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29 ottobre 2015 - 16 Cheshvan 5776
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav


Elia Richetti,
rabbino
Dopo essersi fatto accompagnare per tre giorni dai suoi aiutanti, Avrahàm ordina loro di fermarsi con l’asino mentre egli ed Itzchàk proseguiranno “ad kò” (fino a qui), si prostreranno e torneranno. L’espressione è decisamente strana: innanzitutto non si capisce perché, dopo essersi fatto accompagnare, Avrahàm li lasci indietro; l’espressione “ad kò”, che letteralmente significa “fino a così”, è assolutamente inusitata; infine, non essendo ammissibile che Avrahàm dica bugie, non si capisce come potesse garantire che sarebbero tornati tutti e due (ossia anche Itzchàk).
 
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Sergio
Della Pergola,
Università
Ebraica
Di Gerusalemme
Avevo una cara zia, per l’esattezza una cugina di mio padre, con cui eravamo molto in amicizia. I suoi genitori erano molto ebrei e molto italiani e credevano profondamente in entrambi i valori. Era nata nel 1918, poco prima della fine della Grande guerra. La zia si chiamava Sara ma all’anagrafe faceva Sarà Vittoria Italiana. Un’espressione di fiducia e di amor patrio. L’altro giorno a Gaza è nata una bimba e i genitori l’hanno chiamata Sakín Al-Quds che vuol dire Coltello Gerusalemme. Anche questa, si può ben dire, è un’espressione di fiducia e di amor patrio. Alla piccola Coltello Gerusalemme auguriamo una lunga vita di pace, felicità e molti figli maschi. Ai sapienti analisti politici occidentali chiediamo un breve commento sul conflitto di civiltà.
 
 
 
Un'amicizia che si rinnova
“I rapporti tra cristiani ed ebrei a vari livelli non sono mai stati migliori”. Parola del presidente del Congresso Ebraico Mondiale Ronald Lauder, che ha incontrato ieri in forma privata Bergoglio e le cui dichiarazioni sono riportate da Avvenire. Occasione del colloquio il cinquantenario della dichiarazione Nostra Aetate, celebrato ieri nel corso di un’udienza pubblica che ha visto la partecipazione di una folta delegazione del World Jewish Congress guidata dallo stesso Lauder e dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna oltre che di diverse rappresentanze religiose (tra cui alcuni esponenti dell’American Jewish Committee che hanno partecipato a un convegno internazionale all’Università Gregoriana). Cinquant’anni dopo la stesura del documento che segnò una storica apertura della Chiesa nei confronti dell’ebraismo e delle diverse fedi, è stato lo stesso Bergoglio, riportano i quotidiani, a rimarcare come non sia accettata “ogni forma di antisemitismo” e “ogni ingiuria, discriminazione e persecuzione che ne derivano”. In conferenza stampa Lauder ha poi dichiarato: “Il papa ci ha detto che attaccare gli ebrei è antisemitismo, però anche un attacco deliberato contro lo Stato d’Israele è antisemitismo, e ha aggiunto che ci possono essere disaccordi dei governi su questioni politiche, ma Israele ha diritto di esistere in prosperità e sicurezza”. Una presa di posizione importante, ha sottolineato Lauder, “perché spesso l’antisemitismo viene nascosto dietro l’anti-israelismo”. Su Vatican Insider Lisa Billig scrive: “Istituzionalizzando un nuovo rispetto per la fede ebraica nel cattolicesimo, Nostra Aetate ha contribuito in maniera efficace a creare un’immagine più positiva e fiduciosa del cristianesimo (e delle altre religioni) nella psiche ebraica, dopo secoli di sofferenza e di persecuzioni”. Significativa la scelta dell’Osservatore Romano, quotidiano della Santa Sede, che titola: “Siamo fratelli”.
 
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  davar
il preSIDENTE dell'unione ALLA RADIO VATICANA
'Allarghiamo la base del dialogo'
Punto di svolta nelle relazioni tra ebrei e cristiani, la dichiarazione Nostra Aetate continua ad essere un riferimento imprescindibile nel dialogo interreligioso e nella sfida del pieno e reciproco riconoscimento tra i popoli, le culture, le identità.
Un tema quanto mai attuale, su cui si accavallano in queste ore molte idee e riflessioni.
Quale il bilancio di questo percorso? Quali i punti di forza e quali invece i correttivi da apportare?
Interrogativi che la Radio Vaticana ha rivolto oggi al presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna, ospite dell'autorevole canale di informazione cattolico per un ampio confronto nel merito.
“Abbiamo una sfida davanti a noi – ha sottolineato Gattegna – far sì che il dialogo sia vissuto sempre più autenticamente non solo dalle elite religiose, che hanno imbastito rapporti sempre più stretti e proficui tra loro, ma dalla popolazione nel suo complesso”.

Nell'immagine il presidente UCEI Renzo Gattegna assieme al giornalista della Radio Vaticana Fabio Colagrande.

qui lucca - comics&jews
Grande festa del fumetto al via
Apre oggi Lucca Comics & Games, il festival internazionale dedicato a fumetto, gioco e illustrazione che ha quest’anno come tema “…Sì, viaggiare!”, e continua a crescere. Il successo eccezionale dello scorso anno, che già aveva visto un’edizione rivoluzionata negli spazi, ha convinto gli organizzatori a continuare sul percorso intrapreso, aumentando ulteriormente l’occupazione della città, con padiglioni nuovi e meglio distribuiti. E in distribuzione sarà, come ogni anno, il numero di novembre di Pagine Ebraiche, con il sesto dossier Comics&Jews, dedicato al rapporto fra fumetto e cultura ebraica, che l’organizzazione del festival proporrà in centinaia di copie fra biglietterie, punti informazione. Fra le centinaia di incontri, mostre, proiezioni cinematografiche e tavole rotonde, poi, sono due gli appuntamenti organizzati dalla redazione, entrambi per venerdì. In occasione dell’inaugurazione della mostra dedicata a Jan Karski, la collaborazione fra Lucca Comics e Pagine Ebraiche ha portato a una tavola rotonda – “Jan Karski – reporter di guerra” – con gli autori dell’omonimo graphic novel, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorsi, il curatore della mostra, Riccardo Moni, lo storico del fumetto Giorgio Albertini, Luca Bernardini, curatore del volume Adelphi da cui è stata tratta ispirazione per il fumetto e la redazione di Pagine Ebraiche.
Poche ore dopo sarà poi presentato al pubblico del festival il dossier Comics&Jews, con la partecipazione, oltre agli amici che ormai tradizionalmente accompagnano Pagine Ebraiche, di due ospiti d’eccezione: gli israeliani Asaf e Tomer Hanuka. E insieme a loro e alla redazione saranno venerdì, all’Auditorium San Giuseppe, un amico e da lungo tempo collaboratore del giornale, Giorgio Albertini, e Giovanni Russo, responsabile del settore comics del festival di Lucca, con Emilio Varrà, una delle anime trainanti di BilBOlBul, il festival internazionale del fumetto di Bologna che apre il 19 novembre.

Ada Treves

Nella foto in alto la fumettista israeliana Rutu Modan vincitrice del Gran Guinigi di Lucca Comics
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bando ucei
Giovani contro il pregiudizio
La lotta all’odio passa anche attraverso l’ausilio di strumenti multimediali che possano contribuire a diffondere valori positivi e la ferma condanna del razzismo e del pregiudizio antiebraico.

Una consapevolezza che ha portato l’Unione delle Comunità Italiane (con referente la studiosa Liliana Picciotto, coordinatrice della commissione consiliare Antisemitismo e Memoria) a indire un bando di concorso aperto a tutti gli studenti iscritti a qualsiasi anno delle Scuole di cinema, di enti o associazioni che si occupano di formazione nell’ambito della produzione audiovisiva nel corrente anno scolastico/accademico. Il prodotto che si andrà a realizzare – viene spiegato nel bando – dovrà essere di immediata comprensione, per raggiungere il pubblico più ampio possibile.
E dovrà durare dai quattro agli otto minuti, così da risultare fruibile sulle piattaforme disponibili sulla rete e consentire una visione condivisa dello stesso tramite smartphone, tablet e altri dispositivi.
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qui torino - la lezione sul grande scrittore
Un Primo Levi da fantascienza
Si terrà oggi a Torino, al Centro Incontri della Regione Piemonte, la settima edizione della Lezione Primo Levi, appuntamento annuale che il Centro internazionale di studi Primo Levi organizza per approfondire e alimentare il dibattito sui temi più cari allo scrittore. Quest’anno il relatore sarà Francesco Cassata, storico della scienza e docente presso l’Università di Genova, la cui relazione “Fantascienza? Due avventure narrative” verterà su un genere di narrazione che Levi ha praticato tutta la vita, in una scrittura “sperimentale, scrupolosamente realistica, misuratamente visionaria, saporosa di ironie”. Fin dagli anni ’40 Levi ha scritto racconti ispirati ai temi più complessi della medicina, della biologia comportamentale, dell’ecologia, della chimica, della psicologia sociale e nel 1966 era uscito – firmato con uno pseudonimo e accompagnato dalla fascetta editoriale “Fantascienza?” – il libro Storie naturali. Cinque anni più tardi la nuova raccolta Vizio di forma era apparsa invece con il nome d’autore in copertina: due opere molto diverse per alcuni aspetti essenziali: in Storie naturali sono affrontati i limiti del progresso e della ragione, mentre in Vizio di forma l’ansia per il presente prefigura un futuro cupo e torbido. A unire i due volumi il rigore pur nella fantasia e il dialogo fra la cultura umanistica e quella scientifica.


Nell'immagine, una scultura realizzata da Primo Levi

qui roma - cinquant'anni di nostra aetate
Quel linguaggio che unisce
Cinquant'anni dopo Nostra Aetate, il documento che segnò l'apertura della Chiesa cattolica nei confronti dell'ebraismo e delle diverse fedi, la prima sfida per favorire la pace e il dialogo interreligioso continua ad essere l'educazione. A confrontarsi sul tema, nella sessione conclusiva della tre giorni organizzata dall'Università Gregoriana, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, Nayla Tabbara (dell'Associazione libanese Adyan), Samani Pratibha Pragya (Jain Vishwa Bharati – Regno Unito), Brinder Singh Mahon (che ha parlato a nome di Gurmohan Singh Walia, Sri Guru Granth Sahib World University - India) moderati da Bryan Lobo della Gregoriana.
La Nostra Aetate come spartiacque nella lotta all'intolleranza, chiunque essa riguardi. Questa la prospettiva al centro di un convegno svoltosi nelle scorse ore presso l'Università John Cabot. Introdotti dal presidente Franco Pavoncello, diversi relatori si sono infatti confrontati sulla sfida del dialogo interreligioso e in particolare sull'impegno comune, a prescindere dalle proprie appartenenze, contro la minaccia dell'antisemitismo e dell'islamofobia.
In queste stesse ore prende intanto avvio, a Castel Gandolfo, la riunione del direttivo europeo di Religions for Peace. Numerosi gli interventi che accompagneranno l'iniziativa fino alla giornata di domenica. Tra le altre è prevista una relazione di Lisa Palmieri-Billig, rappresentante per l'Italia e presso la Santa Sede dell'American Jewish Committee.
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israele
Italkim, un nuovo Consiglio
Un nuovo Consiglio per l’associazione Hevrat Yehudei Italia beIsrael, organismo di rappresentanza degli ebrei italiani in Israele.
Nel nuovo direttivo David Patsi, Umberto Pace, Micha Ben Zimra, Micol Tagliacozzo, Guido Di Veroli, Ester Picciotto e Hillel Sermoneta.
Nel corso dell’assemblea generale dell’associazione il comitato uscente ha presentato la sua relazione, il bilancio finale e i risultati raggiunti durante il mandato appena conclusosi. A ripercorrere l’impegno della Hevrat Yehudei anche il presidente uscente Angelo Piattelli, il cui successore sarà designato nei prossimi giorni.

qui torino
Dalle Carceri, ritratti partigiani

“Il primo giorno mi venne portato del riso con una foglia di cavolo sul quale erano chiaramente visibili dei grossi vermi, feci lo sciopero della fame. Il secondo giorno, ricevuto lo stesso trattamento, il mio compagno di cella mi disse – Basta togliere i vermi, poi puoi mangiare il riso… non te ne accorgi nemmeno” (Testimonianza di Giuseppe Berrutto, Gennaio 1944, campo di concentramento di Flossenbürg). Nell’ex braccio maschile delle Carceri Nuove, ora Museo del Carcere le Nuove, si è tenuto l’evento “Ritratti Memorie e Voci” a cura di Ocra Lab, al fine di comunicare le testimonianze, raccolte da Nicola Stante, sulla prigionia dei partigiani nell’edificio durante l’epoca fascista. A leggere le storie si sono alternati Mario Brusa, integrandole con elementi della sua toccante testimonianza familiare, Giuliana Oliviero e lo storico Claudio Vercelli. Di sottofondo, il reportage fotografico “Sopravvissuti” di Simone Grosso ha accompagnato il numeroso pubblico durante la narrazione.


Emanuele Levi
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j-ciak
La nuora di Adolf Eichmann
Tutto quello che sapete su Eichmann è una bugia. “La storia che conoscete non è vera, la versione che si impara dai film e dai libri è scritta dagli ebrei e il mondo intero l’ha accettata”. A sostenerlo, Carmen Bretin Lindemann, nuora del gerarca nazista, in una recente intervista al canale televisivo Tn. Candidata sindaco nel villaggio di Garupa nel nordest dell’Argentina, la signora forse non immaginava di fare il giro del mondo con quella che dev’esserle sembrata una banale questione di famiglia. La sua dichiarazione in favore di Eichmann l’ha invece catapultata alla ribalta delle cronache sino a valerle un lungo articolo su Newsweek.


Daniela Gross

Nell’immagine: un fotogramma dei video del processo Eichmann.
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qui torino
Federico Almansi, vita da poeti
“Sono contento di aver portato Federico fuori dal silenzio, dalla notte… di avergli ridato, in un certo senso, la vita”. Spiega così Emilio Jona il significato del suo ultimo libro Il celeste scolaro (Neri Pozza editore), presentato nelle sale della Comunità ebraica di Torino. Frutto di una faticosa ricerca di memorie e testimonianze, il libro ha lo scopo di tessere, tramite la storia del giovane e bellissimo Federico Almansi, un raffinato affresco dell’ambiente culturale di quasi due generazioni fa e delle relazioni umane tra i suoi personaggi. A discutere del libro assieme all’autore, Elisabetta Soletti, docente di linguistica dell’Università di Torino, mentre il ruolo di moderatore è stato affidato al Consigliere della Comunità torinese David Sorani.

Emanuele Levi
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  pilpul
Setirot - Le lancette della Storia
Sembra davvero che le lancette della Storia si siano fermate o, peggio, stiano tornando indietro. I morti, il sangue, l’odio, l’antisemitismo, il razzismo ricompaiono più prepotentemente che mai e la disperazione pare farla da padrona. Succede negli Stati americani incendiati dai conflitti razziali, accade in Israele. Ci sono poi vittime che – se così si può dire, ma è evidente che i lutti sono tutti orribilmente uguali – assumono un carattere maggiormente simbolico. Come Richard Lakin, il 76enne israeliano morto due giorni fa a causa delle ferite riportate in un attentato compiuto un paio di settimane fa a Gerusalemme. Lakin, americano trasferitosi in Israele, era stato un attivista del movimento per i diritti civili negli Stati Uniti e aveva marciato con Martin Luther King. E a Yerushalaim aveva fondato una scuola in cui si insegna inglese a scolari ebrei, musulmani e cristiani. Richard Lakin è stato ucciso dall’odio che ha combattuto per l’intera sua vita.

Stefano Jesurum, giornalista

Salvaguardare il creato
Nel nostro interrogarci di oggi c’è anche un diverso modo di relazionarsi, per ricercare insieme, per rimettere al primo posto i principi e i valori su cui si basa qualsiasi convivenza umana.
Ciò riguarda anche e soprattutto la politica.
Senza principi e valori non c’è buona politica. La politica ha le sue leggi: deve ricercare il potere di mettere in atto determinate idee e impostazioni. Ma se prescinde dall’etica ha il fiato corto, prima o poi si trova a combattere con limiti insormontabili.
La politica è anche cultura, non può non basarsi su una comprensione critica della realtà e delle ispirazioni e delle modalità di agire dell’essere umano, e la cultura è quindi essenzialmente dialogo.
Zygmunt Bauman ha parlato della società attuale, come di una “società liquida” nel senso che ha perduto i suoi punti fissi di aggregazione e in cui le relazioni tradizionali si scompongono e si ricompongono lasciando l’individuo disorientato e privo di riferimenti solidi.
Umberto Eco ne condivide le tesi e, declinandole per il caso italiano, denuncia lo stato di soggettivismo competitivo sfrenato in cui ci troviamo attualmente, con la mancanza dei riferimenti collettivi “solidi” di un tempo: Stato, partito, comunità, ideologie.

Valdo Spini
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Madri d'Israele - Miri
Molte sono le storie che meritano di essere raccontate, ancor di più quelle che meritano di essere ascoltate. E mentre continuo imperterrito la mia ricerca, all’insegna della solidarietà e del talento tutto al femminile, mi imbatto in una figura davvero singolare, unica nel suo genere. Una figura inconfondibile, imperdibile. Una Madre d’Israele come non l’avevamo mai vista prima d’ora. Miri Ben-David Livi, quarant’anni (dichiarati orgogliosamente), moglie, nonché madre di cinque adorabili bimbi. Comincerei dalla fine: Miri è una giornalista di successo, una nota blogger, una relatrice rinomata, una consulente apprezzata. Miri è una donna felice, realizzata, consapevole e grata della sua fortuna. Una donna positiva e travolgente, dal sorriso indimenticabile.

David Zebuloni
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In ascolto - Nina Simone
Il 23 ottobre è uscito negli USA “The Amazing Nina Simone”, film doc dedicato a un’icona della musica americana, il secondo di quest’anno, dopo “What happened Miss Simone?”.
Il regista è Jeff L. Lieberman, giornalista pluripremiato che nel 2013 si è cimentato con la produzione e la regia del documentario “The Jews of Nigeria” e che nel 2012 ci ha fatti sorridere con il video “Call your Zeyde” a sostegno della campagna Obama, in cui una ragazzina con i dreadlocks chiama Bubbe e Zeyde al cellulare per discutere, in un misto di inglese e yiddish, dell’elezione del Presidente degli Stati Uniti, mentre qua e là sbuca una melodia del clarinetto in stile shtetl.


Maria Teresa Milano
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Time out - Il Dialogo e noi
Le dichiarazione del Papa sulla legittimità d’Israele a esistere e sul fatto che un attacco deliberato allo Stato ebraico possa essere configurato come antisemitismo è un segnale importante. Bene hanno fatto quindi i rappresentanti del World Jewish Congress a incontrare il Papa e a continuare un percorso che procede da anni. Il dubbio che però sorge, di fronte a un’infinità di delegazioni ebraiche, meno titolate rispetto al WJC che passano per Roma solo per incontrare i cugini di Oltretevere, è come venga intesa la natura del dialogo nel mondo ebraico e come venga considerata la figura di questo Papa. Sembra che esista quasi un attrazione per Papa Bergoglio in parte incomprensibile, non ovviamente per il personaggio che riscuote indubbiamente simpatia, ma per il suo messaggio di rottura con il passato. Si crea allora un cortocircuito di confusione in cui leader ebraici apprezzano interventi di dottrina cattolica e talora ne ripropongono le linee all’interno di quella ebraica.

Daniel Funaro
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Famiglia di luce e di tenebra
Nella frenesia della colazione mattutina, destreggiandoci tra un bicchiere di latte in bilico sul piatto e un cucchiaio di miele gocciolante, i bambini intrattengono interessanti conversazioni culturali, religiose e letterarie. Stamattina l’argomento principe erano le pulcette di Beatrice Alemagna, artista e illustratrice italiana di talento che per poter vivere di libri per l’infanzia si è dovuta trasferire a Parigi. Le pulcette affollano i giardini, sono magre e grasse, diverse ma con pari diritti, come “I cinque malfatti”, della stessa autrice, i quali non si adeguano alla noiosità conformista dell’essere belli fisicamente, perfetti ed ordinati, ma in compenso si divertono molto di più.

Sara Valentina Di Palma
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