Benedetto
Carucci Viterbi,
rabbino
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In
fin dei conti dovremmo essere consapevoli che l'esistenza è - nel suo
complesso - vivere in una Succà: in una precaria condizione protetta.
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David
Bidussa,
storico sociale
delle idee
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La
vita settant’anni fa ha dato una chance a chi pensava di non avere un
domani. Accadeva a Selvino, nella Bergamasca nell’autunno 1945. Di lì
passarono 800 bambini sopravvissuti ai Lager d’Europa, e per tutti fu
una lenta uscita dall’incubo. Oggi si ritrovano lì, per ricordare a
tutti noi, prima ancora che a se stessi, che ricominciare è possibile.
Ma non basta. Per farcela occorre anche che chi sta intorno, chi non ha
mai avuto la sensazione di essere a fine corsa con molto anticipo
rispetto a una normale aspettativa di vita, ci metta del suo e non viva
come un nemico chi viene da lontano e parla una lingua estranea.
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Israele, Italia ed Egitto
l'Onu e il patto sulla Libia
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Una
accordo a tre – Italia, Israele ed Egitto - per lavorare alla stabilità
politica della Libia e fermare i miliziani dell'Isis nel Mediterraneo.
Questa la proposta del premier Matteo Renzi da portare oggi al summit
dell'Onu e da sottoporre al presidente Usa Barack Obama. Roma,
Gerusalemme e il Cairo condividono interessi politici, economici e di
sicurezza nazionale sul fronte libico e da qui – secondo quanto riporta
La Stampa – il raggiungimento di un accordo tra i tre governi per una
collaborazione nello scenario nordafricano (cooperazione suggerita dal
generale Al Sisi), in particolare in funzione anti-Isis. Il premier
israeliano Benjamin Netanyahu, continua il quotidiano torinese, ha dato
il suo appoggio al collega italiano Matteo Renzi – che ha fatto da
ponte con il Cairo – che oggi presenterà agli Stati Uniti, all'interno
del Palazzo di Vetro di New York, il progetto sul fronte libico. Oggi,
al summit dell'Onu, sarà anche il giorno dell'atteso discorso del
presidente russo Vladimir Putin, impegnato, come spiega il Corriere
della Sera, a risollevare la sua posizione attraverso un nuovo impegno
in politica estera, e in particolare in Medio Oriente: il Cremlino è
sceso direttamente in campo in Siria, al fianco del regime di Assad, e
si propone agli Stati Uniti come partner nella guerra contro l'Isis.
Israele secondo Keret. Su Repubblica un'intervista allo scrittore
israeliano Etgar Keret, che parla del suo rapporto con Tel Aviv, con
Israele e con la scrittura. Quando scrivo fiction mi sento bene, come
se galleggiassi nell'aria, quando mi chiedono un editoriale è invece
come se dovessi andare a vuotare la spazzatura o a lavare i piatti”,
afferma Keret che poi sottolinea la sua preoccupazione rispetto
all'aggressività espressa sui social network ogni volta che esprime
un'opinione sui giornali. “Devo confessare che quando scrivo un
editoriale ormai è come se già sapessi che mi prenderò un cazzotto in
faccia. Perché sui social network ti attaccano in modo estremamente
diretto, violento. Con minacce molto esplicite”, spiega l'autore
parlando del contesto israeliano, in cui, ha l'impressione che siano
aumentati “l'intolleranza e gli estremismi”. Un'atmosfera che per Keret
non coinvolge Tel Aviv. “Credo che abitare a Tel Aviv sia un
privilegio, ma è come avere un biglietto di prima classe su un volo
destinato a schiantarsi”.
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qui venezia
Le vicende degli ebrei italiani.
Sulle tracce di Attilio Milano
Memorie
di famiglia e riflessione scientifica, sono stati questi i due binari
costantemente intrecciati su cui si è articolata la giornata di studio
svoltasi venerdì a Venezia sulla figura dello storico Attilio Milano,
che ha dedicato una vita di ricerche alle vicende socio-economiche
degli ebrei italiani. L'occasione è stata la donazione da parte della
famiglia, in particolare dal figlio Giorgio, della sua biblioteca
personale alla Biblioteca di Studi Umanistici dell'università veneziana
di Ca' Foscari, e del suo archivio privato confluito invece nella
Biblioteca Archivio “Renato Maestro” della Comunità ebraica di Venezia.
“Tutta la famiglia, sedici persone tra figli e nipoti, era presente
all'evento, ed è stato un segno molto forte”, racconta Luciano Milano,
professore di Storia del vicino oriente antico a Ca' Foscari e nipote
di Attilio. Leggi
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torino spiritualità
John Berger, scrivere al buio
Già
il titolo dell'incontro,"Scrivere al buio", aveva creato grande
aspettativa nel pubblico di Torino Spiritualità, rassegna giunta
all'undicesima edizione e che si avvia in queste ore verso la chiusura.
E il dialogo tra John Berger, scrittore, poeta e pittore, e Maria
Nadotti, saggista e grande conoscitrice delle sue opere, non ha deluso
le attese. L’incontro, svoltosi al teatro Gobetti, si è incentrato
sulla riflessione di Berger - già vincitore del Booker Prize e del
James Tait Black Memorial prize, col romanzo “G”, nel 1972 - sul
rapporto tra letteratura e immagine. Molte le domande, anche
biografiche, sulla necessità della comunicazione e lo sviluppo di una
scrittura capace di veicolare valori e connettere persone in un mondo
frammentato. Parole chiave: complicità e cospirazione, un fil rouge che
unisce quasi tutte le opere dello studioso.
Emanuele Levi Leggi
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A LUGANO UNA NUOVA SFIDA NEL SUO NOME
Vittorio Dan Segre, ricordo vivo
Era
il 1998 quando, con la consueta preveggenza, Vittorio Dan Segre si
lanciava in una nuova avventura di successo. Mosso da passione e
inesauribile curiosità, il grande scrittore, giornalista e diplomatico
mancato esattamente un anno fa regalava alla Svizzera italiana un
centro di prim’ordine: l’Istituto Studi Mediterranei. Sotto la lente di
ingrandimento i temi di maggiore attualità, le molte conflittualità
irrisolte, le strade da percorrere per arrivare al reciproco
riconoscimento e all’autentica fratellanza tra i popoli. Quella sfida,
così coraggiosa e lungimirante, prosegue oggi in una diversa veste:
quella dello European Journalism Observatory dell’Università luganese,
che ha nel frattempo inglobato l’istituto e ricorderà Segre anche
attraverso un gruppo di lavoro focalizzato sul mondo arabo e i suoi
media: esigenza quanto mai attuale in questi mesi di tensione che
proprio da quelle terre vedono arrivare le minacce più consistenti per
la stabilità internazionale.
(Nel disegno, realizzato da Giorgio Albertini, un incontro tra Vittorio
Dan Segre e il direttore della redazione UCEI Guido Vitale) Leggi
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Levi oltre Levi |
Dinanzi
alla nuova fatica letteraria di Marco Belpoliti, dedicata a Primo
Levi. Di fronte e di profilo (Guanda, Milano 2015), va detto
subito che il volume offerto al lettore potrebbe in qualche misura
inibirlo. Sono centinaia di pagine che si impongono come una ripida e
rocciosa montagna agli occhi dello scalatore, magari non troppo
abituato alle salite impervie. Non di meno, al recensore, che poi altri
non è se non un lettore professionale, rendere appieno il senso
dell'opera altrui risulta disagevole. Il libro di Belpoliti si presenta
infatti come una sfida. Rimandando ad una dialettica ancora aperta tra
biografo e biografato. Settecentotrenta pagine, che analizzano in tutto
e per tutto il Levi letterato: scrittore di prosa e di poesia,
saggista, notista prima ancora che testimone. In realtà il libro aspira
senz'altro ad essere qualcosa che si avvicina ad un ipertesto che, come
tale, può essere scomposto e ricomposto a piacimento. L'organizzazione
interna dei materiali è tale da rendere possibile una pluralità di
approcci e, quindi, di fruizioni. Si può partire dalla prima pagina e
andare in progressione, scegliere i capitoli di interesse
selezionandoli in base a criteri del tutto soggettivi, affrontare da
subito le parole chiave più impegnative lasciando tutto il resto ad un
“dopo” (oppure ad un mai), arzigogolare, navigare, accelerare o
rallentare tra la miriade di sollecitazioni, interpretazioni,
suggestioni e quant'altro.
Claudio Vercelli
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