Roberto
Della Rocca,
rabbino
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Quando
i figli di Israele scendono in Egitto, Giuseppe raccomanda ai suoi
fratelli: “Quando il Faraone vi chiamerà e vi domanderà: ‘Qual è la
vostra occupazione?’, risponderete: ‘Uomini di gregge sono stati i tuoi
servi dalla nostra gioventù fino ad ora’” (Bereshìt, 46; 33-34). Il
Rabbì Izchak Aramà spiega questo verso in questo modo: “Ha scelto per
loro la cosa buona e retta e ha reso loro odioso il potere, giacché non
c’è dubbio che se avesse voluto li avrebbe nominati capi di migliaia e
capi di centinaia sul regno, ma ha voluto che dicessero che essi sono
pastori di gregge dalla loro infanzia, sia essi che i loro padri”.
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Dario
Calimani,
anglista
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È
bello, durante le feste, quando ti riunisci con amici e parenti,
invitare qualche ospite di passaggio. È bello pensare di dare una casa
accogliente a chi è solo e lontano dalla famiglia. Bisogna solo fare
attenzione al menu e sperare di indovinare i suoi gusti. Ché se nelle
vivande ci metti troppo olio d’oliva, alla mediterranea, magari non
incontri il suo favore e ti ritrovi simpaticamente sul giornale quando
meno te l’aspetti. E, quel che è peggio, ti accolli un senso di colpa
in più. Come se ce ne fosse bisogno. L’anno prossimo, tutti al
ristorante.
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Washington-Roma,
l'asse è forte
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L’Italia
e i nostri alleati sono pronti a fare di più” annuncia Barack Obama al
termine di una riunione al Pentagono sulle strategie da adottare nella
lotta contro il terrorismo. Come riporta il Corriere, Obama punta alla
svolta sul piano diplomatico. Ed è in questo campo che l’Italia sembra
poter svolgere una funzione di primo piano, in particolare per il suo
impegno in Libia. A Palazzo Chigi si sottolinea intanto come il
riferimento all’Italia testimoni “una piena e operativa sintonia”.
Marine non si abbatte.
“Adesso non ci ferma più nessuno”. Non appare scoraggiata la leader del
Front National Marine Le Pen di fronte alla sconfitta alle elezioni
regionali. “Diventiamo la prima forza di opposizione nel Paese” ha
affermato Le Pen, che può contare su 358 consiglieri regionali, il
triplo rispetto al 2010, e punta già al rilancio per l’Eliseo. I primi
sondaggi sono in questo senso preoccupanti, riporta il Messaggero: le
previsioni la danno infatti in testa al primo turno delle presidenziali
del 2017.
“L’Unione Europea deve molto ai valori della Repubblica francese, alla
sua concezione forte di libertà, stato di diritto, laicità, solidarietà
e uguaglianza. II Front National è diametralmente opposto a questi
valori”, afferma intanto il presidente del Parlamento europeo Martin
Schulz in un’intervista a Repubblica.
Mattarella: “Non abbandoniamo il dialogo”.
“Abbiamo bisogno di dialogo, in particolare fra le religioni”. Lo ha
affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella davanti al
corpo diplomatico ricevuto al Quirinale per gli auguri di fine anno.
“La battaglia contro il terrorismo si affronta ovunque si manifesti
l’intolleranza fondamentalista”, ha aggiunto il capo dello Stato
(Corriere).
d'origine, un'altra persona).
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qui firenze
Livia la cattolica, Gina la valdese
Il coraggio di due donne Giuste
Una
cattolica, l’altra valdese. La prima, colpita da un invito alla
solidarietà del cardinale Elia Dalla Costa, avrebbe aperto la porta del
proprio appartamento in via della Colonna e offerto un rifugio
temporaneo a dei perfetti sconosciuti. La seconda, membro attivo della
Resistenza partigiana, avrebbe fatto sì che il successivo espatrio
clandestino in Svizzera potesse compiersi senza troppi imprevisti. E
ancor prima si sarebbe fatta in quattro per venire incontro ai suoi
amici, fornendo loro preziose indicazioni e rassicurazioni.
Livia Sarcoli, Maria Adelaide (Gina) Silvestri Sabatini: ancora due
nomi nel registro dei Giusti del Memoriale dello Yad Vashem di
Gerusalemme, l’istituto israeliano che rende immortale omaggio a chi
mise a rischio la propria vita pur di sottrarre anche un solo individuo
alla barbarie nazifascista. Con Gina, l’unica per cui è stato possibile
rintracciare dei parenti, che sarà insignita del riconoscimento alla
memoria nel corso di una cerimonia in programma giovedì mattina nella
sinagoga di Firenze (il via alle 11). Gli
occhi di Sergio Della Pergola, demografo di fama oltre che storico
collaboratore delle nostre testate, poco più di un neonato all’epoca,
hanno incrociato quelli di entrambe nelle ore che segnarono la loro
disponibilità a correre quel rischio estremo.
Un tempo di scelte drammatiche, che Livia e Gina hanno abbracciato
nella piena consapevolezza dei pericoli che potevano manifestarsi e a
cui potevano andare incontro. Così, è soprattutto grazie a loro, se il
nucleo familiare al completo – il padre Massimo, noto giornalista
sportivo e futuro ideatore del Totocalcio, la moglie Adelina, e appunto
Sergio – ebbe modo di mettersi in salvo. Una vicenda di coraggio e
solidarietà che parte da Firenze, dove i Della Pergola si erano
rifugiati nell’agosto del ’43, dopo aver lasciato in fretta e furia
Trieste, per concludersi con una rocambolesca marcia alpina il cui atto
finale viene scritto il 25 dicembre dello stesso anno. A piedi sulla
neve, ad alta quota. Senza certezze, se non la paura di fare un passo
falso. Quello che li avrebbe consegnati al nemico. E poi finalmente la
Svizzera, il Canton Ticino, la libertà. Una libertà in parte ancora da
conquistare, almeno per Massimo, visto che i soldati elvetici avrebbero
voluto rispedirlo oltreconfine. E così sarebbe accaduto se Adelina non
si fosse imposta con caparbietà e se da Berna non fosse arrivata una
telefonata risolutiva e inaspettata: è Natale, per oggi si può fare
un’eccezione. Fateli entrare tutti.
(Nelle immagini un gruppo partigiano, una foto di Maria Adelaide Silvestri Sabatini e il demografo Sergio Della Pergola)
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spotlight - l'eredità ebraica di Star wars
Che la forza sia con noi. Oy vey
Arriverà
domani nei cinema, per la gioia di milioni di fan pronti ad esaminare
ogni singola scena e accumulare innumerevoli teorie, Star Wars – Il
risveglio della forza, il nuovo episodio della saga fantascientifica
più celebre e redditizia della storia. E se i gadget fioccano e sono
diventati il regalo perfetto per festeggiare l’appena conclusosi
Chanukkah 5776 (l’ironica mezuza di Yoda e la kippah personalizzata, in
cima), i riferimenti ebraici, anche controversi, non mancano. Per chi
fosse vissuto in un eremo solitario negli ultimi trent’anni, è però
necessario fare prima un passo indietro e dare qualche piccolo
rudimento sulla trama. Star Wars-Guerre Stellari, è stato creato negli
anni ’70 da George Lucas ed è ambientato nel misterioso Impero
Galattico dove vige la feroce dittatura dell’Imperatore Palpatine
assistito dall’inquietante allievo Darth Vader, seguace del Lato Oscuro
della Forza (per intenderci il tizio con la maschera nera e l’aspetto
poco rassicurante), incaricato di reprimere qualsiasi tentativo di
resistenza. Tra le fila della Resistenza, si fa strada la principessa
Leila che prima di essere catturata lascia un fondamentale messaggio ai
droidi C1-P8 e C3-PO indirizzato a Obi-Wan Kenobi, uno Jedi, ossia uno
dei cavalieri che difendono la pace della Repubblica Galattica. I
droidi si imbattono però nel giovane Luke Skywalker e proseguono
insieme a lui la ricerca. Appreso che suo padre, a sua volta cavaliere
Jedi, è stato ucciso dal perfido Darth Vader (ma avrete delle
sorprese), Luke insieme ai suoi compagni ingaggia la propria battaglia
contro il male. Seguiranno episodi su episodi e un successo planetario.
Ma cosa c’è di ebraico in tutto questo? I milioni di spettatori
fanatici qualche idea ce l’hanno, a cominciare proprio da Darth Vader
che sulla sua iconica tuta-armatura ha delle lettere al contrario
appiccicate. Lettere che hanno tutta l’aria di essere prese in prestito
dall’alfabeto ebraico e che hanno aperto la strada alle più impreviste
interpretazioni: se c’è chi dice che non significherebbero
assolutamente nulla, altri sostengono che la proposta di traduzione più
accreditata sarebbe “Le sue azioni non saranno perdonate fino a quando
non lo meriterà”.
(Nell’immagine, un’interpretazione ‘jewish’ di Star Wars che gioca sulla parola yiddish gvald, che significa forza)
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chanukkah 5776 Bologna, la festa dei bambini
Grande
festa di Chanukkah a Bologna, organizzata dall’Ufficio Giovani
Nazionale dell’UCEI. Oltre cento persone tra bambini e adulti,
provenienti da Roma, Firenze, Modena, Ferrara e Venezia. Tutti insieme,
in un clima di spensieratezza, per celebrare l’ultima accensione della
chanukkiah.
Coordinati da Genny Di Consiglio, sei i madrichim che hanno contribuito
alla riuscita dell’evento: gli educatori romani Federica Trastulli,
Sara Salmoni, Yamit Di Neris, Alberto Moscato e Ariel Di Veroli e la
milanese Serena Fiss.
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Al sicuro |
Tra
i dati del Rapporto annuale dell’Agenzia ONU per lo Sviluppo (UNDP),
presentato oggi a Roma, ce n’è uno che spicca: nel 2014 gli italiani
che si sentivano “al sicuro” erano il 58% degli intervistati. In un
paese, ad esempio, con il tasso di omicidi tra i più bassi al mondo. Al
contrario, si percepivano sicuri il 70% dei francesi (prima degli
attentati di quest’anno), il 73% degli americani, l’80% dei tedeschi e
addirittura l’85% degli spagnoli. E soprattutto – fa davvero
impressione! – il 77% degli israeliani. Della serie: il mondo in cui
viviamo non ha molto a che vedere con quello che costruiamo nella
nostra testa.
Tobia Zevi, Associazione Hans Jonas
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Storie
- Febbre all'alba |
Vivere
dopo il lager, grazie alla forza dell’amore. È la storia autobiografica
raccontata da Péter Gárdos nel romanzo Febbre all’alba (Bompiani, pp.
234, €17, traduzione di Andrea Rényi), nel quale il regista ungherese
ricostruisce l’innamoramento dei suoi genitori, sopravvissuti ai campi
di concentramento nazisti (il padre era stato deportato nel lager di
Bergen Belsen) e trasportati in sanatori in Svezia per curarsi. È il
luglio del 1945 quando Miklos, ridotto pelle e ossa e con una brutta
malattia polmonare, raggiunge un campo profughi in Svezia. I medici lo
avvertono che ha pochi mesi di vita, ma lui compila lo stesso una lista
di 117 giovani donne, ungheresi come lui, che hanno trovato asilo in
altri campi svedesi e, volendo trovare moglie, invia a ciascuna di loro
una lettera.
Mario Avagliano
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