5 Gennaio 2016 - 24 Tevet 5776 |
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Su Pagine Ebraiche 24, la Newsletter
quotidiana di metà giornata, oggi i pensieri del rav Roberto Della
Rocca e di Dario Calimani. Nella sezione pilpul una riflessione di
Tobia Zevi e Mario Avagliano.
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Reuven Rivlin
@PresidentRuvi
4 gen
Welcomed today Foreign Affairs committee members with chair Senator Casini. @IsraelinItaly
Pierferdinando Casini
@Pierferdinando
4 gen
Incontro con Presidente israeliano Rivlin @PresidentRuvi e ex Ministro Esteri e Giustizia Tizpi Livni @AmbTelAviv
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#PE24BreakingNews |
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Medio Oriente, scontro aperto
Nuove
tensioni al confine tra Libano e Israele dove ieri miliziani di
Hezbollah hanno fatto esplodere un potente ordigno al passaggio di una
pattuglia militare israeliana. Non si registrano vittime, ma la
situazione appare di estrema gravità. Come ricorda il Quotidiano
Nazionale, l’area è infatti limitrofa al Golan siriano dove Hezbollah
libanesi e militari iraniani sostengono energicamente le forze di
Bashar Assad contro milizie ribelli sunnite, “che in parte si ispirano
ad al Qaida o allo Stato islamico”.
Nel frattempo le monarchie sunnite del Golfo appaiono sempre più
compatte al fianco dell’Arabia Saudita nello scontro frontale con il
comune nemico, lo sciita Iran. “Gli schieramenti – scrive la Stampa –
ricalcano quelli della guerra per procura in Yemen, ma questa volta
Riad e Teheran rischiano di scontrarsi in Bahrein, dove ieri mattina
violente manifestazioni hanno squassato i sobborghi della capitale
Manana”.
Immigrazione, Stoccolma chiude le porte. Di
fronte all’emergenza immigrazione drastico intervento del governo
svedese, che ha ripristinato i controlli con la Danimarca. Copenaghen a
sua volta ha risposto con una stretta sui confini con la Germania. Si
tratta di una svolta storica per Stoccolma, che spaventa i vertici
dell’Unione Europea ed è così raccontata dalla Stampa: “La
socialdemocratica Svezia, prima in Europa per numero di rifugiati,
aveva resistito fino all’ultimo alla chiusura delle frontiere auspicate
dalla destra radicale, terza forza politica in Parlamento. Ma il Paese
che dal 2013 garantisce asilo e residenza a tutti i siriani, che offre
un lavoro, sussidi e una casa a circa 110 mila profughi all’anno e che
nel solo 2015 ha ricevuto 163 mila richieste di asilo, ora ha alzato
bandiera bianca”.
Charlie, il disappunto di cattolici e musulmani.
A un anno dalla strage, il numero speciale di Charlie Hebdo sta
suscitando molte reazioni nella società francese. Al centro di alcune
polemiche la copertina del settimanale in cui si raffigura un dio con
kalashnikov e veste insanguinata. “È un genere di provocazione di cui
la Francia ha bisogno?”, si chiede la Conferenza dei vescovi. Mentre il
presidente del Consiglio del culto islamico afferma: “Abbiamo bisogno
di segni di concordia. Questa caricatura non aiuta perché colpisce
tutti i credenti delle diverse religioni”.
Per il Corriere, il diritto alla blasfemia esercitato da Charlie Hebdo
“può dare risultati più o meno divertenti, può piacere o disgustare, ma
esiste, almeno in Francia”.
La rimozione tedesca. Processi,
colpe collettive, gerarchi in fuga. Dal 14 gennaio nei cinema “Il
labirinto del silenzio”, pellicola candidata all’Oscar che racconta la
lunga rimozione tedesca della Shoah e del nazismo. Scrive in merito
Repubblica: “Si può dimenticare l’Olocausto? Non solo i negazionisti,
ma una intera nazione, quella responsabile? La Germania lo fece per
quasi un ventennio, come se il processo di Norimberga, con la condanna
a morte dei grandi responsabili del nazismo (ma quelli condannati alla
detenzione furono graziati negli anni 50), avesse chiuso per sempre
quel capitolo mostruoso, cancellandolo come se non fosse mai avvenuto”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked
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