16 novembre 2015 - 4 Kislev 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
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Haaretz.com @haaretzcom
16 nov
France knows how to fight terror without killing the spirit of freedom http://htz.li/3UV #ParisAttacks
Noga Tarnopolsky @NTarnopolsky
16 nov
An Imam, a rabbi and a priest at Paris' Grand Synagogue prayer service
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#PE24BreakingNews
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Parigi, caccia al terrorista fuggito
La Francia colpisce l'Isis in Siria
Le
autorità francesi sono alla ricerca di un presunto ottavo terrorista,
membro del commando che ha colpito Parigi nella tragica notte di
venerdì. Secondo alcune ricostruzioni (Corriere della Sera) il
fuggitivo, il ventinovenne di Bruxelles Salah Abdelsam, è stato fermato
dalla polizia francese nei pressi del confine belga e poi rilasciato.
Ora potrebbe essere diretto verso l'Italia. Intanto da Parigi, il
presidente Francois Hollande ha ordinato all'aviazione francese di
colpire in Siria diversi bersagli del Califfato – secondo dispacci dei
servizi iracheni sarebbe stato lo stesso capo dell'Isis, Al Bagdadi, a
ordinare la strage di venerdì in Francia -, oltre a prolungare per tre
mesi lo stato d'emergenza e ordinare la chiusura delle moschee radicali
(Repubblica e La Stampa). A livello internazionale, la Francia ha tutto
l'appoggio degli Stati Uniti con il presidente Usa Barack Obama che ha
scelto di scendere a compromessi, nonostante le tensioni passate, anche
con il presidente russo Vladimir Putin, tutto in funzione anti-Isis. I
due si sono incontrati al G20 (Il Sole 24 Ore) e Obama ha riconosciuto
“l'importanza dello sforzo bellico russo in Siria contro l'Isis”, uno
sforzo diretto a tutelare l'alleato di Mosca, Assad. Di fronte alle
mobilitazioni militari, esprime invece cautela il Primo ministro
italiano Matteo Renzi, che afferma la necessità di “ragionare con la
testa e non con la pancia”. Bisogna rispondere con intransigenza è
invece il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
“ma senza fa venir meno le ragioni del diritto” (Corriere).
La democrazia in guerra per salvarsi.
Sul Corriere della Sera, l'analisi del filosofo francese Henry Bernard
Lèvy che auspica una guerra a tutto campo contro il fondamentalismo
islamico del Califfato. Per Lèvy bisogna “intervenire militarmente nei
territori dominati dall'Isis ma pure costringere i seguaci di Allah,
che sono fratelli, a prendere posizione contro il neofascismo di
matrice islamica”, in particolare in Europa. Inoltre, mentre i partiti
populisti e xenofobi europei si rafforzano, il filosofo sottolinea come
sia necessario “continuare a ricevere i migranti e nello stesso tempo
rendere inoffensivo il più gran numero di cellule pronte a uccidere...
Accogliere a braccia aperte chi fugge dall'Isis e contemporaneamente
essere implacabili con quelli fra loro che traessero vantaggio dalla
nostra fedeltà ai nostri principi per infiltrarsi in terra di missione
e commettervi i loro misfatti”.
Liliana Segre: come raccontare Parigi ai bambini.
“Bisogna avere il coraggio di spiegare ai nostri ragazzi cosa è
accaduto a Parigi. Dicendo la verità e senza ripararli dal dolore e dal
pericolo. Perché le nuove generazioni qui in Italia sono state troppo
protette e isolate dal concetto di sofferenza, che invece fa parte
reale, concreta della vita di tutti noi... Una responsabilità che hanno
sia i genitori che i professori”. Parole della Testimone della Shoah
Liliana Segre, intervistata dal Paolo Conti del Corriere della Sera, in
merito alla necessità di raccontare ai più giovani i terribili fatti di
Parigi.
Difendere Parigi, l'Occidente, Israele. Sull'obbligo
di difendere i valori dell'Occidente, inteso come “una comunità di
destino” che “tiene insieme Europa, Stati Uniti, Israele”, scrive il
direttore di Repubblica Ezio Mauro nel suo editoriale di oggi. Secondo
Mauro, l'Occidente come civiltà democratica deve ritrovare se stesso,
ricordare i propri valori fondanti “per non diventare come loro (i
terroristi, ndr), cedendo all'intolleranza e all'irrazionale”. Sul
Foglio invece, il direttore Claudio Cerasa traccia un legame tra la
necessità di combattere il terrorismo islamista e quella di difendere
Israele. “Non ci stancheremo mai di ripetere che difendere la libertà
di Israele significa difendere la libertà dell'Occidente”, scrive
Cerasa, affermando che ogni delegittimazione dello Stato ebraico – tra
cui il boicottaggio - è un danno per chi crede nei valori democratici e
lotta contro il terrorismo. “Chi ama Israele ama la democrazia. -
scrive Cerasa - Chi ama la democrazia combatte contro i totalitarismi
di ogni genere”.
Milano, un albero per chi difese la cultura a Palmira.
Mercoledì al Giardino dei Giusti, al Monte Stella, sarà piantato un
albero e dedicato un cippo a Khaled al-Asaad, l’archeologo ucciso
dall’Isis per aver difeso il sito siriano di Palmira. Al Corriere,
Gabriele Nissim, presidente di Gariwo, spiega che “questa iniziativa
deve essere la risposta morale di tutta la città ai fatti di Parigi,
all’Isis. Chiederò al sindaco Pisapia di inviare un messaggio a tutti i
milanesi, perché possano partecipare”.
Milano, identikit di un'aggressione. Un
uomo alto un metro e 70, di carnagione e capelli chiari. Questo
l'identikit del responsabile dell'aggressione a Milano giovedì scorso
contro un membro della Comunità ebraica locale, Nathan Graff. “Gli
investigatori – scrive La Stampa- stanno lavorando anche sul possibile
movente dell'accoltellamento. Si dovrà capire anche se l'uomo avesse un
obiettivo preciso o, invece, stesse aspettando un qualsiasi ebreo
ortodosso nei pressi di un ristorante kosher, frequentato quasi
esclusivamente da membri della comunità”. Graff, ricoverato
all'ospedale di Niguarda e in progressivo miglioramento, ha ricevuto
nelle scorse ore la visita, tra gli altri, dell'ex presidente della
Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici (Corriere Milano).
Roma, Gusto Kosher.
Fila di persone nella Capitale, riporta il Corriere della Sera nelle
sue pagine romane, davanti al Palazzo della Cultura del Ghetto per la
quindicesima edizione di Gusto Kosher, l’evento dedicato
all’enogastronomica ebraica. Il quotidiano riporta la soddisfazione per
l'affluenza della presidente della Comunità Ruth Dureghello e della
vicepresidente Claudia Fellus.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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