7 dicembre 2015 - 25 Kislev 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri di Paolo Sciunnach e di
Anna Foa. Nella sezione pilpul una riflessione di Daniela Fubini.
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Haaretz.com @haaretzcom
7 dic
School security wounded in Afula attack http://dlvr.it/CxNdRD
IDF @IDFSpokesperson
7 dic
The IAF targeted a Hamas position overnight in response to recent shooting attacks targeting IDF forces on the border with Gaza.
Michael Wilner@mawilner
6 dic
Washington, DC #Israel and its Arab neighbors are coming into strategic
alignment, Clinton notes with a sense of optimism. #Saban15
John Kerry@JohnKerry
6 dic
Wishing a #HappyHanukkah and Chag Sameach to the Jewish community in the United States and around the world.
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
Le notizie vengono pubblicate anche su twitter, @paginebraiche, con l'hashtag #PE24BreakingNews.
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In Francia trionfano le Le Pen,
Front National primo partito
A
una decina di giorni dalla strage di Parigi, gli elettori francesi
premiano il populismo dell'ultra destra targata Marine Le Pen. Il suo
Front National è uscito ieri vincitore dalle urne, forte di un 30 per
cento di voti che lo porta ad essere il primo partito di Francia (i
Républicains di Nicolas Sarkozy hanno ottenuto il 26 per cento mentre i
socialisti del presidente Francois Hollande il per cento). Ha vinto
sull'onda della paura, scrive Repubblica: la minaccia islamista,
sostiene il quotidiano “è stata l'evidente, dichiarata motivazione che
ha spinto un terzo dei votanti (la partecipazione è stata superiore al
50 per cento) a scegliere il partito che più rappresenta la collera, il
risentimento, l'odio, la paura provocati dal terrorismo”. Il Front
National è avanti in sei regioni e al secondo turno dovrebbe
conservarne almeno tre: il NordPas de Calais-Picardi dove è candidata
Marine Le Pen, la Provence-Alpes-Côte d’Azur di sua nipote Marion
Maréchal Le Pen, entrambe oltre il 40 per cento dei voti, e
l’Alsace-Champagne- Ardenne-Lorraine, dove il numero due del partito
Florian Philippot ha ottenuto il 35%” (Corriere). “Siamo gli unici a
difendere la nazione”, ha dichiarato Le Pen commentando il trionfo
(Repubblica) del suo partito, in cui la retorica xenofoba e anti-Islam
la fa da padrone. A salutare il successo della più giovane dei Le Pen,
Marion, anche le teste rasate degli skin-heads (Repubblica). Intanto,
diversi candidati socialisti hanno deciso di tirarsi indietro per
favorire la destra guidata da Sarkozy ai ballottaggi e cercare di
frenare l'avanzata del Fn.
Front National, l'antisemitismo delle origini. Jean-Marie
Le Pen, fondatore del Front National, per festeggiare il trionfo della
nipote Marion contro il candidato neogollista Christian Estrosi, si è
lanciato sui social network in uno dei suoi noti strali antisemiti: il
padre di Marine ha infatti pubblicato un video in cui si vede Estrosi
danzare con un kippah in testa e assieme ad alcuni ebrei.
“Buon viso a cattivo gioco”, il commento del fondatore del Fn, “una
nuova inquietante provocazione – scrive il Corriere - che si aggiunge a
una lunga serie di commenti xenofobi contro gli ebrei e le camere a gas
naziste”.
Elezioni in Francia, perché Marine. Diverse
le analisi che compaiono sui quotidiani nazionali rispetto ai risultati
delle urne francesi. Secondo l'intellettuale Marek Halter, intervistato
dal Corriere, il problema francese è la rimozione delle differenze e il
Front National “Ha toccato il punto critico, superando il tabù che ci
impedisce di definire le minoranze come tali e ci priva degli strumenti
per rispondere alla paura”. Per Halter, il dibattito politico si è
ridotto a un “noi e l'Islam”. Per Cesare Martinetti, firma de La
Stampa, il voto francese è il segno del superamento degli schemi
politici del Novecento: è un voto contro l'establishment e nutrito
dalla paura.
Giubileo a Roma, il tema sicurezza.
Cerca di tranquillizzare il prefetto della Capitale Franco Gabrielli di
fronte alla preoccupazione per eventuali attentati a Roma, dove domani
avrà inizio il Giubileo. “Siamo preparati, i compiti a casa li abbiamo
fatti, ma la differenza la fa il campo — ha spiegato ieri il prefetto
Franco Gabrielli a In mezz'ora su RaiTre —. Non diamo la garanzia del
risultato, la diamo dell'impegno”.
Scuola e laicità. Rispondendo
a un lettore che rivendica il presepio a scuola così come l'ora di
religione come un fattore identitario, Sergio Romano (Corriere) porta
la Francia come esempio in cui è lo Stato a decidere, senza parteggiare
per una o l'altra religione. Romano porta ad esempio la proposta di una
commissione francese nel 2004 di vietare a scuola tutti i simboli
religiosi: la kippah, il velo, il crocifisso. “La decisione provocò la
protesta formale delle maggiori autorità religiose francesi
(l'arcivescovo di Parigi, il Grande iman di Parigi e il Gran rabbino di
Francia), tutte unite da uno stesso interesse 'corporativo'. Ma credo
che ciascuna di esse, in realtà, fosse riconoscente al governo di
essere intervenuto. Non so se esistano statistiche sul numero degli
incidenti prima e dopo l'adozione delle misure proposte dal rapporto.
Ma la decisione ebbe il merito di dimostrare che le scuole dello Stato
francese erano, nelle questioni di fede, rigorosamente neutrali”.
Livorno, Nogarin e la Comunità ebraica.
“Livorno potenzialmente è ricca, ha tradizione industriale, un porto
efficientissimo, una comunità ebraica attiva e inserita, è
commercialmente vitale. Ma chi arriva in città la giudica povera.
Certo, perché i suoi soldi sono stati bruciati nel mantenimento di un
apparato sovietico con villa al mare”. Così il sindaco Cinquestelle di
Livorno Filippo Nogarin, al centro delle polemiche per una questione
legata alla gestione dei rifiuti cittadini, descrive a Libero la sua
città, portando la Comunità ebraica come esempio positivo. Ma proprio
dalla Comunità era arrivato nelle scorse ore un messaggio di protesta
al sindaco in cui si chiedeva “rispetto” ed “equilibrio”.Il riferimento
è ad alcuni episodi delle scorse settimane tra cui un delirante
intervento del consigliere comunale Marco Valiani, che ha parlato in
pubblico di “giudeomassoneria italica” senza ottenere né censure né
condanne da parte del primo cittadino, e l’organizzazione di una
“Giornata per la Palestina” (in un primo tempo prevista nella sala più
prestigiosa del Comune) segnata da prese di posizione apertamente
anti-israeliane.
L'Islam in Italia.
Sul Fatto Quotidiano, l'inchiesta di Leonardo Cohen fotografa la
situazione del mondo musulmano italiano. “I fedeli del Corano in Italia
sono un milione e 700mila (un milione circa in Lombardia) e i luoghi di
culto, diffusi in tutta la Penisola, sono 700, di cui 695 informali,
mentre sono appena cinque le moschee riconosciute”.
Torino, la polemica su pellegrinaggio in Israele. Ha
suscitato malumori l'intervista pubblicata da Repubblica a una signora
che, tornata da un pellegrinaggio a Gerusalemme, l'aveva definita un
luogo pericoloso. Diverse le voci raccolte dal quotidiano che
smentiscono queste affermazioni.
Daniel Reichel
twitter @dreichelmoked
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