad, e si propone agli Stati Uniti come partner nella guerra contro l'Isis.

Israele secondo Keret. Su Repubblica un'intervista allo scrittore israeliano Etgar Keret, che parla del suo rapporto con Tel Aviv, con Israele e con la scrittura. Quando scrivo fiction mi sento bene, come se galleggiassi nell'aria, quando mi chiedono un editoriale è invece come se dovessi andare a vuotare la spazzatura o a lavare i piatti”, afferma Keret che poi sottolinea la sua preoccupazione rispetto all'aggressività espressa sui social network ogni volta che esprime un'opinione sui giornali. “Devo confessare che quando scrivo un editoriale ormai è come se già sapessi che mi prenderò un cazzotto in faccia. Perché sui social network ti attaccano in modo estremamente diretto, violento. Con minacce molto esplicite”, spiega l'autore parlando del contesto israeliano, in cui, ha l'impressione che siano aumentati “l'intolleranza e gli estremismi”. Un'atmosfera che per Keret non coinvolge Tel Aviv. “Credo che abitare a Tel Aviv sia un privilegio, ma è come avere un biglietto di prima classe su un volo destinato a schiantarsi”.
 
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  davar
le dichiarazioni del presidente egiziano al sisi
"Tra Egitto e Israele c'è la pace,
ora includiamo altri paesi arabi"

Risolvere la questione palestinese potrebbe “cambiare il volto della regione e portare un enorme miglioramento della situazione. Sono ottimista e io dico che c'è una grande opportunità”. Da New York, in attesa dell'apertura domani della conferenza annuale dell'Assemblea delle Nazioni Unite, il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi parla del futuro del Medio Oriente e dei rapporti con Israele, guardando alla situazione palestinese come possibile chiave per cambiare il volto dell'area. In un'intervista rilasciata nelle scorse ore all'Associated Press, Al Sisi (nell'immagine durante il discorso tenuto all'Onu nel 2014) ha auspicato che la quarantennale pace siglata tra l'Egitto e Israele possa essere estesa in futuro anche ad altri paesi arabi. Speranza, quest'ultima, condivisa dal Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha fatto sapere tramite il suo entourage di aver apprezzato le parole del presidente egiziano. Netanyahu ha anche rilanciato l'invito al presidente dell'Autorità palestinese Mahmoud Abbas di tornare al tavolo dei negoziati. A riguardo, nelle ultime ore sono uscite delle indiscrezioni legate a un presunto intervento degli Stati Uniti per posticipare l'incontro tra Abbas e Netanyahu.
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qui venezia
Le vicende degli ebrei italiani.
Sulle tracce di Attilio Milano 

Memorie di famiglia e riflessione scientifica, sono stati questi i due binari costantemente intrecciati su cui si è articolata la giornata di studio svoltasi venerdì a Venezia sulla figura dello storico Attilio Milano, che ha dedicato una vita di ricerche alle vicende socio-economiche degli ebrei italiani. L'occasione è stata la donazione da parte della famiglia, in particolare dal figlio Giorgio, della sua biblioteca personale alla Biblioteca di Studi Umanistici dell'università veneziana di Ca' Foscari, e del suo archivio privato confluito invece nella Biblioteca Archivio “Renato Maestro” della Comunità ebraica di Venezia. “Tutta la famiglia, sedici persone tra figli e nipoti, era presente all'evento, ed è stato un segno molto forte”, racconta Luciano Milano, professore di Storia del vicino oriente antico a Ca' Foscari e nipote di Attilio.
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Torino spiritualità
Il professore sul ring
Per Luca Beatrice, presidente di quel Circolo dei Lettori che ha fatto nascere e coordina Torinospiritualità, "La razza umana è sempre stata affascinata dalla violenza. Si può dire anzi che costituisce uno stereotipo individuale e sociale con cui fare i conti. Fin dai tempi della Bibbia, dell’Iliade e dell’Odissea, poeti e filosofi hanno raccontato e spiegato perché i nostri eroi fossero uomini pronti a combattere, talora anche senza un valido motivo se non quello di prevalere sull’altro. Non è escluso dunque che la lotta risulti un carattere secondario della seduzione tra sessi. Le conclusioni che si possono trarre, insomma, sono molteplici." Non deve stupire allora che in occasione dell'uscita per Bollati Boringhieri di Il professore sul ring, ultimo libro di Jonathan Gottschall, sia stato lo stesso Beatrice a dialogare con l'autore americano protagonista nel 2014 di Jewish and the City.

(L’immagine è di Norman Rockwell)
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torino spiritualità
John Berger, scrivere al buio
Già il titolo dell'incontro,"Scrivere al buio", aveva creato grande aspettativa nel pubblico di Torino Spiritualità, rassegna giunta all'undicesima edizione e che si avvia in queste ore verso la chiusura. E il dialogo tra John Berger, scrittore, poeta e pittore, e Maria Nadotti, saggista e grande conoscitrice delle sue opere, non ha deluso le attese. L’incontro, svoltosi al teatro Gobetti, si è incentrato sulla riflessione di Berger - già vincitore del Booker Prize e del James Tait Black Memorial prize, col romanzo “G”, nel 1972 - sul rapporto tra letteratura e immagine. Molte le domande, anche biografiche, sulla necessità della comunicazione e lo sviluppo di una scrittura capace di veicolare valori e connettere persone in un mondo frammentato. Parole chiave: complicità e cospirazione, un fil rouge che unisce quasi tutte le opere dello studioso.

Emanuele Levi
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A LUGANO UNA NUOVA SFIDA NEL SUO NOME 
Vittorio Dan Segre, ricordo vivo
Era il 1998 quando, con la consueta preveggenza, Vittorio Dan Segre si lanciava in una nuova avventura di successo. Mosso da passione e inesauribile curiosità, il grande scrittore, giornalista e diplomatico mancato esattamente un anno fa regalava alla Svizzera italiana un centro di prim’ordine: l’Istituto Studi Mediterranei. Sotto la lente di ingrandimento i temi di maggiore attualità, le molte conflittualità irrisolte, le strade da percorrere per arrivare al reciproco riconoscimento e all’autentica fratellanza tra i popoli. Quella sfida, così coraggiosa e lungimirante, prosegue oggi in una diversa veste: quella dello European Journalism Observatory dell’Università luganese, che ha nel frattempo inglobato l’istituto e ricorderà Segre anche attraverso un gruppo di lavoro focalizzato sul mondo arabo e i suoi media: esigenza quanto mai attuale in questi mesi di tensione che proprio da quelle terre vedono arrivare le minacce più consistenti per la stabilità internazionale.

(Nel disegno, realizzato da Giorgio Albertini, un incontro tra Vittorio Dan Segre e il direttore della redazione UCEI Guido Vitale)
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qui torino - salone del libro 2016
Arabia Saudita, l'ospite sgradito
Sono stati il sindaco di Torino Piero Fassino e il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino a decidere, anticipando le decisioni del Consiglio di amministrazione della Fondazione per il libro, la musica e la cultura che s riunirà a inizio ottobre: non sarà l’Arabia Saudita il paese ospite della prossima edizione del Salone del Libro di Torino. La scelta di invitare un paese che nel 2015 potrebbe superare il suo precedente record di esecuzioni capitali era stata compiuta prima della nomina del nuovo presidente, Giovanna Milella, che a maggio, a poche ore dalla sua nomina, aveva dichiarato che avrebbe voluto “pensarci su”. Ma a far accelerare la decisione sono state anche le recenti contestazioni all’Arabia Saudita, sfociate in una campagna sui social, in particolare su Twitter. Centoquaranta caratteri contro quell’Arabia Saudita “che ha deciso la vergognosa condanna a morte di Ali al-Nimr con decapitazione e crocifissione per aver partecipato da minorenne a una manifestazione contro il regime” e che chiedevano “#NoArabiaSaudita ospite d’onore #SaloneDelLibro”.
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pilpul
Levi oltre Levi
Dinanzi alla nuova fatica letteraria di Marco Belpoliti, dedicata a Primo Levi. Di fronte e di profilo (Guanda, Milano 2015), va detto subito che il volume offerto al lettore potrebbe in qualche misura inibirlo. Sono centinaia di pagine che si impongono come una ripida e rocciosa montagna agli occhi dello scalatore, magari non troppo abituato alle salite impervie. Non di meno, al recensore, che poi altri non è se non un lettore professionale, rendere appieno il senso dell'opera altrui risulta disagevole. Il libro di Belpoliti si presenta infatti come una sfida. Rimandando ad una dialettica ancora aperta tra biografo e biografato. Settecentotrenta pagine, che analizzano in tutto e per tutto il Levi letterato: scrittore di prosa e di poesia, saggista, notista prima ancora che testimone. In realtà il libro aspira senz'altro ad essere qualcosa che si avvicina ad un ipertesto che, come tale, può essere scomposto e ricomposto a piacimento. L'organizzazione interna dei materiali è tale da rendere possibile una pluralità di approcci e, quindi, di fruizioni. Si può partire dalla prima pagina e andare in progressione, scegliere i capitoli di interesse selezionandoli in base a criteri del tutto soggettivi, affrontare da subito le parole chiave più impegnative lasciando tutto il resto ad un “dopo” (oppure ad un mai), arzigogolare, navigare, accelerare o rallentare tra la miriade di sollecitazioni, interpretazioni, suggestioni e quant'altro.

Claudio Vercelli
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