27 settembre 2015 - 14 Tishri 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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Ynetnews @ynetnews
27 set
Temple Mount: Youths throwing rocks and shooting fireworks at security forces - http://ift.tt/1WqhFx7
Peter Lerner @LTCPeterLerner
26 set
#IDF officer suspended from operational duty following #BeitFurik incident https://www.facebook.com/
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
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Patto tra Israele, Italia ed Egitto
insieme in Libia contro l'Isis
Una
accordo a tre – Italia, Israele ed Egitto - per lavorare alla stabilità
politica della Libia e fermare i miliziani dell'Isis nel Mediterraneo.
Questa la proposta del premier Matteo Renzi da portare oggi al summit
dell'Onu e da sottoporre al presidente Usa Barack Obama. Roma,
Gerusalemme e il Cairo condividono interessi politici, economici e di
sicurezza nazionale sul fronte libico e da qui – secondo quanto riporta
La Stampa – il raggiungimento di un accordo tra i tre governi per una
collaborazione nello scenario nordafricano (cooperazione suggerita dal
generale Al Sisi), in particolare in funzione anti-Isis. Il premier
israeliano Benjamin Netanyahu, continua il quotidiano torinese, ha dato
il suo appoggio al collega italiano Matteo Renzi – che ha fatto da
ponte con il Cairo – che oggi presenterà agli Stati Uniti, all'interno
del Palazzo di Vetro di New York, il progetto sul fronte libico. Oggi,
al summit dell'Onu, sarà anche il giorno dell'atteso discorso del
presidente russo Vladimir Putin, impegnato, come spiega il Corriere
della Sera, a risollevare la sua posizione attraverso un nuovo impegno
in politica estera, e in particolare in Medio Oriente: il Cremlino è
sceso direttamente in campo in Siria, al fianco del regime di Assad, e
si propone agli Stati Uniti come partner nella guerra contro l'Isis.
Israele secondo Keret. Su
Repubblica un'intervista allo scrittore israeliano Etgar Keret, che
parla del suo rapporto con Tel Aviv, con Israele e con la scrittura.
!Quando scrivo fiction mi sento bene, come se galleggiassi nell'aria,
quando mi chiedono un editoriale è invece come se dovessi andare a
vuotare la spazzatura o a lavare i piatti”, afferma Keret che poi
sottolinea la sua preoccupazione rispetto all'aggressività espressa sui
social network ogni volta che esprime un'opinione sui giornali. “Devo
confessare che quando scrivo un editoriale ormai è come se già sapessi
che mi prenderò un cazzotto in faccia. Perché sui social network ti
attaccano in modo estremamente diretto, violento. Con minacce molto
esplicite”, spiega l'autore parlando del contesto israeliano, in cui,
ha l'impressione che siano aumentati “l'intolleranza e gli estremismi”.
Un'atmosfera che per Keret non coinvolge Tel Aviv. “Credo che abitare a
Tel Aviv sia un privilegio, ma è come avere un biglietto di prima
classe su un volo destinato a schiantarsi”.
Giorgio Israel (1945-2015).
L'Osservatore Romano ricorda oggi il matematico Giorgio Israel,
scomparso venerdì scorso, affidandosi alle parole della storica Anna
Foa e del direttore della redazione dell'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane Guido Vitale. “La sua scomparsa — aveva scritto Anna Foa sulle
pagine di Avvenire, riprese sull'edizione odierna dal quotidiano
vaticano - lascerà il segno nel nostro mondo culturale già tanto
impoverito e sempre più livellato verso il basso”. “Nella scienza come
nella politica – continua l'Osservatore - aveva molto da insegnare,
scrive Guido Vitale, direttore di Pagine Ebraiche, ricordando 'la forza
del suo slancio, l'impegno del suo lavoro, il coraggio delle sue idee,
la scontrosità della sua ruvida, autentica amicizia'”.
Milano, Comunità ebraica al fianco di Ismail. Secondo
le ricostruzioni del Giornale, la dirigente del Pd e antropologa
musulmana Maryan Ismail sarebbe stata contestata all'interno del suo
partito per aver di fatto criticato la gestione del Comune di Milano
rispetto al progetto legato alle moschee da da realizzare in città.
Secondo Ismail, rispetto ai bandi diretti all'assegnazione di aree
pubbliche da destinare all’edificazione di luoghi di culto, “La
maggioranza dei musulmani, laici e moderati, sono stati esclusi”. Per
queste posizioni, Ismail sarebbe stata duramente criticata da una parte
del partito. Nei suoi confronti arriva invece la solidarietà della
Comunità ebraica di Milano, attraverso le parole del presidente
Raffaele Besso: “Non entriamo nelle polemiche politiche – ha detto
Besso al Giornale - l'unica cosa che possiamo dire è che Maryan Ismail
è un'amica del popolo ebraico e noi non possiamo che stare con lei, a
cui esprimiamo solidarietà e vicinanza con tutto il cuore”.
Salone del libro, ospite l'Arabia Saudita. Anzi no.
L'Arabia Saudita non sarà il Paese ospite dell'edizione 2016 del Salone
del Libro. A chiederlo, riportano La Stampa e Repubblica (nelle sue
pagine dedicate a Torino) sia il presidente del Piemonte Sergio
Chiamparino sia il sindaco di Torino Piero Fassino. Un appello arrivato
dopo la diffusione della notizia del caso di Al Mohammed Al Nimr, il
ventenne condannato da Riad ad essere crocifisso. Secondo Comune e
Regione la partecipazione di un Paese che detiene il record mondiale di
esecuzioni capitali alla Fiera del Libro è inopportuna. Il 6 ottobre il
Cda della Fiera deciderà sulla questione.
Immaginare il mondo senza la Shoah.
Nelle librerie il romanzo del giornalista francese Grégory Samak, “Il
libro del destino”. “Samak – scrive il Corriere - ha ripreso la storia
biblica di un libro nel quale sono già scritti i destini di tutti gli
uomini, e racconta la decisione di Elias (il protagonista) di usarlo
per cambiare gli eventi e cancellare la Shoah”. Il libro, afferma
il giornalista, è una denuncia contro i rigurgiti antisemiti e di
intolleranza emersi in Europa. “Il senso del mio romanzo – afferma
Samak al Corriere - è la lotta contro questo oblio, è un tentativo di
risposta all'antisemitismo che è sfociato nell'attentato al
supermercato kosher del gennaio scorso a Parigi. Quando vedo quel che
accade alla frontiera dell'Ungheria, come vengono trattati i profughi,
mi convinco che avevo ragione a scrivere Il libro del destino”.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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