
Elia Richetti,
rabbino
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Dopo
essersi fatto accompagnare per tre giorni dai suoi aiutanti, Avrahàm
ordina loro di fermarsi con l’asino mentre egli ed Itzchàk
proseguiranno “ad kò” (fino a qui), si prostreranno e torneranno.
L’espressione è decisamente strana: innanzitutto non si capisce perché,
dopo essersi fatto accompagnare, Avrahàm li lasci indietro;
l’espressione “ad kò”, che letteralmente significa “fino a così”, è
assolutamente inusitata; infine, non essendo ammissibile che Avrahàm
dica bugie, non si capisce come potesse garantire che sarebbero tornati
tutti e due (ossia anche Itzchàk).
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
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Avevo
una cara zia, per l’esattezza una cugina di mio padre, con cui eravamo
molto in amicizia. I suoi genitori erano molto ebrei e molto italiani e
credevano profondamente in entrambi i valori. Era nata nel 1918, poco
prima della fine della Grande guerra. La zia si chiamava Sara ma
all’anagrafe faceva Sarà Vittoria Italiana. Un’espressione di fiducia e
di amor patrio. L’altro giorno a Gaza è nata una bimba e i genitori
l’hanno chiamata Sakín Al-Quds che vuol dire Coltello Gerusalemme.
Anche questa, si può ben dire, è un’espressione di fiducia e di amor
patrio. Alla piccola Coltello Gerusalemme auguriamo una lunga vita di
pace, felicità e molti figli maschi. Ai sapienti analisti politici
occidentali chiediamo un breve commento sul conflitto di civiltà.
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Un'amicizia che si rinnova |
“I
rapporti tra cristiani ed ebrei a vari livelli non sono mai stati
migliori”. Parola del presidente del Congresso Ebraico Mondiale Ronald
Lauder, che ha incontrato ieri in forma privata Bergoglio e le cui
dichiarazioni sono riportate da Avvenire. Occasione del colloquio il
cinquantenario della dichiarazione Nostra Aetate, celebrato ieri nel
corso di un’udienza pubblica che ha visto la partecipazione di una
folta delegazione del World Jewish Congress guidata dallo stesso Lauder
e dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo
Gattegna oltre che di diverse rappresentanze religiose (tra cui alcuni
esponenti dell’American Jewish Committee che hanno partecipato a un
convegno internazionale all’Università Gregoriana). Cinquant’anni dopo
la stesura del documento che segnò una storica apertura della Chiesa
nei confronti dell’ebraismo e delle diverse fedi, è stato lo stesso
Bergoglio, riportano i quotidiani, a rimarcare come non sia accettata
“ogni forma di antisemitismo” e “ogni ingiuria, discriminazione e
persecuzione che ne derivano”. In conferenza stampa Lauder ha poi
dichiarato: “Il papa ci ha detto che attaccare gli ebrei è
antisemitismo, però anche un attacco deliberato contro lo Stato
d’Israele è antisemitismo, e ha aggiunto che ci possono essere
disaccordi dei governi su questioni politiche, ma Israele ha diritto di
esistere in prosperità e sicurezza”. Una presa di posizione importante,
ha sottolineato Lauder, “perché spesso l’antisemitismo viene nascosto
dietro l’anti-israelismo”. Su Vatican Insider Lisa Billig scrive:
“Istituzionalizzando un nuovo rispetto per la fede ebraica nel
cattolicesimo, Nostra Aetate ha contribuito in maniera efficace a
creare un’immagine più positiva e fiduciosa del cristianesimo (e delle
altre religioni) nella psiche ebraica, dopo secoli di sofferenza e di
persecuzioni”. Significativa la scelta dell’Osservatore Romano,
quotidiano della Santa Sede, che titola: “Siamo fratelli”.
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qui lucca - comics&jews Grande festa del fumetto al via
Apre
oggi Lucca Comics & Games, il festival internazionale dedicato a
fumetto, gioco e illustrazione che ha quest’anno come tema “…Sì,
viaggiare!”, e continua a crescere. Il successo eccezionale dello
scorso anno, che già aveva visto un’edizione rivoluzionata negli spazi,
ha convinto gli organizzatori a continuare sul percorso intrapreso,
aumentando ulteriormente l’occupazione della città, con padiglioni
nuovi e meglio distribuiti. E in distribuzione sarà, come ogni anno, il
numero di novembre di Pagine Ebraiche, con il sesto dossier
Comics&Jews, dedicato al rapporto fra fumetto e cultura ebraica,
che l’organizzazione del festival proporrà in centinaia di copie fra
biglietterie, punti informazione. Fra le centinaia di incontri, mostre,
proiezioni cinematografiche e tavole rotonde, poi, sono due gli
appuntamenti organizzati dalla redazione, entrambi per venerdì. In
occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Jan Karski, la
collaborazione fra Lucca Comics e Pagine Ebraiche ha portato a una
tavola rotonda – “Jan Karski – reporter di guerra” – con gli autori
dell’omonimo graphic novel, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorsi, il curatore
della mostra, Riccardo Moni, lo storico del fumetto Giorgio Albertini,
Luca Bernardini, curatore del volume Adelphi da cui è stata tratta
ispirazione per il fumetto e la redazione di Pagine Ebraiche.
Poche
ore dopo sarà poi presentato al pubblico del festival il dossier
Comics&Jews, con la partecipazione, oltre agli amici che ormai
tradizionalmente accompagnano Pagine Ebraiche, di due ospiti
d’eccezione: gli israeliani Asaf e Tomer Hanuka. E insieme a loro e
alla redazione saranno venerdì, all’Auditorium San Giuseppe, un amico e
da lungo tempo collaboratore del giornale, Giorgio Albertini, e
Giovanni Russo, responsabile del settore comics del festival di Lucca,
con Emilio Varrà, una delle anime trainanti di BilBOlBul, il festival
internazionale del fumetto di Bologna che apre il 19 novembre.
Ada Treves
Nella foto in alto la fumettista israeliana Rutu Modan vincitrice del Gran Guinigi di Lucca Comics
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qui torino - la lezione sul grande scrittore
Un Primo Levi da fantascienza
Si
terrà oggi a Torino, al Centro Incontri della Regione Piemonte, la
settima edizione della Lezione Primo Levi, appuntamento annuale che il
Centro internazionale di studi Primo Levi organizza per approfondire e
alimentare il dibattito sui temi più cari allo scrittore. Quest’anno il
relatore sarà Francesco Cassata, storico della scienza e docente presso
l’Università di Genova, la cui relazione “Fantascienza? Due avventure
narrative” verterà su un genere di narrazione che Levi ha praticato
tutta la vita, in una scrittura “sperimentale, scrupolosamente
realistica, misuratamente visionaria, saporosa di ironie”. Fin dagli
anni ’40 Levi ha scritto racconti ispirati ai temi più complessi della
medicina, della biologia comportamentale, dell’ecologia, della chimica,
della psicologia sociale e nel 1966 era uscito – firmato con uno
pseudonimo e accompagnato dalla fascetta editoriale “Fantascienza?” –
il libro Storie naturali. Cinque anni più tardi la nuova raccolta Vizio di forma era apparsa invece con il nome d’autore in copertina: due opere molto diverse per alcuni aspetti essenziali: in Storie naturali sono affrontati i limiti del progresso e della ragione, mentre in Vizio di forma
l’ansia per il presente prefigura un futuro cupo e torbido. A unire i
due volumi il rigore pur nella fantasia e il dialogo fra la cultura
umanistica e quella scientifica.
Nell'immagine, una scultura realizzata da Primo Levi
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qui roma - cinquant'anni di nostra aetate Quel linguaggio che unisce
Cinquant'anni
dopo Nostra Aetate, il documento che segnò l'apertura della Chiesa
cattolica nei confronti dell'ebraismo e delle diverse fedi, la prima
sfida per favorire la pace e il dialogo interreligioso continua ad
essere l'educazione. A confrontarsi sul tema, nella sessione conclusiva
della tre giorni organizzata dall'Università Gregoriana, il rabbino
capo di Roma Riccardo Di Segni, Nayla Tabbara (dell'Associazione
libanese Adyan), Samani Pratibha Pragya (Jain Vishwa Bharati – Regno
Unito), Brinder Singh Mahon (che ha parlato a nome di Gurmohan Singh
Walia, Sri Guru Granth Sahib World University - India) moderati da
Bryan Lobo della Gregoriana.
La Nostra Aetate come spartiacque nella lotta all'intolleranza,
chiunque essa riguardi. Questa la prospettiva al centro di un convegno
svoltosi nelle scorse ore presso l'Università John Cabot. Introdotti
dal presidente Franco Pavoncello, diversi relatori si sono infatti
confrontati sulla sfida del dialogo interreligioso e in particolare
sull'impegno comune, a prescindere dalle proprie appartenenze, contro
la minaccia dell'antisemitismo e dell'islamofobia.
In queste stesse ore prende intanto avvio, a Castel Gandolfo, la
riunione del direttivo europeo di Religions for Peace. Numerosi gli
interventi che accompagneranno l'iniziativa fino alla giornata di
domenica. Tra le altre è prevista una relazione di Lisa
Palmieri-Billig, rappresentante per l'Italia e presso la Santa Sede
dell'American Jewish Committee.
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qui torino
Dalle Carceri, ritratti partigiani
“Il
primo giorno mi venne portato del riso con una foglia di cavolo sul
quale erano chiaramente visibili dei grossi vermi, feci lo sciopero
della fame. Il secondo giorno, ricevuto lo stesso trattamento, il mio
compagno di cella mi disse – Basta togliere i vermi, poi puoi mangiare
il riso… non te ne accorgi nemmeno” (Testimonianza di Giuseppe
Berrutto, Gennaio 1944, campo di concentramento di Flossenbürg).
Nell’ex braccio maschile delle Carceri Nuove, ora Museo del Carcere le
Nuove, si è tenuto l’evento “Ritratti Memorie e Voci” a cura di Ocra
Lab, al fine di comunicare le testimonianze, raccolte da Nicola Stante,
sulla prigionia dei partigiani nell’edificio durante l’epoca fascista.
A leggere le storie si sono alternati Mario Brusa, integrandole con
elementi della sua toccante testimonianza familiare, Giuliana Oliviero
e lo storico Claudio Vercelli. Di sottofondo, il reportage fotografico
“Sopravvissuti” di Simone Grosso ha accompagnato il numeroso pubblico
durante la narrazione.
Emanuele Levi
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qui torino
Federico Almansi, vita da poeti
“Sono
contento di aver portato Federico fuori dal silenzio, dalla notte… di
avergli ridato, in un certo senso, la vita”. Spiega così Emilio Jona il
significato del suo ultimo libro Il celeste scolaro
(Neri Pozza editore), presentato nelle sale della Comunità ebraica di
Torino. Frutto di una faticosa ricerca di memorie e testimonianze, il
libro ha lo scopo di tessere, tramite la storia del giovane e
bellissimo Federico Almansi, un raffinato affresco dell’ambiente
culturale di quasi due generazioni fa e delle relazioni umane tra i
suoi personaggi. A discutere del libro assieme all’autore, Elisabetta
Soletti, docente di linguistica dell’Università di Torino, mentre il
ruolo di moderatore è stato affidato al Consigliere della Comunità
torinese David Sorani.
Emanuele Levi
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Setirot
- Le lancette della Storia |
Sembra
davvero che le lancette della Storia si siano fermate o, peggio, stiano
tornando indietro. I morti, il sangue, l’odio, l’antisemitismo, il
razzismo ricompaiono più prepotentemente che mai e la disperazione pare
farla da padrona. Succede negli Stati americani incendiati dai
conflitti razziali, accade in Israele. Ci sono poi vittime che – se
così si può dire, ma è evidente che i lutti sono tutti orribilmente
uguali – assumono un carattere maggiormente simbolico. Come Richard
Lakin, il 76enne israeliano morto due giorni fa a causa delle ferite
riportate in un attentato compiuto un paio di settimane fa a
Gerusalemme. Lakin, americano trasferitosi in Israele, era stato un
attivista del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti e aveva
marciato con Martin Luther King. E a Yerushalaim aveva fondato una
scuola in cui si insegna inglese a scolari ebrei, musulmani e
cristiani. Richard Lakin è stato ucciso dall’odio che ha combattuto per
l’intera sua vita.
Stefano Jesurum, giornalista
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Salvaguardare il creato |
Nel
nostro interrogarci di oggi c’è anche un diverso modo di relazionarsi,
per ricercare insieme, per rimettere al primo posto i principi e i
valori su cui si basa qualsiasi convivenza umana.
Ciò riguarda anche e soprattutto la politica.
Senza principi e valori non c’è buona politica. La politica ha le sue
leggi: deve ricercare il potere di mettere in atto determinate idee e
impostazioni. Ma se prescinde dall’etica ha il fiato corto, prima o poi
si trova a combattere con limiti insormontabili.
La politica è anche cultura, non può non basarsi su una comprensione
critica della realtà e delle ispirazioni e delle modalità di agire
dell’essere umano, e la cultura è quindi essenzialmente dialogo.
Zygmunt Bauman ha parlato della società attuale, come di una “società
liquida” nel senso che ha perduto i suoi punti fissi di aggregazione e
in cui le relazioni tradizionali si scompongono e si ricompongono
lasciando l’individuo disorientato e privo di riferimenti solidi.
Umberto Eco ne condivide le tesi e, declinandole per il caso italiano,
denuncia lo stato di soggettivismo competitivo sfrenato in cui ci
troviamo attualmente, con la mancanza dei riferimenti collettivi
“solidi” di un tempo: Stato, partito, comunità, ideologie.
Valdo Spini
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Madri d'Israele - Miri |
Molte
sono le storie che meritano di essere raccontate, ancor di più quelle
che meritano di essere ascoltate. E mentre continuo imperterrito la mia
ricerca, all’insegna della solidarietà e del talento tutto al
femminile, mi imbatto in una figura davvero singolare, unica nel suo
genere. Una figura inconfondibile, imperdibile. Una Madre d’Israele
come non l’avevamo mai vista prima d’ora. Miri Ben-David Livi,
quarant’anni (dichiarati orgogliosamente), moglie, nonché madre di
cinque adorabili bimbi. Comincerei dalla fine: Miri è una giornalista
di successo, una nota blogger, una relatrice rinomata, una consulente
apprezzata. Miri è una donna felice, realizzata, consapevole e grata
della sua fortuna. Una donna positiva e travolgente, dal sorriso
indimenticabile.
David Zebuloni
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In ascolto - Nina Simone |
Il
23 ottobre è uscito negli USA “The Amazing Nina Simone”, film doc
dedicato a un’icona della musica americana, il secondo di quest’anno,
dopo “What happened Miss Simone?”.
Il regista è Jeff L. Lieberman, giornalista pluripremiato che nel 2013
si è cimentato con la produzione e la regia del documentario “The Jews
of Nigeria” e che nel 2012 ci ha fatti sorridere con il video “Call
your Zeyde” a sostegno della campagna Obama, in cui una ragazzina con i
dreadlocks chiama Bubbe e Zeyde al cellulare per discutere, in un misto
di inglese e yiddish, dell’elezione del Presidente degli Stati Uniti,
mentre qua e là sbuca una melodia del clarinetto in stile shtetl.
Maria Teresa Milano
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Time out - Il Dialogo e noi |
Le
dichiarazione del Papa sulla legittimità d’Israele a esistere e sul
fatto che un attacco deliberato allo Stato ebraico possa essere
configurato come antisemitismo è un segnale importante. Bene hanno
fatto quindi i rappresentanti del World Jewish Congress a incontrare il
Papa e a continuare un percorso che procede da anni. Il dubbio che però
sorge, di fronte a un’infinità di delegazioni ebraiche, meno titolate
rispetto al WJC che passano per Roma solo per incontrare i cugini di
Oltretevere, è come venga intesa la natura del dialogo nel mondo
ebraico e come venga considerata la figura di questo Papa. Sembra che
esista quasi un attrazione per Papa Bergoglio in parte incomprensibile,
non ovviamente per il personaggio che riscuote indubbiamente simpatia,
ma per il suo messaggio di rottura con il passato. Si crea allora un
cortocircuito di confusione in cui leader ebraici apprezzano interventi
di dottrina cattolica e talora ne ripropongono le linee all’interno di
quella ebraica.
Daniel Funaro
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Famiglia di luce e di tenebra |
Nella
frenesia della colazione mattutina, destreggiandoci tra un bicchiere di
latte in bilico sul piatto e un cucchiaio di miele gocciolante, i
bambini intrattengono interessanti conversazioni culturali, religiose e
letterarie. Stamattina l’argomento principe erano le pulcette di
Beatrice Alemagna, artista e illustratrice italiana di talento che per
poter vivere di libri per l’infanzia si è dovuta trasferire a Parigi.
Le pulcette affollano i giardini, sono magre e grasse, diverse ma con
pari diritti, come “I cinque malfatti”, della stessa autrice, i quali
non si adeguano alla noiosità conformista dell’essere belli
fisicamente, perfetti ed ordinati, ma in compenso si divertono molto di
più.
Sara Valentina Di Palma
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