3 gennaio 2016 - 22 Tevet 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Benedetto Carucci
Viterbi e di David Bidussa. Nella sezione pilpul una riflessione di
Claudio Vercelli.
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Sarah Tuttle-Singer
@TuttleSinger 2 gennaio
People are leaving candles near the site of yesterday's horrific shooting in #TelAviv #IAmTelAviv
Melanie Lidman
@melanielidman 2 gennaio
First time I had to write "2016" was in connection to a deadly terror
attack. #2016, you've got lots of room for improvement @TimesofIsrael
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#PE24BreakingNews
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Aggiornamenti regolari e notizie provenienti dal mondo ebraico, sulla homepage del portale dell'ebraismo italiano www.moked.it oppure seguendo il link diretto http://bit.ly/1uQoBHo
Le notizie vengono pubblicate anche su twitter, @paginebraiche, con l'hashtag #PE24BreakingNews.
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Tel Aviv, è caccia al killer
È
ancora aperta, dopo la seconda notte di incessanti ricerche, la caccia
all'uomo a Tel Aviv per arrestare l'autore dell'attentato del primo
dell'anno nel pieno centro della città, identificato come Nashat
Milhem, ventinovenne arabo israeliano. Milhem ha aperto il fuoco in un
bar della frequentatissima rehov Dizengoff, uccidendo due persone, Alon
Bakal, 26 anni, e Shimon Ruimi, 30, e ferendone altre sette. Il
Messaggero tra gli altri riporta le voci di condanna della comunità
arabo-israeliana, che ha preso le distanze dalla violenza, e
l'intervento del primo ministro Benjamin Netanyahu, che si è recato
personalmente sul luogo dell'attentato: “Non sono disposto ad accettare
due Stati all'interno di Israele. Questo periodo è finito. Se si vuole
essere cittadini di Israele e goderne dei diritti - le sue parole -
bisogna rispettarne le regole”.
Un accordo che fa discutere.
È ufficialmente in vigore da ieri l'accordo firmato a giugno con il
quale, di fatto, la Santa Sede riconosce la Palestina come Stato e
appoggia il disegno dei due Stati che vivono uno accanto all'altro “in
pace e in sicurezza sulla base delle frontiere del 1967”. Già nel
giugno scorso le autorità israeliane avevano dichiarato di non poter
accettare “le decisioni unilaterali contenute nell'accordo, che non
prendono in considerazione gli interessi fondamentali di Israele e lo
speciale status storico del popolo ebraico a Gerusalemme”. "In un
contesto cosi delicato il riconoscimento da parte del Vaticano non
aiuta a semplificare il problema. Non è facile ma forse una linea più
prudente avrebbe aiutato di più” dice il rav Giuseppe Laras a
Repubblica. Diverso il parere dello scrittore israeliano Abraham
Yehoshua, intervistato dal quotidiano: “Siccome nel merito della
questione palestinese esso si pronuncia chiaramente a favore della
soluzione dei due Stati, non posso che sostenerlo con tutto il mio
cuore".
Faida islamica. È
in corso una nuova escalation di violenze tra sciiti e sunniti, che
destabilizza ulteriormente il mondo islamico. A far scattare le nuove
tensioni la decapitazione in Arabia Saudita dell’imam Nimr al Nimr, tra
gli esponenti più rilevanti della minoranza sciita (circa il 25% dei
sauditi), nell'ambito dell'esecuzione record di 47 prigionieri accusati
di “terrorismo” ordinata dalla monarchia di Riad. Durissima reazione
dell'Iran, il cui ministro degli Esteri annuncia che l'uccisione sarà
pagata “a caro prezzo”. L’ambasciata saudita a Teheran è stata
assaltata in nottata con molotov e saccheggi. Scontri di piazza sono
avvenuti anche in altre città iraniane e in Barhein, e anche per oggi
sono previste nuove manifestazioni (Corriere della sera).
Curare le disuguaglianze.
Avvenire riprende a tutta pagina l'intervista di Daniel Reichel
all'economista statunitense premio Nobel Joseph Stiglitz, pubblicata su
Pagine Ebraiche. Stiglitz si concentra in particolare nell'analizzare
le falle del sistema economico e di alcune delle teorie che lo reggono.
"La disparità di reddito determina anche disparità nelle opportunità –
spiega il Nobel – e ciò si potrebbe compensare ad esempio con una buona
istruzione pubblica”.
Capodanno con bestemmia.
"Brindisi anticipato, il finale di 'Star Wars' rivelato, parolacce e
addirittura una bestemmia. Tutto in diretta. Non è stato certo un
capodanno tranquillo quello della Rai". Così l'Osservatore Romano, la
cui nota è oggi riportata da molti quotidiani.
Bologna, attacco No-Tav.
È stato sventato per puro caso da una guardia giurata che passando ha
notato dei bagliori quello che doveva essere un attentato al cantiere
adiacente alla stazione dove il 27 gennaio sorgerà il Memoriale della
Shoah di Bologna. L'azione non era tuttavia diretta a colpire la
Comunità ebraica, specifica Repubblica che sulle pagine bolognesi
ricostruisce l'accaduto, bensì l'Alta velocità. Su un muro, a pochi
metri di distanza, la scritta con la quale si voleva rivendicare il
gesto: “No Tav, qui e ovunque”. Si è dunque trattato di un errore del
gruppo anarchico bolognese che voleva sabotare la linea ferroviaria,
hanno spiegato le forze dell'ordine.
Joann Sfar e il diritto di scherzare.
“Se siamo tutti d'accordo che non si uccide per un disegno, siamo
invece più divisi sul diritto di scherzare su ciò che alcuni
considerano sacro. Ancora oggi è un principio controverso che esiste
solo in Europa, e forse solo in Francia. Eppure è la ricchezza di
questo paese”. Parla così il fumettista ebreo francese Joann Sfar,
autore de Il gatto del rabbino,
in un'intervista a Repubblica. Il suo nuovo graphic novel
autobiografico, raccontato su Pagine Ebraiche di gennaio, raccoglie
disegni e riflessioni sulla libertà religiosa, la tolleranza e la
responsabilità del suo mestiere, annotati sul suo taccuino in seguito
agli eventi che hanno sconvolto il 2015 francese, dagli attentati di
gennaio a quelli del 13 novembre.
Venezia, un capodanno importante.
Il Corriere del Veneto pubblica una riflessione del rabbino capo di
Venezia Mino Bahbout in occasione del capodanno civile, che pur non
coincidendo con quello ebraico costituisce un momento importante per la
Comunità cittadina in quanto segna l'anniversario del cinquecentenario
dalla nascita del Ghetto. Non saranno festeggiamenti, sottolinea il
rav, ma comunque saranno “celebrazioni importanti”, perché la storia di
quei luoghi dimostra che “dalle difficoltà e dalla costrizione si può
tirar fuori il meglio".
Don Milani, un prete scomodo.
Uscirà a settembre per Mondadori l'edizione nazionale dell'opera omnia
dedicata a don Milani. Il presidente del comitato preposto, lo storico
Alberto Melloni, racconta sulla Lettura del Corriere trama filologica e
passione civile del prete di Barbiana, che nacque e crebbe in una
famiglia ebraica.
Francesca Matalon
twitter @fmatalonmoked
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