10 dicembre 2015 - 28 Kislev 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Elia Richetti e di
Sergio Della Pergola. Nella sezione pilpul una riflessione di Stefano
Jesurum e Daniel Funaro.
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Kevin McCarthy @GOPLeader
(9 dicembre) Enjoyed meeting with @PresidentRuvi on how America can strengthen our partnership with #Israel.
Hillary Clinton @HillaryClinton (9 dicembre) Donald Trump’s anti-Muslim proposal is extreme—but not by the standards of the rest of the 2016 Republican field.
Anna Momigliano @annamomi (8 dicembre) Chi è Louis Aliot, compagno e subordinato di Marine Le Pen.
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#PE24BreakingNews |
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Parigi, l'identikit mancante
Fino
a due anni fa passava il tempo a guardare partite di calcio al bar,
navigare su Facebook e sognare macchine fiammanti. Poi, nel 2014, si è
fatto ritrarre con indosso una bandana dell’Isis. Il terzo uomo che ha
compiuto la strage al Bataclan di Parigi è Foued Mohamed Aggad,
francese di 23 anni già noto ai servizi segreti. A rivelare l’identità
mancante del terrorista, la madre residente in Marocco, che ha ricevuto
un messaggio nel quale le si comunicava che il figlio “era morto da
martire”. “Anche lui – scrive il Corriere – era stato etichettato dalle
autorità con la ‘S’ che indica i soggetti radicalizzati in odore di
jihad”. E mentre il commando degli attentatori viene ricomposto, dalla
Francia il primo ministro Manuel Valls propone di aprire un centro nel
quale confinare i sospetti jihadisti.
Netanyahu: “Mi dissocio dalle parole di Trump”.
Mentre il magnate Donald Trump cresce nei sondaggi nella sua corsa per
la Casa Bianca e si prepara per partire alla volta di Gerusalemme il
prossimo 28 dicembre, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha
comunicato “di respingere le sue recenti affermazioni sui musulmani”.
Due giorni fa infatti Trump ha dichiarato che l’America dovrebbe
chiudere le frontiere agli islamici per arginare il terrorismo,
suscitando uno strascico di polemiche. “Lo Stato di Israele – dice
Netanyahu – rispetta tutte le religioni” (Il Fatto Quotidiano).
Yossi, lo 007 del Mossad.
Sul Fatto Quotidiano un ritratto di Yossi Cohen, 54 anni, nuovo
direttore del Mossad. Da oltre 30 anni nei servizi segreti, Cohen è
stato consigliere del primo ministro per la Sicurezza nazionale e ha
stretto buoni rapporti con l’amministrazione Obama. La sua
preoccupazione numero uno? Il piano nucleare iraniano.
Isis come il nazismo.
“Dobbiamo battere la paura, reagire. Quelli dell’Isis per certi versi
mi ricordano i nazisti, hanno la stessa visione totalitaria”. Così
Abdellah Redouane, segretario del Centro islamico culturale d’Italia,
al Corriere della sera.
Dice il capo dello Stato Sergio Mattarella al Messaggero: “Non
dimentichiamo che il reclutamento, nelle città d’Europa, avviene
mediante la predicazione, diretta e soprattutto via web: dobbiamo
contrapporre a questa predicazione argomenti e indicazioni che facciano
comprendere a giovani che ne sono destinatari quanto sia preferibile
vivere nella tolleranza, nel rispetto degli altri, nella convivenza in
pace”.
Chanukkah all’Israelitico.
Quarta accensione della Chanukkiah all’Ospedale Israelitico di Roma.
“La burocrazia è un elemento che sta sopra a tutti noi, ma la volontà è
più forte. C’è una procedura in corso. Spero che l’Israelitico possa
rinascere presto in modo ancora più qualificato” ha detto il ministro
della Salute Beatrice Lorenzin, ospite della cerimonia. “In questo
momento di crisi dell’ente, la cerimonia assume un significato ancora
più particolare. Aspettiamo il miracolo”, le parole attribuite dal
Messaggero al rabbino capo Riccardo Di Segni. “Questa è probabilmente
la struttura ospedaliera più antica di Roma e ha una sua specificità da
preservare”, ha invece osservato la presidente della Comunità ebraica
romana Ruth Dureghello.
Nogarin: “Non fomentiamo l’antisemitismo”.
Il sindaco grillino Filippo Nogarin ha risposto a una lettera del
presidente della Comunità ebraica di Livorno Vittorio Mosseri. Nella
missiva, Mosseri chiedeva una reazione dopo le affermazioni di un
consigliere comunale, Marco Valiani, che ha parlato in pubblico di
“giudeomassoneria italica”, e delucidazioni sulla Giornata per la
Palestina organizzata in Comune durante la quale sono stati sferrati
durissimi attacchi contro Israele. Nella sua risposta Nogarin prende le
distanze da Valiani definendo le sue frasi “cariche d’odio e
pregiudizio”, ma si dimostra più critico verso la politica israeliana.
“Ritengo che discutere, anche aspramente sulla politica estera
d’Israele sia ben diverso dal doveroso rispetto dovuto agli ebrei.
Accusare questa amministrazione di voler fomentare l’antisemitismo –
afferma – è profondamente sbagliato” (Corriere Fiorentino).
Memoria e futuro. Il
Corriere Fiorentino parla anche della mostra itinerante “I giovani
ricordano la Shoah” realizzata dal ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca in collaborazione con l’UCEI. “Fare
memoria consiste nell’essere cittadino a pieno titolo” ha commentato il
vicesindaco Cristina Giachi di fronte alle opere realizzate dagli
studenti delle diverse scuole italiane.
Cantiamo l’inno. Su
Repubblica Milano, un lettore si chiede perché durante la cerimonia al
Giardino dei Giusti sul Monte Stella, per la dedica di un cippo
all’archeologo Khaled al Asaad, sia stata cantata solo la Marsigliese e
non l’inno di Mameli. “Non riesco a capacitarmi – si legge – di questa
nostra posizione restia ad onorare la nostra patria tanto quanto fa la
Francia dove il parlamento intero ha cantato con passione insieme al
presidente della Repubblica Hollande La Marsigliese”.
Sapori di Tel Aviv. Sulla
Stampa i segreti della shakshuka, le uova cucinate con cipolla,
peperoni e pomodori, immancabile piatto della colazione israeliana. A
rivendicarne la paternità ebrei tunisini, ma anche marocchini, libici,
yemeniti, egiziani e algerini.
La stanza delle meraviglie.
“Una collezione unica al mondo”: così la Stampa definisce il piccolo
tesoro accumulato da Franco Artom che, in una stanza in via
Montenapoleone a Milano, custodisce modelli di treni, auto e persino
tute spaziali. Una vita dedita al collezionismo anche durante la
guerra, quando acquistava libri ebraici nel mantovano ma della quale
preferisce non parlare: “Tralascio le persecuzioni razziali. Una
vicenda tragica – dice – va lasciata dove sta”.
Rachel Silvera
twitter @rsilveramoked
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