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novembre 2015 - 7 Kislev 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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CRIF
@Le_CRIF 18 novembre Aujourd'hui l'antisémitisme est aussi une des expressions de la haine contre la France
Manuel Valls
@manuelvalls
18 novembre Hommage aux forces de l'ordre intervenues ce matin à #SaintDenis dans des conditions d'une incroyable violence.
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#PE24BreakingNews |
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Parigi ai governi d’Europa:
“Sospendiamo Schengen”
“Le
frontiere della Francia resteranno chiuse” dice il presidente Hollande
a margine delle operazioni anti-terrorismo condotte ieri a Saint-Denis
e mentre le polizie di tutta Europa sono sulle tracce del regista degli
attentati, Abdelhamid Abaaoud. La stessa richiesta di sospensione del
trattato di Schengen – specifica Repubblica – sarà portata anche al
consiglio straordinario dei ministri degli Interni previsto per domani,
mentre il presidente della Commissione europea Jean-Claude Junker ha
annunciato maggiore flessibilità sulle spese per sicurezza e
antiterrorismo.
Nelle stesse ore, dall'Fbi arriva l'allarme diretto ai servizi segreti
italiani: Roma e Milano, in particolare, sarebbero a rischio. La Stampa
riferisce di un innalzamento del livello di sicurezza in tutta Milano
da giovedì scorso, cioè dal giorno dell'agguato a Nathan Graff,
esponente del movimento Chabad raggiunto da più coltellate all'uscita
del ristorante Carmel. “Di fatto da quel momento e ancor più dopo
l'attacco di Parigi – si legge – tutti i luoghi sensibili della città
sono stati posti sotto stretta sorveglianza con un aumento delle
pattuglie militari e della polizia: non solo il quartiere ebraico con
la sua scuola e i ristoranti kosher, ma anche il Duomo, la Scala,
Sant'Ambrogio, le varie sedi consolari, il palazzo di giustizia”.
Marsiglia, prof ebreo accoltellato.
Prima gli hanno rivolto insulti antisemiti e minacce, poi lo hanno
accoltellato a un braccio e a una gamba. La vittima, un professore di
storia di una scuola ebraica di Marsiglia che stava lasciando
l'edificio con in testa la kippah. Tre gli aggressori che si sono
qualificati come membri dell'Isis, secondo quanto riferito dagli
inquirenti ai media francesi. “Arrivati a bordo di due scooter – scrive
il Corriere – hanno avvicinato il professore e gli hanno mostrato una
foto di Mohamed Merah, francese estremista islamico che nel 2012 compì
diversi attacchi nel Paese. Poi le coltellate e la fuga, accelerata per
l'arrivo di un'auto”. Il professore non è fortunatamente in pericolo di
vita.
Milano, cultura contro la barbarie.
“Non dobbiamo cadere nella trappola mortale dei terroristi, ma
rifiutare qualsiasi generalizzazione e attribuzione di colpe
collettive”. Questo l'appello rivolto dal presidente dell'Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna – e riportato sia dal
Corriere sia da Repubblica – nel corso della giornata che la città di
Milano ha voluto dedicare al ricordo dell'archeologo custode di Palmira
morto per mano dell'Isis, Khaled al-Asaad, organizzata e voluta
dall’Associazione per il Giardino dei Giusti. “Come spesso è accaduto
nei secoli passati – ha sottolineato Gattegna – quando la libertà è
stata calpestata e violata i primi ad essere colpiti sono stati gli
ebrei. Ma subito dopo, tutti sono stati colpiti e ora la storia si
ripete: negli ultimi anni sono stati colpiti luoghi di culto,
istituzioni, scuole, musei delle Comunità ebraiche di Tolosa, Parigi,
Bruxelles, Copenhagen, e diversi altri; quattro giorni fa qui a Milano
c’è stato un accoltellamento e poche ore dopo nessun francese, ovunque
fosse, nello stadio, nella sala concerti, nei ristoranti si è sentito
garantito nella propria sicurezza, nel proprio paese, colpito in
contemporanea da gravissimi e sanguinosi attentati”.
“Noi, a porte aperte”.
“Noi possiamo solo continuare a fare, come tutti i giorni, la nostra
parte. E cioè qualcosa che aiuti a capire. La cultura è complessità, è
accettazione della diversità. Queste forme di terrorismo cercano la
semplificazione, bene/male, vero/falso: una cultura della morte,
dell'uccidere e dell'uccidersi, che più che alla cultura appartiene
all'ignoranza”. Questo il commento di Andrée Ruth Shammah, direttrice
del Teatro Franco Parenti di Milano, che sulle pagine del Giorno nega
l'intenzione di mettere guardie armate alla porta, mantenendo il teatro
“un luogo aperto”.
L'Europa? A lezione da Israele.
Il Foglio ospita gli interventi di vari analisti israeliani sulla
situazione europea, concordi nel definire lo Stato ebraico “l'unico
esempio di democrazia che sa come si combatte il terrorismo”. "Israele
ha costruito se stesso mentre fisicamente lottava contro gli stati
arabi e i terroristi devoti alla sua distruzione" afferma tra gli altri
Dan Schueftan, che ha anche lavorato come consigliere prima di Yitzhak
Rabin e poi di Ariel Sharon.
La scrittrice somala Ayaan Hirsi Ali, in un intervento tradotto da
Repubblica, dice: “È vero che oggi gli estremisti islamici in Israele
usano coltelli e automobili come armi principali, ma lo fanno perché è
semplicemente impossibile organizzare attacchi come quelli di Parigi.
Invece di demonizzare Israele bisogna chiamare in Europa i loro esperti
per sviluppare una strategia antiterrorismo”.
E tra le numerosissime voci riportate dai quotidiani italiani,
Repubblica traduce un editoriale dell'economista premio Nobel Paul
Krugman, il quale afferma che la strategia di uccidere persone a caso
nei ristoranti e ai concerti è specchio della debolezza di fondo di chi
la pone in atto. “Non porterà a fondare un califfato a Parigi. Però un
effetto lo ha, instilla la paura, per questo si chiama terrorismo ed è
sbagliato attribuirgli dignità di guerra. Non intendo con questo
minimizzare l'orrore – specifica quindi Krugman – ma evidenziare che il
maggior pericolo per la nostra società non deriva dai danni diretti che
il terrorismo infligge, bensì dalle reazioni sbagliate che è in grado
di provocare”.
Israelitico verso il commissariamento.
L'Autorità anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone, ha acquisito
l'ordinanza di custodia cautelare del gip relativa all'inchiesta della
Procura di Roma per falso e truffa che ha coinvolto funzionari e medici
dell'Ospedale Israelitico e gli atti relativi ad alcune ispezioni
condotte ieri dalla Guardia di finanza. Sulla base di questa
documentazione, scrive il Messaggero, “l'Authority sta per avanzare al
prefetto la richiesta di commissariamento”.
“Non in mio nome”. È
il titolo della manifestazione indetta per sabato a Roma dall'Unione
Comunità Islamiche Italiane (Ucoii), segnalata tra gli altri dalle
pagine romane del Corriere. “Quello che è successo a Parigi è una
tragedia”, sottolinea il presidente Izzedin Elzir, e simili atrocità
non sono compiute “in nome dei musulmani, né di nessun essere umano”.
L'invito, specifica Elzir, “è aperto a tutti,musulmani e non, a tutte
le fedi religiose, perché vogliamo condividere tutti uniti questo
grande abbraccio al popolo francese”.
Minuto di silenzio, sei alunne escono dall'aula.Sei
alunne quindicenni, musulmane figlie di immigrati nordafricani, lunedì
mattina si sono alzate dal banco e sono uscite dall'aula durante il
minuto di silenzio che nelle aule scolastiche doveva rendere omaggio ai
morti di Parigi. È successo in un istituto tecnico di Varese, e
l'episodio ha scatenato una bufera tale che, riporta il Corriere, è
stato oggetto di discussione persino al comitato per l'ordine pubblico
e la sicurezza ogni settimana convocato in prefettura. Anche la Digos
ha avviato accertamenti. Surreale la difesa della preside
dell'istituto: “Volevano capire perché commemorare solo Parigi e non
l'aereo russo o Beirut. Il gesto è stato una richiesta di aiuto a
capire quale sia la discriminante nella valutazione dei morti; la
scuola deve educare, formare e raccogliere gli interrogativi posti
dagli alunni”.
Dialogo a tavola.
Trovare le radici comuni e aprire il dialogo attraverso il cibo. Da
questo principio è nata al milanese Luca Poggiaroni l’idea di
organizzare una serie di cene a cui invitare ebrei e musulmani, un
progetto la cui necessità è stata rinforzata dall'aggressione a Nathan
Graff. “Un imam e un rabbino. Intellettuali, imprenditori, ma anche
cittadini milanesi, che vogliano confrontarsi davanti a un menù che
fonda le due tradizioni: che mai come in questo caso hanno una storia
enogastronomica comune e ricca di contaminazioni”, spiega al Corriere
Milano.
Francesca Matalon
twitter @fmatalonmoked
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